Il 31 ottobre scorso a
Lucca Comics è stato proiettato
Tales of Halloween, antologia horror firmata da vari registi e utilizzata dalla
Midnight Factory come evento speciale vietato ai minori di 18 anni. Purtroppo non ho potuto essere presente alla serata ma ho recuperato in qualche modo la pellicola...
Il film si apre con
Sweet Tooth, la più classica delle “leggende metropolitane”, nella quale le persone vengono punite per la loro cattiveria ed ingordigia dando vita ad un terribile “uomo nero” affamato di dolci. Come inizio non c’è male, il piglio dell’episodio è volutamente ironico e, nonostante lo sviluppo sia ampiamente prevedibile, lo splatter e l’umorismo nero rendono l’episodio di
Dave Parker uno dei più piacevoli da guardare. Segue
The Night Billy Raised Hell, altra storia all’insegna dello humor nerissimo con un
Barry Bostwick irriconoscibile (Frank'n'Furter sarebbe orgoglioso!!) ed incredibilmente carismatico e gigione; ciò che accomuna entrambe le storie è la presenza di un bambino che, poveraccio, si ritroverà nel guano fino al collo senza saperlo e tutto questo solo per aver dato retta ad un paio di babysitter o accompagnatori di rara inettitudine e demenza. Fino a questo momento
Tales of Halloween percorre i binari della commedia horror con qualche twist splatter, il colpo basso giunge però inaspettato quando alla macchina da presa subentra
Adam Gierash, che sforna uno dei segmenti più riusciti.
Trick, scritto assieme alla compagna
Jace Anderson, comincia come una macellata apparentemente senza senso ai danni di un gruppo di fattoni e si conclude con una rivelazione di rara pesantezza, capace di far rileggere l’intero episodio sotto una nuova, terribile luce. Dopo questa tripletta uno pensa che la qualità degli episodi vada salendo, invece
Tales of Halloween subisce una brutale battuta d’arresto con l’insulso e prevedibile
The Weak and the Wicked, una lotta all’ultimo sangue tra tre assassini e uno sfigato che si fa ricordare non tanto per la terrificante creatura finale, quanto per il piglio western delle prime sequenze, decisamente l’aspetto più riuscito dell’episodio. Non va meglio a
Grim Grinning Ghost che, per quanto zeppo di guest star e attori adorabili, non è nulla più che un gradevole raccontino neppure troppo spaventevole, dove la brava
Alex Essoe si limita a ripetere quasi ininterrottamente "Oh God. Oh Shit." ad ogni piè sospinto, seguita da un fantasma che, a mo' di Orfeo ed Euridice, non gradisce che la gente si giri a guardarlo dopo che lui ha emesso la sua risata malvagia: ora, lungi da me questionare le scelte di sceneggiatura di
Axelle Carolyn, ma se il fantasma ride e io non mi giro, consapevole di averlo alle spalle, perché lui deve seguirmi fino a casa invece di plaudere alla mia saggia scelta e andare a spaccare i marroni a qualcun altro? Mistero.
Giunti a
metà film cominciano ad arrivare gli episodi più particolari. Il primo è Ding
Dong che, già dal titolo, richiama non solo il suono del campanello che prelude
al “dolcetto o scherzetto” ma anche il famoso “Ding Dong la strega è morta” de
Il mago di Oz; in effetti di streghe si parla, nella fattispecie di una
fattucchiera folle interpretata dalla meravigliosa Pollyanna McIntosh,
impossibilitata ad avere figli. L’episodio di Lucky McKee è un delirio
particolarissimo, zeppo di immagini disturbanti, tra l’ironico e l’angosciante.
Il pensiero di cosa intenda davvero la protagonista per “avere un bambino” vi
perseguiterà per giorni, garantito. Segue un intermezzo simpatico, la versione Halloween di Conciati per le feste con Danny De Vito e Matthew Broderick, scritto e diretto da John Skipp, un trionfo di musica metallozza, violenza, stupidera assortita e ispirazioni per l'allestimento casalingo della prossima festa di Halloween, prima che arrivi Mike Mendez a dare il bianco con l'assurdo Friday the 31st. L'episodio è un palese omaggio alla saga Venerdì 13 e a tutti gli slasher che hanno per protagonista un bruto in pettorina armato di arnesi taglienti e dedito al massacro di giovani virgulti ma la particolarità del segmento è il suo cominciare dove gli slasher finiscono e mettere il villain contro un piccolo alieno bizzoso; il risultato è una macellata dallo stile molto nipponico, con profluvio di sangue finto e cadaveri smembrati che ricordano tanto gli antichi fasti di Sam Raimi (a proposito, Ash vs. The Evil Dead è una figata, non perdetelo), una gioia per ogni appassionato del genere. Segue la supercazzolona The Ransom of Rusty Rex, un episodio che prevede la guest appearance di un John Landis particolarmente paraculo e che vi farà venire le lacrime agli occhi dal ridere mentre a concludere le danze ci pensa Neil Marshall con Bad Seed, episodio che merita una considerazione a parte.

Pur nell'incredibile idiozia o, se vogliamo, nell'infinita genialità (dipende dai punti di vista) dell'assunto iniziale, Bad Seed è l'unico segmento meritevole di venire trasformato in un film e non solo per il cliffhanger finale. In dieci minuti Neil Marshall riesce ad imbastire un poliziesco horror che vede coinvolta una tostissima poliziotta costretta a fare i conti con prove deliranti, identikit impossibili e una sanguinosa serie di morti masticati e lo conclude con un finale che spinge a volerne di più e ad incrociare le dita perché qualcuno colga al balzo l'occasione per fargli realizzare un lungometraggio. Girato con piglio ironico, Bad Seed conta degli ottimi effetti speciali, attori assolutamente in parte e funge da "riassunto" degli episodi precedenti o, meglio, contiene molti divertentissimi riferimenti agli stessi ed è un peccato che gli sia toccato chiudere il film perché ciò rischia di affossarlo con il senso di inevitabile diludendo che accompagna i titoli di testa di Tales of Halloween. L'operazione messa in piedi dalla cosiddetta October Society, infatti, stringi stringi non è altro che un'accozzaglia di episodi più o meno riusciti capace di lasciare molto amaro in bocca e un devastante senso di inconcludenza: personalmente, ho avuto la sensazione di avere testimoniato ad un grosso spreco di talenti e guest star e mi sono ritrovata spesso a rimpiangere il più riuscito Trick'r'Treat o le vecchie, corpose antologie horror anni '70-'80, che riuscivano a coniugare strizzate d'occhi per appassionati, quantità e qualità. Detto questo, come divertissement di Halloween poteva andare peggio e una visione disimpegnata tra amici (magari non amici che odiano l'horror e si annoierebbero, true story) ci sta ma non aspettatevi chissà quale capolavoro. Ah, come al solito il divieto ai minori di 18 anni in suolo italico è una bufala ai limiti del ridicolo, ho visto scene peggiori in film V.M. 14.

Dei registi
Darren Lynn Bousman (The Night Billy Raised Hell),
Adam Gierash (Trick),
Lucky McKee (Ding Dong),
Mike Mendez (Friday the 31st),
Ryan Schifrin (The Ransom of Rusty Rex) ho parlato ai rispettivi link. Anche
Lisa Marie (una delle ospiti travestite dell'episodio Grimm Grinning Ghost),
Lin Shaye (la madre della protagonista in Grimm Grinning Ghost),
Mick Garris (un altro degli ospiti di Grimm Grinning Ghost),
John Landis (Jebediah Rex in The Ransom of Rusty Rex),
Clare Kramer (Lt. Karly Brant),
Joe Dante (lo scienziato in Bad Seed),
Pat Healy (il poliziotto di Bad Seed) e
Adam Green (l'agente Carlo, che compare in più di un episodio) sono già stati nominati sul
Bollalmanacco!
Dave Parker è il regista e sceneggiatore dell'episodio
Sweet Tooth. Probabilmente americano, ha diretto film come
Masters of Horror e
Le colline sanguinano. E' anche attore e produttore.
Paul Solet è il regista dell'episodio
The Weak and the Wicked. Americano, ha diretto film come
Grace e l'imminente
Dark Summer. Anche attore, sceneggiatore, produttore e stuntman, ha 36 anni.
Axelle Carolyn è la regista dell'episodio
Grimm Grinning Ghost. Belga, moglie del regista
Neil Marshall, ha diretto film come
Soulmate. Soprattutto attrice, anche produttrice, ha 36 anni.
Neil Marshall è il regista dell'episodio
Bad Seed. Inglese, ha diretto film come
Dog Soldiers, The Descent, Doomsday ed episodi di serie come
Il trono di spade, Constantine e
Hannibal. Anche attore e produttore, ha 45 anni e un film in uscita.
John Skipp, regista e sceneggiatore dell'episodio
This Means War, è al suo esordio cinematografico dietro la macchina da presa ma è molto conosciuto come scrittore splatterpunk. Incalcolabile la marea di guest star presenti nel film, mi limito a segnalare qui solo quelle che ho riconosciuto e amato altrimenti i trafiletti diventerebbero almeno 300:
Adrienne Barbeau (ex moglie di
John Carpenter, è la speaker radiofonica che introduce le storie),
Booboo Stewart (Isaac nell'episodio
The Weak and the Wicked, ha
partecipato a
Descendants),
Pollyanna McIntosh (La strega in
Ding Dong,
ha partecipato a
The Woman),
Ben Woolf (Rusty Rex in
The Ransom of Rusty Rex, interpretava Meep in
American Horror Story Freakshow), l'amatissimo
Barry Bostwick (irriconoscibile diavolo in
The Night Billy Raised Hell è l'indimenticabile Brad Majors del
Rocky Horror Picture Show), l'adorato
Greg Grunberg (star di
Alias ed
Heroes, interpreta Alex Mathis nell'episodio
Sweet Tooth, personaggio già apparso in
Big Ass Spiders! assieme a quello di
Clare Kramer),
Stuart Gordon (l'uomo travestito da Sherlock Holmes nell'episodio
Grimm Grinning Tooth nonché regista di
Re-Animator) e
Alex Essoe (protagonista di
Starry Eyes, qui nei panni della ragazza inseguita dallo spettro in
Grim Grinning Tooth). Detto questo, avete millamila horror da guardare anche solo per conoscere le guest star presenti, basta scorrerne la filmografia, comunque aggiungerei quella che nel tempo è diventata LA pietra miliare per Halloween, ovvero il bellissimo
Trick'r Treat, volgarmente denominato
La vendetta di Halloween! ENJOY