
Pare che non ci si riesca più a muovere dal discorso invasive, aliene, autoctone, alloctone…
In ogni caso… Se con Theodoropulos non condivido il 100% delle posizioni… con questo signore qui, si.
Ma poi, in definitiva… che crepi il panda!

Pare che non ci si riesca più a muovere dal discorso invasive, aliene, autoctone, alloctone…
In ogni caso… Se con Theodoropulos non condivido il 100% delle posizioni… con questo signore qui, si.
Ma poi, in definitiva… che crepi il panda!
Tanto per incasinare ulteriormente il dibattito sulla biodiversità… sapete dove ho pescato la dritta su Theodoropoulos, il “blasfemo” che promuove il mischione di piante autoctone ed alloctone?
Dai libri di Eric Toensmeier che ho citato nell’ultimo articolo per quelli del Terranauta.
In effetti, in permacultura, gli alieni, le “minacce alla biodiversità” sono principalmente visti come indicatori di un’alterazione (tendenzialmente atropogenica) di un’ambiente naturale. (vedi l’ailanto che fa saltare i tabelloni di porfido dei marciapiedi)
In ogni caso… se volete impiantare il vostro orto permanente inserendovi piante clandestine in profusione, Toensmeier ne ha pubblicato la lista qui.
Siete ancora qua a leggere… basta! Via! Via! Che c’è un mondo che si muove!
Per dire… “Vita in Campagna“, la rivista per “il campagnolo di ritorno” s’è finalmente resa conto di avere un pubblico leggermente più eterogeneo di quello che supponeva (ne andrà a discapito dei trattorini tosaerba e degli ultimi modelli di “gator” per potare rumorosamente?) e sul numero di questo mese pubblica un lungo articolo sul progetto Sunseed (da cui ho tratto il fai da te sulle micorrize).
Ci avevano già provato con un’articolo sulle consociazioni ma m’ero sganasciato dal ridere a vedere la faccia di G. mentre lo leggeva…
Cambiando assolutamente tono e spessore. Meristemi sta pubblicando alcuni dei migliori post che abbia letto ultimamente su biodiversità e specie aliene (marziani verdi e ailanto compresi)… prendetevi il tempo di leggere anche i commenti. Non so quando capiterà di nuovo un confronto pubblico tra il Dott. M. e Silphion… da mettersi in un angolino in silenzio…
Il mio babbo, che agisce dietro le quinte e non si palesa, mi passa un articolo su Ken Street il “cacciatore di semi” (lasciate perdere l’aspetto più folkloristico alla Indiana Jones… quello serve a tirar su i soldi per un progetto interessante...)
Intanto, dopo le lunghe attese di un collegamento a 56K, sono finalmente riuscito a vedere la conferenza di Louise Fresco ai TEDtalks (via Agricultural Biodiversity Weblog).
La presentazione e geniale e lei è molto brava anche se non condivido un granchè la tesi di fondo. Da salvare, comunque, l’abbattimento del mito un po’ radical chic e facilone del “o che bella la vita rurale di un tempo…” (in cui, per gusto della contraddizione… credo ciecamente… un po’ come al medioevo di LeGoff…)
Chiacchere al bancone