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domenica 10 novembre 2013

Gelatina di melagrane

Gelatina di melagrane: questa mi mancava!!!
E' stata la cara amica Maura che mi ha convinta ad utilizzare questo frutto che per anni ho visto in giardino apprezzandone solo la bellezza.



Indubbiamente si tratta di un frutto con un fascino particolare: una bacca carnosa ricoperta da una buccia spessa dai colori tipicamente autunnali. Il suo interno è suddiviso in tante piccole "cellette", separate da  pellicole biancastre che racchiudono semi duri e a loro volta ricoperti da una polpa rossa e succosa



Ingredienti

1 litro di succo di melagrane
gr. 350 di zucchero
1 busta di gelificante

Per ottenere il succo delle melagrane dobbiamo lavare e mondare tutti i chicchi del frutto. A questo punto schiacciamoli nel passaverdura e filtriamo il succo. Mescoliamo il gelificante con lo zucchero e aggiungiamolo a freddo al liquido ottenuto. Portiamo ad ebollizione e lasciamo bollire per almeno 3 minuti continuando a mescolare. Togliamo la pentola dal fuoco e mescoliamo facendo dissolvere la schiuma. Valutiamo la consistenza della nostra gelatina, quindi versiamola ancora bollente nei vasetti sterilizzati. Chiudiamo, capovolgiamo fino al raffreddamento. Buon appetito!





Volete sapere il vero motivo che mi ha convinto a preparare questa delizia?
Maura mi ha confermato che oltre al essere buona per la colazione insieme alle fette biscottate, è una squisitezza con i formaggi stagionati!!!! Spiegatemi voi come si fa a resistere???


Simbolo dell'abbondanza e della fertilità rimarrà sempre il re del mio giardino.








sabato 12 ottobre 2013

Sapa o mosto cotto: ricetta tipica delle Marche

Ed eccomi di ritorno da una bellissima giornata trascorsa in campagna: in questo periodo la natura si è totalmente trasformata. Sembra quasi che l'autunno, con il suo ampio mantello, abbia fatto una magia. Mi viene da sorridere, ma provate ad immaginare ... l'autunno che arriva avvolto da una coltre di nubi come se fosse un lungo cappotto grigio. Ai piedi calza un paio di morbide pantofole quasi ad indicare il suo sopraggiungere silenzioso: arriva piano, piano senza far rumore. Ma quello che più mi piace è il suo cesto di vimini intrecciato che solitamente porta con sé. E' stracolmo di frutta e di verdura ... uva, noci, pere, mele, cavolfiori, finocchi e tante foglie dipinte con colori caldi che svolazzano leggiadre trasportate dal vento che soffia leggero.
A dire la verità quest'anno nel suo cesto ho intravisto una novità: un vasetto di sapa o mosto cotto!!!!



La sapa è uno sciroppo che si ottiene dalla bollitura del mosto in una casseruola di rame, possibilmente a doppio fondo. Molto diffuso l'utilizzo della sapa sin dall'antica Roma tanto da essere considerata negli anni lo zucchero dei poveri dal momento che è estremamente dolce e di facile conservazione.
Tradizionale è la sua preparazione: dai grappoli di uva più maturi si ottiene il mosto che dopo una giornata di fermentazione viene fatto bollire lentamente per circa 12 ore. Per evitare che addensandosi lo sciroppo aderisca al fondo è opportuno aggiungere alcune noci dal guscio robusto. Altro consiglio è quello di unire durante la bollitura un pezzo di pane per attenuare il gusto aspro della sapa. 
Nelle Marche questo sciroppo viene utilizzato per preparare i cavallucci, dolcetti ripieni di frutta secca o per condire la polenta, consumata come dessert. Consueto è il suo utilizzo per la  preparazione agrodolce di piatti a base di carne o di verdure: con fegatini e petti di pollo, arrosti, nel pinzimonio o in abbinamento con formaggi sia stagionati che di fresca produzione. Un tempo veniva allungata con l'acqua ottenendo una bevanda dissetante e gustosa mentre durante il periodo invernale si aggiungeva alla neve fresca per avere una granita casalinga. Non dimentichiamoci il pane di sapa, un dolce tipicamente natalizio con pinoli, mandorle e noci; i ceci alla sapa. o basolu cun sapa, una ricetta sarda, come le tiliccas o "pane dei morti", un impasto di sapa e cannella. In Romagna si usa per tortelli, crostate e per il "pan di Natale", preparato con pinoli, uvetta, mandorle, cacao e glassa di sapa. 

INGREDIENTI

uva bianca o rossa


Raccogliamo l'uva matura, sgraniamo e laviamo accuratamente. Poniamola in una scolapasta e premiamo i chicchi ottenendo il succo oppure schiacciamoli direttamente con il passaverdure


Con un colino passiamo il mosto ottenuto per eliminare eventuali acini o bucce d'uva. Versiamo il liquido in una pentola di rame e facciamo bollire lentamente per circa 12 ore, mescolando spesso e schiumando se necessario, fino a ridurlo di due tersi ottenendo uno sciroppo denso e dolce. Appena raffreddato, versiamo in un contenitore di vetro o nelle bottiglie sterilizzate.


Conserviamo in un luogo fresco e nel frattempo pensiamo a come meglio utilizzare questo nettare d'uva. 
Un piccolo assaggio a questo punto è doveroso!!! Buon appetito!







mercoledì 2 ottobre 2013

Marmellata di pere angelica e noci: ricetta tipica marchigiana

Ed ecco che i banchi dei fruttivendoli hanno cambiato colori, profumi ed aromi. Con l'arrivo dell'autunno quasi per magia sono scomparse le pesche per lasciare il loro posto ai primi frutti di questa stagione: le mele e le pere che hanno la caratteristica di essere consumate come frutta fresca oppure nella produzione di svariati dolci o marmellate.
Secondo voi potevo non essere attratta dal desiderio di racchiudere in un barattolo di vetro tanta bontà? Immagino già qualcuno di voi che scuote la testa ed ha perfettamente ragione ... la mia marmellata di pere angelica è già pronta per essere versata negli appositi barattoli. La pera angelica è un tipo di pera molto diffusa in questo periodo nelle Marche e le sue caratteristiche organolettiche si mantengono inalterate per alcuni mesi se giustamente conservata. Ha un sapore molto delicato, ricco di succo con note di moscato e leggermente speziato con un odore tipico della pera matura. E sono tutte queste caratteristiche che mi hanno portato a condividere con tutti voi la mia ricetta con l'intento di farvi assaporare questo prodotto tipico della mia regione: le Marche.



Ingredienti

1,2 kg di pere angelica mature
gr. 300 di zucchero semolato
mezzo limone
1/2 kg di noci nuove

Laviamo ed asciughiamo le pere. Tagliamole a metà, eliminiamo la buccia, il torsolo, i semi ed infine tagliamole a piccoli pezzi. Disponiamole all'interno di una casseruola dal fondo spesso e spruzziamole con il succo di mezzo limone.


Uniamo lo zucchero ed una grattugiata della scorza gialla del limone. Lasciamo sobbollire a fuoco lento per circa 2 ore, girando delicatamente. A questo punto aggiungiamo le noci sgusciate e leggermente tritate. La marmellata sarà pronta quando versandola sul piattino freddo rimarrà compatta. Versiamo la nostra marmellata nei vasetti di vetro precedentemente sterilizzati. Chiudiamo ermeticamente, capovolgiamo e lasciamo raffreddare. Ora non ci rimane che etichettare i nostri barattoli: marmellata di pere angeliche e noci. Buon appetito!!!

Cosa ne farò di questa marmellata? La colazione del mattino, un dolce ripieno oppure una fragrante crostata ma per il momento ho deciso di aprire il primo barattolo per tutti voi ... giusto un assaggio!!!

giovedì 22 novembre 2012

Idea regalo per Natale: marmellata di arance

Non so se avete notato! Molte vetrine sono già addobbate con fiocchi, stelline e palline natalizie. Sinceramente mi sembra ancora presto anche se nel settore del commercio si dice che "chi prima arriva, prima macina". Quindi allineiamoci in questa scia di pensiero e prepariamo i primi regalini di Natale. Ecco la mia prima proposta che trovo sempre molto utile per chi la riceve e gratificante per chi la regala: marmellata di arance. In realtà, molte volte non sappiamo cosa regalare ... un profumo, una pianta, un libro ... tutto molto valido, però la scelta ci crea molti dubbi. Quale sarà il profumo preferito? Rose o orchidee? Un giallo o un libro di letteratura classica?
Un regalo ha sempre un chiaro significato: deve venire dal cuore, pensato per la persona cara che lo riceverà e soprattutto non deve essere un dovere ma un piacere anche per chi lo dona.
Proviamo a regalare qualcosa realizzato con le nostre mani: sarà certamente molto gradito!
Visto che io adoro conservare i sapori e i colori della frutta e della verdura, ho pensato di confezionare piccoli vasetti di marmellata.



A volte bastano pochi ingredienti per ottenere ottimi risultati. In questo caso ecco cosa ho utilizzato


Ingredienti
kg. 1 di polpa di arance
1 limone
2 carote
gr. 400 di zucchero

Con il pelapatate peliamo le arance e il limone conservando le scorze ottenute. Ora peliamo a vivo le arance, eliminando tutta la parte bianca e tagliamo la polpa in piccoli pezzi. Poniamo una pentola sul fuoco e versiamoci i pezzi delle arance, parte delle scorze, il succo del limone, lo zucchero e le carote precedentemente tritate. Cuociamo per circa 2 ore a fuoco moderato e poi versiamo nei barattoli di vetro. Capovolgiamo i barattoli fino ad ottenere il sottovuoto. Buon appetito.

 E' ovvio che si tratta di un regalo natalizio è importante anche la scelta del barattolo e la sua confezione. Io ho trovato questi. Cosa ne dite?



Vi ringrazio anticipatamente per i commenti e per le email e vi lascio con il classico assaggio virtuale.



Con questa mia proposta partecipo al contest


venerdì 7 settembre 2012

Confettura di cipolle di Tropea

Immaginate: una lunga tavolata di prodotti enogastronomici che fungono da buffet. Prosciutto, rigorosamente tagliato a mano, porchetta, pizze rustiche, olive ascolane, frittata al tartufo, verdure grigliate, pasta fredda e calda e ,per farla breve, in fondo, in un angolino remoto, un tagliere di legno con sopra pezzi assortiti di formaggi stagionati: formaggio di fossa, scoparolo, formaggio nel fieno, formaggio alle noci: tutto attorniato da alcune semplici ciotoline bianche contenenti miele, gelatine e confetture che solitamente accompagnano la degustazione dei formaggi stagionati e (perché no!) freschi e freschissimi. La prima cosa che colpisce la mia vista è il loro colore: il miele ambrato, la gelatina trasparente e la confettura ... arancio, rossa, rosa e violacea. Quest'ultima mi incuriosisce più delle altre e quindi assaggio senza che il mio cervello riesca a capire quale sia il frutto alla base di tanta delizia. Dallo sguardo del cameriere, che precede la mia domanda, capisco che la soluzione potrebbe condurmi ad una rivelazione al di là delle mie tradizionali conoscenze culinarie. E visto che le sfide mi sono sempre piaciute ne assaggio un altro cucchiaino cercando di fare un'accurata analisi della consistenza della confettura. Ed è proprio la sua particolare composizione che mi porta sulla giusta strada. Mi giro cerco gli occhi del cameriere, annuisco, lui sorride: forse è marmellata di cipolle? Indovinato mi risponde "E' proprio di cipolle !". Da qui il passo è breve, chiedo, m'informo, annoto, aggiungo qualche variante e la mia confettura di cipolle rosse di Tropea è pronta per essere assaggiata.

                                                                  Ingredienti
                                                                  kg.1 di cipolle rosse (possibilmente di Tropea)
                                                                  gr. 500 di zucchero
                                                                  gr.200 di vino rosso
                                                                  gr.100 di aceto bianco
                                                                  qualche foglia di alloro




Laviamo le cipolle e dopo averle affettate finemente le poniamo a macerare per qualche ora in una ciotola con
 lo zucchero. Trascorso il tempo versiamo le cipolle in un tegame con l'aceto, il vino e le foglie d'alloro. Lasciamo cuocere per un paio d'ore ottenendo una densa consistenza. Versiamo la confettura ancora calda in piccoli vasetti di vetro, precedentemente sterilizzati, chiudiamoli e lasciandoli raffreddare capovolti. Con questo sistema otteniamo il sottovuoto. Una volta raffreddati conserviamoli in un luogo fresco e asciutto e al riparo dalla luce. Buon appetito! 


Ok! Io sono convinta, voi quasi, ma ora debbo convincere mia madre che mangia sono cibi tradizionali e questa sì che sarà una vera prova del fuoco!!! Comunque vi farò sapere e intanto virtualmente vi offro un cucchiaino della mia new entry nella mia dispensa.


Con la ricetta della mia confettura di cipolle rosse partecipo al contest "Ricette d'estate" indetto dal blog Ravanello Curioso




domenica 4 settembre 2011

Fano e dintorni: liquore alle more



Potrei iniziare da lontano dicendo che le Marche sono tra le regioni italiane che hanno la possibilità di offrire una vasta varietà di ambienti e di territori. Si passa dalle altitudini montane alle coste sabbiose del litorale attraversando un dolce pendio collinare. Anche i colori variano: dall'azzurro del  mare, al verde dei pascoli, ai dorati vitigni, al bianco delle montagne innevate. Non dimentichiamo il colore giallo che predomina in estate con le piantagioni di grano, di sorgo, di granoturco e di girasoli. E' affascinante allontanarsi appena qualche chilometro dalla città e trovarsi subito in una realtà collinare dove sembra essere inghiottiti da una favola. E si! Questa è stata la mia sensazione mentre stavo fotografando un campo di girasoli. Maestosi, tutti in fila come grandi soldati e, come dice il nome, sempre rivolti verso il sole con il "capo" leggermente inclinato, quasi in segno di rispetto. Ad osservarli bene viene da pensare, anche in questa occasione, come la natura riesca sempre a realizzare dei veri capolavori: un robusto fusto adornato di grandi foglie cuoriformi sorregge un capolino di fiori gialli o marroni, circondato da una vera corona di petali gialli. Ad essere precisi i fiori esterni sono "i fiori dei petali" e sono sterili, mentre i fiori che riempono il capolino sono "i fiori del disco" e quando si maturano diventano semi, utilizzati in cucina. Da essi si ottengono diversi prodotti tra i quali l'olio, alcuni grassi vegetali solidi tipo la margarina, i saponi, le candele e dai residui si ricavano prodotti alimentari per il bestiame. E visto che parliamo di cucina ricordiamoci che i semi crudi possono essere utilizzati al naturale, tostati e salati. 
Ma torniamo al nostro campo di girasoli, perché a fare da cornice a questa meravigliosa cartolina c'è sempre una stradina sterrata attorniata da un cordolo di rovi pieni di more appena mature.
  


Direi fantastico! Voi cosa fareste al posto mio? E mentre pensate alla risposta io vi dico che mi sono messa a mangiare le more come facevo da bambina. Chi di noi non ha fatto scorpacciate di more appena raccolte lungo le stradine di campagna per poi tornare a casa con le braccia tutte graffiate, le labbra e le mani macchiate di viola e i semini tra i denti? E se si ha pazienza si può raccogliere anche qualche frutto da portare a casa per farne della buona confettura.




Ma in questa occasione vi voglio postare un sistema per conservare il raccolto ed ottenere un ottimo rosolio:
liquore alle more.



Ingredienti
1/2 litro di alcool a 95°
1/2 litro si acqua
gr.500 di more 
gr.500 di zucchero

Mettere le more in un vaso, versare l'alcool e lasciare macerare per circa 1 mese. Trascorso questo periodo, aggiungere uno sciroppo composto da acqua e zucchero bolliti insieme. Nel liquore si possono lasciare parte delle more che serviranno per decorare dolci o accompagnare macedonie o  gelati. Il liquore può essere bevuto subito, ma se invecchia migliora. Buon appetito! 


giovedì 25 agosto 2011

Fiera di San Bartolomeo: cipolline in agrodolce


Oggi ho una meravigliosa notizia da darvi: a Fano si sta svolgendo la tradizionale fiera di S.Bartolomeo, organizzata dall'Assessorato delle Attività Economiche e del Commercio del Comune di Fano. Questa fiera è diventata ormai un'istituzione e si articola nel lungomare Sassonia, con la presenza di circa 230 espositori, non solo fanesi, ma provenienti da tante altre regioni italiane. La nostra fiera ha origini molto antiche: il primo bando che tratta e regola questo evento, risale all'8 di aprile del 1457; in questo periodo Fano era sotto il dominio della Signoria dei Malatesta e veniva indetta la Fiera per l'anno successivo, per un periodo di 15 giorni con decorrenza dall'11 al 26 di agosto. Nel 1500 veniva, inoltre, impedita la vendita e quindi l'acquisto delle cipolle, allo scopo di commercializzare questo prodotto solo in occasione della fiera di San Bartolomeo. Ancora oggi i produttori agricoli e i venditori di aglio e di cipolla caratterizzano con la presenza delle loro bancarelle la fiera. Ehi! Cosa ne dite di eleggere il Re e la Regina di questo evento con una foto? Eccoci accontentati! Sua Maestà: la cipolla e il suo ... consorte: l'aglio. 


E' veramente fantastico gironzolare per i vari banchi: c'è di tutto!
Distese di calzini multicolori


Commercianti che si trasformano in dimostratori di utensili per la cucina, prodigandosi per convincere le massaie all'acquisto dell'ultimo marchingegno che affetta, trita, emulsiona, grattugia e non so che altro potrebbe fare! Ma il risultato è sempre perfetto.


E poi pentole, pentoline, pentoloni! Come fare per resistere! Io comprerei tutto, specialmente quando si tratta di cucina!


Tra le tante cose colorate che più mi attraggono ci sono i magneti di tutte le forme e rappresentanti ortaggi frutta, animali, fiori. Bellissimi!


Non posso dimenticarmi certo di fotografare le conserve che tanto mi stuzzicano! Olive sottolio, giardiniera in agrodolce, peperoncini ripieni di tonno, alici sotto sale. Sono una vera golosità.


Non si può certo andarsene senza aver comperato nulla. E' vero che siamo in un periodo di crisi economica, ma almeno un piccolo dolcetto tra questa miriade di golosità possiamo ancora permettercelo!


Potrei continuare ancora ma vi voglio lasciare il gusto di scoprire da soli la bellezza della nostra fiera. Ah! Scusate! Non vi ho detto che cosa ho comperato! Indovinate! La cipolla.
Certo non potevo lasciarmi sfuggire l'occasione di acquistare la regina della fiera e delle nostre cucine per poter realizzare anche quest'anno le mie cipolline in agrodolce.


Ingredienti

1/2 litro di aceto
1/2 litro di vino
un bicchiere di olio
gr.50 di sale
gr. 50 di zucchero
kg.1 di cipolline 

Portare al ebollizione l'aceto con il vino, l'olio, il sale e lo zucchero. Aggiungere le cipolline e fare bollire per circa 5 minuti, controllando eventualmente la cottura. Spegnere il fuoco e lasciare raffreddare le cipolline nel liquido. Appena raffreddato versare nei barattoli di vetro, precedentemente sterilizzati, chiuderli e riporli in un luogo buio e asciutto. Si mantengono a lungo anche se, per gustarne il vero sapore, non tardare più di qualche mese per l'assaggio; sono ottime accompagnate con il bollito o come semplice antipasto. Buon appetito!

domenica 31 luglio 2011

L'estate nel barattolo: marmellata di pesche




Purtroppo questi ultimi giorni di luglio sono stati caratterizzati dal freddo e dalla pioggia. Peccato! Ma non bisogna mai disperare e fate come me cercate di trovare il bello anche nelle situazioni più disperate. E così mentre fuori pioveva, invece di arrabbiarmi perché il tempo non permetteva di andare al mare, ho deciso di fare la marmellata. Adoro fare la marmellata, in tutte le stagioni, e sopratutto in questo periodo quando la frutta ha l'allegria, i colori e la luce dell'estate. E' bastato solo un raggio di sole per darmi quella "spinta" per andare nel giardino, fare qualche fotografia alla frutta, bagnata dalla pioggia e pronta per essere raccolta, quindi rientrare il casa con il mio cestino di vimini stracolmo di bellissime pesche. Mi sono seduta un minuto per ammirare quanto amore ci mette la natura per creare tutto ciò che produce e spesso non ce ne rendiamo conto. Veramente belle, sode e tutte a pasta gialla con la buccia sottilissima e vellutata dai colori sfumati dal giallo rosato al rosso cupo. Un'immagine degna di un dipinto. Non essendo all'altezza di questa mia idea ho pensato bene di portarmi il ricordo di questa meravigliosa frutta realizzando la mia marmellata di pesche.

                                                                         Ingredienti
    
                                                                         Kg.1 di pesche mature e sode
                                                                         gr. 350 di zucchero
                                                                         succo di un limone
                                                                         stecca di cannella (a piacere)

Lavare, denocciolare e tagliare a piccoli pezzi la frutta. Porre in un tegame con lo zucchero e lasciare bollire lentamente per circa due ore. Controllare ogni tanto per evitare che si attacchi e mescolare lentamente. Trascorso il tempo fare la classica prova del cucchiaino di marmellata sul piattino e regolarsi di conseguenza. Se appare ancora lenta fare bollire per un'altra mezz'ora, altrimenti se la goccia di marmellata risulta soda e compatta si può procedere nel confezionamento dei barattoli, precedentemente sterilizzati. Appena terminato questa operazione rovesciare i barattoli chiusi per fare formare il sottovuoto e per un'ulteriore sicurezza farli sterilizzare il acqua bollente per 20 minuti. Buon Appetito!
                                                                       

mercoledì 18 maggio 2011

Come fare una buona marmellata di fragole

Non so come comportarmi per farmi perdonare questa lunga assenza dal blog, ma credetemi anche se, nei ritagli di tempo libero, sono stata impegnata su mille fronti, a ricamare, a cucinare, a preparare torte giganti, a cucire per la sfilata, vi ho sempre pensato e ho cercato di immortalare tutti i vari momenti con le mie foto che pubblicherò con mio grande piacere nella speranza che quello che faccio serva,  sia di stimolo e soprattutto sia motivo di confronto con altre persone. Si! Avete capito bene! Mi piace molto confrontarmi con realtà, idee e persone che sono diverse da me e dal mio mondo; mi piace quando qualcuno mi fornisce una propria ricetta, magari non proprio simile alla mia. Dico sempre: da provare!  Debbo essere sincera, qualche volta rimango soddisfatta, mentre altre un po' meno; ma non è questo il succo del problema. In realtà quello che più mi piace è che da questo confronto nasce sempre qualche modifica o miglioria alla mia o all'altra ricetta. Forse è per questo che non mi dispiace che qualche volta la mia casa si trasformi in un laboratorio e la mia cucina in un pensatoio di fervide  "massaie" pronte a dare indicazioni per una miglior realizzazione dei miei elaborati. Per farvi meglio capire ed entrare nel vivo dell'argomento vi racconto che qualche giorno fa una di queste "massaie" si è presentata a casa mia con una cassetta di fragole appena raccolte. Apro la porta e sinceramente non riesco a capire la situazione, anche perché mentre ascolto le mille parole, dette frettolosamente, vengo inebriata dal meraviglioso profumo delle fragole. Già la mia fantasia è volata via ... rimango incantata davanti alla bellezza di questi frutti: sono perfetti. Sembravo usciti dal pennello di un pittore: i mille punti gialli appoggiati sulla polpa rossa e, in qualche parte non ancora matura, bianca; il tutto è contornato da foglie verdi che sembrano ritagliare con le forbici da zig- zag. Vi prego, fermate la mia fantasia! Ritorniamo a quel giorno quando per farmi tornare nel mondo reale sono bastate poche parole: Sabrina, oggi ti va di fare la marmellata?. Come mi succede di solito, una parte di me vorrebbe accettare mentre l'altra, quella che a mio avviso è più saggia, mi suggerisce di lasciare perdere e di dedicare il mio tempo ad un maggiore riposo. Ma vince sempre la mia parte creativa, quella che non dice mai di no, sempre pronta a qualsiasi sfida. Quindi tutti al lavoro! Si fa la marmellata di fragole. Debbo dire che il procedimento per la sua realizzazione è stato velocissimo, anche se scaturito da un lungo dibattito tra "massaie" su come, dove e quando e lo consiglio vivamente a tutti voi.


Ingredienti
kg 1 di fragole
gr.400 di zucchero
succo di limone

Lavare, pulire le fragole e tagliarle a pezzettini irrorandole con il succo del limone.
Metterle in una casseruola alternandole agli strati di zucchero. Fare cuocere per 2 ore o fino a quando si sarà addensata e pronta alla  prova del piattino. Un'ottima marmellata di ottiene anche con il Bimby, seguendo le istruzione dell'elettrodomestico. Ma  questo merita un altro post. Raggiunta la giusta consistenza versare la marmellata bollente nei vasi perfettamente sterilizzati, chiuderli e capovolgerli fino al raffreddamento. In questo modo si ottiene in sottovuoto e la marmellata si mantiene per diversi mesi. Buon appetito! 

     

Dimenticavo di dirvi che le "massaie" vi ringraziano per avergli dato la possibiltà di pubblicare la loro ricetta della marmellata di fragole e vi offrono questi fiori per una piacevole colazione.  

giovedì 24 marzo 2011

Calabria ( peperoncini ripieni di tonno)

La Calabria è una delle regioni con maggiore sviluppo costiero, infatti le sue coste si estendono per circa km.780 lungo il mar Tirreno e lo Ionio. Qui possiamo incontrare località turistiche come Maratea, Praia a Mare, Diamante mentre nell'entroterra risultato altrettanto affascinanti paesi storici come Altomonte, Stilo, Gerace. Senza dimenticarci, poi, le tre roccaforti naturali dell'Aspromonte, della Sila e del Pollino. Se vogliamo parlare di cucina, possiamo affermare che i suoi piatti sono semplici, ma con sapori forti tanto da definire la Calabria una terra piccante piena di civiltà. Tipica è la famosa cipolla rossa di Tropea, dal gusto dolce e delicato, adatta anche alla preparazione di marmellate. Altro prodotto che caratterizza molti piatti locali è il peperoncino che sarà il protagonista della mia ricetta. Questa volta non posterò un primo piatto, ma neppure un dolce anche se ho appena scoperto che la Calabria ha un vasto assortimento di dolci e pasticceria, in cui spiccano i sapori del miele e della frutta secca. Ma andiamo avanti senza mai girarci e godiamoci la ricetta di oggi: peperoncini sottolio ripieni di tonno.

                                                     Ingredienti

                                                     peperoncini piccanti tipo tondi
                                                     sale
                                                     aceto
                                                 
                                                     farcitura

                                                     tonno
                                                     capperi
                                                     olio extravergine



Tagliare la calotta ai peperoncini senza staccarla, privarli dei semi, riempirli di sale e lasciare riposare per una giornata in un luogo fresco. Sciacquarli con aceto e lasciarli riposare nuovamente ricoperti di aceto per un'altra giornata. A questo punto scolarli e riempirli con una farcitura composta da tonno e capperi. Coprire ogni peperoncino con la propria calotta, sistemarli in vasi di vetro, precedentemente sterilizzati, e ricoprirli con l'olio extravergine. I vasi vanno riposti in un luogo fresco e possibilmente al buio. I peperoncini si conservano per diversi mesi ma si possono mangiare anche subito. Sono ottimi come antipasto o come stuzzichino. Per fare tutte queste operazioni, consiglio di usare i guanti in lattice perché la caratteristica piccante del peperoncino, con il contatto, viene trasmessa alle mani. Buon appetito!
                                               
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