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venerdì 22 febbraio 2019

Copia originale (2018)

E' uscito ieri in tutta Italia Copia originale (Can You Ever Forgive Me?), diretto nel 2018 dalla regista Marielle Heller e tratto dall'autobiografia scritta da Lee Israel nel 2008, nominato inoltre per tre Oscar: Miglior Attrice Protagonista (Melissa McCarthy), Miglior Attore Non Protagonista (Richard E. Grant) e Miglior Sceneggiatura Non Originale.


Trama: Lee Israel, un'autrice di biografie, fatica a racimolare i soldi per arrivare a fine mese. Casualmente, la donna scopre di avere un talento per falsificare lettere di personaggi famosi e decide così di truffare ignari collezionisti.



Il bello dei film che annualmente vengono nominati all'Oscar è che spesso alcuni di loro raccontano storie di personaggi famosi (o, in questo caso, famigerati) di cui io non conoscevo neppure l'esistenza. E' il caso di questo Copia originale, basato sulla carriera criminale della scrittrice Lee Israel, la quale dopo essere caduta in disgrazia ha deciso di mettere le sue arti letterarie al servizio di una truffa bella e buona. La signora, infatti, aveva un talento naturale per creare lettere fasulle di personaggi famosi realmente esistenti, che i collezionisti compravano senza farsi troppe domande, convinti di aver trovato un tesoro inestimabile; più avanti, quando i suoi falsi hanno cominciato a destare sospetti, Lee Israel si è ritrovata nelle condizioni di dover rubare documenti veri e rivenderli, cosa che ovviamente l'ha portata a scontare una lunga pena detentiva. Copia originale racconta questa storia sordida e triste di persone incapaci di affrontare il duro mondo che li circonda, troppo impegnati a proteggersi con la sgradevolezza per poter sperare di farcela. La protagonista del film viene tratteggiata come un personaggio sì meritevole di pietà (che diamine, NESSUNO, a meno che non sia un mostro, merita di vivere nell'indigenza e costretto a ricorrere ad espedienti) ma anche e soprattutto di un paio di schiaffi, ché Lee Israel ha un atteggiamento orribile nei confronti del prossimo e di se stessa. Alcolista all'ultimo stadio, incapace di ingraziarsi un minimo i suoi interlocutori e nemmeno di garantire il livello base di  pulizia in casa, la Israel è un crogiolo di disagio ed egoismo capace tuttavia di mostrare quel briciolo di empatia e di umanità che alla fine spinge lo spettatore a parteggiare per lei, per il suo "lavoro" e per la sua strana amicizia con un uomo ancora più disadattato di lei, il ciarliero e gayssimo Jack Hock, scrittore in rovina dipendente dalla cocaina e ormai ridotto a vivere di espedienti in strada. Una strana coppia di persone che si vogliono bene per forza e lo stesso, in qualche modo, si disprezzano a vicenda, probabilmente perché ognuno vede nell'altro lo specchio reale della propria bruttezza interiore ed esteriore, che regalano allo spettatore momenti di ilarità ma anche lacrime cocenti, soprattutto quando la situazione precipita fino alle inevitabili conseguenze.


Copia originale è quindi, soprattutto, un film di scrittura (ottima) e attori (bravissimi), che bucano lo schermo sia da soli che quando duettano. Di Melissa McCarthy conoscevo solo il lato sboccato e comico, due caratteristiche che traspaiono chiare dall'interpretazione di Lee Israel; volgare, cinica e dispettosa come una bambina, la scrittrice è il personaggio perfetto per la McCarthy, la quale tuttavia qui riesce anche ad imbruttirsi dentro e fuori, regalando allo spettatore amare risate e ancor più amare lacrime attraverso insospettabili sfoghi di dolorosa umanità. Il monologo finale, breve ed intenso, nel quale fa capolino un'enorme fragilità dietro un muro di spacconeria e parole imposte, fa sciogliere il cuore, così come l'ultimo incontro tra Lee e Jack, tra lazzi, prese in giro e tristezza. Richard E. Grant, dal canto suo, è un mattatore meraviglioso, indossa i panni del nobile scrittore decaduto reinventatosi mariuolo di strada con un'eleganza invidiabile, entrando di diritto nel novero delle checche ciniche ed adorabilmente tristi della cinematografia mondiale. Non tanto da meritarsi una nomination all'Oscar, non quest'anno almeno, ma sicuramente abbastanza da conquistarsi l'affetto del pubblico anche nei suoi momenti di maggior viltà. I protagonisti vengono coccolati da una regia "calda", che ricorda a tratti la raffinatezza con la quale Woody Allen immerge i suoi personaggi nell'amata New York, tra librerie, antiquari e bar soffusi sempre e comunque da una luce accogliente, sicuramente più della casa sgangherata e sporca dove vive Lee Israel col suo micio, il che a mio avviso è un segno dello sguardo indulgente con cui Marielle Haller ha scelto di raccontare la storia di questa strana truffatrice misantropa. E' possibile che  Copia originale non sarà uno dei maggiori hit dell'imminente notte degli Oscar ma ve ne consiglio comunque la visione perché, nel suo piccolo, è uno dei film più gradevoli visti durante il recupero dei vari candidati.


Di Melissa McCarthy (Lee Israel), Richard E. Grant (Jack Hock) e Ben Falcone (Alan Schmidt) ho già parlato ai rispettivi link.

Marielle Heller è la regista della pellicola. Americana, ha diretto film come Diario di una teenager. Anche attrice e sceneggiatrice, ha 40 anni e un film in uscita.


Dolly Wells interpreta Anna. Inglese, ha partecipato a film come Il diario di Bridget Jones, 45 anni, PPZ: Pride and Prejudice and Zombies e Bridget Jones's Baby. Anche sceneggiatrice, produttrice e regista, ha 48 anni.


Jane Curtin interpreta Marjorie. Adorabile Dottoressa Albright de Una famiglia del terzo tipo, ha partecipato a film come Teste di cono e ad altre serie quali Love Boat; come doppiatrice ha lavorato in Z la formica. Ha 72 anni e due film in uscita.


Julianne Moore avrebbe dovuto partecipare al film ma alla fine si è tirata indietro per divergenze creative. ENJOY!

mercoledì 21 gennaio 2015

Tammy (2014)

Seguendo i miei svariati ed assurdi metodi di scelta per i film, sono incappata nello sconosciuto Tammy, diretto nel 2014 dal regista Ben Falcone.


Trama: dopo essere stata licenziata e aver scoperto che il marito la tradisce con la vicina di casa, la cicciona e volgarotta Tammy decide di imbarcarsi in un viaggio in macchina assieme alla nonna alcolista...


Il post dedicato a Tammy probabilmente non raggiungerà la solita lunghezza standard e non perché il film non mi sia piaciuto ma perché, effettivamente, c'è poco da dire. Ne ho letto le peggio cose, Melissa McCarthy e Susan Sarandon sono state nominate per i Razzie Award 2015 proprio grazie a questo film ma la verità è che Tammy è un innocuo, banalissimo road movie al femminile che sicuramente non merita tutto l'astio che gli è stato scagliato contro (per dire, se l'avessi guardato l'anno scorso non sarebbe entrato in un'eventuale Top 10 dei film più brutti del 2014 perché, onestamente, ho visto di moolto peggio!). La McCarthy, qui anche sceneggiatrice e produttrice oltre che moglie del regista (tutto in famiglia!), si limita giustamente a costruirsi un personaggio adatto al suo aspetto e alla sua mole, quello di un'ignorantissima e volgarotta fallita dotata di una spiccata ironia che le serve solo per incappare in devastanti figure di tolla mentre Susan Sarandon, per carità, bisogna ricordarla per film molto migliori ma alla sua età può anche permettersi un divertissement che la vede nei panni di una nonna ubriacona ma ancora molto attaccata alla vita (De Niro è sceso molto più in basso nella sua carriera, eh). Questi due personaggi intraprendono un viaggio che si rivelerà pieno di ostacoli, di momenti sciocchi, surreali e divertenti e anche, ovviamente, di occasioni per conoscersi meglio e cercare di dare un senso alle loro vite sbandate, arrivando al finale liberatorio ed ironico tipico di questo genere di film. La particolarità di Tammy, che poi è anche l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso, è invece l'abbondanza di guest star mal utilizzate che compaiono nei ruoli più disparati per pochissimo tempo come Kathy Bates, Toni Collette, Dan Aykroyd e Sandra Oh, buttati lì giusto per attirare i fan; Aykroyd ormai è bollito da anni e la presenza della Oh può giusto fare piacere agli aficionados di Grey's Anatomy ma sinceramente vedere la Bates e soprattutto la Collette messe lì giusto per fare numero mi spezza un po' il cuore. In conclusione, Tammy è una commedia scacciapensieri da guardare quando si ha voglia di un po' di relax, più adatta ad un pubblico femminile (possibilmente dotato di un minimo di autoironia) che maschile... ma non statevi a disperare se, come credo, non verrà mai distribuita in Italia, neppure sul mercato dell'home video. Tanto esistono mille altri validi sostituti!


Di Melissa McCarthy (Tammy), Susan Sarandon (Pearl), Kathy Bates (Lenore), Allison Janney (Deb), Dan Aykroyd (Don) e Toni Collette (Missi) ho già parlato ai rispettivi link.

Ben Falcone (vero nome Benjamin Scott Falcone) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, inoltre interpreta Keith Morgan. Americano, marito di Melissa McCarthy, è al suo primo film come regista. Anche produttore e musicista, ha 41 anni e un film in uscita.

 
Mark Duplass interpreta Bobby. Americano, ha partecipato a film come Safety Not Guaranteed, Darling Companion, Zero Dark Thirty e Parkland. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 38 anni e un film in uscita.


Gary Cole interpreta Earl. Americano, ha partecipato a film come Soldi sporchi, The Gift - Il dono, One Hour Photo, Palle al balzo - Dodgeball, The Ring 2, Talladega Nights - The Ballad of Ricky Bobby, The Town that Dreaded Sunlight e a serie come Ai confini della realtà, Miami Vice, Moonlighting, Oltre i limiti, Monk, Supernatural, Desperate Housewives, Numb3rs e 30 Rock; come doppiatore, ha lavorato invece per le serie Kim Possible, I pinguini di Madagascar e I Griffin. Ha 58 anni e quattro film in uscita.


Sandra Oh (vero nome Sandra Miju Oh) interpreta Susanne. Canadese, diventata famosa grazie alla serie Grey's Anatomy, ha partecipato a film come Mr. Bean - L'ultima catastrofe, Hard Candy e ad altre serie come Six Feet Under; come doppiatrice, ha lavorato invece per le serie Phineas and Ferb, Robot Chicken e American Dad!. Ha 43 anni e un film in uscita.


Per il ruolo di nonna Pearl erano state prese in considerazione, prima ancora di Susan Sarandon, sia Shirley MacLaine (che era già impegnata con le riprese di Downton Abbey) che Debbie Reynolds, già Tammy nel film Tammy fiore selvaggio. Detto questo, occhio alle due scene durante i titoli di coda e, se Tammy vi fosse piaciuto, recuperate Io sono tu e Corpi da reato, entrambi con Melissa McCarthy. ENJOY!

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