Il potere evocativo del cibo. Ovvero come sentirsi a Milano, solo chiudendo gli occhi e assaporando un piatto che ho mangiato solo una volta a Piazza Duomo. E' successo forse tre anni fa, credo di averlo già raccontato. Passeggiavo da sola a Milano, in Galleria. Quando viaggio mi piace dedicare un po’ di tempo passeggiando in solitaria tra stradine, negozi e bar, cercando di cogliere lo spirito di un luogo. E passeggiando nel grigio e nel freddo di Milano la mia attenzione fu attratta da un ristorante con gazebo, pieno di luci calde e gente che mangiava serenamente. Decisi di entrare e pranzare li. E ordinai curiosa il mio primo risotto con ossobuco. Mi arrivó un piatto enorme, profumato e caldo. L’assaggiai e mi commossi. Come mai avevo aspettato tanto prima di fare la conoscenza con questa fantastica ricetta? Ad occhi chiusi mangiavo e sorridevo stupita, dispiaciuta solo di non poterlo condividere con qualcuno, tanto che ad un certo punto aspettai che tornasse il cameriere per dirlo almeno a lui.

1 febbraio 2021
30 aprile 2020
Risotto primavera (piselli, asparagi, gamberi e timo)
Nella mia mente avvengono strani miracoli.
Se accosto i sapori di alcuni ingredienti riesco a 'cuocere ed amalgamare' fino a raggiungere il gusto finale.
Cioè so che sapore avrà quel piatto.
Oggi sono partita dal contrario.
Volevo un piatto con un sapore particolare che sapevo solo io.
E così ho preso gli ingredienti e tadaaaaaaa ci sono riuscita.
Volevo la primavera, volevo la libertà di una giornata in campagna che profuma di vento e erbe appena tagliate, volevo l'illusione di una gita sugli scogli o in barca a vela in Grecia, volevo un risotto.
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