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giovedì 20 febbraio 2014
martedì 19 marzo 2013
giovedì 9 febbraio 2012
La faraona arrosto al pepe verde secondo ...la dieta Dukan
Un inchino ai sacerdoti vale più di cento alla divinità.....
I manichini si atteggiano a uomini, si fanno comprare...
Stanislaw Jerzy Lec (1909-1966)
mercoledì 23 aprile 2008
Faraona arrosto alla moda di nonna Cecchina

Nonna Cecchina era mia suocera.
Donna in gamba. pochi soldi ma tanto buon senso.
7 figli, 6 tra generi e nuore, 6 nipoti.
Parlava poco ma quando lo faceva beh... lasciava il segno.
Andavamo a trovarla, mio marito e i miei figli, 2 volte all'anno e in quell'occasione la sua casa si riempiva di tutti gli altri figli, mogli e nipoti che venivano a trovarci, lei ci ospitava, e a farci festa.
Quando faceva bello veniva allestita in giardino una tavolata lunga, lunga, con tutte le cose buone che lei e sua figlia Adriana riuscivano a preparare.
Ricordo ancora il matterello lungo un metro e la sfoglia che faceva, grande quanto un mezz'ettaro con la bolla al centro per farle prendere "aria".
I cappelletti di magro, sì proprio di magro, perché in Romagna non usano la carne per il ripieno, ma il formaggio erano SUBLIMI.
Ricordo ancora la selva di bottiglie di Albana, bionda e profumata, e i salami lunghi quanto un
braccio e larghi in proporzione che, anche se tirati fuori quasi alla fine del pranzo, finivano in un battibaleno.
E ricordo anche le sere passate in casa, sempre con i miei cognati, quando dopo avere mangiato, mangiato e ben bevuto attaccavano a parlare di politica.
I toni diventavano roventi, le urla altissime, tanto che temevo arrivasse la polizia per veder se,per caso, scorresse del sangue.
In seguito ho pregato tutti di non parlare di politica perchè sarebbe stato meglio, tanto, anche con la migliore volontà, non si sarebbero mai trovati daccordo su nulla.
Ma..... torniamo alla faraona.
Mia suocera andava in perlustrazione presso le case dei vicini e conoscenti per acquistane un paio.
Mi ricordo di quella volta che tornò a casa con due esemplari da competizione.
Erano belle, grasse, grandi: due porcone.
Ragazze posso assicurare che quelle faraone avevano il rimmel sugli occhi.
Mia suocera le cucinava intere, poi.
La mia faraona, cucinata come le sue, è una sbiadita imitazione.
Le faraone non sono quelle, ovviamente e ciò che si trova in commercio è di allevamento.
Rassegnamoci, quindi!
Andiamo ora alla ricetta.
Tempo di preparazione e cottura circa 1 ora e 30'
Costo: medio (io l'ho pagata circa 8 euro al kilo ma può essere sufficiente per 4/5 persone).
Difficoltà: **
Ingredienti:
1 faraona del peso di 1 kg. circa
1/2 bicchiere d'olio extravergine
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 noce di burro
2 rametti di rosmarino
4 spicchi d'aglio
sale e pepeq.b.
Fare tagliare dal macellaio la faraona a metà, se siete capaci in seguito di porzionarla a casa.
Altrimenti fatela tagliare a pezzetti.
Consiglio in tal senso perché, almeno per me, è più comodo lavarla senza dover lavare pezzetto per pezzetto.
Asciugarla con cura e metterla a cuocere in olio e una noce di burro, che dà maggior profumo, con alcuni rametti di rosmarino e dell'aglio in camicia e intero, schiacciato con il palmo della mano o, leggermente, con un batticarne.

Quando la carne è rosolata versare del vino bianco a temperatura, salare e pepare e portare a fine cottura, aggiungendo se è il caso dell'acqua o un poco di brodo caldi.
Servire con verdure di stagione brasate: carciofi, biete insaporite in olio e aglio, purea ecc.
Non è un piatto difficile e la preparazione è quella che si può adottare per tutte le carni arrosto.
E' la faraona che è speciale anche se di allevamento.
E' magra, saporita, si può anche mangiare fredda volendo.
Con gli avanzi se ne rimane si può fare anche un'insalata con pezzetti di sedano, noci ecc.Donna in gamba. pochi soldi ma tanto buon senso.
7 figli, 6 tra generi e nuore, 6 nipoti.
Parlava poco ma quando lo faceva beh... lasciava il segno.
Andavamo a trovarla, mio marito e i miei figli, 2 volte all'anno e in quell'occasione la sua casa si riempiva di tutti gli altri figli, mogli e nipoti che venivano a trovarci, lei ci ospitava, e a farci festa.
Quando faceva bello veniva allestita in giardino una tavolata lunga, lunga, con tutte le cose buone che lei e sua figlia Adriana riuscivano a preparare.
Ricordo ancora il matterello lungo un metro e la sfoglia che faceva, grande quanto un mezz'ettaro con la bolla al centro per farle prendere "aria".
I cappelletti di magro, sì proprio di magro, perché in Romagna non usano la carne per il ripieno, ma il formaggio erano SUBLIMI.
Ricordo ancora la selva di bottiglie di Albana, bionda e profumata, e i salami lunghi quanto un
braccio e larghi in proporzione che, anche se tirati fuori quasi alla fine del pranzo, finivano in un battibaleno.
E ricordo anche le sere passate in casa, sempre con i miei cognati, quando dopo avere mangiato, mangiato e ben bevuto attaccavano a parlare di politica.
I toni diventavano roventi, le urla altissime, tanto che temevo arrivasse la polizia per veder se,per caso, scorresse del sangue.
In seguito ho pregato tutti di non parlare di politica perchè sarebbe stato meglio, tanto, anche con la migliore volontà, non si sarebbero mai trovati daccordo su nulla.
Ma..... torniamo alla faraona.
Mia suocera andava in perlustrazione presso le case dei vicini e conoscenti per acquistane un paio.
Mi ricordo di quella volta che tornò a casa con due esemplari da competizione.
Erano belle, grasse, grandi: due porcone.
Ragazze posso assicurare che quelle faraone avevano il rimmel sugli occhi.
Mia suocera le cucinava intere, poi.
La mia faraona, cucinata come le sue, è una sbiadita imitazione.
Le faraone non sono quelle, ovviamente e ciò che si trova in commercio è di allevamento.
Rassegnamoci, quindi!
Andiamo ora alla ricetta.
Tempo di preparazione e cottura circa 1 ora e 30'
Costo: medio (io l'ho pagata circa 8 euro al kilo ma può essere sufficiente per 4/5 persone).
Difficoltà: **
Ingredienti:
1 faraona del peso di 1 kg. circa
1/2 bicchiere d'olio extravergine
1/2 bicchiere di vino bianco secco
1 noce di burro
2 rametti di rosmarino
4 spicchi d'aglio
sale e pepeq.b.
Fare tagliare dal macellaio la faraona a metà, se siete capaci in seguito di porzionarla a casa.
Altrimenti fatela tagliare a pezzetti.
Consiglio in tal senso perché, almeno per me, è più comodo lavarla senza dover lavare pezzetto per pezzetto.
Asciugarla con cura e metterla a cuocere in olio e una noce di burro, che dà maggior profumo, con alcuni rametti di rosmarino e dell'aglio in camicia e intero, schiacciato con il palmo della mano o, leggermente, con un batticarne.

Quando la carne è rosolata versare del vino bianco a temperatura, salare e pepare e portare a fine cottura, aggiungendo se è il caso dell'acqua o un poco di brodo caldi.
Servire con verdure di stagione brasate: carciofi, biete insaporite in olio e aglio, purea ecc.
Non è un piatto difficile e la preparazione è quella che si può adottare per tutte le carni arrosto.
E' la faraona che è speciale anche se di allevamento.
E' magra, saporita, si può anche mangiare fredda volendo.
E, come al solito: BUON APPETITO!!!!!
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