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domenica 13 giugno 2021

Critters Attack - Il ritorno degli extraroditori (2019)

Qualche sera fa lo passavano in TV, quindi ho scientemente deciso di guardare Critters Attack - Il ritorno degli extraroditori (Critters Attack), film TV diretto nel 2019 dal regista Bobby Miller.


Trama: in una cittadina di provincia atterrano i critter e, come sempre succede, portano morte e distruzione...


Disclaimer: persino Mirco, che ADORA i film aventi per protagonista qualsiasi tipo di bestia, s'è rotto le palle e verso la metà ha deciso di fare altro, lasciandomi solitaria vittima di quel desiderio di completezza che mi impone di arrivare alla fine di qualunque pellicola. E arrivare alla fine di questa è stato difficile, eh. Aggiungo che la botta finale me l'ha data leggere nei titoli di coda il nome di Scott Lobdell come unico sceneggiatore. Scott. Lobdell. L'uomo che negli anni '90 ha raccolto lo scettro di Chris Claremont realizzando alcuni dei più begli archi narrativi di Uncanny X-Men e che, assieme a Chris Bachalo, aveva dato vita a Generation X, l'uomo che, come sceneggiatore, ha contribuito all'esilarante Auguri per la tua morte, è riuscito a mettere la firma su questa roba imbarazzante persino per un film di serie Z? Mi direte, vista la nomea di uomo di merda che si è costruito nel corso degli anni (ma cos'è, soffre della stessa malattia di Joss Whedon? Predica benissimo e razzola male?) magari Critters Attack è frutto di bisogni alimentari, ma anche così mettere assieme i quattro ragazzetti più mosci del creato, lo zio sceriffo più inutile mai esistito e un critter buono che, non si sa per quale assurdo motivo, decide di mettere di fatto fine alla propria specie sterminando tutti i maschi, rei di voler distruggere il pianeta Terra, va oltre la mia idea di lavoro fatto solo per staccare un assegno. Per carità, il primo Critters non era un capolavoro ma almeno era divertente, qui invece ci sono giusto un paio di siparietti che dovrebbero essere umoristici ma risultano tristi, posticci e ridicoli (salvo solo la gag del jock belloccio travolto dalla palla di critter) e per far andare avanti la trama vengono compiute anche troppe scelte stupide, la peggiore delle quali è "cercare di convincere la gente che gli alieni esistono, senza mostrare loro l'alieno che ti camalli sulle spalle dentro lo zaino".


L'unica cosa positiva di Critters Attack, tolta la sempre piacevole Dee Wallace, qui ahimé sfruttata troppo poco, è l'artigianalità delle bestiole titolari. Sarà perché il budget non lo permetteva (anche se io voglio sperare che sia proprio perché Bobby Miller, dopo The Cleanse, ha capito che non c'è niente di meglio dei pupazzi) ma Crittes Attack è quasi totalmente privo di CGI e i critter qui sono delle palle di pelo vere, animatronics o peluchotti, chiamateli come volete, dotati della solita, mordace e sanguinosa simpatia che li contraddistingue da anni. A mio avviso deliziosa la versione femminile delle bestiacce, un incrocio abbastanza spudorato tra la dolcezza di Gizmo e i colori di Ciuffo Bianco, tanto bellina che, nei panni della ragazzina protagonista, avrei fatto carte false per portarmela a casa e conservarla come il più prezioso dei tesori. Anche perché, se esiste una divinità del Cinema, gli attori protagonisti non dovranno mai più recitare in alcuna produzione, salvo forse il remake USA de Gli occhi del cuore, quindi tenersi un memento per il futuro potrebbe essere una cosa carina. Ho già detto "lasciate perdere se non siete proprio amanti della saga all'ultimo stadio"? 


Del regista Bobby Miller ho già parlato QUI mentre Dee Wallace, che interpreta Dee, la trovate QUA.


Critters Attack
è ovviamente l'ennesimo sequel di una saga nata nel 1986, composta da Critters, Critters 2, Critters 3, Critters 4 e da una webserie di 8 episodi intitolata Critters: A New Binge. Se vi piace il genere, ora sapete cosa recuperare. ENJOY!


domenica 12 agosto 2018

The Cleanse (2016)

Dopo averne letto QUI e QUI ho deciso di recuperare The Cleanse (conosciuto anche come The Master Cleanse), diretto e sceneggiato nel 2016 dal regista Bobby Miller.


Trama: Paul è un uomo sconfitto dal lavoro e dall'amore, che non riesce più a trovare un motivo per vivere. Un giorno vede in TV una pubblicità relativa ad un rifugio che porterebbe le persone a purificarsi dai pensieri negativi ed abbracciare una vita piena e decide di fare un tentativo. Ma The Cleanse, il trattamento ideato dal dottor Ken Roberts, è più complicato di quello che appare...



The Cleanse è un film delizioso e molto malinconico, imperniato su quell'insoddisfazione, spesso sconfinante nella tristezza e nella depressione, da cui tutti siamo più o meno afflitti, chi periodicamente chi in maniera cronica. E' una pellicola dotata di una metafora che più chiara non si può, che parte dalla parodia di quei programmi di purificazione probabilmente più diffusi in America che in Italia per arrivare a ragionare sulla natura del dolore e sul modo di affrontarlo. Bobby Miller pare volerci dire che il dolore, la "negatività" se vogliamo, è parte integrante di ognuno di noi; accresciuto sicuramente da elementi esterni, non è tuttavia imputabile essenzialmente ad altri oppure al destino avverso, perché è il nostro stesso carattere a dargli terreno fertile per prosperare e sconfiggerci. Proprio per questo, molte persone trovano conforto nello spleen della propria esistenza, indossando il male di vivere come una cappa forse scomoda, di cui lamentarsi spesso, tuttavia troppo rassicurante per liberarsene completamente. Accettare il cambiamento, lasciarsi alle spalle il passato, per quanto faccia male, fa meno paura rispetto al gettarsi a capofitto in un futuro privo di certezze (lavorative, sentimentali o quant'altro), quindi talvolta si preferisce rimanere frustrati, tristi ed arrabbiati per paura di minare lo status quo della propria esistenza. Questo lo fa Paul, il protagonista della pellicola, lo fa la sua compagna di sventura Maggie, lo faccio io e lo fa probabilmente la metà della popolazione mondiale, perché è la cosa più facile da fare. E Bobby Miller ci racconta questa umanissima "pigrizia" sfruttando una trama che mescola fantasia e horror, andando a creare una favola "nera" a tratti molto dolce e anche commovente, più efficace quando sfrutta questo suo aspetto sentimentale piuttosto che quando cerca di assecondare il desiderio di inquietare lo spettatore, desiderio che lascia un po' il tempo che trova e si concretizza in una sottotrama tirata per i capelli, appena abbozzata.


Veicolo fondamentale di questa metafora nonché punto forte del film sono, neanche da dirlo, i bestiolini frutto del trattamento del Dr. Roberts. Pucciosissimi animatronics che non sfigurerebbero nelle case di qualsiasi appassionato di robe disgustosette ma fondamentalmente kawaii, i mostrillini rubano giustamente la scena agli attori in carne ed ossa e si conquistano le simpatie dello spettatore il quale, nonostante immagini dopo più o meno mezz'ora come finirà la storia, non può fare a meno di affezionarsi a loro con tutte le conseguenze del caso, un po' come succede ai protagonisti. E' interessante come Bobby Miller mescoli questo sprazzo di pura fantasia e perizia tecnica ad uno stile di regia quasi "naturalistico", scevro da orpelli o rimandi pop, assai simile ad un modo di fare cinema tipico della scena indie più dimessa, se posso permettermi di usare questo termine; il cortocircuito tra regia e bestiole impreziosisce il film di un tocco di realismo che lo rende più plausibile, di conseguenza più vicino allo spettatore. Non guasta nemmeno che il protagonista sia Johnny Galecki, più valido nel ruolo di medioman simpatico e timidissimo piuttosto che in quelli di machiavellico ed inquietante professore (vedi The Ring 3), dotato di quei tic facciali che denotano perenne insicurezza e persino un po' di fastidio, per quanto speranzoso, nel forzarsi a ricercare contatti umani. Galecki, assieme all'adorabile Anjelica Huston e un altro grande caratterista come Oliver Platt, è la ciliegina sulla torta di un film piccolino ed imperfetto da "divorare" tutto d'un fiato, per divertirsi, intenerirsi... e chissà, magari anche un po' riflettere sul modo migliore per liberarci di tutte le paranoie che ci rovinano quotidianamente la vita.


Di Johnny Galecki (Paul), Kyle Gallner (Eric), Anjelica Huston (Lily) e Oliver Platt (Ken Roberts) ho già parlato ai rispettivi link.

Bobby Miller è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Americano, è anche produttore e attore.


Chloë Sevigny era stata scelta per il ruolo di Maggie ma ha rinunciato ed è stata sostituita da Anna Friel. Se The Cleanse vi fosse piaciuto recuperate Bad Milo!. ENJOY!


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