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martedì 14 aprile 2026

Finchè morte non ci separi 2 (2026)

Siccome sapevo che questa settimana sarei stata via e siccome il multisala ha il pessimo vizio di tenere i film meno di una settimana, venerdì sono corsa a vedere uno dei film che aspettavo di più quest'anno, Finché morte non ci separi 2 (Ready or Not 2: Here I Come), diretto e co-sceneggiato dai registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett.


Trama: Grace si risveglia in un letto d'ospedale, accusata dello sterminio della famiglia del marito, i Le Domas. Convinta che la cosa peggiore che potrebbe capitarle è un ergastolo, si ritrova invece di nuovo vittima di una caccia all'uomo legata al culto di Le Bail e Satana, stavolta assieme alla sorella...


Finché morte non ci separi
è uno dei film che più ho amato negli ultimi anni, al punto da averlo già riguardato tre o quattro volte, il che per me è un evento assai raro da un ventennio a questa parte. Il motivo risiede essenzialmente in un paio di cose. La prima, ovviamente, è la presenza di Samara Weaving, che qui interpreta un personaggio cazzutissimo, e sapete quanto adori le eroine femminili che picchiano come fabbri ferrai. La seconda, assieme all'abbondanza di umorismo nero e di personaggi talmente stupidi da fare il giro, è la cura con cui gli sceneggiatori hanno tratteggiato un background molto interessante, riproposto con attenzione nella scelta delle scenografie e dei complementi d'arredo che le ornano. Nel primo film, infatti, Grace si trovava in balìa di una famiglia arricchitasi con i giochi di società, che seguiva ciecamente le regole e i riti del misterioso Signor Le Bail, benefattore in pesantissimo odore di satanismo e custode di una tradizione centenaria. Come d'uso comune, il sequel prende gli stessi elementi che hanno decretato il successo del primo film e li esagera, in questo caso addirittura li moltiplica: per esempio, al posto di una sola bionda cazzuta ne abbiamo due, in quanto a Grace si aggiunge la sorella "perduta" Faith. Questo aspetto di Finché morte non ci separi 2 è l'eredità di un altro film che stavano progettando i registi, e si allaccia al discorso iniziato con i primi due episodi del nuovo Scream, che giocava molto sul rapporto tra sorelle distanti, sulla necessità di tagliare i legami per il bene di entrambe le persone coinvolte, e sul dolore che dà adito ad inevitabili incomprensioni. Finché morte non ci separi 2 si prende il tempo di ragionare sui traumi familiari di Grace e Faith, raccontando un progressivo riavvicinamento, ma mette in scena anche un altro tipo di rapporto fraterno, quello tra Ursula e Titus, distorto non già dalla lontananza ma dalla troppa prossimità, e che, a differenza di quello tra le due protagoniste, si sfalda man mano che il film prosegue, in un interessante parallelo. Ciò rende il film molto più cupo e malinconico del suo predecessore, ma per fortuna gli sceneggiatori non si sono dimenticati dell'aspetto demenziale che tanto avevo adorato, e neppure del worldbuilding legato a Le Bail.


Se in Finché morte non ci separi c'era solo una famiglia di scappati di casa, qui ce ne sono addirittura cinque, senza dimenticare il loro mefistofelico avvocato. Rispetto ai Le Domas, c'è da dire che buona parte delle new entry sono un po' più "navigate" e addentro a giochi di potere ed omicidi, quindi si perde un po' quell'atmosfera da dilettanti allo sbaraglio che era una delle carte vincenti del primo film, ma le inviolabili regole di Le Bail si fanno ancora più intriganti e, comunque, ci sono parecchi personaggi di livello anche qui. Finché morte non ci separi 2 riconferma la capacità dei registi di mettere assieme cast corali dove chiunque riesce a ritagliarsi il suo momento di gloria, non solo la sempre divina Samara Weaving con i suoi favolosi urli da banshee e gli scoppi graditissimi di ultraviolenza, la quale ha un'alchimia perfetta e credibile con la "sorellina" Kathryn Newton; non sto a spoilerare, ma in cima alla classifica di personaggi preferiti ci sono l'imperturbabile avvocato Elijah Wood, i figlioli di Nestor Carbonell (ognuno, a suo modo, favoloso), e un Kevin Durand che si vede troppo poco ma si fa volere benissimo, ma anche la "maggiordoma" Pernilla non fa rimpiangere il suo predecessore, riproponendosi come punto di partenza della rivalsa della bassa manovalanza contro la "fucking rich people" che infesta il film. Forse l'unico elemento in cui Finché morte non ci separi 2 risulta un po' debole è un'inevitabile ripetitività che priva di forza gli aspetti scioccanti del primo capitolo (anche se comunque è sempre una soddisfazione vedere la gente che esplode male); inoltre, ma dovrei riguardarlo un paio di volte per riconfermare la mia opinione, mi è parso che il film fosse meno fantasioso per quanto riguarda le scenografie, nonostante una gradita ed affascinante apertura al satanismo tout court nelle sequenze finali, che si giocano il premio per le scene migliori assieme allo showdown matrimoniale sulle note di Total Eclipse of the Heart, brano decisamente calzante. Mi fermo qui col post, non perché Finchè morte non ci separi 2 non mi sia piaciuto, visto che l'ho adorato, ma per evitare di incappare nello sgradevole terreno dello spoiler. Se siete fan del primo film, vi piacerà molto anche questo e vorrete che Grace e Faith tornino in un sequel... anche se loro, poverine, non saranno troppo d'accordo. 


Dei registi e co-sceneggiatori Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett ho già parlato QUI. Samara Weaving (Grace MacCaullay), Kathryn Newton (Faith MacCaullay), Elijah Wood (l'avvocato), Sarah Michelle Gellar (Ursula Danforth), David Cronenberg (Chester Danforth), Nestor Carbonell (Ignacio El Caído) e Kevin Durand (Bill Wilkinson) li trovate invece ai rispettivi link.

Shawn Hatosy interpreta Titus Danforth. Americano, ha partecipato a film come In & Out, The Faculty e a serie quali Six Feet Under, CSI - Scena del crimine, E.R. - Medici in prima linea, Numb3rs, My Name is Earl, CSI: Miami, Criminal Minds, Southland, Fear the Walking Dead e Animal Kingdom. Anche regista e sceneggiatore, ha 50 anni e film in uscita.


Se Finché morte non ci separi 2 vi fosse piaciuto recuperate, ovviamente, Finché morte non ci separi e aggiungete Abigail. ENJOY!


lunedì 30 gennaio 2012

Il cavaliere oscuro (2008)

Ho aspettato la bellezza di quattro anni ma finalmente ho visto anche io il pluriosannato Il cavaliere oscuro (The Dark Knight), diretto nel 2008 dal regista Christopher Nolan. Ho solo una domanda da porre alla fine della visione... E quindi?!


Trama: mentre il procuratore Harvey Dent si impegna per mettere tutti i criminali in galera, il Joker decide di allearsi con le gang di Gotham City, mettendo a ferro e fuoco la città con un unico scopo: costringere Batman a togliersi la maschera, prima di ucciderlo.


Why so serious? Ovvero, perché questo film è universalmente considerato un capolavoro? Ovvio che non è al livello degli orrendi Batman Forever e Batman & Robin di Schumacher, ma Heath Ledger a parte Il cavaliere oscuro è un film moscio, noioso e insignificante come pochi. A dire il vero, non mi aveva entusiasmato neppure Batman Begins e adesso ho capito cosa c'è che mi "turba" in questi film, ovvero il fatto che sono semplicemente dei thriller con dei personaggi dei fumetti all'interno. Banalissime pellicole che, per venire girate, non necessiterebbero di essere ambientate nell'universo di Batman, perché qualsiasi altra ambientazione andrebbe bene. Forse il mio problema è che preferisco un uomo pipistrello leggermente più camp, più fantasioso, più trash o, al limite, assolutamente estremo, dark fino a sfiorare l'horror. Per me il Cavaliere Oscuro ha sempre avuto questa valenza e la perfezione in tal senso la toccava quella splendida serie a cartoni animati degli anni '90, quella la cui sigla recitava "E' l'uomo pipistrello/ è Batman / Si avvolge nel mantello / E' proprio Batman", serie che mi aveva fatta innamorare del Joker, di Harley Quinn, di Poison Ivy, di tutti quei villain apparentemente "innocui" nell'aspetto, ma folli da morire, terrificanti.


Ed effettivamente, l'unico personaggio del film che potrebbe rientrare nel mio ideale di "malvagio" è proprio il Joker di Heath Ledger, che pur deve solo leccar le scarpe alla genialità infusa da Jack Nicholson nel primo Batman di Tim Burton. Questo freak dalle guance tagliate, con i suoi schiocchi di lingua, il trucco messo alla bell'e meglio e la parlata da pazzo è infatti l'unica cosa che salva Il cavaliere oscuro dalla camurrìa assoluta e dalla mancanza di carisma di un Christian Bale assolutamente inadatto per il ruolo del protagonista. Harvey Dent non sarebbe male, soprattutto nella prima parte del film è sicuramente l'elemento più interessante, soprattutto per chi conosce la storia e si chiede quando e perché questo infallibile e ligio procuratore diventerà il malvagio Due Facce. A dire il vero, proprio la causa scatenante della sua trasformazione è l'unica sequenza della pellicola ad avermi scossa anche emotivamente, dandomi una bella svegliata dopo la prima comparsa del Joker (sì perché dopo un po' anche lui, con i suoi discorsi interminabili e inconcludenti, comincia a venire a noia...), ma alla vista del trucco del nuovo villain mi sono caduti i sentimenti. Qui lo dico e qui lo nego: era trecento volte meglio la faccia del pur imbarazzante Tommy Lee Jones di Batman Forever piuttosto che 'sto mezzo scheletro fatto al computer.



Quindi, in definitiva, non so mica se andrò a spendere dei soldi per l'imminente Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Per carità, la maestria di Nolan si vede subito, fin dalla prima sequenza della rapina, i movimenti della macchina da presa sono sicuramente una gioia per gli occhi e rendono Il cavaliere oscuro un film tecnicamente ineccepibile, da togliersi il cappello. Voto dieci anche alle scenografie (soprattutto alla "bat caverna" sotterranea, un trionfo di neon bianchi) e a tutti gli aggeggi usati da Batman ma, se non vengo presa dalla trama e se, in particolare per questo genere di film, subentra anche la noia, non posso dare giudizio positivo. Nemmeno quando basterebbe la sola presenza del caustico e flemmatico Michael Caine nei panni di Alfred a donar luce all'intera pellicola. Decisamente, almeno per me, un film troppo sopravvalutato e buono solo per i fan "duri e puri" dell'uomo pipistrello. Gli altri, si astengano.


Del regista Christopher Nolan ho già parlato qui, mentre Michael Caine (Alfred), Maggie Gyllenhaal (Rachel), Gary Oldman (il commissario Gordon), Morgan Freeman (Lucius Fox) Cillian Murphy (lo Spaventapasseri) ed Eric Roberts (Maroni) li trovate ai rispettivi link.

Christian Bale (vero nome Christian Charles Philip Bale) interpreta Bruce Wayne/Batman. Sicuramente uno dei miei attori preferiti, quando non recita nei panni dell'Uomo Pipistrello, lo ricordo per film come L'impero del sole, Piccole donne, Ritratto di signora, il bellissimo ed introvabile L'agente segreto, Velvet Goldmine, Sogno di una notte di mezza estate, American Psycho, l'orrido Il mandolino del capitano Corelli, Equilibrium, L'uomo senza sonno, Batman Begins, The Prestige e The Fighter (per il quale ha vinto l'Oscar come migliore attore non protagonista), inoltre ha doppiato la versione USA de Il castello errante di Howl. Gallese, anche produttore, ha 38 anni e tre film in uscita.


Heath Ledger interpreta il Joker. Australiano, lo ricordo soprattutto per film da me poco apprezzati come 10 cose che odio di te, I fratelli Grimm e l'incantevole strega e I segreti di Brokeback Mountain (so che ce ne sono parecchi altri, ma non li ho visti quindi non li cito u__u), inoltre ha partecipato alla soap Home & Away. E' morto di overdose nel 2008, all'età di 28 anni e l'anno dopo ha ottenuto l'Oscar postumo come miglior attore non protagonista proprio per Il cavaliere oscuro.


Aaron Eckhart interpreta Harvey Dent. Americano, ha partecipato a film come Ogni maledetta domenica, Erin Brockovich e The Rum Diary. Anche produttore, ha 44 anni e quattro film in uscita.


Nestor Carbonell (vero nome Néstor Gastón Carbonell) interpreta il sindaco. Più conosciuto come il mascaratissimo Richard Alpert di Lost, ha partecipato a serie come Law & Order, Melrose Place, Scrubs, Dr. House, Cold Case e Ringer, oltre ad aver doppiato episodi di Kim Possible e I pinguini di Madagascar. Americano, anche sceneggiatore e produttore, ha 45 anni e tre film in uscita, tra cui Il cavaliere oscuro - Il ritorno.


Anthony Michael Hall (vero nome Michael Anthony Thomas Charles Hall) interpreta Mike Engel. Americano, lo ricordo per film come Edward mani di forbice e per serie come La signora in giallo, La zona morta e CSI: Miami. Inoltre, ha doppiato un episodio di American Dad!. Anche, ha anni e due film in uscita, tra cui l'ultimo film con Seth Green, Sexy Evil Genius.


Effettivamente, non lo ricordavo, ma in Batman Begins nel ruolo di Rachel c'era quella cretinetti di Katie Holmes, che ha rifiutato di riprendere la parte. Tra le candidate per sostituirla c'è erano pronte Sarah Michelle Gellar e Rachel McAdams, ma siccome la Gyllenhaal, tra tutti gli attori del film, è una dei più bravi, direi che la scelta è stata saggia. In compenso, non mi avrebbe fatto schifo vedere Liev Schreiber nei panni di Harvey Dent. Se Il cavaliere oscuro vi fosse piaciuto, vi consiglio di vedere Batman Begins e Batman, nell'attesa del 29 agosto, quando uscirà Il cavaliere oscuro - Il ritorno. Ah, e aspettatevi l'ennesimo reboot dell'intera saga nel 2015. Cheppalle. ENJOY!

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