martedì 23 settembre 2008
gioia oscenità fifa - 3
Dobbiamo alimentare la mente, ricordarle ciò che ci piace da impazzire. Guardiamoci qualcosa...
Un attimo di esitazione da parte di A-Woman.
Sì, dobbiamo rinforzare i nostri capricci, ricordarci quanto ci fanno impazzire e farlo veramente. La mente funziona per immagini e quello è il grimaldello. Se entra roba buona, prima o poi esce roba buona. Ha acceso il piccì, preso una poltroncina, siediti qui, su di me.
Abbiamo visto un paio di video che AMan aveva segnalato in Double taste, Eravamo quasi imbarazzati, anzi, imbarazzati, togliamo il quasi. Ma che... tensione! Sentivamo il nostro respiro e il batticuore, il leggero tremolio alle mani. AMan la prendeva in giro :- la tua amica, sotto, così bagnata, però sembra gradire molto. AMan si è infilato il profilattico e l'ha presa da tergo. Non vedeva più lo schermo del pc, solo la schiena, la camicetta bianca di A-Woman, ma percepiva la straordinaria tensione emotiva, l'oscenità che si impadroniva di UnaDonna, fotogramma dopo fotogramma. Non è affatto male arrivare ad un punto in cui inizi ad avere dei dubbi su chi stia gemendo, se la protagonista del video o donna in carne libido ed ossa che guarda con te.
AMan, ti sentivo, piano, piano forte e deciso, dietro di me, le tue mani, da sotto la camicetta, sui miei seni. Avevo i capezzoli duri e sensibili, mischiavi le tue osservazioni su questo a domande, non ti farebbe impazzire come quelli? immagini due uomini che ti adorano? Non rispondevo e allora facevi come sai mi piace, col tuo cazzo, dietro, quasi sull'uscio e poi fino dentro a me e, alle mancate risposte, mi chiedevi con decisione maggiore.
Siamo riusciti a vedere due video e un pezzo del terzo prima di venire stravolti. AMan, avevi il viso proprio birbone.
Al termine abbiamo riso, AMan le ha dato baci sulla schiena, dai fianchi fin su alla nuca. Ci siamo scostati. Mentre ci spostavamo, abbiamo osservato molte gocce per terra. Eh!? Lo sperma era ancora tutto nel cappuccetto, il banano di AMan in fase addormentatoria ma ancora grosso, il cappuccio tutto in ordine. Eh!? Ci siamo guardati increduli.
AMan mi ha provocata. ti è piaciuto, eh!? Ricordi quella volta con _ato? Dopo pochi minuti che ti aveva penetrata hai ejaculato. Pare anche stamattina. Poi sarei il mentaloide, eh!?. Quando ti scopo la testa.... mi diceva, guardandomi negli occhi, il viso ancora rosso, quando ti do della baldracca, puttana, della bagascia, ti piace eh, mentre ti scopo?
Eccome se mi piace.
E mi diceva che sono mentale anche io, che non è l'unico. Si compiaceva di questo.
Un po' di bacetti, ha ripulito le gocce di donna che avevo perso e ha ripetuto un paio di volte "sei una mentale anche tu".
Annuivo. In effetti... Gli ho detto che dovrò bere qualcosa, ho paura. Dovrò bere qualcosa.
giovedì 23 novembre 2006
Sapori - 5
Mi aveva presa. Mi stava baciando. Mi ero tolta i jeans, rimasta col mio perizoma solo un filo dietro e un triangolo di pizzo davanti. E il doll sopra. Sapeva come prendermi. Io vedevo voi due, un po' stordita dalle sue attenzioni. Vedevo te e lei tra le tue gambe, le tue mani, le mie mani che la accarezzavano.
Mi renco conto ora, orsone, che sei stato grande. Hai cercato di far partire tutto. Il tuo strip ha fatto partire tutto. E ora eri li con lei. Io avevo capito che le piacevi e ora, ero con un altro uomo.
Ci siamo fermati quando hai chiuesto loro se avessero dei profilattici. Nulla. Nessuno di noi aveva provveduto, scaramanzia? altro? comunque _ato è sceso a prenderne un paio. Qualche battuta, ecco, diceva che forse sarebbero stati grandi per lui. Poi mi ha invitata sul letto, ha continuato lì.
Stordita, ogni sua carezza sui miei seni era una corrente elettrica che mi passava dalla mente, giù per la colonna vertebrale fino al bacino, fino a sotto, sì, fino alla mia fica, scriviamolo pure. La mia fica fuori controllo.
Mi chiedeva se ciò che mi stava facendo mi piacesse. Batte il cuore anche a me, sai che lo rivivo?. Ti avevo perso di vista, tu e lei, ormai mi aveva distesa sul letto e stavo iniziando a perdere il controllo.
_lce gradiva le mie attenzioni. Loro sono avanti, sono lupi di mare in questo gioco e riescono ad arrivare con spontaneità all'arrosto, alla carne succosa in cui affondare i denti. Ma ciò si paga, forse con ikl desiderio di quella trepidazione, di tocchi fini che ti solleticano come ciotolini di mare sotto la tua palma dei piedi. Sai, A-Woman, sono molti anni che sono insieme. E forse quell'esitare, forse _lce non è più avrezza a quello sfiorare di polpastrelli su pelle, a un massaggio lento e sensuale. Sentivo che inziava ad ansimare, ad essere bagnata, sotto, lì dove il mio pensiero e poi la mia lingua andava.
Sentivo che era eccitata, le piccole labra tumefatte e bagnate. E sentivo il vortice impazzito lì sotto, il cazzo pigro. Era come se l'erezione fosse rimasta giù, in quei momenti in cui ballavo con lei.
_ato mi aveva messa sotto. Aveva preso il suo braccio sinistro (ah un bel fisico) e mi aveva adagiata supina. I suoi baci lascivi demolivano le mie resistenze. Fino a quel momento in cui mi ha toccata, sotto.
Mi ha toccata e il mio corpo ha comandato, imperioso. Ha preso il controllo.
Sono venuta dopo pochi istanti, mentre mi tocccava. Mio Dio, ti rendi conto? Ero fuori di me. Venuta. E gli ho bagnato le mani.
Eri così bagnata?
No, non interndo quella, AMan. Intendo che sono venuta, ecco, come scherzi tu, schizzetta.
Neppure il tempo di rendermi conto (avrei potuto?), si era infilato il profilattico, mi ha aperto le gambe e mi ha penetrata. Quasi non ricordo più nulla, qui.
C'era il piacere di sentirla sciogliersi. Aveva un seno stupendo, tette sode, i capezzoli eretti che resistevano alla mia lingua. I fianchi di _lce che abreo abbraccioato, che mi chiamavano, erano un tino di mosto tiepido, soave e che mi attirava, mi faceva girare la testa. E i baci sul collo, sulle sue labbra.
Era supina, le sue gambe aperte a prendersi la mia lingua E' stata carina, ad un certo punto si è alzata, ha scostato le mie mani. Ecco la bocca. Ci sono donne che hanno la dote, di dare piacere ad un uomo colla loro bocca. Lo sai, A-Woman, iuo scherzo ma dico che sei una pompinara. Tu che mi hai iniziato. Avevo visto gli occhi chiusi di _ato, quando il suo cazzo spariva nelle tue labbra.
E finalmente il cazzo di cazzo si era ripreso. Ecco, il pigrone farsi grosso e, stiracchiandosi, riempirle la bocca. Ogni succhio era una scossa che partiva dalla cappella e mi arrivava sotto.
_lce, è bello, è bello.
Credo di averle ripetuto quelle parole smozzicate almeno tre o quattro volte. Ecco, signore, il mio cazzo. Quello con cui volgio riempirvi e chiavarvi fino a farvi godere come gode UnaDonna.
domenica 12 novembre 2006
A-Woman
- Dopo, dico "Forse non è nemmeno sesso. E' qualcos'altro. va oltre il sesso". Mi era mai capitato di avere un orgasmo clitorideo normale, di quelli da "lotta all'ultimo sangue"? No. Ci avevo mai pensato? No. Solo una stupida si aggrapperebbe a quello che già conosce mentre le viene fatta intravedere una terra di liberazione al di là dell'orgasmo.
Toni Bentley, the surrender, p. 111
Ero stravolta, terrorizzata dalla mia reazione. Già andando avrei litigato, difficile sapere con chi prendersela. Poi lì, eccoci lì, davanti a due persone. Io davanti ad un uomo, un uomo sconosciuto.
Mi sono sentito bene, sono due persone carine e lui sa come mettere a suo agio una donna. Un bel marpione, lui.
Probabilmente non mi rendevo conto, è tutto andato avanti come se fossimo stati trascinati dagli eventi. Prima a mangiare, poi a curiosare in quel privé.
Ho visto che ti piaceva lei, lui mi ha fatta sentire bene, anche quando abbiamo ballato.
Mi stavo lasciando andare, io, capisci.
Ho capito che si stavano annoiando, dopo il nostro tergiversare. E così abbiamo deciso, andiamo su.
E poi non ho capito più niente, so solo che mi stavo lasciando andare.
Mi ha toccata, sul letto e sono venuta quasi subito, non mi è mai successo nulla del genere. Gli ho allagato le mani.
Sono sconvolta. Mi sono sentita una troia. Godere così con uno sconosciuto. Sotto di lui, poi sopra io, ho fatto un lago. Con uno sconosciuto che mi toccava, dopo pochi minuti.
E vedevo voi due vi piacevate. E poi le tue mani mentre mi scopava, sentivo che mi tormentavi i piedi, mi stringevi le mani. Poi non ho capito più nulla, non vi ho più visto, se non i tuoi occhi stravolti, le tue mani che mi stringevano, mi pizzicavano, mi torcevano la carne.
Mi parlava, mi chiedeva cosa mi piacesse. Ci sa fare. Non capivo più nulla.
Ecco il suo rantolo, ecco la fine. Avrei voluto scappare. Avrei voluto essere nella doccia, subito, dopo. Avrei voluto fuggire, scappare da voi, da te.
Mi sentivo stravolta, quel ritorno in auto, quarantacinque minuti, quarantacinque secoli di silenzio, non ci guardavamo neppure, non ti guardavo.
Ho pensato che fosse tutto finito. Ho pensato che era finita, A-Man. Finita tra noi.
Ho visto i tuoi occhi umidi quando ti ho detto che sarei andata a casa mia.
E le tue mani che mi stringevano a te.
I tuoi baci tutta la notte, quanto li ho desiderati.
Non ero io quella.
Avrei potuto vomitare, vomitare sul letto.
Sono terrorizzata di me, della mia reazione.
Ora la settimana delle emozioni che vengon su come bolle, dei pensieri. Settimana terribilis.
Buona notte, amore grande. Anima mia, vita mia. E' bello, con te, A-Man, più bello dei sogni più belli.
martedì 6 giugno 2006
Tutto bagnato
Stasera dovremmo aver tempo per scrivere...
E' già passata una settimana. Alcuni dettagli sono sbiaditi nel grigio. Porca miseria, la condanna del non scrivere subito.
Ci assale sempre, dopo mangiato, quella voglia di dessert che non può essere soddisfatta da nessun dolce. Due palle nuove di zecca a solleticarci capricci bizzarri.
Questo pomeriggio, squaw, questo pomeriggio faremo il giochino porchino. Ora te le metto e poi, prima di tornare dal AWKid...
L'aveva portata abbracciata sul letto. Le intenzioni erano buone. Ottimi buoni propositi. La mente un po' assente, attratta dal feticcio sferiforme. Vederlo sparire, tutto, la prima. poi la seconda.
Eccitante. Molto. Troppo. Deleterio per i buoni propositi.
In silenzio trai baci, sempre in silenzio, solo qualche respiro profondo, mi aveva portata sul lettone. Avevamo già celebrato il rito. E come ogni rito si sarebbe ripetuto.
Ora ti bagnerai. Per la mia lingua. E ho sentito le tue labbra, grandi, alla congiunzione sulle mie labbra. I tuoi succhi d'amore creatisi dal nulla. Solo baci erano.
AWoman, senti. Mi aveva appoggiato la mano sotto la cintura. Era già grosso. E respirava profondo. Poi le sue dita. Medio e indice. Piegati, a palmo in alto. Si muovevano come dicesse, al mio piacere, vieni, manifestati. Vieni qui.
AWoman, avevi già chiuso gli occhi. E' quasi faticoso, colle dita. E i miei piani venivano scalpellati, demoliti, gemito dopo tuo gemito. Ho preso il mio cazzo, ingordo. E l'ho infilato. Ha spinto le due palline ancora più profondamente. Ti scopo, mia porca divina, ti scopo così.
Ma non sarebbe potuto durare quella competizione di spazio per quella vagina vorace. Due palle cinesi e un cazzo grosso in me.
Girati, Beeeeeeeeee. Ormai è quasi il nostro segno.
Ti ho estratto il cordoncino. E afferrato col medio. Una nocciolina di lubrificante. Spingi, cazzo mio, spingi duramente. E apri. Entra.
Sai, mi meraviglio ancora, AMan. Di questa mia fame. Il delirio delle palle nella mia fica. E il desiderio che tu mi inculassi. E mi lasciavo andare. Sentivo palpitare perineo, utero, vagina, retto, ano. Testa. Mi batteva tutto. Hai iniziato a incularmi. Fuori. E poi spingendo fino in fondo, il tuo osso pubico sul mio sacro. Muovevi le palle. Tutto dentro, le palle fuori.
Poi tu le ritiravi in te, la tua vagina era veramente vorace, risucchiava tutto.
E sentivo un formicolare, lì. Mi sono toccata.
Ti inculo, AWoman. Ti inculo con due palle nella fica.
Godi, eh!?
Comi godi...
Ti piace il giochino!?
Ho iniziato a toccarmi.
Poi la confusione. Il disordine incontrollabile.
Ho sentito la mano bagnata.
Una macchia sul copriletto indiano in cotone. AMan, è tutto bagnato.
Ti inculo, Donna. E godo.
Non ricordo bene. Era successo. Era come se fossimo andati via, quasi assenti data l'intensità. Un'altra volta. Sono rimasta indolenzita fino al giorno dopo.
La stimolazione. Quasi insopportabile. Eppure, questa volta, i fiotti suoi, nel mio culo. Ma i miei!? I miei schizzetti finiti sul letto!
Tutto 'sto ambaradan, per una pozzangherina?
Prova, prova!
Data astrale h16.53_mer.28.maggio.2006
mercoledì 31 maggio 2006
Ciprina
- l punto G era conosciuto anche in passato. Nel Settecento ed Ottocento, in alcune opere letterarie libertine, c'è la menzione di "eiaculazioni femminile": "copiosi" getti di un liquido che alcuni autori francesi chiamarono elegantemente "ciprina" (dall'isola di Cipro, sacra a Venere)
Dibattito sul punto G
http://www.ilpalo.com/sesso/puntog.html
Stasera dovremmo aver tempo per scrivere cosa è successo sabato e domenica pomeriggio (grazie anche all'aiuto delle palline) e dei fiotti, questa volta, quelli di AWoman.
Purtroppo non li abbiamo documentati... Non è facile, mentre stai "operando", prendere la digitale e scattare.
Nel frattempo c'è da studiare un po'.
- articolo completo sull'ejaculazione femminile
- terminologia inglese (e in italiano, come facciamo?)
- i nostri schizzetti
- come provarla
- sempre lui, il punto G
Credo che dovremo aprire una categoria, come ci avevavo suggerito, visto che è la terza (o quarta?) volta che capita e che è diventato difficile risalire a quando successo (avevamo lasciato delle note in diari che sono stati cancellati).
Dovremo trovarle un nome...
domenica 22 gennaio 2006
Succo di carne
AMan, mi avevi detto che saremmo scesi e, sotto, avresti fatto u po' di cose barocche. Invece basta il tepore di guance, il potere di una mano sui miei seni.
AWoman, ho appoggiato i miei polpastrelli li, sotto quel triangolo nero di stoffa ricamata. Ho sentito quell'umido viscoso... sai che non resisto al tuo piacere, alla tua eccitazione?
AMan, ho voglia di averlo in bocca
Beh, AWoman, non è mica vietato.
Ci siamo girati, stranezze del mondo capovolto. Mi hai succhiato il mio aspro, sentivo i tuoi gemiti mentre ti avevo in bocca in quel momento. Mi sentivo liquefare, li sotto, tra l'infuriare della tua lingua e delle tue dita.
Sai, cinghiosprint, mi viene quasi da ridere perché sentivo il tuo respiro soffocato. Mi spingevo nelle tue fauci e tu, col tuo raffreddore, respiro un po'soffocato.
Avevo iniziato con un dito. Alla ricerca di quel punto. Poi anche l'indice.
Il mio bacino cercava la tua bocca, le mie orecchie i tuoi gemiti. Rantoli e respito profondo, ho sentito il tuo liquido, su palmo della mia mano.
Che ti succede UnaDonna? Non capivo più niente impazzivo li sotto.
Ho sentito il tuo pollice.
Poi l'anulare...
Mancava solo il mignolo. Mi succhiavi l'anima. E vedevo le mie nocche sparire nel tuo frutto rossoviolanero.
E sulle lenzuola s'era formata una pozzetta.
E' la seconda volta.
Non capivo più nulla. Mi succhiavi l'anima.
Pensavi fosse la bocca.
Era il tuo piacere, la mia mano in te.
Mi succhi l'anima
l'anima
Mi sono abbandonato, le mie labbra sulle tue cosce.
Tra i rantoli mi hai violato, aspirato.
AMan, l'ho mandato giù tutto.
Data astrale h09.35_dom.22.gennaio.2006.