
Trama: il Gatto con gli Stivali si ritrova coinvolto dal vecchio amico d’infanzia Humpty Dumpty nella ricerca dei Fagioli Magici che, come tutti sanno, portano ad un castello tra le nuvole dove vive un’oca magica che fa le uova… d’oro.

Che sòla, gente. Il gatto con gli stivali è davvero il film più debole dell’intera franchise di Shrek, forse poco migliore del terzo capitolo ma niente di più. Tutte le grassissime risate che speravo di farmi grazie al personaggio più geniale della saga si sono trasformate in risolini a denti stretti seppelliti da fin troppa melassa e da comprimari non all’altezza del protagonista. E sì che l’inizio, dove il Gatto si presenta come “amante piccante e chupacabras” mi ha fatta praticamente svenire sulla poltrona. Ma a parte questa dichiarazione d’intenti, un paio di gag come la tutina d’oro di Humpty Dumpty, quella dei minimuffins, quella dei tatuaggi e gli occhioni enormi del Gatto c’è davvero poca roba e neppure l’animazione, “sostenuta” da un 3D più inutile del solito, è granché.

In tutto il film, infatti, c’è solo una sequenza davvero bella e mozzafiato, quella della crescita del fagiolo magico. Anche la sfida danzante tra i due gatti non è male, grazie alla colonna sonora veramente azzeccata (l’unica cosa davvero bella dell’intera pellicola) e l’espediente dello split screen è un omaggio ai film di genere sempre gradito, ma alla Dreamworks hanno dimostrato di saper fare molto di meglio. Quanto ai nuovi personaggi, Humpty Dumpty è troppo patetico e stronzo per essere davvero divertente, la “fidanzatina” di El Gato, Kitty Zampe di Velluto, è simpatica ma non è neppure troppo utile all’economia della storia e i due cattivi Jack & Jill (presi paro paro da una delle filastrocche inglesi di Mamma Oca, attenzione: il vero Jack della pianta di fagioli è quel vecchietto stordito che si vede nella prigione) fanno ridere ma fino ad un certo punto. E quindi, cosa rimane da salvare del film? A dire il vero poco o nulla, salvo solo il grandioso doppiaggio di Banderas, visto che anche la storia è debole. Ma lasciamo parlare i bambini, il cartone animato d’altronde dovrebbe essere dedicato a loro. Nella fattispecie, lascio la parola al bimbetto di 5/6 anni seduto qualche sedia più in là nella mia stessa fila: “Papà, quando arriva mezzanotte?? Quando finisce?”. Queste due domande il pargolo le ha ripetute da metà del film più o meno ininterrottamente, fino alla fine. Fate due conti, gente, risparmiate che è meglio. E, per Dio, portate i bambini al cinema quando sono un po’ più grandini!!!

Di Antonio Banderas, doppiatore del Gatto, ho già parlato qui. Salma Hayek doppia Kitty Zampe di Velluto e la trovate qua, mentre Zack Galifianakis, Humpty Dumpty, lo trovate qui. Tra gli altri doppiatori originali figura persino il regista Guillermo Del Toro, qui in veste di produttore. Aggiungo in questo spazio una nota di demerito all’edizione italiana, i cui realizzatori hanno letteralmente rovinato i titoli di coda cancellando i nomi dei doppiatori originali integrati nell’animazione, come già accadeva nel primo Shrek.
Chris Miller è il regista della pellicola. Americano, ha già diretto Shrek Terzo. Anche attore, sceneggiatore, animatore e produttore, ha 36 anni.

Billy Bob Thornton (vero nome William Robert Thornton) in originale doppia Jack. Americano, lo ricordo per film come Proposta indecente, Sfida tra i ghiacci, Armageddon, il bellissimo Soldi sporchi, L’uomo che non c’era, Bandits e Babbo bastardo, inoltre ha prestato la voce per la versione inglese di Princess Mononoke. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 56 anni e due film in uscita. Ha vinto un Oscar per la sceneggiatura del film Lama tagliente.

Amy Sedaris presta la voce a Jill. Americana, ha partecipato a film come Sei giorni sette notti, The School of Rock, Elf e Jennifer’s Body, oltre ad aver già doppiato Cenerentola in Shrek Terzo. Ha prestato la voce anche per le serie American Dad!, Spongebob Squarepants e partecipato ad episodi di Sex and the City e My Name is Earl. Anche sceneggiatrice, ha 40 anni.

Se siete fan del Gatto e di Shrek recuperate almeno i primi due capitoli, e se avete voglia di vedere un bel cartone animato “moderno” buttatevi sulla trilogia di Toy Story ma mi raccomando non spendete 10 euro per questa roba. Come cadeau natalizio vi trascrivo la nursery rhyme Jack & Jill così come viene tramandata nei paesi anglosassoni: “Jack and Jill went up the hill To fetch a pail of water. Jack fell down and broke his crown, And Jill came tumbling after. Up Jack got, and home did trot, As fast as he could caper, To old Dame Dob, who patched his nob With vinegar and brown paper”. ENJOY!