"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia."
(Harriet Van Horne)


Pagine

Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta frutta. Mostra tutti i post

venerdì 5 febbraio 2010

Crostata con la bandiera di CUBA!



Ormai anche l’archivio delle mie ricette è dominato dallo stesso caos che contraddistingue la mia vita. Infatti non ho più idea di quando siano state realizzate… potrei risalire all’esatta data guardando le proprietà delle foto, ma non è importante. Tanto comunque il comune denominatore è che è passata un’eternità da quando le ho fatte…

La torta di oggi, se l’avessi postata nei giusti tempi, sarebbe stata un colpo di scena! La soluzione all’enigma che avevo lasciato in sospeso… Siccome nessuno si ricorderà si cosa si trattava, date ora vi rinfresco la memoria.

Tempo fa volevo fare una torta da regalare ad una persona mooooolto speciale, per ringraziarla della sua costante disponibilità. Si tratta della mia amica, sorella ideale e maestra di ballo Niovis Soto. Una ragazza cubana dal cuore d’oro, oltre che ballerina e coreografa eccezionale. Che poi quando si parla di Cuba o dei cubani c’è sempre da dire qualcosa di buono. Non può essere solo un caso…
- Piccolo spazio pubblicità: se siete di Milano, ma anche no, e volete avvicinarvi alla salsa cubana e al folklore cubano, la WEMILERE DANCE ACADEMY della maestra Niovis Soto fa per voi! Cliccate qui per maggiori informazioni. –Volevo una torta che fosse proprio per lei, non una buonissima torta però anonima, ma una buonissima torta che in qualche modo parlasse di lei…
Trattandosi di una ballerina cubana già la mia fantasia era partita, immaginando decorazioni da urlo che solo grazie al famoso MMF avrei potuto realizzare. L’idea era quella di fare un bel Pan di Spagna rettangolare farcito di crema pasticciera e magari un secondo strato di crema pasticciera al cioccolato, il tutto ricoperto di MMF bianco. E sempre tutte in MMF queste decorazioni: sopra avrei riprodotto la bandiera cubana, nei 4 bordi in verticale volevo appiccicare delle lettere per comporre il nome della scuola e il nome di Niovis e, per finire in bellezza, una bella bambolina ballerina che rappresentasse proprio lei.





Dopo le peripezie raccontate qui, col Pan di Spagna ero a posto.
Lo stesso però non si può dire del MMF… Ho mollato ancora prima di realizzare le decorazioni che mi ero immaginata…. Per usare una terminologia da Facebook, io e l’ MMF non abbiamo stretto amicizia! Per conoscere i dettagli del mancato lieto fine leggete qui.

Così ero di nuovo punto e a capo… o quasi… Che me ne facevo di un anonimo (seppur sudato e ben riuscito) Pan di Spagna senza decorazioni ad effetto??
Dopo tanto pensare su come sostituire questo tentativo fallimentare con una torta di successo, ho optato per la cosa più semplice di questo mondo… e come al solito, la semplicità vince!
Infatti non c’era bisogno di complicarsi la vita e rimanere invischiata in quella roba appiccicaticcia e dal dubbio sapore… Approfittando dei colori della frutta avrei potuto riprodurre la bandiera cubana che già di per sé rappresenta Niovis, perché lei è Cuba, lasciando perdere le ulteriori decorazioni. Il bianco fatto con fettine di banana, il rosso coi lamponi e il blu coi mirtilli. Il tutto appoggiato su un letto di crema pasticciera adagiata su una frolla.
In altre parole niente di più che una crostata alla frutta!!!




Però siccome nessuna cosa che fa parte della mia vita può essere semplice, anche la preparazione di una crostata è diventata un rompicapo.
La torta andava consegnata il sabato in pausa pranzo. Avendo un negozio io lavoro anche al sabato.
Così il venerdi sera ho preparato la frolla e la crema e le ho messe in frigo a riposare. Il sabato all’alba con la pasta ho foderato lo stampo rettangolare e l’ho cotta.
Ho impacchettato il guscio di crostata cotto e l’ho portato in negozio insieme alla frutta, alla crema e alla bustina per realizzare la gelatina (che ho scaldato al microonde in negozio, litigandoci… e con cui ho coperto solo le banane per proteggerle dall’annerimento). Approfittando dell’anticipo ho montato la torta nel retro del negozio dove ho allestito un piccolo angolo cucina…
Tutto perfetto. La decorazione riproduceva in maniera abbastanza fedele la bandiera cubana, se non fosse che…. Ci sarebbe una stella all’interno della parte rossa… e io me ne ero completamente dimenticata…
Avrei dovuto realizzare almeno solo quella con il MMF bianco da appoggiare sopra i lamponi, oppure con una glassa reale, facendo un po’ di fatica…

Trovandomi in negozio con nessun attrezzo e nessun ingrediente a disposizione, come avrei potuto fare???
Purtroppo mi sono venute in mente solo due idee tremende…
La prima idea era quella di ritagliare una stella da un foglio e far scendere dal buco ricavato dello zucchero a velo… certo, come no! Non essendo la superficie sotto liscia visto che c’erano i lamponi ed essendoci la crema sotto, il disegno della stella non si sarebbe visto…
La seconda idea: sono andata al supermercato vicino al negozio a comprare una bomboletta di panna montata… cosa che non uso mai perché non la amo… con grande maestria ho realizzato la stella… sembrava anche ben riuscita… se non fosse che, quando ho realizzato la torta era ancora fine estate, quindi con quel caldo la panna non avrebbe retto nemmeno il tempo del trasporto… basti pensare che solo il tempo di fare le foto e già si era ammosciato tutto…
Quindi??? Dopo lo scempio ho smontato la parte dei lamponi, li ho lavati per togliere la panna e ho rimontato di nuovo la torta… quindi ho rinunciato alla stella… una bandiera cubana un po’ falsata, soprattutto privata di una parte di significato…

Un delirio insomma…

Fortunatamente il consenso della destinataria è stato totale e questo è l’importante…. E lo ha pure espresso su Facebook dove ho caricato la foto della crostata.
Tutto è bene quello che finisce bene!!
La ricetta della crostata come la faccio io l’avevo già postata e la trovate qui.






sabato 13 giugno 2009

Tarte Tatin




L’ho già detto che sono “leggermente” stanca fisicamente e psicologicamente, vero???
Si, credo di si… Però nonostante questa specie di astenia appena ho un attimo libero mi butto sui fornelli (in senso figurato, s’intende!!) invece di lanciarmi sul letto.
Credo sia una valvola di sfogo molto efficace. Mi rilassa, mi distrae leggermente dal caos del mio quotidiano e mi permettere di esprimere un pochino della mia creatività.
E ammetto che anche il mio ego è appagato nel constatare che il mio piccolo blog sta ottenendo consensi… Si, perché anche sei i lettori ufficiali sono pochi, so che ci sono delle persone che mi seguono in maniera silenziosa. Sono alcuni amici che hanno scoperto del mio blog attraverso i commenti quotidiani che scrivo sulla mia pagina di Facebook e incuriositi, sono passati di qua a fare un giretto per poi farmi tanti gentili e piacevoli complimenti! A volte mi stanco anche in cucina e rischio di perdere pure la pazienza quando le cose non vengono come dico io, ed è il caso della follia culinaria che mi vede protagonista in questi giorni, ma non avendo ancora gettato la spugna del tutto non è ancora il caso di parlarne... ora invece…

…Mesdames et messieurs… aujourd’hui a vous… la Tarte Tatin (aux pommes)!!



Esatto, ancora un dolce francese, ma soprattutto ancora le mele come ingrediente principale!!
Sopportate ancora, quando deciderò di accantonare le mele per un po’, magari comincerò col filone delle pere o qualcosa d’altro. Staremo a vedere.



Dopo una selezione delle varie ricette in rete anche questa volta ho scelto quella di Giallo Zafferano (con alcune piccole modifiche) da cui è stato tratto testualmente anche questo trafiletto dedicato alla storia della Tarte Tatin:

“La Tarte Tatin è un classico dolce della tradizione francese nato all'inizio del secolo grazie all'inventiva delle sorelle Carolina e Stephanie Tatin albergatrici a Loret-Cher, in Francia.
In realtà sembra che, come di solito accade, questa buonissima torta sia nata a causa (sarebbe meglio dire per merito) di uno sbaglio.
Le due sorelle Tatin, avevano nell'albergo due ruoli diversi, mentre la giovane Carolina si occupava di accogliere i clienti, Stephanie, cuoca provetta, si occupava della cucina: in particolar modo era apprezzata la sua buonissima torta di mele.
La leggenda narra che, un giorno in cui l'albergo era pieno di cacciatori che aspettavano di poter pranzare, Stephanie si accorse di non aver preparato la sua torta di mele; senza farsi prendere dal panico corse in cucina, imburrò e cosparse di zucchero una tortiera, ci mise dentro le mele e la infornò.
Solo dopo si rese conto di non aver foderato la tortiera con la pasta briseè!
Ancora una volta Stephanie prese in pugno la situazione, ricoprì la tortiera con un solo strato di pasta e rimise tutto in forno.
La storia finisce, naturalmente, con il lieto fine: infatti terminata la cottura, Stephanie rovesciò la torta su un piatto e la portò in sala dove fù letteralmente divorata.
Era nata così la tarte tatin!
Successivamente, visto il discreto successo riscosso, la tarte tatin fu adottata dal celebre ristorante parigino Maxim's che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.
Oggigiorno è uno dei dolci più amati in Francia ed è immancabile nelle Brasseries e nei ristoranti, dai più modesti ai più lussuosi.”



Ingredienti:
4 mele molto grosse (preferibilmente farinose)
1 rotolo di pasta sfoglia (qualcuno usa la brisée)
50 gr burro
80 gr zucchero
½ cucchiaino circa di cannella

Sbucciare e tagliare le mele a spicchi (8 per ogni mela).Sciogliere in una padella il burro a fuoco lento e aggiungere lo zucchero.
Far caramellare un po,' aggiungere le mele e lasciar cuocere per circa 10 minuti.
Lasciare raffreddare per 20 minuti.
Riscaldare il forno a 250°.
Appena le mele si saranno raffreddate, trasferirle in una tortiera da crostata col loro liquido di cottura e disporle a raggiera.
Stenderci sopra la pasta sfoglia e mettere il tutto in forno per 25 minuti circa.
Quando la pasta sfoglia inizia a gonfiarsi un po' abbassare il forno a 200° e continuare la cottura.
Terminata la cottura, tirare fuori la tarte tatin e capovolgerla immediatamente su un piatto o un vassoio e, volendo, spolverizzarla con zucchero a velo.



mercoledì 10 giugno 2009

Clafoutis aux cerises




Nel caso qualcuno si fosse preoccupato sulle mie condizioni di salute e sulla mia imminente visita dal medico di base, eccomi qui a fare un veloce bollettino medico.
Come prima istanza (che poi in realtà non è proprio la prima) il dottore esclude un vero problema fisiologico, ma crede che la natura dei miei disagi, chiamiamoli così, sia dovuta ad un’alimentazione da correggere (!!!) e ad una componente di stress che sguazza in questa situazione.
Per lo stress lui non ci può fare gran che, bisogna che inizi a girare la ruota della fortuna pure per me così posso tranquillizzarmi un po’…
Per la questione dell’alimentazione mi ha raccomandato di bere moltissimo, mangiare più verdura, evitare legumi e frutta zuccherina e limitare il consumo di dolci e zuccheri… cosa?????
Effettivamente io evitavo la verdura pensando di alleggerire il problema e invece… allora mi impegno solennemente a mangiarne di più tanto mi piace, ma questa cosa di limitare frutta zuccherina e soprattutto i dolci proprio non mi va giù… come faccio??
Io ho una lista di torte e dolcini da preparare… allora facciamo così, io li preparo lo stesso, ma ne mangerò poco per volta…

E neanche a farlo apposta oggi parlerò di un dolce con all’interno della frutta zuccherina, le ciliegie…
Mia madre ha afferrato al volo un bel cestino di ciliegie appena è riuscita a trovarne a prezzi decenti… e giusto il tempo di fargliene assaggiare una manciata così da sole che ho sequestrato il tutto per trasformarlo in un bel dolce di origine francese.



Il Clafoutis aux cerises è tipico della zona francese del Limousin e il nome deriva dal verbo “clafir” che vuol dire guarnire, riempire.
La ricetta originale prevederebbe l’utilizzo delle ciliegie intere perché la presenza del nocciolo darebbe più gusto oltre a ridurre la fuoriuscita di liquidi in fase di cottura.
Io ho snocciolato le ciliegie perché non avrei potuto pensare di mettermi a mangiare il dolce ed eliminarne i noccioli nello stesso tempo… scomodo e pure poco elegante!


La ricetta è tratta da “Cucina Moderna” di Giugno 1997.

E’ possibile realizzare il dolce utilizzando al posto delle ciliegie altri frutti, ma in quel caso il dolce prenderà il nome di “Flognarde”.




Ingredienti:500 gr ciliegie
100 gr zucchero
125 gr farina
3 uova
3 dl latte
Burro
Sale

Lavare le ciliegie, snocciolarle.
Sistemarle su un piatto, spolverarle con 50 gr di zucchero e farle riposare per 10 minuti.
Imburrare abbondantemente uno stampo da crostata e distribuire sul fondo le ciliegie.
Setacciare la farina in una larga terrina e aggiungere un pizzico di sale.
Incorporare alla farina lo zucchero rimasto e mescolare con cura con un cucchiaio in modo da amalgamare alla perfezione gli ingredienti.
Sgusciare le uova in una ciotola e sbatterle con una forchetta.
Versarle lentamente nel composto di farina.
Scaldare il forno a 180°.
Sempre sbattendo con una forchetta versare a filo il latte freddo.
Lavorare accuratamente il composto fino a renderlo perfettamente omogeneo ma fluido.
Rovesciare il composto di uova e farina sulle ciliegie nello stampo.
Se si sta usando uno stampo in silicone fare attenzione perché il composto è molto liquido!
Mettere in forno già caldo per 40 minuti circa.
Servire il dolce tiepido.




sabato 6 giugno 2009

Plum-cake alla frutta (in crosta)



Che giornata tremenda… dalle prime ore della mattina sono stata in preda all’ennesimo malessere generale che parte col consueto mal di pancia a cui poi si aggiunge la spossatezza. Il tutto con un bel contorno di agitazione nervosa che mi toglie il fiato perché ho da fare mille cose e non riesco a farle se sto così…
Lo so, devo andare dal dottore, ma spesso il miglior medico siamo proprio noi stessi!
Quello di cui sono sicura è che la componente di stress di questo periodo interminabile gioca sicuramente una parte importante su questi malesseri, quindi basterebbe ritrovare un minimo di tranquillità e di serenità per notare un miglioramento…
Staremo a vedere… Sta di fatto che oggi sono andata al lavoro accompagnata dalla mamma… Visto che pensavo di poter cadere da un momento all’altro (fortunatamente era solo una sensazione) ho ritenuto opportuno avere il supporto fisico e morale della santa donna!

Fortunatamente questa faticosa (e ventosa) giornata ha avuto un momento positivo, che per molti sembrerà un’inezia, ma per me è stata una bella sorpresa…






Praticamente qualche settimana fa avevo preparato questo dolce, che si è rivelato buonissimo nonostante non ne fossi convinta durante tutto il processo di preparazione e cottura. Ho fatto come di consueto le foto, ho scelto quelle da inserire nel blog, le ho un minimo sistemate, ho aggiunto il “marchio di fabbrica” (il nome del blog e il titolo del dolce) e le ho caricate nel nuovo post… Peccato però che al momento di trascrivere la ricetta mi sono accorta di aver perso… la ricetta stessa!!
Una tragedia…
Io non mi ricordo mai a memoria in maniera precisa gli ingredienti soprattutto quando sono tanti e con dosi differenti e, siccome io sono la Signora Precisetti, non potevo proprio pensare di postare una ricetta che ho fatto seguendo le dosi alla perfezione con delle indicazioni sommarie…
E così, nervosissima, mi stavo quasi arrendendo al destino di non poter inserire nel blog questo dolce, quando all’improvviso ieri sera, mentre sfogliavo una rivista abbandonata per casa ci trovo dentro un foglietto spiegazzato ed era proprio lei, la ricetta!!! Felicità!!!!!!

E io che credevo di aver guardato ovunque… Ma tanto lo so che a casa mia non si perde niente, ogni tanto qualche oggetto si nasconde temporaneamente per poi tornare a fare capolino quando meno me lo aspetto!





Ma torniamo a noi, i dolci con la frutta mi piacciono parecchio e questo prevedeva inoltre l’idea carina di essere a forma di plum-cake racchiuso in un guscio di pasta frolla.
La ricetta proviene da un vecchio ritaglio di giornale, ma non saprei dire con certezza di quale pubblicazione si trattasse, forse “Io Donna” allegato de La Repubblica di qualche anno fa.
Non contenta della frutta già prevista dalla ricetta ho deciso di aggiungere anche delle belle fragole.
Come dicevo prima, sia in fase di preparazione che osservando la cottura attraverso lo sportello del forno non ero per niente convinta della riuscita. A cottura ultimata la situazione non era cambiata: l’interno sembrava essere ancora molliccio e crudo… Però una volta raffreddato la felice sorpresa: era buonissimo!!!!






Ingredienti:

300 gr circa di pasta frolla (la ricetta è qui)
50 gr uvetta sultanina
125 gr burro
150 gr zucchero
100 gr farina
60 gr amido di mais
2 uova intere
2 mezze pesche sciroppate
100 gr ananas al naturale
150 gr. (circa) fragole

In una ciotolina piena di acqua calda rinvenire l’uvetta.
Montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero, poi incorporare la farina, l’amido di mais e le 2 uova intere.
Sgocciolare e tagliare a tocchetti le pesche, l’ananas e le fragole.
Asciugare il tutto con carta da cucina, infarinare insieme all’uvetta ed eliminare successivamente la farina in eccesso scuotendo leggermente la frutta in un setaccio.
Unire la frutta al composto.
Versare il tutto in uno stampo da plum-cake imburrato, infarinato e ricoperto dalla pasta frolla stesa.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 45 minuti circa (o comunque fino a che la pasta frolla sia leggermente dorata).
Dopo circa 20 minuti di cottura praticate un taglio centrale nel senso della lunghezza.


 



martedì 12 maggio 2009

Crostata di frutta




Qualche giorno fa ho parlato degli amici di famiglia che abitano a New York e che in queste settimane sono a Milano in vacanza. Venerdi scorso sono stati a pranzo da noi. Mia madre si è occupata del pranzo completo a base di pesce (visto che io lo odio con tutta me stessa!) e ovviamente io ho pensato al dolce.
Il tempo è sempre poco così ho pensato di andare sul sicuro senza sperimentare cose nuove che magari (non sia mai!!) non riescono bene e quando ci sono ospiti non è bello… allora che c’è di meglio di una classica, ma buonissima crostata di frutta?





La sera prima ho cotto la base di pasta frolla (che avevo già pronta e congelata in attesa di fare dei frollini che a questo punto sono rimandati) e ho preparato la crema pasticcera.
La mattina poi ho riempito la frolla con la crema e l’ho farcita con la frutta. E il tocco finale, la litigata con la gelatina… si perché fino ad ora non avevo mai voluto utilizzarla perché le cose di consistenza gelatinosa non mi fanno impazzire, anzi mi danno anche un po’ fastidio, ma sulla crostata di frutta ci vuole proprio… Ma la mia avversione si è manifestata nel momento di versare la gelatina sulla torta… Ci vuole tecnica per distribuirla in modo uniforme prima che si solidifichi (praticamente in pochi secondi), mentre io pensavo di avere più tempo e di poter gestire la cosa con la mia lenta precisione da Bilancia…
Ho tentato di recuperare più che altro per una questione estetica.




Il risultato è stato accettabile esteticamente, ma sopraffino dal punto di vista del sapore.
Soprattutto considerando che questo dolce a me piace, ma spesso mi risulta stucchevole prima ancor prima di finire una modesta fetta a causa della crema o della pasta sempre troppo dolci. In questo caso invece la dolcezza è stata assolutamente giusta.






Ingredienti:

pasta frolla (circa metà della dose della ricetta qui)
crema pasticcera (come da ricetta qui)
frutta mista q.b. (io avevo solo fragole e uva in casa)
1 bustina di gelatina Tortagel PaneAngeli


Foderare una tortiera di circa 24 cm con la pasta frolla (uno strato non troppo spesso).
Bucherellare la superficie con una forchetta e infornare in forno già caldo a 180 gradi per circa mezz’ora (i tempi dipendono sempre dal proprio forno).
Quando la pasta risulterà leggermente dorata all’esterno è pronta.
Togliere dallo stampo solo una volta raffreddata
Preparare la crema pasticcera seguendo la ricetta qui.
Volendo la base e la crema possono essere preparate il giorno prima.
La crema si conserva in frigo in un recipiente coperto da pellicola.
Farcire la base della torta con la crema.
Lavare, tagliare a metà le fragole e l’uva (e a fette eventuali altri tipi di frutta come banane, kiwi, pesche, meloni, ecc., lasciando la buccia ove possibile).
Asciugare e disporre sulla crema la frutta cercando di formare una decorazione carina.
Fare la gelatina seguendo le istruzioni sulla bustina e versare rapidamente sulla torta visto che si solidifica molto in fretta.






Siccome non c’è stato tempo per fare altro e col solito ritardo che mi contraddistingue, dedico questa torta a due persone diverse e per due motivi diversi:

- mia mamma perché era la sua festa domenica (e di tutte le mamme)
- Victor, straordinario ballerino, coreografo, dj latino americano, colui che circa 20 anni fa ha portato in Italia l’animazione nei locali di salsa.
Domenica purtroppo un terribile incidente stradale lo ha portato in cielo.
Anche se non lo conoscevo personalmente mi unisco al cordoglio di tutto il popolo del ballo latino facendone parte pure io e faccio virtualmente le condoglianze ai suoi parenti a Santo Domingo.
Piuttosto che il silenzio preferisco onorare la memoria di una persona che ha dato tanto al mondo del ballo in un modo “dolce”.

QUE EN PAZ DESCANSE…