mercoledì 27 giugno 2012
Tortine di frolla alle mandorle con finta crema pasticcera e mele
Ho dormito solo due notti negli ultimi dieci giorni e per un massimo di sei ore per notte. Se state pensando ad una vita mondana di tutto rispetto siete fuori strada!
Non ho più l'età per quello :-) , ma soprattutto coi miei orari e ritmi di lavoro sarebbe impossibile...
La causa della mia carenza di sonno è il caldo! Come vi dicevo nel precedente post, casa mia non è solo calda, diciamo che è ideale per cuocere il pane, ma senza nemmeno accendere il forno!
Però io il forno lo accendo lo stesso e non tanto per cuocere il pane, ma per fare dolci, come sempre! Siccome se non dormo e se non mangio divento nervosissima, per il caldo mi sono attrezzata comprando un ventilatore che ho posizionato in un punto strategico... per la fame, beh... faccio uno sforzo mettendomi ai fornelli anche quando non ho voglia e le temperature sono altissime pregustando il momento della goduria finale!
Dal mio nutrito archivio sono venute fuori queste tortine qui, nate da un classico esperimento da foodblogger, vale a dire: parto da elementi conosciuti, faccio qualche modifica qua e là e viene fuori una cosa diversa... con un po' di fortuna anche buona al punto da meritare di finire sul blog!
La base è una frolla a cui ho aggiunto le mandorle (ne avevo già parlato qui), l'interno è una crema pasticcera "tarocca" nel senso che mancano le uova (anche questa è già comparsa sul blog qui) e per completare l'interno, dei cubetti di mela.
Purtroppo sono caratterizzate da un piccolo problema estetico dato dal fatto che le mele in cottura hanno perso volume quindi (come si può vedere dall'ultima foto), hanno lasciato uno spazio vuoto tra loro e la calottina superiore della tortina! :-(
Forse avrei dovuto metterne di più...
Comunque nonostante questo inconveniente il risultato era buonissimo lo stesso!
Essendo una ricetta nata per caso, anche lo dosi sono un po' imprecise...
Ingredienti:
Pasta frolla alle mandorle (ricetta qui)
Finta crema pasticcera (ricetta qui)
mele
burro e farina per le formine
mandorle a lamelle
Procedimento:
Imburrare e infarinare le formine.
Foderarle con uno strato sottile di pasta frolla (circa 3 millimetri).
Inserire uno o due cucchiai di crema.
Coprire con i piccoli quadrotti di mele. Per evitare che succeda anche a voi come a me di trovarvi col vuoto, abbondate con le mele premendo sulla crema.
Chiudere la tortina con un disco di pasta e premere con delicatezza tutto il perimetro per sigillare.
Bagnate la superficie con un po' di acqua o, se volete, con un uovo sbattuto e cospargete con le mandorle a lamelle.
Infornate in forno caldo fino a che la pasta non risulterà dorata.
giovedì 9 febbraio 2012
Finto crumble di mele
Nel senso che sto postando con maggiore frequenza rispetto agli anni passati.
Di sicuro il fatto di essere "diversamente occupata" mi da la possibilità di prendermi i miei spazi con maggiore facilità, però è anche vero che ci sto prendendo gusto!
Spero di mantenere questi ritmi anche quando tornerò a lavorare (spero prestissimo!!! Incrociate le dita per me, vi prego!).
Oggi, come succede spesso, vi parlo di dolci e nello specifico di mele come ingrediente pricipale.
Non avevo voglia né di cercare una ricetta, né di star li a impastare e fare robe complicate, così dando una rapida occhiata in dispensa ho pensato a questa cosina semplice, ma ricca e gustosa.
L'ho chiamato "finto crumble" perchè ero partita dall'idea di avere le mele a pezzetti con sopra uno strato di "briciolame" più ricco del solito, solo che poi invece di creare due strati separati ho mischiato tutto insieme... però la nota croccante è rimasta.
Tutti questi ingredienti si sposano veramente bene insieme e da una povera mela farinosa è nato un dolcino buonissimo, ma non troppo adatto alla dieta!
Non vale pensare che essendoci la mela dentro allora è magro!
Procedimento:
In una terrina mescolare gli amaretti sbriciolati, l'uva passa precedentemente rinvenuta in acqua calda oppure nel rum, il cioccolato e le nocciole tritati, i corn flakes e i fichi secchi spezzettati.
Aggiungere le mele sbucciate e tagliate a dadini a cui avrete in precedenza aggiunto un cucchiaino o più di cannella.
Amalgamare bene gli ingredienti e versarli nelle coppette monoporzione o in un unico contenitore per il forno.
Infornare per un'oretta (dipende dal vostro forno!!).
A cottura quasi ultimata, tirare fuori dal forno, cospargere con un cucchiaino di zucchero di canna e con alcuni fiocchetti di burro ogni ciotolina.
Infornare per alcuni minuti accendendo il grill.
Note: le dosi sono assolutamente modificabili a piacere, così come i tempi di cottura dipendono molto dal vostro forno.
Il mio è piuttosto problematico e necessità solitamente di tempi più lunghi di un forno perfettamente funzionante.
lunedì 6 febbraio 2012
Composta di mele, uvetta e cannella
Comicio subito col dire che il nome "composta" l'ho preso pari pari insieme alla ricetta da qui...
Siccome sono una che si fa sempre duemila domande su tutto, potevo non interrogarmi anche su questo nome?
Il dubbio nasce dal fatto che io ho sempre generalizzato utilizzando solo il termine "marmellata", pur sapendo che in realtà lo si dovrebbe usare solo quando di mezzo ci sono gli agrumi. Negli altri casi è opportuno parlare di "confettura".
Ma il termine "composta" allora quando si utilizza?
Dando uno sguardo sommario su internet ho trovato notizie secondo cui la composta sarebbe una confettura con minore utilizzo di zucchero e quindi con un sapore di frutta più accentuato e di contro si conserverebbe per meno tempo.
Mah, non saprei! Quello che è certo è che qualsiasi sia il nome più appropriato per questa ricetta, è buonissima, facilissima da fare e io l'ho fatta già diverse volte!
La prima volta avevo un pò timore perchè marmellate/confetture/composte/conserve mi hanno sempre spaventata per il rischio che una sterilizzazione non perfetta potesse favorirne il deterioramento.
Invece seguendo i pochi accorgimenti della ricetta non ho mai avuto problemi.
Non sono in gradi di dirvi quanto tempo si conserva prima di guastarsi dal momento che nel giro di un paio di mesi (esagerando) io le ho finite (da sola, ma anche regalandone qualche vasetto!).
2,5 kg mele
1,25 kg zucchero
250 gr uvetta
150 gr pinoli (io non li ho messi)
cannella (io ne ho messi almeno 3 cucchiaini colmi, ma io adoro la cannella!!)
Quando si saranno ammorbidite passatele al passaverdure e rimettetele sul fuoco.
Fate cuocere per 20 minuti, aggiungere quindi l'uvetta (e i pinoli) e proseguire la cottura per altri 15 minuti.
Versare la composta nei vasetti perfettamente puliti e asciutti.
Sterilizzate i vasetti ben chiusi in una pentola con acqua fredda che li ricopra completamente e che portere ad ebollizione per 35 minuti.
mercoledì 26 gennaio 2011
Crumble di mele
Ops! Mi sono distratta un attimo e siamo già a fine gennaio!
Riflettevo proprio in questi giorni sul fatto che si dice spesso che quando ti diverti il tempo vola, però se devo essere sincera, pur non essendo un periodo ricco di divertimento, vi assicuro che le giornate passano comunque alla velocità della luce!
Effettivamente mi sembra sia passato un battito di ciglia dai primi panettoni della stagione e dal desiderio di togliersi dalle scatole al più presto le feste, ma soprattutto il 2010. E ora siamo qui a contare i giorni che mancano all’arrivo della bella stagione che possa frenare questo maledetto freddo insopportabile!
Lavorativamente parlando mi sembra ieri che addobbavo il negozio per Natale e successivamente che organizzavo i saldi e ora sono già catapultata nei primi ordini per i saggi di danza di fine anno (il delirio!!!).
Vi presento la ricetta che mi ha “iniziata” a quelle bontà chiamate “crumble”!
Questa è una delle più classiche, protagonista la mela, ma le possibilità sono infinite cambiando frutto. E recentemente ho provato una versione salata con la zucca… si proprio lei, pensavate mi fossi dimenticata delle altre sperimentazioni a tema? E invece no, arriveranno presto!
Mi riprometto di sperimentare nuovi accostamenti visto che con poca spesa e in grande velocità il crumble permette di trasformare un frutto o un ortaggio in qualcosa di golosissimo grazie alle briciole di simil frolla/brisée, creando piatti dolci o salati che fanno fare un figurone!
Io ho utilizzato delle pirofile di ceramica per due persone, ma delle cocottine monoporzione sono sicuramente comode e sceniche per una cena con degli ospiti.
Per la ricetta in questione ho preso spunto da qualche parte, purtroppo però è da così tanto tempo in archivio che non ricordo più la fonte! Nel caso fatemi sapere se scovate dove posso averla presa…
Ingredienti:
1 mela
2 cucchiaini rasi di cannella
60 gr. farina
35 gr. zucchero
35 gr. burro
Una decina di mandorle non spellate
Sbucciare la mela, ridurla a dadini, disporla in una pirofila e cospargere con la cannella.
In una terrina versare la farina, lo zucchero e il burro morbido.
Amalgamare gli ingredienti senza impastare troppo, infatti il risultato finale deve essere sabbioso.
Cospargere le briciole ottenute sulle mele e terminare distribuendo sulla superficie le mandorle.
Cuocere in forno già caldo a 180 gradi finchè la superficie non sarà dorata.
domenica 1 novembre 2009
Torta di mele di A. Kompatscher per il mio compleanno (e riflessioni sui plagi)

Preparatevi cari lettori, perchè anche oggi parlerò tanto... Insomma appaio di rado sul mio blog, ma quando ci sono mica faccio solo una toccata e fuga!
La prima cosa da dire è che sebbene questa torta sia stata fatta per il mio compleanno, il mio orgoglio da Bilancia preme per farmi dire che è passato quasi un mese da quel giorno...
Io infatti sono nata il 4 ottobre!! Però ho l'ascendente in Scorpione quindi pubblicarla nel periodo di questo segno non è proprio fuori luogo (va bene, mi sto giustificando!).
Tornando alla torta (o totta come direbbe la cara beddazza Claudia) e al mio compleanno, succede che il 4 ottobre è capitato di domenica, il giorno che da troppo tempo a questa parte io riservo a tutto quello che le persone con un lavoro e una vita normale distribuiscono nell'intera settimana (pulizie, cura del corpo, cucina, riposo, ozio). Ovviamente finisce che per voler fare tutto, non faccio quasi niente, ma soprattutto non mi riposo e il lunedi sono già stanca.
In questa splendida cornice, unita allo stress e, lo ammetto, anche ad un velo di tristezza di fondo che accompagna gli ultimi mesi, con che voglia potevo pensare di festeggiare? Senza aggiungere che ho compiuto 32 anni e non mi sembra possibile...
E pensare che una volta per me il compleanno era sacro... e vabbé altri tempi...
Ho recuperato quel briciolino di bisogno di coccolarmi nel mio giorno, insieme all'immancabile voglia di dolce e la presenza di mele ormai parte dell'arredamento per fare almeno una piccola torta. Solo per me e per mia mamma. L'essenziale degli affetti.
Così continua il filone delle torte di mele... non voglio annoiare, ma sono una passione per me.
Le adoro e voglio continuare a sperimentarle.
Girovagando tra i blog in cerca di una ricetta con ingredienti presenti nella mia dispensa (era domenica e io non avrei mai e poi mai preso la macchina per andare a cercare un supermercato aperto per comprare ingredienti mancanti...) mi imbatto in un blog che non avevo mai avuto il piacere di visitare prima.
Si tratta del blog Menu Turistico di Daniela e della "Torta di Mele di A. Kompatscher".
Mi piacciono da morire le torte con all'interno i frutti lasciati interi o a metà e così ispirata solo da questo ho deciso che era la torta del giorno. Fortuna vuole che gli ingredienti c'erano tutti.
E devo fare un annuncio... udite, udite: questa torta è (fino ad ora) la più buona tra tutte quelle che ho provato!! Ma la sfida continua!!
Quindi anche questa volta ammetto di aver "preso spunto" da altri, perchè "copiato" mi sembra brutto, sembra una cosa cattiva (che in alcuni casi lo è, e tra qualche riga lo specificherò)...
E non solo... anche Daniela ha preso spunto da terzi, nella fattispecie dalla, a me sconosciuta sino a prima di quel momento, signora A. Kompatscher, altoatesina e quindi una che avrà mangiato pane e mele per una vita!
Sia io che lei abbiamo preso spunto da altri e abbiamo però poi citato la fonte della nostra ispirazione. Le persone corrette lo fanno... anche se non c'è alcuna licenza Creative Commons, o simbolini di Copyright, brevetti o altre cose simili a protezione dell'opera intellettuale e manuale.
Invece, guarda un pò, ci sono dei furfantelli che, non solo rubano indebitamente, infischiandosene delle varie protezioni virtuali che praticamente ognuno mette sul proprio blog, ma spacciando la refurtiva per opera propria ci lucrano allegramente...
Da qualche settimana ne parlano un pò tutti i blog (io arrivo in ritardo, ma è giusto parlarne comunque...) e i casi più noti sono 3 (di cui uno risolto per il meglio):
- il primo caso riguarda un sito di ricette che ha rubato a destra e a manca ricette e foto un pò a tutti. Pure a me è stata prelevata una foto della mia Tarte Tatin, è stata ritagliata per togliere la mia firma e pubblicata a mia insaputa. Abbiamo scritto diversi commenti ai post incriminati di furto invitando la signora che si spaccia per autrice a togliere da questo sito quanto non sia farina del suo sacco. La signora senza mai rispondere a nessuno si è premurata di cancellare quasi in tempo reale i nostri post e solo dopo diversi solleciti, almeno nel mio caso, ha tolto la foto rubata. Al suo posto ne è comparsa un'altra che secondo me è pure quella rubata ad altri... Insomma non si finirà mai...
Non cito il sito in questione semplicemente perchè si tratta sicuramente di un sito fantoccio che serve solo a far guagnare chi c'è dietro tramite le visite allo stesso e le pubblicità di Google.
- il secondo caso, quello finito bene, riguarda un famoso quotidiano che aveva pubblicato degli inserti di cucina da vendere insieme al giornale (se non ricordo male era così). Pare che alcune foto presenti in queste pubblicazioni siano state prese senza autorizzazione ad alcune blogger (es. Paoletta del blog Anice e Cannella che ne parla qui e non solo).
Dopo essersi messa in contatto con la redazione a quanto pare il quotidiano ha giustamente riconosciuto un pagamento a Paoletta per la sua bellissima foto.
- il terzo caso per me è il più eclatante e più vergognoso.
Il furto accertato (e chissà quanti altri ce ne sono) riguarda la "Torta di mele e mandorle" di Adriano ed è ad opera di una sciura che non solo fa parte della trasmissione di cucina più famosa della tv (di Stato) grazie alle sue (sue mica tanto...) ricette (e quindi già guadagna così), ma pubblica pure dei libri con le ricette!! E pare sia pure recidiva visto che anni prima successe una cosa simile a Lydia, di Tzatziki a colazione con la sua "Torta caprese cioccolato bianco e limone".
Non si capisce che male ci sia a dire che una ricetta è stata tratta da un libro o da un altro cuoco... Nessuno sa fare tutto!!
Insomma questo credo sia il caso di più difficile risoluzione perchè la sciura in questione non ritratterà mai... E io mi convinco sempre di più che il canone Rai è un furto legalizzato. E io pago, come diceva il mitico Totò!
Comunque siccome il mondo dei foodbloggers non si lascia nè abbattere, nè intimorire, piuttosto che niente, Rosy del blog Rosemarie & Thyme ha organizzato un'iniziativa molto carina e già molto apprezzata che mi sento di pubblicizzare, anche se so già che non riuscirò a parteciparvi.
Si tratta di rifare la torta di Adriano e pubblicarla tutti nello stesso giorno, l' 8 novembre, intitolando: "La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio".
Ma ora torniamo alla torta di mele oggetto del post...

125 gr di burro
125 di zucchero semolato
1 bustina di zucchero vanigliato (2/3 cucchiai) (io ho messo la vanillina, ma una bustina è meno di 2/3 cucchiai)
la scorza di 1/2 limone
2 uova grosse o 3 piccole
200 gr di farina
1 cucchiaino raso di lievito in polvere (Daniela ne ha messi 2, io una bustina che credo sia quasi lo stesso)
1-3 cucchiai di latte (io non avevo latte -sono intollerante- ho usato alcune confezioncine monouso di panna per il caffé)
3 mele acidule piuttosto grandi
Come si vede dalle foto, le mele nella mia torta, a differenza di quella di Daniela sono completamene affondate, rovinando la parte visiva che mi era tanto piaciuta, ma senza compromettere il sapore buonissimo del dolce...

giovedì 15 ottobre 2009
Torta Melabella (di Laura)

Non che la mia presenza fosse stata assidua prima dell’ultima sparizione… però come tutti quelli che mi leggono o che mi conoscono personalmente sanno, la mia estate è stata all’insegna del trasloco del negozio, il che equivale a dire che non solo non ho fatto neanche un giorno di vacanza o di riposo, ma ho vissuto un’esperienza ai limiti dell’incredibile…
Non immaginavo che fare un trasloco, quindi spostare delle cose da una sede all’atra fosse così faticoso. Certo che, avendo fatto questa operazione in maniera non convenzionale, cioè da sole io e mia madre con due utilitarie, si capisce il perché sia stato così devastante… Dopo tutto quando c’è bisogno di aiuto, amici e parenti si defilano e anche a voler avvalersi dell’aiuto di qualche professionista di cui non si può fare a meno (es. elettricista, fabbro), ad agosto a Milano è praticamente come cercare l’acqua nel deserto… Questo nonostante la nostra cara sindaco abbia pubblicizzato in ogni dove una Milano fatta di negozi aperti anche ad agosto… ma mi faccia il piacere!!
Quindi in questo caos la sera crollavo cadaverica nel letto (sinceramente ogni giorno pensavo che sarei crollata molto prima di arrivare a casa…) e l’idea di mettermi davanti al pc a scrivere e postare proprio era fuori luogo. Se a questo si aggiunge che oltre alla stanchezza dovuta al trasloco, sono stata anche maluccio tutta l’estate, sia fisicamente che psicologicamente…
Per una ragione ben precisa che si capirà nel prossimo post (che donna avanti che sono: neanche ho ancora postato questa ricetta che già parlo del prossimo post!!), tra i tanti arretrati presenti in archivio ho scelto proprio la Torta Melabella trovata sul blog La Farfalla di Cioccolato di Laura.

Per farvi capire che mi è piaciuta basti pensare che l’ho già fatta almeno un paio di volte.


sabato 13 giugno 2009
Tarte Tatin

L’ho già detto che sono “leggermente” stanca fisicamente e psicologicamente, vero???
Si, credo di si… Però nonostante questa specie di astenia appena ho un attimo libero mi butto sui fornelli (in senso figurato, s’intende!!) invece di lanciarmi sul letto.
Credo sia una valvola di sfogo molto efficace. Mi rilassa, mi distrae leggermente dal caos del mio quotidiano e mi permettere di esprimere un pochino della mia creatività.
E ammetto che anche il mio ego è appagato nel constatare che il mio piccolo blog sta ottenendo consensi… Si, perché anche sei i lettori ufficiali sono pochi, so che ci sono delle persone che mi seguono in maniera silenziosa. Sono alcuni amici che hanno scoperto del mio blog attraverso i commenti quotidiani che scrivo sulla mia pagina di Facebook e incuriositi, sono passati di qua a fare un giretto per poi farmi tanti gentili e piacevoli complimenti! A volte mi stanco anche in cucina e rischio di perdere pure la pazienza quando le cose non vengono come dico io, ed è il caso della follia culinaria che mi vede protagonista in questi giorni, ma non avendo ancora gettato la spugna del tutto non è ancora il caso di parlarne... ora invece…
…Mesdames et messieurs… aujourd’hui a vous… la Tarte Tatin (aux pommes)!!

Esatto, ancora un dolce francese, ma soprattutto ancora le mele come ingrediente principale!!
Sopportate ancora, quando deciderò di accantonare le mele per un po’, magari comincerò col filone delle pere o qualcosa d’altro. Staremo a vedere.

Dopo una selezione delle varie ricette in rete anche questa volta ho scelto quella di Giallo Zafferano (con alcune piccole modifiche) da cui è stato tratto testualmente anche questo trafiletto dedicato alla storia della Tarte Tatin:
“La Tarte Tatin è un classico dolce della tradizione francese nato all'inizio del secolo grazie all'inventiva delle sorelle Carolina e Stephanie Tatin albergatrici a Loret-Cher, in Francia.
In realtà sembra che, come di solito accade, questa buonissima torta sia nata a causa (sarebbe meglio dire per merito) di uno sbaglio.
Le due sorelle Tatin, avevano nell'albergo due ruoli diversi, mentre la giovane Carolina si occupava di accogliere i clienti, Stephanie, cuoca provetta, si occupava della cucina: in particolar modo era apprezzata la sua buonissima torta di mele.
La leggenda narra che, un giorno in cui l'albergo era pieno di cacciatori che aspettavano di poter pranzare, Stephanie si accorse di non aver preparato la sua torta di mele; senza farsi prendere dal panico corse in cucina, imburrò e cosparse di zucchero una tortiera, ci mise dentro le mele e la infornò.
Solo dopo si rese conto di non aver foderato la tortiera con la pasta briseè!
Ancora una volta Stephanie prese in pugno la situazione, ricoprì la tortiera con un solo strato di pasta e rimise tutto in forno.
La storia finisce, naturalmente, con il lieto fine: infatti terminata la cottura, Stephanie rovesciò la torta su un piatto e la portò in sala dove fù letteralmente divorata.
Era nata così la tarte tatin!
Successivamente, visto il discreto successo riscosso, la tarte tatin fu adottata dal celebre ristorante parigino Maxim's che ne fece uno dei suoi cavalli di battaglia.
Oggigiorno è uno dei dolci più amati in Francia ed è immancabile nelle Brasseries e nei ristoranti, dai più modesti ai più lussuosi.”

Ingredienti:
4 mele molto grosse (preferibilmente farinose)
1 rotolo di pasta sfoglia (qualcuno usa la brisée)
50 gr burro
80 gr zucchero
½ cucchiaino circa di cannella
Sbucciare e tagliare le mele a spicchi (8 per ogni mela).Sciogliere in una padella il burro a fuoco lento e aggiungere lo zucchero.
Far caramellare un po,' aggiungere le mele e lasciar cuocere per circa 10 minuti.
Lasciare raffreddare per 20 minuti.
Riscaldare il forno a 250°.
Appena le mele si saranno raffreddate, trasferirle in una tortiera da crostata col loro liquido di cottura e disporle a raggiera.
Stenderci sopra la pasta sfoglia e mettere il tutto in forno per 25 minuti circa.
Quando la pasta sfoglia inizia a gonfiarsi un po' abbassare il forno a 200° e continuare la cottura.
Terminata la cottura, tirare fuori la tarte tatin e capovolgerla immediatamente su un piatto o un vassoio e, volendo, spolverizzarla con zucchero a velo.

giovedì 4 giugno 2009
Torta di mele all'antica

Come anticipato in un precedente post, per la grigliata fatta domenica scorsa all'Idroscalo, avevo fatto due torte. Una era la crostata con la marmellata di limoni della Compagnia del Cavatappi la cui ricetta si può trovare qui.
La seconda è forse la più classica delle torte di mele... non per niente è stata chiamata Torta di mele all'antica ed è tratta da un numero d'epoca ormai di Cucina Moderna... risale infatti al 1996!!!
E riprende il filone di sperimentazioni sulle torte di mele che avevo iniziato tempo fa. E ovviamente non sarà neanche l'ultima!


Questo dettaglio in abbinamento a questo lievito fenomenale acquistato al Lidl


Il sapore è molto delicato e non troppo dolce. Adatta a chi ama i dolci semplici semplici.

250 gr farina
un cucchiaino di buccia grattuggiata di un limone non trattato
Sbucciare le mele, tagliarne metà a tocchetti e metà a fettine.
Lavorare 100 gr di burro morbido con lo zucchero.
Unire i tuorli, la farina setacciata e un cucchiaino di scorza di limone grattuggiata.
Mescolare bene e aggiungere il lievito prima stemperato nel latte.
Montare gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale.
Se l'impasto risulta ancora troppo compatto, aggiungere del latte.
Incorporarli a cucchiaiate, mescolando delicatamente dall'alto al basso per non smontarli.
Versare il composto nello stampo e affondare i tocchetti di mela.
Sistemare sulla superficie della pasta le mele tagliate a fettine.
Spennellate col il burro fuso rimasto e completate con la granella di zucchero.
Cuocere in forno caldo a 180 gradi per circa 45 minuti.


mercoledì 18 marzo 2009
Apple Pie

La seconda preparazione causa della mia ingordigia di domenica è… l’ennesimo dolce a base di mele, ma non una torta qualsiasi, ma bensì la mitica, favolosa, buonissima Apple Pie, anche conosciuta come American Pie o più semplicemente la Torta di Nonna Papera, dolce nazionale americano insieme alla Cheesecake (prossimamente su queste pagine!).
Quindi arieccomi con una ricetta american style e soprattutto di nuovo le mele!!! E che non mi stancano mai, anzi più dolci preparo con loro e più ne vorrei fare… quasi una personale raccolta.
La ricetta che ho utilizzato l’ho presa dall’infallibile Giallo Zafferano, ormai uno dei miei punti di riferimento. Da segnalare solo alcune cose.
Innanzitutto che ho amato tantissimo la brisée con queste dosi, al punto che la utilizzerò sicuramente in caso di crostate. L’assenza di zucchero nella pasta compensa la dolcezza dei ripieni, che siano a base di frutta o di creme, e credo sia questo il motivo per cui spesso i dolci a base di pasta frolla mi risultano (a mio gusto ovviamente) un po’ stucchevoli.
Farei però un appunto sulle quantità totali che a me sono risultate un po’ scarse per questa preparazione al punto che la sfoglia (seppur tirata sottile) ha coperto a malapena le mele quindi non solo non ho pututo fare alcuna decorazione con gli avanzi di pasta come consigliato da Giallo Zafferano, ma non ho potuto nemmeno fare la tipica “marchiatura” della Apple Pie a righine sui bordi in quanto il bordo era proprio risicato.
In ultimo, rispettando i tempi di cottura indicati le mele si sono cotte parecchio e non sono rimaste intere come nella foto del sito, ma questo sicuramente dipende dal fatto che ho un “super” forno!
Si tratta di super pignolerie prettamente estetiche perché in quanto a sapore la torta è perfettamente riuscita!
Un po’ di storia della Apple Pie trovata in rete:
“La torta di mele (Apple Pie) era in origine un dolce tipicamente inglese.
Con lo sbarco nel nuovo mondo, l’Apple Pie divenne un piatti tipico della zona Nord-Orientale degli Stati Uniti (il cosiddetto New England, appunto). Con il passare del tempo, tuttavia, questo dolce ebbe un tale successo in tutti gli States, da essere oggi considerato un vero e proprio dolce nazionale, tanto da essere spesso denominato semplicemente “American Pie“.
E’ nato addirittura un detto che si usa per definire qualcuno dalle profonde radici americane, un americano “doc”: “American as an apple pie” (cioè “Americano come la torta di mele”).
Solitamente, la torta di mele era in origine consumata, nella tradizione del New England alla fine della cena e quello che avanzava, essendo molto difficile conservarlo senza i moderni frigoriferi, veniva tenuto per la colazione del mattino seguente.
La torta di mele era spesso preparata dalle cuoche del tempo soprattutto per ovviare a problemi di conservazione delle mele e, più in generale, di tutta la frutta. In questo modo, si cuoceva la frutta nel forno, mettendola direttamente sopra l’impasto. Col tempo si prese l’abitudine di sovrapporre sopra la frutta un ulteriore strato di impasto. In questo modo nacque la torta di mele, composta da due strati di pasta ed in mezzo un preparato a base di mele.”

Ingredienti per l’impasto:
300 gr. farina 00
150 gr. burro
50 ml circa acqua ghiacciata
1 pizzico di sale
Ingredienti per il ripieno:
1 kg mele100 gr. di zucchero
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di farina
1 limone (sia la buccia che il succo)
1 cucchiaino di noce moscata
1 pizzico di sale
Qualche cucchiaio di pangrattato o qualche amaretto sbriciolato (non previsto da Giallo Zafferano)
1 uovo per spennellare
Mettere in una ciotola la farina col pizzico di sale e il burro, impastare aggiungendo l’acqua ghiacciata fino ad ottenere una palla omogenea e resistente non troppo friabile.
Avvolgete l’impasto ottenuto con della pellicola trasparente e lasciare riposare almeno 30 minuti in frigorifero.
Intanto preparare il ripieno della Apple Pie: sbucciare le mele spicchi; metterle poi in un recipiente, mettere la buccia di un limone grattugiata e qualche goccia del suo succo, il sale, il cucchiaino di cannella, la grattugiata di noce moscata, lo zucchero e un cucchiaio di farina setacciata.
Amalgamare delicatamente gli ingredienti senza rovinare le mele e poi preparare la tortiera.
Con l’aiuto di un matterello stendere poco più della metà della pasta fino a formare una sfoglia tonda, spessa circa mezzo cm con cui foderare completamente una tortiera preventivamente imburrata e infarinata, dai bordi ondulati e del diametro di circa 25 cm.
Ritagliare la pasta in eccesso sui bordi, coprire il fondo della torta con il pangrattato (o gli amaretti sbriciolati) per far si che venga assorbito il liquido in eccesso delle mele e poi riempire la tortiera con il ripieno di mele, disponendolo uniformemente ed eventualmente formando una piccola montagnetta centrale; spargere qua e la qualche fiocchetto di burro.
Stendere la rimanente pasta formando un altro cerchio da disporre sulla torta per coprire il ripieno, e con l’aiuto dei denti di una forchetta premere i due bordi di pasta sigillandoli e creando così la caratteristica decorazione dei bordi della Apple Pie.
Con i ritagli dell’impasto avanzati (se avanzano!!! Nel mio caso no!!!), formare delle piccole decorazioni (foglioline, fiori, ecc…) da applicare sulla superficie della torta partendo dal centro; spennellare poi tutta la superficie con del latte e praticare alcuni fori con una forchetta, che serviranno per fare uscire il vapore durante la cottura.
Porre la Apple Pie in un forno già caldo a 200° per 20 minuti, dopodiché abbassare la temperatura a 180° per altri 20 minuti, e terminare la cottura per circa altri 20 minuti a 170°, fino a che non sarà ben dorata in superficie; a cottura avvenuta spennellare la superficie della torta con un uovo sbattuto e poi cospargerla con dello zucchero semolato lasciandola raffreddare nel forno spento.
Se durante la cottura la Apple Pie prende troppo colore, coprirla con un foglio di alluminio e portare a termine la cottura.
venerdì 6 marzo 2009
Strudel di mele

La mia lotta contro il tempo che non basta mai credo che non avrà mai fine e quindi conviene ingegnarsi visto che potrei guadagnare ore per “produrre” di più rubandole al sonno, ma sono già poche e non intendo rinunciarvi…
E così mentre scrivo sono seduta in un divanetto di una milonga milanese con il tango come sottofondo e diverse coppie alle prese con la lezione di livello intermedio. Non avendo una connessione in loco, sto preparando la bozza su Word e poi la posterò nei prossimi giorni…
Premetto che non sono impazzita, ne tanto meno a seguito di uno sfratto ho cercato riparo nel primo posto al coperto!
Più semplicemente si tratta di parte integrante della mia particolare (e impegnativa) attività lavorativa. Infatti chi vende scarpe normali al termine dell’orario di esercizio chiude la serranda e va a casa. Invece chi come me vende scarpe da ballo entra in un mondo completamente a parte… Una volta chiuso il negozio infatti inizia l’altra parte del lavoro, quella della promozione e della vendita delle scarpe nel luogo di fruizione delle stesse, cioè dove si balla: scuole e locali…
Per cui, visto che al mio fianco non c’è mai un uomo, uso tutta la forza dei miei 49 chili e mi trasformo in un perfetto scaricatore di porto, e nel giro di un paio d’ore trasloco tutte le scarpe dal mio negozio alla milonga, col solo aiuto delle mie braccia più anoressiche che muscolose, della mia super “Micra” e di quella santa donna di mia mamma…
E così dopo aver allestito una piccola esposizione nel locale, approfitto dei tempi morti in cui non c’è nessuno vicino al mio “banchetto” perché sono tutti in pista e scrivo.
Il mio rapporto col tango rispetto ad altri balli è abbastanza complesso e magari ne parlerò un’altra volta. Con le scarpe da tango invece sono in perfetta sintonia… sono così belle che è un piacere venderle, ma anche utilizzarle io per prima.
E se non ci credete guardate nella foto un assaggio delle collezioni presenti in negozio…


Oppure direttamente il mio sito http://www.danzamor.com/
E ora bando alla pubblicità (ogni tanto non guasta!) e torniamo in cucina…

Come ho già detto in occasione della ricetta della torta rustica di mele , sono in piena mania di dolci a base di mele e visto che avevo l’ennesimo rotolo di pasta sfoglia in scadenza ho pensato di non scervellarmi troppo cercando una ricetta ad hoc e ho fatto il “mio” strudel alle mele.
Con una piccola variante: le noci, perché ho in corso una personale protesta contro i pinoli e il loro costo esorbitante…
Un dolce semplice, veloce, buonissimo… un successo garantito.


Ingredienti:
1 rotolo di pasta sfoglia
2 mele1 cucchiaio di zucchero
½ bicchiere di uva passa
½ bicchiere di noci tritate
2 cucchiai di marmellata
(io avevo in casa quella di ciliegie, ma va bene l’albicocca è sempre quella più indicata)
zucchero a velo q.b.
Sbucciare le mele, tagliarle a piccoli dadini e metterle in una terrina.Aggiungere un cucchiaio di zucchero, le noci tritate e l’uvetta precedentemente ammollata in acqua tiepida e scolata.Diluire la marmellata con poca acqua e spalmarla su metà della pasta sfoglia, lasciandone un cucchiaino da parte.Distribuire il contenuto della terrina nella parte di pasta con la marmellata.Ricoprire con la metà della pasta e sigillare i bordi con la marmellata avanzata.Praticare dei tagli regolari nella larghezza dello strudel per far uscire il calore durante la cottura.Trasferire in una teglia e mettere in forno già caldo per circa 20 minuti (dipende dal forno, comunque come ogni preparazione a base di sfoglia quando prende colore è pronta).
Sfornare e cospargere di zucchero a velo.
Le dosi sono approssimative e possono essere variate a piacimento.

domenica 1 marzo 2009
Torta rustica di mele

Ma quante sono le varianti possibili della "torta di mele"? Me lo sono chiesta diverse volte, ma credo non ci sia una risposta certa. Quello che è certo è che, qualsiasi sia la versione sfornata, è una torta che mette d'accordo tutti i gusti.
E il merito è tutto di questo frutto semplice, ma straordinario che ha solo qualità.
Ed io sono ormai entrata nel tunnel della torta di mele e quindi sono intenzionata a provare tutte le varianti che mi ispirano. Questa è la seconda che inserisco nel blog, ma ce ne sono altre che ho già sperimentato anni fa e altre ancora che ho selezionato come future candidate.
Potrei risultare monotona preparando spesso torte (ma non solo, anche dolci in generale) a base di mele, ma la curiosità di sperimentare questo ingrediente così versatile è troppo forte.


Ho preso la ricetta della torta rustica di mele dal fedele giallo zafferano , dopo un'indecisione di giorni tra questa ricetta e altre che avevo trovato su alcune vecchie riviste. Non mi ispirava più di tanto perchè mi sembrava un classicone, ma alla fine ho optato per lei dal momento che per le altre due ricette mi mancavano degli ingredienti, in particolar modo la granella di zucchero che non ho trovato in ben due supermercati e non avevo più tempo per fare altri giri.
Al mio mancato entusiasmo iniziale per questa torta si è aggiunto un problema durante la cottura, infatti per tutta la permanenza del dolce in forno dal bocchettone della ventilazione è uscito un fumo puzzolente di bruciato la cui origine sembrava non avere spiegazione… Ho pensato che ci fossero dei residui di cibo nel forno che erano sfuggiti alla pulizia e che quindi bruciando avessero provocato fumo e odore di arrostito, oppure che la torta avesse subito uno strano fenomeno carbonizzandosi sotto e rimanendo ancora cruda sopra…
Anticipando i tempi di cottura previsti da giallo zafferano (credo proprio che il mio forno sia troppo potente) ho sfornato la torta che era indubbiamente cotta e ho capito da dove aveva origine il problema: lo stampo a cerniera si è leggermente deformato, quanto basta per non aderire più perfettamente ai bordi, quindi da una fessura quasi invisibile è fuoriscito parte dell’impasto che ha bruciato e creato l’odore sgradevole.
Fortunatamente le mele hanno fatto il miracolo, infatti non solo la torta non ha preso alcun odore/sapore di bruciato, ma contrariamente alla mia diffidenza iniziale, si è rivelata buonissima, anzi divina. Dolce al punto giusto, leggera e morbidissima anche il giorno dopo… Forse sarebbe rimasta morbida anche più di un giorno, ma è finita dopo 24 ore quindi non lo so…














