A causa del meteo devastante che ha quasi distrutto mezza Liguria, lunedì non sono andata a vedere Halloween quindi ho ripiegato su Apostolo (Apostle), diretto e sceneggiato nel 2018 dal regista Gareth Evans.
Trama: Thomas, dipendente dalla droga e con l'animo spezzato, si reca su un'isola deserta popolata dai membri di una setta per liberare la sorella, tenuta prigioniera proprio da questi ultimi.
Con tutti gli improperi che ho letto rivolti ad Apostolo, mi aspettavo che uno degli ultimi originali Netflix fosse una schifezza cosmica. In realtà, anche in questo caso dipende da cosa uno pretende da un determinato Autore. Faccio mea culpa: non conosco Gareth Evans, non ho mai visto né i suoi The Raid né l'episodio di V/H/S 2 da lui diretto e sceneggiato ma immagino che i suoi fan si sarebbero aspettati un film adrenalinico e veloce, non qualcosa di riflessivo ed elegante come Apostolo, pellicola che si prende tutto il tempo di creare l'atmosfera necessaria per entrare nell'idea di un'isola vicino al Galles di inizio novecento, dove si riuniscono i membri di un culto, "perseguitati" dal Re e pronti a difendere la loro inespugnabile comunità con le unghie e con i denti. A pensarci bene, forse i fan di Evans condannano anche la "banalità" della storia portata su schermo. Su Netflix, non molti mesi fa, era già uscito Il rituale a raccontare di quanto sia pericoloso incappare in una comunità di invasati religiosi e Apostolo segue quasi pedissequamente il canovaccio tipico di questo genere di thriller/horror, con l'elemento di disturbo che, a poco a poco, arriva a svelare gli altarini di una comunità apparentemente perfetta, in bilico tra il paganesimo folle di The Wicker Man (anche qui servono sacrifici di varia natura per placare un dio che un tempo donava prosperità, ora solo carestia e orribili malformazioni) e la crudeltà di The Sacrament ma con una componente sovrannaturale e splatter più marcata, soprattutto da metà film in poi. E' indubbio che Apostolo parta lento, concentrato com'è sulle indagini del protagonista e su un minimo di costruzione dei personaggi e delle "situazioni" di potenziale pericolo, ma a un certo punto comincia a non dare un attimo di tregua allo spettatore, indulgendo anche in immagini da far rivoltare lo stomaco e in torture abbastanza efferate e crudeli, vista anche la natura delle vittime. Dove a mio avviso sbaglia Apostolo, neanche a dirlo, è nell'incertezza tra lo spiegone della natura del dio che governa l'isola e il desiderio di mantenere il mistero, che si conclude in un "e quindi?" da parte dello spettatore, che si ritrova forse un po' schifato da alcune scene anticipanti la rivelazione ma in definitiva soprattutto perplesso.
E' un dettaglio trascurabile questo soprattutto perché il film è gradevole non solo per come fila liscia la storia (anche se forse sarebbe servita un po' di introspezione in più, maggiormente incisiva e in un tempo più breve) ma anche per la presenza di bravi attori e per alcune sequenze interessanti e abbastanza ricercate, in bilico tra horror tout court e suggestione "new age", ove vengono mescolati sangue e poesia con un taglio decisamente cinematografico, fatto di dettagli claustrofobici e riprese ad ampio respiro di panorami mozzafiato o interni angusti. Sapete già della mia passione per Dan Stevens, non solo perché è un bel figliolo ma perché come interpreta lui il pazzo sofferente nessuno mai (Legion docet), e qui il personaggio di Thomas richiede tutta la nevrotica follia che è in grado di infondere l'attore inglese, oltre a quell'ambiguità di fondo che lo pone sempre in bilico tra buono e cattivo. Altrettanto valido il resto del cast, nel quale spiccano la sempre bellissima Lucy Boynton e un intenso Michael Sheen, anche lui chiamato ad interpretare un personaggio all'apparenza tagliato con l'accetta ma via via sempre più tormentato e profondo, mentre le due creature sovrannaturali sono interessanti e riescono a non scadere nel trash più becero nonostante ci sia il forte rischio almeno in un paio di occasioni (soprattutto per quel che riguarda il personaggio inquietante della vecchia). Sarà perché mi sono approcciata ad Apostolo senza troppe aspettative ma al momento è uno degli originali Netflix che più mi ha soddisfatta e vi consiglierei di dargli un'occhiata in occasione di Halloween. A proposito del quale, vi faccio ovviamente tanti auguri per una delle mie festività preferite!!!
Di Dan Stevens (Thomas Richardson), Lucy Boynton (Andrea) e Michael Sheen (Profeta Malcom) ho parlato ai rispettivi link.
Gareth Evans è il regista e sceneggiatore della pellicola. Inglese, ha diretto film come The Raid - Redenzione, V/H/S 2 e The Raid 2. Anche produttore, stuntman e attore, ha 38 anni e due film in uscita.
Se Apostolo vi fosse piaciuto recuperate The Wicker Man. ENJOY!




