presso la sala dell' Eco Bistrot, in Via Lungomare Colombo, 23 a Salerno.
"Come parla il tuo cane e come tu puoi parlare con lui"
Il giorno 12 febbraio, alla vigilia dello stage di "Nosework" di Simone Dalla Valle, l'associazione "4 Zampe in Movimento" e l'ENPA di Salerno hanno il piacere di invitarvi alla conferenza:
"Come parla il tuo cane e come tu puoi parlare con lui"
Il dog trainer Simone Dalla Valle, per la prima volta in Campania, ci parlerà della comunicazione dei nostri amici a quattro zampe in occasione delle presentazione del suo nuovo libro: "Come parla il tuo cane" edito da Tea - 19 giugno 2014 - una guida alla comunicazione fra uomo e cane, per aiutare a risolvere i grandi e piccoli malintesi che possono complicare questo rapporto così incredibile ma anche così fragile.
Quintetto swing VOCI DI IERI in "Quando nel mio juke-box......" melodie degli anni '40 '50 e '60. Cinque voci accompagnate al pianoforte dall'unica donna del gruppo e, in alcuni brani, anche dalla chitarra che propongono una musica swing prevalentemente del Quartetto Cetra e di altri gruppi e/o cantanti dell'epoca. INGRESSO LIBERO e come sempre possibilità di un drink e/o di una cena. Info e prenotazione posti a sedere: 089 9958200 - 333 9936870.
Il 16 gennaio 2015, alle ore 18,00, presso la centralissima Libreria Feltrinelli di Salerno, il testo di Gianfranco D'Amato sarà presentato al pubblico da Licia Di Stasio, coadiuvata da Umberto Flauto, Laboratorio dei pensieri scomposti. Si replicherà il giorno19 gennaio, presso la Sala Moka di Corso Vittorio Emanuele di Salerno, alle ore 18,00, a cura dell'Associazione Culturale "Il Caffè dell'artista, Presidente Prof.ssa Flora Battiloro. Allieterà la serata, il dottor Vicenzo Pagliara, con musica citata nel libro.
Gianfranco D'Amato, nato a Salerno, vive a Milano ed è tra i fondatori dell'Associazione No Profit "Muovi La Musica".
Alla fine, Guido Cataldo,
se n’è dovuto convincere, la folla accorsa per il suo musical, è stata tanta,
strabocchevole, fino ad arrivare sotto i portici dell’Augusteo di Salerno, il 25
gennaio scorso. “America”, l’opera musicale
dalle sette nomination per il Broadway Word italiano, di cui due vinte e
precisamente per la partitura originale, assegnata al Maestro Guido Cataldo e
per l’interpretazione a Simone Sibillano, è sbarcato in città , con il suo
carico di umanità . La storia che si racconta è toccante, coinvolgente, essa
appartiene alla memoria collettiva degli italiani: l’emigrazione.
Bartolomeo, interpretato
da Simone Sibillano, con un gruppo di emigranti, prende la drammatica decisione
di partire per il “nuovo mondo”.Nell'epico
viaggio che essi affrontano con coraggio, sono idealmente accompagnati da Madre
Cabrini che divenne santa e protettrice degli emigranti nel 1946. Questo in
breve il nucleo centrale della trama, dove le storie dei diversi personaggi s’intrecciano
in un unico tessuto, ma ciò che della storia piace sapere è la sua veridicità , il
protagonista non è un personaggio inventato, ma reale. Il Bartolomeo del
musical, di cui si raccontano gli inizi intraprendenti ed entusiasti, altro non
è che il nonno del Maestro Guido Cataldo, il notissimo musicista salernitano,
sensibile autore della musiche e dell’idea di mettere in scena la vita del
proprio caro. “Non sapevo nulla di mio nonno” dice lui stesso “poi quasi per
caso mi sono capitati tra le mani alcuni suoi scritti e tanta musica. Ho capito
che dovevo sapere e così sono andato in America, rifacendo il viaggio che aveva
fatto mio nonno, provando a guardare l’America con i suoi occhi e con quelli
dei tanti emigrati italiani. Tornato in patria, non ho potuto fare a meno di
scrivere America. La prima versione è del 1994, poi il mio incontro con Simone
Sibillano, coautore dell’attuale versione che ha inserito nelle storie
esistenti, altre più in linea con i tempi”.
Nelle note di regia curate
dallo stesso Simone Sibillano, si apprende l’ordito generale della storia che è
la seguente: “Durante la traversata per mare, sul ponte di terza classe della
nave, le molte storie iniziano a confluire in una storia nuova, che incrocia i
destini di uomini e donne segnando e ridisegnando i confini del loro avvenire,
verso un domani che ciascuno colora di proprie luminose aspettative. Ed ecco
finalmente l’America! Avvistano da lontano Miss Liberty, la nota statua della
libertà , scambiata per la Madonna americana. Approdati ad Ellis Island, piccola
isola della baia di New York, filtro per l’America, sono ad attenderli
estenuanti interrogatori e minuziose visite mediche ma, una volta sbarcati in
terra americana, il sogno lascia spazio ad una realtà dura e complessa,
distante dall’illusione di un ritrovato paradiso: lo smistamento
all’arrivo, l’impiego forzato come bassa manovalanza, gli alienanti ritmi
della grande città stringono i protagonisti nella morsa schiacciante di una
impossibilità senza via di scampo. La storia è raccontata da 15 artisti del
musical italiano, che interpretano le vicende dei nostri emigranti con
sensibilità e talento attraverso canti danze e musiche che rimandano ad un
epoca che ha segnato la nostra storia di italiani.”
Un musical, America, perfettamente
dosato in tutte le sue parti, dalle scene ai costumi, dalle coreografie alle
musiche, e che musica, se a siglarla è Guido Cataldo! Raffinate eppur popolari
le melodie, un misto di antico e moderno, che rendono immediata la fruizione. Slanci
corali di notevole potenza e pathos colpiscono parimenti, come i piedi pestati
sul legno. Il gruppo si muove all’unisono e dentro una coreografia che di volta
in volta esalta la parte musicale. Il battito delle mani come l’andirivieni dei
personaggi sono di grande effetto, intanto sul fondale scorrono opportune
immagini che accompagnano la storia: il paese da cui partono, l’imbarco, la
navigazione, Ellis Island e la Statua della Libertà . In proscenio si srotolano
le singole storie dei naviganti, dolcemente patetica quella di Tommaso, che pur
nel suo handicap riesce a proteggere amorevolmente la sorella. Appena accennata
è l’affiorare della diversità di due giovani che sono sulla nave per sfuggire
ad antichi pregiudizi. Una bella intuizione, poi, è stato l’innesto tra canti
popolari e le musiche originali. Tutti i cantori hanno voci stupende ed ognuno
ha contribuito alla coralità dello spettacolo, su tutti si è fatto notare l’eccezionale
timbro di Simone Sibillano.
Torna per la settima edizione il Festival dedicato alla Musica popolare, ideato e prodotto dall'Associazione Daltrocanto. Anche quest'anno nel cuore del centro storico di Salerno, presso la Chiesa di Sant'Apollonia in Via San Benedetto
Programma in continuo aggiornamento:
Venerdì 6 Febbraio
Biagino De Prisco & Compagnia Daltrocanto - Canto su Zampogna... Maurizio Cuzzocrea Canaglia Carlo de Pascali- Ariacorte Compagnia Popolare Giancarlo Siano Valentina Ferraiuolo - Tamburo Rosso, "La pelle del tamburo è l'unica che puoi percuotere"
Sabato 7 Febbraio
Incontro dibattito:
"Le radici della mia strada - l'influenza delle proprie tradizioni lungo cammini musicali diversi"
ne discutono condotti dalla giornalista Erminia Pellecchia:
Antonio Giordano - Presidente Associazione Daltrocanto Roberto Billi - Cantautore Joe Petrosino - Musicista Francesca Cacciatore -Etnomusicologa Alessandro D'Alessandro - Organetto & Live Eletronics Orchestra Bottoni - l'orchestra a bottoni della Musica Worlds Italiana presenta il disco "Live" Francesca Cacciatore - Canti dalla Grecìa Salentina Eustachio Frongillo - Organetto irpino Roberto Billi - Acoustic Show Joe Petrosino e Rockammorra
Domenica 8 Febbraio - TAMMORRIATA FINALE
La Paranza dei Centro Carmine Falanga Biagino De Prisco O'Lione Vincenzo Romano Valeria Cimò