Virginia Giuffre sostiene di essere stata aggredita sessualmente dal Principe quando aveva 17 anni e lo chiama in causa sulla base di una potenziale imputazione gravissima, la violazione del Children Act destinato a proteggere bambini e minorenni dai soprusi sessuali.
Le denunce a mezzo stampa diventano un’azione legale in piena regola che minaccia di travolgere di vergogna la famiglia reale britannica tout court. Non si parla d’altro a cavallo dell’oceano che della causa intentata dinanzi alla giustizia americana da Virginia Giuffre Roberts, una delle vittime del defunto miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, contro il principe Andrea, terzogenito e figlio prediletto della 95enne regina Elisabetta, accusato d’aver abusato non meno di tre volte della donna – oggi 38enne – quando Virginia aveva appena 17 anni. Il Duca di York “non può nascondersi dietro la ricchezza ed i muri di palazzo”, ha detto alla Bbc l’avvocato della Giuffre, David Boies, dichiarando che Andrea debba sottoporsi all’esame del tribunale.
Virginia Giuffre sostiene di essere stata aggredita sessualmente dal Principe quando aveva 17 anni e lo chiama in causa sulla base di una potenziale imputazione gravissima, la violazione del Children Act destinato a proteggere bambini e minorenni dai soprusi sessuali. Boies ha ricordato che la sua assistita ha “provato in tutti i modi possibili a risolvere questo contenzioso” senza ricorrere alle vie legali e adesso vuole che siano un giudice e una giuria ad ascoltare le prove. “A questo punto il processo è l’unico modo per stabilire una volta per tutte quale sia la verità – ha proseguito l’avvocato – e il contenzioso è l’unico modo per stabilire una volta per tutte quali siano effettivamente le prove del principe Andrea”. Le persone “ignorano i tribunali a loro rischio“, ha concluso: “Sarebbe molto sconsigliabile che il principe Andrea ignori il processo giudiziario”.
La donna – che oggi vive in Australia e in passato ha sostenuto d’essere stata oggetto d’intimidazioni e persino minacce di morte per il contributo alle denunce sul giro di sfruttamento minorile imputato ad Epstein, morto ufficialmente suicida in un carcere di New York dopo essere stato condannato per reati di pedofilia – afferma d’essere stata messa di fatto ‘a disposizione’ di Andrea in tre distinte occasioni dal miliardario statunitense e dalla sua presunta complice, Ghislaine Maxwell: ereditiera e socialite britannica (attualmente detenuta in America) che avrebbe fatto inizialmente da trait d’union fra il Principe e il finanziere. Gli incontri incriminati – si legge nelle carte depositate alla corte federale di Manhattan nell’atto di citazione, con annesso annuncio di mega richiesta di risarcimento dei danni fisici e morali – sarebbero avvenuti in altrettante proprietà di Epstein.
Londra, New York e nella residenza delle Isole Vergini teatro secondo numerose testimonianze d’indagine di una quantità di riunioni, feste e festini organizzati nel tempo dal tycoon a beneficio di una congrega d’amici ricchi e famosi: congrega in cui, oltre al duca di York, ebbero parte tanti potenti (americani e non) fra i quali Bill Clinton, Bill Gates e altri intoccabili. Virginia già in passato aveva avanzato le sue accuse con gli investigatori newyorchesi e in interviste tv. Ma la causa formalizzata adesso rappresenta una svolta ipoteticamente micidiale, non solo per il Duca, oggi 61enne ma per la reputazione della dinastia dei Windsor in genere. Una grana infinitamente peggiore per la stessa sovrana – già provata in questi mesi dalla perdita del quasi centenario consorte Filippo – rispetto a qualsiasi bega interna al casato innescata da vicende quali lo strappo del nipote ‘ribelle’ Harry, dal suo trasferimento in California con Meghan e la famiglia, dalle polemiche che ne sono derivate e potrebbero derivarne ancora.
“Venti anni fa – si legge nel testo della denuncia presentata a nome della Giuffre – la ricchezza, il potere, la posizione e le connessioni del principe Andrea gli consentirono di abusare di una ragazzina spaventata e vulnerabile che non aveva nessuno a proteggerla” e che era stata “svenduta”; è tempo “che egli ne risponda”. Parole accolte al momento con un imbarazzato “no comment” da un portavoce del Duca, in attesa d’una qualche reazione ufficiale a corte. L’attacco legale segue il fallimento di un tentativo di transazione extra giudiziale nel quadro del quale Andrea di York – decorato come un eroe di guerra per la partecipazione al confitto della Falkland/Malvinas, ma anche protagonista d’innumerevoli scivolate o scandali, fra affari e vita privata, durante la sua vita di principe cadetto sempre alla ricerca d’un ruolo – avrebbe dovuto riconoscersi almeno in parte colpevole.
Cosa che egli viceversa continua a rigettare nella sostanza, negando categoricamente – come fa da anni, spalleggiato dai comunicati di Buckingham Palace oltre che dall’eccentrica ex moglie Sarah Fergusson – d’aver mai avuto rapporti con Virginia. Senza tuttavia riuscire a spiegare una foto d’epoca col suo braccio attorno alla vita della giovane. E soprattutto senza poter smentire “l’errore” di aver frequentato l’inquietante circolo segreto di vip gaudenti messo su a suo tempo da Jeffrey Epstein.
ILFQ
Il problema di questi personaggi, cresciuti in ambienti particolari, nei quali gli è stato fatto credere che tutto ciò che li circonda, persone e cose, gli appartenga, è che mancano di freni inibitori, pertanto, credono che tutto gli sia permesso, anche ciò che per gli altri è illegale.
Molti uomini, infatti, ambiscono ad acquisire ricchezza e notorietà solo per poter fare ciò che più gli aggrada senza dover rispondere di eventuali reati commessi.
Vogliono sentirsi Dei.
Ne ho conosciuto uno personalmente, diceva di essere il rampollo di una famiglia di industriali, ma suo padre era un povero artigiano che riparava rubinetti; vantava una laurea pur non avendo mai frequentato l'università , e raccontava in giro di essere insegnante di latino, greco e filosofia, descriveva viaggi mai fatti da lui, ma descritti da altri.
Un emerito imbroglione che comprava anche titoli di studio con soldi non suoi, mai guadagnati con il sudore della fronte.
Con i soldi della moglie, infatti, ci campava e faceva il galletto con chiunque gli capitasse a tiro.
Reggio Calabria - Il capogruppo Ripepi si autosospende. E Report: “Latina, soldi portati in Svizzera”.
Il pastore Massimo Ripepi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia a Reggio Calabria e guida spirituale della comunità religiosa della Chiesa cristiana “Pace”, avrebbe dissuaso due genitori dal denunciare le violenze sessuali subite dalla figlia minorenne. È quanto emerge da un decreto del Tribunale dei minori che ha revocato la responsabilità genitoriale ai due coniugi, affidando la bambina ai servizi sociali. Lo stesso decreto è stato trasmesso alla Procura di Reggio Calabria che è stata informata della vicenda, iniziata mesi fa quando la madre è stata ricoverata in ospedale.
Non potendo la figlia essere accudita dal padre, i due genitori si erano rivolti “in cerca di aiuto al pastore Massimo Ripepi”. L’esponente di Fratelli d’Italia, non indagato, stando a quanto si legge nel decreto avrebbe invitato i due genitori ad affidare la piccola alla “nonna e ciò malgrado tutti fossero a conoscenza del fatto che quest’ultima vivesse con il figlio, in passato condannato per violenza sessuale su minori”.
Mentre si è autosospeso dal partito “dopo un colloquio con i vertici di Fratelli d’Italia”, Ripepi non fa passi indietro al Comune dove guida la commissione Vigilanza. Per il pastore, la madre della bambina, “in preda alla disperazione, ha fatto di tutto per cercare un capro espiatorio su cui scaricare sue esclusive responsabilità ”. “La madre – dice – si è messa alla ricerca di persone che potessero aiutarla a riavere l’affidamento della figlia, sostenendo che fossi stato io a sconsigliarla di rivolgersi all’autorità giudiziaria”. Secondo la sua versione, Ripepi le aveva detto “di decidere lei liberamente cosa fare. Di questo ho già da tempo informato il pubblico ministero procedente”.
I guai di Fratelli d’Italia non finiscono qui. “Non posso conoscere tutti i candidati. Faccio un appello: inquirenti, fateci sapere”, dice Giorgia Meloni in un’intervista che andrà oggi in onda su Report. La trasmissione di Rai3 ha approfondito la situazione di Latina, fondata da Benito Mussolini e roccaforte del partito. L’uomo chiave è Pasquale Maietta, commercialista, già presidente del Latina Calcio, ex tesoriere del gruppo FdI alla Camera, ora autosospeso. Considerato vicino ad ambienti della criminalità locale di origine sinti, è accusato di aver messo in piedi una rete di evasione e riciclaggio da oltre 200 milioni di euro. La “rete” del riciclaggio arrivava fino in Svizzera e, per la Procura di Latina, sarebbe stata gestita da Max Spiess, figlio dell’avvocato di Licio Gelli.
Che pena, certi sgovernatori. Che faccia tosta. Che mancanza totale di rispetto, morale, senso istituzionale. Di alcuni neanche sarebbe il caso di parlare. Tipo il reggente Spirlì, quello che mesi fa si vantava di usare le parole “negri”, “froci” e “zingari”. O Fontana, uno che già solo immaginarlo governatore della Lombardia viene voglia di invadere la Polonia. Questi fenomeni sono i campioni dello scaricabarile: autonomisti quando fa comodo, statalisti quando c’è da scaricare le colpe sul governo centrale. Ecco: questa gente mi ha brasato i coglioni. Me li ha proprio frantumati, glassati e vivisezionati dalle fondamenta. Il loro atteggiamento – dentro una pandemia mondiale! – è scellerato e inaccettabile. Lombardia zona rossa? È il minimo sindacale. E anzi andava fatto tre settimane fa. Idem la Calabria, quella che giorni fa “sbagliava” i dati in terapia intensiva. Mancano Campania e Liguria? Probabile, ma ciò nulla toglie alle vostre responsabilità . Sicilia zona arancione? Ex camerata mio Musumeci, abbi pazienza, ma tra i 21 protocolli da seguire non ci sono solo il numero di contagi. C’è per esempio la situazione degli ospedali. E c’è per esempio il tracciamento, e quello della Sicilia è così efficiente che in confronto il tracking di Deliveroo pare Cape Canaveral. Siete stati votati (insensatamente) per governare, non per frignare. In questi mesi avete fatto poco, se non niente. E quel poco spesso lo avete pure sbagliato. Avete davvero rotto le palle. Ed è ora di finirla.
Chi paragona Conte all’isis
“Conte ama colpire col favore delle tenebre, non diversamente dai terroristi islamici che hanno funestato l’ultima notte di libertà di Vienna”.Lo ha scritto davvero, Pietro Senaldi. Okay, lo ha scritto stamani (mercoledì) sulla prima pagina di un “giornale” che incarna da sempre il peggio del “giornalismo”, ma lo ha scritto. Davvero siamo arrivati al punto di accettare parallelismi irricevibili tra un presidente del Consiglio e i terroristi islamici? Denunciate questa deriva terrificante e condividete a più non posso questo post. Sono frasi INACCETTABILI!
Fratelli d’Italia: “La discriminazione rientra nell’ambito delle opinioni”
A eccezione di qualche parlamentare di Forza Italia, quel troiaio di destra che ci ritroviamo ha provato in ogni modo ad affossare il meritorio disegno di legge Zan contro l’omotransfobia, che la maggioranza vorrebbe adottare per rafforzare le tutele contro le discriminazioni e le violenze per orientamento sessuale, genere e identità di genere. Il provvedimento è passato alla Camera.I livelli di orrore morale che hanno raggiunto legaioli e Fratelli dei Quasi Fasci sono stati abominevoli. Ne cito uno per citarne tutti. Lui è tal Edmondo Cirielli di Fratelli dei Quasi Fasci. Ha detto quanto segue: “Potete dire quello che volete, ma l’istigazione alla discriminazione e l’atto della discriminazione, per quanto odiosi e deprecabili, rientrano nell’ambito dell’opinione”. Capito? La discriminazione rientra “nell’ambito dell’opinione”. Siamo ormai oltre l’abominio.
Verdini in galera, per i “garantisti” è un martire
In uno dei non pochi casi giudiziari che lo riguardano, quest’uomo è stato condannato in Cassazione per il crac del Credito fiorentino: 6 anni e mezzo. La condanna è quindi ora definitiva. Verdini andrà in galera. Si è già costituito a Rebibbia. Nelle prossime ore i garantisti caricaturali che allignano a destra come a (finta) sinistra lo faranno passare per martire. Sarà il solito coro patetico. Null’altro che folclore moralmente colpevole. Non provo pietà nei confronti di quest’uomo un tempo (?) potentissimo e politicamente “ferocissimo”, casomai rabbia. La rabbia per tutti quei politici che, anche a “sinistra”, lo hanno celebrato per decenni come un grande statista, fino ad elevarlo a “padre costituente” in quello schifoso referendum del 4 dicembre 2016 che stava per affossare per sempre questo paese. Le colpe dei renziani per quel tentativo di distruzione della Costituzione resteranno eterne. Ora ho due curiosità . La prima è quanto ci metteranno a toglierlo di galera – con qualche cavillo – prima della scadenza della condanna. La seconda è chi sarà per primo a portargli le arance. Forse il genero Salvini. Forse la collega “costituente” Boschi. O forse l’allievo Renzi. Sia come sia, la sua “politica” ha già fatto più danni della grandine. Auguri all’uomo, magari in carcere imparerà qualcosa, ma politici come lui anche no. Abbiamo già dato. Basta così.
“Meglio la pedofilia dell’aborto”, l’inaccettabile don.
Lui è tal “don” Andrea Leonesi. Dialettica pietosa e italiano che all’asilo lo parlano meglio. E fin qui i suoi pregi. Durante l’omelia del 27 ottobre presso la chiesa dell’Immacolata di Macerata, questo bel giuggiolone ha avuto il coraggio di sostenere che l’aborto sia più grave della pedofilia. Una roba da vomito. E per me una roba anche moralmente criminale. Già che c’era, il fenomeno dall’italiano tragico ha sparato pure boiate sulle coppie omosessuali, sulle femministe che “se spojano ‘n Chiesa” e sulle mogli sottomesse ai mariti. Guardate questo video e poi vomitate. La Chiesa di Papa Francesco ha tutto il mio rispetto. La Chiesa di “preti” così è quanto di più distante dalla mia idea di vita. E mi fa semplicemente schifo che uno così sia prete.
Proietti, la scomparsa di un vulcano di idee e progetti.
La scomparsa di Gigi Proietti mi ha colpito profondamente. Persino più di quanto credessi. E credo sia accaduto a molti tra voi. Se n’è andato un monumento, un gigante, un fenomeno. E una grande persona. L’ultimo vero mattatore di questo paese. Sono molto triste. E pure un po’ svuotato. Sul Fatto, Marco Travaglio ha scritto un ricordo bellissimo. È una delle cose migliori che Marco abbia mai scritto. Ha detto (perfettamente) quello che provo anch’io. Per questo desidero pubblicarlo anche qui. Siamo dannatamente soli. Ed è sempre più dura. “Me so’ fatto fa’ ’na piscinetta… ’st’estate ce devi venì! Io me ne sto bono bono in auto-clausura e aspetto… Ci ho pure tre galline che me fanno l’ovetto fresco…”.Quando chiamava Gigi – e capitava spesso, specie durante il lockdown per ridere un po’ dei virologi da divano che dicevano tutto e il contrario di tutto nella stesso programma, spesso nella stessa frase (“Ma come fanno? Boh”) – stentavi a credere che fosse proprio lui: il più grande mattatore vivente. Ora che questo 2020 di merda ci ha portato via anche lui, proprio mentre un inutile cinquantenne twittava sull’inutilità degli ottantenni, si affollano i ricordi di un’amicizia nata grazie al Fatto. Proietti ci leggeva per primi, poi telefonava per commentare, suggerire, soprattutto sghignazzare (“Chi non sa ridere mi insospettisce”). Ogni tanto ci mandava uno stornello, un sonetto in romanesco (“Se pubblichi, non mi firmare: metti ‘Agro Romano’…”).
“Le parole di Toti sono terrificanti, fanno semplicemente schifo. Conosco un po’ Toti e mi rifiuto di credere che volesse dire quello che scritto. Il problema è che molti, a destra, pensano quello che ha scritto Toti. Basta sentire quel che ha detto il leghista Borghi alla Camera: c’è gente che ha un’idea ipercapitalista, cinica e mercantile della vita. O lavori e produci, o sei sacrificabile. Questo è terrificante. Proietti aveva 80 anni e magari per Toti o Borghi non era “indispensabile alla produttività ”, ma era indispensabile alla nostra bellezza culturale, morale e umana molto più di Toti e Borghi”.(a Otto e mezzo)
Il coordinatore anti-covid ai domiciliari.
Otto persone sono finite agli arresti domiciliari tra cui Antonino Candela, 55 anni, attuale coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, già commissario straordinario e direttore generale dell’Asp di Palermo. L’operazione “Sorella sanità ” ha fatto luce su un vasto sistema di mazzette e appalti pilotati nella sanità , portando a 12 misure cautelari personali, sequestri di imprese e disponibilità finanziarie. “Ricordati che la sanità è un condominio e io sempre capo condominio rimango”, diceva Candela, non sapendo di essere intercettato. Il gip sostiene che Candela “si atteggiava a strenuo paladino della legalità ”, ma che è ritenuto a capo di uno dei centri di influenza in grado di condizionare e pilotare gli appalti, intascando mazzette per 260 mila euro.Ne usciremo migliori stocaxzo.
Trenta sono minorenni, perquisizioni in tutta Italia.
Cinquantuno persone, tra le quali 30 minorenni, sono indagate in diverse regioni italiane dalla Procura Distrettuale e quella per i Minorenni di Catania per detenzione e divulgazione di pornografia minorile online in un'operazione condotta dal Compartimento di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania sotto la direzione del Centro nazionale contrasto pedopornografia on line (Cncpo) che sta effettuando perquisizioni in tutta Italia.
Le indagini hanno preso avvio dopo la denuncia della madre di un adolescente che si era accorta della presenza nello smartphone del figlio di immagini erotiche di minori pubblicate su due gruppi WhatsApp, ai quali il figlio aveva aderito, chiamati "Tana della Luna" - da cui il nome dell'operazione - e "scoobyDank", che inizialmente condividevano immagini e video di torture, suicidi e simili.
La Polizia Postale ha acquisito il contenuto dello smartphone, che la donna ha consegnato spontaneamente, e quello dei gruppi Whatsapp, individuando così circa 300 persone che vi avevano aderito e riuscendo ad identificare quelle che avevano divulgato o richiesto video e immagini di pornografia minorile, con vittime anche in età infantile.
L'operazione - sottolineano gli investigatori - ha messo in luce la gravita' di un fenomeno, quello della diffusione di materiale pedopornografico da parte di adolescenti, che cercano e si scambiano tra loro il materiale. Perquisizioni della Polizia Postale sono state compiute in Sicilia, Puglia, Lazio, Piemonte, Lombardia, Toscana, Veneto, Calabria, Campania, Sardegna, Friuli-Venezia-Giulia, Basilicata, Emilia Romagna ed Abruzzo. Le province interessate Catania, Ragusa, Bari, Brindisi, Foggia, Taranto, Roma, Torino, Alessandria, Asti, Novara, Milano, Brescia, Pavia, Firenze, Livorno, Prato, Venezia, Treviso, Verona, Reggio Calabria, Catanzaro, Napoli, Oristano, Gorizia, Terni, Genova, Matera, Forlì e L' Aquila. Numeroso il materiale informatico sequestrati, che sarà sottoposto ad approfondite analisi informatiche.
Mi domando quanto tempo dovremmo impiegare per ripristinare etica e buon costume. Lungi da me criticare i diversi, le cui tendenze rispetto, ma la pedofilia mi risulta insopportabile a pelle. Cetta.
E infatti se solo si raschia la vernice fluorescente con cui viene coperta la realtà , viene fuori il marcio e colano veleni: anzi più la vernice è brillante e spessa, più è vicina alla testa del sistema, più la putrefazione sottostante cresce e comincia a colare nonostante l’opera degli imbianchini dell’informazione.
Prendiamo gli Usa dove il processo neoliberista e neo medioevale fa sentire i suoi effetti con maggiore forza: nonostante tutti i proclami e le statistiche, nonostante la comunicazione insista grottescamente sul sogno americano si verificano fenomeni inspiegabili alla luce del pensiero unico. Per esempio due economisti hanno pubblicato uno studio sconcertante nel quale evidenziano che dal 1999 al 2013 c’è stato un drastico incremento della mortalità tra i bianchi americani di età compresa tra i 45 anni ai 54 anni che in sostanza ha causata la morte di mezzo milione di persone in più rispetto agli anni precedenti. Sono cifre che non hanno corrispondenza nelle altre etnie e gruppi di età denunciando con chiarezza che è stato l’impoverimento delle classi medie, saccheggiate dai ricchi, a determinare questa sorta di strage silenziosa che avviene nella grandissima maggioranza dei casi per le conseguenze dell’alcolismo. La cosa è particolarmente interessante per l’età della fascia presa in considerazione che comprende la parte di popolazione bianca che dovrebbe essere al vertice della propria carriera e capacità , ma comprende anche gli ex giovani e adolescenti che sono stati esposti per primi all’esplosione nemica e poi soprattutto commerciale della fitness, del “sano”, del benessere, del light mostrandone la natura di facciata sia mentale che sociale visto che essa si è sviluppata proprio mentre una percentuale sempre maggiore di persone cessava di potersela permettere. E che dire del medesimo Paese dove ogni mese si inventa un nuovo “genere”, un nuovo ircocervo da innalzare sugli altari della libertà ? Bene sorprendentemente e senza che nessuno ne avesse sentore è diventata la nuova Tailandia: eccolo il piccolo sporco segreto. Il traffico di minorenni in Usa è diventata l’ attività in più rapida crescita, la più redditizia dopo droga e armi: ogni due minuti un bambino viene sfruttato dall’industria del sesso e secondo le cifre riportate da Usa today che ovviamente sono molto imprecise per difetto, ogni anno ci sono circa 2,5 milioni di violenze a pagamento su minori. Si stima che circa 100 mila bambini e bambine dagli 8 ai 13 anni vengano venduti ogni anno sul mercato del sesso: alcuni vengono rapiti, altri fuggono di casa e cadono nelle grinfie di questi “imprenditori” del sesso, ma una consistente percentuale viene venduta dai parenti, spesso con la complicità di organi di polizia. E con 800 mila bambini che scompaiono ogni anno, soprattutto fra le fasce di recente immigrazione, non si fa fatica a comprendere le dimensioni del “mercato”. Secondo alcuni questo fenomeno è dovuto alla “pornizzazione di una generazione”, ma probabilmente di un’intera società privata di centro e di speranze come indicherebbe anche il fatto che – stando alle testimonianze e ai rapporti che cominciano ad emergere – il sesso con bambini e adolescenti diventa sempre più violento.
E’ assolutamente chiaro che il traffico di bambini si salda a un continuum che va dalla crescita dei senzatetto, al dilagare di lavori precari e con salari che non consentono di vivere senza aiuto, ai problemi di autostima in un sistema dove le vittime sono costrette a colpevolizzarsi, a un sistema generale di comunicazione che fa dell’ipocrisia la sua cifra.