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giovedì 23 maggio 2019

Il Sesso si fa green ed ecologico

Della famose serie capitano tutte a me, mentre ero fermo alla fermata dell'autobus con vicino una farmacia con servizio self service, una coppia di giovani discuteva animatamente su quale prodotto scegliere "no non prendere quel gel li c'è l'olio di palma, non ci compro i biscotti non me lo mica posso mettere nelle parti intime (non ha detto proprio cosi).

La ragazza ha ragione, il suo ragionamento non fa una grinza, anche se rimango stupito perchè nei lubrificanti c'è l'olio di palma? Certo per essere dei ragazzi diciottenni sono informatissimi, io alla loro età non sapevo tutte queste cose.

Ho chiesto ad un esperto qual'è il lubrificante ideale mi dice che il migliore e più usato è l'olio extra vergine di cocco, in alternativa in commercio ci sono lubrificanti a base d'acqua senza parabeni e senza zuccheri!! (ma perchè ci mettono gli zuccheri oltre all'olio di palma ?)

E io pensavo che olio extra vergine di cocco era divenuto caro per l'aumento della domanda di grassi vegetali in cucina invece era per utilizzarlo come lubrificante per il chupa chupa, non ne azzecco una!


Preservativi sostenibili

Seguendo questo trend ecologico anche l''offerta dei preservativi si è ampliata, se in precedenza si differenziavano per colore, spessore o tempo ritardante adesso abbiamo i preservativi senza glutine, preservativi vegani senza caseina che in genere viene inserita per migliorare la consistenza del lattice e poi abbiamo i preservativi fatti con lattice provenienti da coltivazioni sostenibili e da commercio equo e solidale.

In realtà i preservativi sono nell'occhio del ciclone, perchè se da una parte sono elogiati per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili dall'altro sono accusati di contenere sostanze chimiche che possono alterare il sistema endocrino e interferire sulla fertilità  cosi la ricerca oggi si sta spostando verso la produzione di preservativi il più possibili  naturali e senza sostanze chimiche.

Tanto che la Fondazione Bill e Melinda Gates ha investito milioni di dollari sul progetto di Mark McGlothlin per dei preservativi al collagene e sul progetto di Mahua Choudhury, un farmacologo medico presso la Texas A & M Health Science Center per i preservativi elastici idrogel.

La polemica sui preservativi continua perchè mettono anni per degradarsi se buttati impropriamente nel wc finiscono nell'oceano e non si disintegrano tanto facilmente che ormai alcune marche di preservativi compensano il possibile danno ambientale sostenendo campagne per la riduzione dell'impatto ambientale.

Sex toys sostenibili

Novità anche sul fronte dei sex toys, anche il caso ha voluto che durante la settimana del design a Milano ho avuto modo d'osservare i sex toys della designer Silvia Picari, in legno intagliati a mano, sono fatti per non essere nascosti nei cassetti ma per essere dei veri oggetti design da esporre.

Solo che senza offesa se li metti tra i mattarelli da cucina magari non si nota ma come centro tavola diciamo che non passa inosservato!
La cosa che più mi ha divertito sono i diversi modelli di sex toys  che hanno un nome c'è Rocco, come dire quello di lunghezza maggiore ovviamente, ogni riferimento a cose o persone è del tutto casuale, Ciro, Andrea, Gigi, Franco, Luigi, Achille, quest'ultimo per le appassionate o appassionati di mitologia greca.

Nel Gennaio 2019 il marchio americano Gaia Eco Green, della serie un nome un programma, ha lanciato il primo vibratore fatto solo con materiale naturale biodegradabile, ftalati e latex free in meno di due giorni si è esaurito, questo ci racconta di come la voglia d'ecologico anche in un settore apparentemente distante dai classici prodotti quotidiani.

Sintesi

Questo per dirvi che la sensibilità ecologica oggi è molto alta e sentita specialmente dai giovani, mi ha piacevolmente stupito questa filosofia di consumo green applicata a prodotti per il piacere sessuale che mai e poi mai avrei pensato!



lunedì 18 marzo 2019

Bere collagene aiuta ad avere una pelle più giovane?

Domitilla M. R., Roma: durante un soggiorno in America mi è capitato di partecipare a un collagene party, si bevevano bevande a base di collagene per evitare l'invecchiamento della pelle, ma funzionano?

Chi può dirlo? Sinceramente anche se mi sono informato, i pochi studi esistenti sono delle stesse aziende che producono i prodotti "a pensare male si fa sempre torto ma qualche volta ci si azzecca" diceva un noto politico degli anni 70'.

I pareri sono discordanti tra coloro che ne parlano in modo entusiasta e coloro che esprimono un parere non positivo.

Personalmente ho come l'impressione che se ho un problema di calvizie se raccolgo e mangio i capelli questi ricrescono o meglio che la cheratina contenuta andrà a rinforzare i capelli rimasti e stimolare la crescita!

Tutti si premuniscono nel dire che integratori a base di collagene non sono pericolosi per la salute, va bene io ci credo tantissimo ma quello che io voglio sapere è: sono utili?

Ci sono alcune cose nella comunicazione che mi lasciano perplesso: 

La scelta di un target femminile molto giovane

Ho visto che a partecipare a queste feste a base di bevande al collagene, sono soprattutto ragazze molto giovani al quale credo che l'ultimo dei loro problemi la mancanza di collagene nell'epidermide.

Vedere un miglioramento su una ragazza di vent'anni rimane diciamo alquanto difficile è ancora nel momento in cui la produzione di collagene è al massimo.

Sentendo parlare di creme di bellezza di due amiche "io la crema antirughe a mia figlia glielo faccio già mettere anzi la prima volta che gliela ho fatto mettere aveva diciotto anni".

Quest'affermazione mi ha fatto molto riflettere di come il sembrare giovani sia molto importante nella società da spingere ragazze di diciotto anni a utilizzare creme antirughe.

La prevenzione della ruga viaggia molto più velocemente della prevenzione del tumore  e delle malattie cardiovascolari. 

Nella società odierna la vita media si allunga sempre di più, le persone fanno fatica ad accettare il ciclo biologico della vita, si vuole vivere a lungo e essere eternamente desiderabili, giovani e belli.

In tutti i mercati del medioevo si vendevano olii e elisir dell'eterna giovinezza la società non si è poi evoluta cosi tanto.

Origine e tipo di collagene

A prima vista quello che andrebbe meglio specificato è di quale tipo di collagene stiamo parlando, ce ne sono almeno 28, sono tutti utili per la pelle?

Qual è l'origine del collagene? Marino o animale, una precisione che le etichette potrebbero riportare.  
La tracciabilità degli integratori sembra sempre un problema poco interessante, visto gli scandali alimentari sulla carne qualche precisazione andrebbe fatta dal mio punto di vista.

Più che soffermarmi su una bella giovane mi soffermerai su una pelle sana

L'invecchiamento della pelle è un fenomeno complesso che coinvolge più fattori  come l'esposizione ai raggi solari, il fumo, inquinanti, alcuni ricercatori hanno anche individuato una causa genetica.

Al di la dell'utilità o meno dei prodotti come le bevande a base di collagene, per mantenere una pelle sana non deve essere sottovalutata, l'alimentazione una dieta sana ed equilibrata che prevede livelli adeguati di frutta e verdura che contengono betacarotene e Vitamina C ( una molecola antiossidante), di grassi buoni olio d'oliva e livelli adeguati Omega 3 sia d'origine animale (pesce) che vegetale, anche piccole quantità di frutta secca come noci e mandorle e semioleosi come semi di lino, zucca, girasole che contengono una discreta quantità di Vitamina E uno dei più ricchi antiossidanti.

Sintesi:

Il restare giovani è un mito che attraversa i secoli, oggi grazie a nuove conoscenze (inclusa la  chirurgia estetica) sembra che sia più facile avere un aspetto giovane.

La cosa che rimpiango dei vent'anni più che l'aspetto sono l'allegria, l'entusiasmo e la spensieratezza.

Le bevande al collagene non sono ancora sul mercato in tutti i paesi Europei, ci sono pochi studi indipendenti sull'utilità delle bevande al collagene per avere una pelle più giovane.

L'invecchiamento cutaneo è un fenomeno complesso che coinvolge più fattori, anche uno stile di vita attivo ed una dieta equilibrata unito ad adeguata idratazione può contribuire nel tempo ad avere una pelle più sana, aspetto che non deve essere trascurato. 


martedì 31 luglio 2018

Gli integratori alimentari sono utili o inutili? Nel caso delle malattie cardio vascolari ?

Emma T., Ancona: Gli integratori alimentari sono utili o inutili?
Maddalena D, Sassari: Nel caso delle Malattie Cardiovascolari servono gli integratori?

Una dei grandi dibattiti della Medicina odierna è l'uso degli integratori alimentari, per alcuni utili per altri no, in tutto questo c'è il consumatore con una pillola in mano che non sa cosa è bene fare.

Eppure il mercato degli integratori alimentari parla chiaro, su una cosa non c'è alcun dubbio che gli integratori alimentari fanno molto bene a chi li produce e li commercia, il settore è in crescita: i ricavi segnano un +7,3% nel 2017, arrivando a valere quasi 3 miliardi di euro, in modo particolare grazie alle vendite in farmacia, che da sole fatturano 2.572 milioni di euro., questo secondo un indagine del Centro Studi di FederSalus .

Il profilo del consumatore elaborato nel 2013 dall'Istat vede prevalente le donne come maggiori consumatrici (56% rispetto agli uomini), laureate, che vivono nelle grandi città, praticano attività fisica in modo regolare. 

Queste consumano più integratori di vitamine e sali minerali rispetto ad altri integratori, ai quali sovente aggiungono integratori di fibre e di probiotici. Negli uomini sono più consumati integratori a sostegno dell''attività fisica o sportiva 

La principale motivazione del consumo è la ricerca di un migliore stato di salute e benessere, mentre l'autoprescrizione vince sul consiglio medico mentre una certa influenza lo hanno i coach e gli allenatori in palestra.


Dalla prevenzione clinica alla promozione della longevità

Se fate caso alla pubblicità per ogni piccolo problema di salute c'è un integratore alimentare per superarlo, questo in una società del benessere dove le carenze sono piuttosto rare.

Questo perché oggi l'interesse per i micronutrienti si è spostato dalla prevenzione degli stati di carenza clinica alla promozione della salute e della longevità utilizzando vitamine e minerali supplementari.

Sono proprio le persone sane le maggiori consumatrici d' integratori alimentari, al mattino la capsula di lievito di birra per rinforzare i capelli, a mezzogiorno la vitamina D e la sera il Magnesio per conciliare il sonno.


Rischio Cardiovascolare e integratori

Nel caso del rischio cardiovascolare, una meta analisi canadese sostiene che i 4 più comuni integratori alimentari come multi vitaminici, Vitamina D, Calcio e Vitamina C, non hanno alcuna utilità nei pazienti a rischio cardiovascolare, non producono alcun effetto.

La ricerca conclude ampliando lo studio e sostenendo che gli integratori alimentari non hanno nessun effetto significativo sugli esiti cardiovascolari e sulla mortalità come: Vitamine A, Vitamina B 6 e beta-carotene; zinco; ferro; magnesio; selenio e le varie formulazioni di multi vitaminici presenti sul mercato.

Alcune di questi sono controproducenti è il caso della Vitamina B3 (niacina), quando è associato all'uso delle statine, dove il rischio di mortalità cardiovascolare aumenta del 10%. La Food and Drug Administration (FDA) nel 2016 ha ritirato l'approvazione della combinazione prolungata di niacina e statine.

L'unica indicazione che sembra sia utile è Vitamina B9 ( l' acido folico) il suo apporto è associato a una diminuzione del 20% del rischio cardiovascolare, ma c'è un solo studio a sostegno di questa tesi. 


Il caso della Vitamina D

Nell'uomo la carenza di vitamina D è associata a: disfunzione vascolare, irrigidimento arterioso, ipertrofia ventricolare sinistra  e alla possibilità di sviluppare diabete, ipertensione e iperlipidemia. La carenza di Vitamina D è inoltre associata a peggior morbilità e mortalità cardiovascolare.

Però le meta-analisi degli studi di supplementazione con vitamina D non hanno mostrato chiari miglioramenti della pressione sanguigna, della sensibilità all'insulina o dei parametri lipidici, suggerendo quindi che il legame tra carenza di vitamina D e malattia cardiovascolare può essere un epifenomeno. Tuttavia nuovi studi sono in elaborazione per il ruolo della Vitamina D nella protezione cardiovascolare.


Sintesi

Gli integratori sono più utilizzati dalle persone con un buono stato di salute, ricordiamo che è sufficiente avere un'alimentazione equilibrata e varia per raggiungere tutti i livelli raccomandati di vitamine e sali minerali.

Proprio per questo a livello internazionale per la riduzione del rischio cardiovascolare oltre che a uno stile di vita sano con adeguata attività fisica si raccomanda una dieta tipo mediterranea più vegetale con basso contenuto di grassi saturi, carne rossa e ricca in frutta e verdura per raggiungere facilmente i livelli raccomandati di vitamine e sali minerali si tende a non fornire alcun integratore alimentare tranne casi particolari.

Gli integratori alimentari dovrebbero essere utilizzati sono in caso di carenze nutrizionali dovute a scelte personali di diete restrittive, a patologie come l'anoressia, la bulimia, a seguito di un intervento di chirurgia bariatrica per Obesità, di prevenzione come la gravidanza o per evitare possibili carenze nell'età della crescita.

Riferimenti:
A.A.V. V. "Vitamine e minerali supplementari per la prevenzione e il trattamento di CVD" Journal of the American College of Cardiology, Volume 71, numero 22, giugno 2018

lunedì 16 luglio 2018

La Marijuana può migliorare il sesso?

Jessica L., Riccione:  Volevo sapere se è vero che la marijuana o la cannabis può migliorare le prestazione sessuali?

Quando si parla di sostanze, bisogna imparare a utilizzare i termini corretti, con il termine marijuana si identifica i preparati psicoattivi costituiti da resina e infiorescenze femminili della varietà della pianta di Cannabis o Canapa .

La THC è il principio attivo della cannabis noto per il suo effetto tendenzialmente euforico. Diverse ricerche medico scientifiche hanno evidenziato il possibile beneficio della cannabis come antidolorifico per artrite, tremori del Morbo Parkinson, si può rilevare la sua utilità per gli effetti negativi della Sla, gli effetti collaterali della chemioterapia anche su questi presunti benefici non c'è unanimità in ambito accademico.

Quando però si parla di sesso e cannabis, vedo in tutti comparire un sorriso malizioso, tuttavia più che parlare di scienza mi sembra di parlare di pseudo scienza.

La reazione a queste presunte sostanze è difficile da classificare e in ambito scientifico ci sono pareri discordanti, possiamo sicuramente affermare che la reazione al consumo di queste sostanze è soggettivo e dal mio punto di vista è molto condizionato dal contesto o meglio dall'ambiente e dalla compagnia.

Negli ultimi anni l'industria della cannabis attraverso il marketing associa il suo consumo a tutto ciò che è possibile cercando di cavalcare l'idea comune che si ha di questa pianta e dei suoi presunti effetti.


Tanto che negli ultimi anni c'è stata una ripresa della coltivazione di cannabis, in favore di varietà che contengono un principio attivo molto basso di THC, perchè la legge in molti stati consente il commercio solo di questo tipo di cannabis a basso tenore di THC.
Grazie a questo si è potuto riprendere la coltivazione della canapa come in Umbria per realizzare dei tessuti anche l'industria alimentare ha scoperto la canapa dalla crema al cioccolato con cannabis, olio di canapa, la pasta con canapa, le bevande con la canapa.

L'associazione della cannabis con il sesso non è un concetto recente, già nel  700 d.C i praticanti del sesso tantrico incorporarono la cannabis nelle loro acrobazie.

Secondo uno studio del 2017 della Scuola di Medicina della Stanford University evidenzia che coloro che fanno uso frequente di Cannabis facciano più sesso rispetto a chi non la usa, un 20% in più.

Oggi la maggior parte dei prodotti che contengono cannabis per le pratiche sessuali sono gel o olii, spesso in genere olii di cocco lascianti in infusione con foglie di cannabis, secondo le informazioni sui siti dei prodotti, hanno la funzione di lubrificare le parti intime e amplificare il piacere e la libido (non ho ancora capito se di chi la vende o di chi la compra).

Tra le aziende

Per non farci mancare nulla, perchè si sa il sesso non è solo una questione fisica ma celebrale , oltre a gel e olii che si applicano sulle parti intime, ci sono anche alcuni inalanti che arrivano prima al cervello, come l'azienda Inhale in Massachusettes,  che collega l'utilizzo dei derivati della Cannabis per le coppie o single con problemi sessuali, l'azienda sostiene che i prodotti a base di cannabis sono in grado di migliorare il flusso sanguigno e la sensibilità per essere in grado d'avere orgasmi più frequenti e più intensi.


Sintesi

Gli effetti della Cannabis sono soggettivi, possono indurre a introversione come a vivacità, comodità o disagio ma anche a nulla.

Secondo il sito Royalqueenseeds dipende dalla quantità e anche dalla varietà. Ricordo che è consentita per uso medico in 29 stati degli Usa e per uso “ricreativo” in cinque (Colorado, Oregon, Washington, Alaska e Nevada). Nel 2013 l’Uruguay è stato il primo paese del mondo a legalizzare l’uso, la vendita e la coltivazione di marijuana a scopo ricreativo.

Sull' uso medico per problemi sessuali ho qualche perplessità, il mio consiglio è quello che se siamo di fronte a un problema sessuale la cosa migliore è di rivolgersi a un sessuologo, a uno specialista che potrà meglio identificare il problema con professionalità e trovare la terapia più idonea.

Quelli che invece fanno già del buon sesso di continuare a farlo anche senza prodotti con derivati della cannabis, che questa migliori e moltiplichi gli orgasmi non c'è alcuna prova in merito.

mercoledì 23 maggio 2018

L'influencer: l'acchiappanuvole 2.0


Questa settimana ho letto un articolo sul giornale La repubblica dal titolo da grande farò l'influencer, per quando non sia d'accordo sulle impostazioni e conclusioni dell'articolo, rimane un'analisi interessante.

Ci riguarda tutti nel senso che fornisce in un certo qual modo la misura del'evoluzione del settore.

Quando ho iniziato a fare blog non mi era mai giunto il pensiero che questo potesse diventare un mestiere, sono partito anzi siamo partiti con l'idea di creare dei contenuti reali sull'alimentazione e sulla cucina, di ricette che fossero replicabili senza avere sorprese, di un informazione ricca e completa.

L'articolo lo chiama il periodo dell'Utopia Californiana. Tante persone hanno messo la loro esperienza di cucina a disposizione degli altri, sarà stata anche Utopia ma è stata una cosa molto bella e sono stato contento d'averne fatto parte.

Questa fase si è modificata con l'arrivo dei Social Media, la maggior parte del pubblico si è spostato su Facebook e Twitter, dove più che la competenza è la personalità dell'utente che viene messa in evidenza.

Secondo l'articolo i social media sono cosi diventati le stanze dell'eco del nostro io, si è persa secondo me la cosa più importante l'informazione.

Un problema anche tecnico dato dal fatto che ci collega sempre di più esclusivamente da uno smartphone, solo il 16% usa il pc per collegarsi ai social, che contenuto vuoi leggere su uno smartphone?

Questo ha modificato la percezione del web e dei suoi contenuti, sempre più immagine e fotografia sempre meno testo e informazione.


La perdita dei contenuti e dell'informazione è stata casuale o voluta?

Vista la perdita dei lettori della piattaforma blogger e della modifica della indicizzazione di ricerca dei motori di ricerca del web mi fa presupporre che questo sia una cosa voluta e ricercata, accordo editori e google, se rendo difficile arrivare all'informazione e ai contenuti, le persone acquisteranno i contenuti già pronti degli editori.

Ma di quali contenuti parliamo?

L'altra giorno ero su un quotidiano, "vuoi i nostri contenuti con 3 euro al mese, tutti i nostri contenuti illimitati" mentre leggevo del wedding royal nel Castello di Windsor e pochi km da Londra, di fatto mi bloccano la visione se non cliccavo acquista l'offerta.

Pensiero aperto ai miei amici editori, ma secondo voi, che cavolo (si può dire?) di contenuto, lo hanno trasmesso in mondovisione, 5 televisioni nazionali in diretta, esclusiva di che? Sul sito della Royal Family c'è tutto con anche le fotografie ad alta risoluzione, che avete copiato e incollato!

I contenuti si creano non puoi farti pagare qualcosa che è di dominio pubblico. Oggi per le notizie ci sono le agenzie come l'ansa, la radio, la televisione digitale con 999 canali.  Vi devo dare i soldi per vedere qualcosa di cui tutti sono già al corrente? Dimenticatevi i 3 euro e andate a lavorare nei campi di pomodori.

La crisi dell'editoria non è dovuta ai social o all'avvento di internet, questo hanno solo accelerato un processo, la vera ragione è l'informazione vuota  che ha determinato la crisi dell'editoria



Quali sono i social network più utilizzati?


You tube 62%, Facebook 60% Istagram 30%.

Per essere influencer quante persone devono seguirti ?

I pareri si dividono si parla di 50.000 follower per interessare un azienda, chi parla di 30.000, Io che ne ho 1600 non sono nessuno, non conto niente, sono sottozero.

Quello che non capisco dei follower e quando hanno 600.000 follower e dieci mi piace, c'è più di una influencer di cucina che ha questi numeri, io mi chiedo come sia possibile avere cosi tanti follower? Che famiglia devi avere per avere così tanti parenti?

Sono come i racconti di cucina della pappagalla, su 2.500.000 lettori e 30 persone che girano per la redazione a vario titolo e solo dodici mi piace su un post, io fossi in voi mi chiederei visto che il vostro è un lavoro come mai ci sono 2.499.988 lettori a cui non piace ? 

Ricordo un mio amico che si era presentato alle elezioni erano 6 persone in casa e aveva avuto solo due preferenze, volavano coltelli anche sul pianerottolo, immaginate a casa!

Cosa si arriva a fare per compiacere il proprio io

Tra i fatti più divertenti che conosco direttamente, non posso fare nomi e cognomi, è quello di una nota professoressa ricercatrice di una Università di Milano a Nord della città, che non vedendo nessun mi piace o forma di gradevolezza negli articoli pubblicati nel più noto quotidiano milanese, ha obbligato gli studenti del suo corso a mettere mi piace sui suoi articoli, con tanto di testimonianza fotografica, altrimenti non avrebbero passato l'esame! 

50.000 follower sono tanti ma chi ha cosi tanto seguito? Io conosco blogger bravi con 12000, 20.000 follower al massimo (anche se conosco quelli ancora più bravi e appassionati che ne hanno molto meno), sono in gamba. nessuno di questi arriva a 50.000, sono numeri reali arrivabili solo se hai un "aiutino".


Sono destinato a rimanere povero!

Influencer che guadagnano sono quelli che hanno 600.000 follower, sono un po' scettico sui loro numeri, sembra che abili agenzie di comunicazione fanno credere ad un seguito solo per veicolare i contenuti delle loro aziende clienti.

Capisco che c'era il bisogno di opinion leader che veicolassero alcuni contenuti presentati dalle aziende sui sociale media, ma non si è diventati ridicoli? .

Facciamo un esempio per capirci Benedetta Parodi ne ha solo 420.000 di follower ma dopo anni e anni di televisione, articoli di giornali, se tu che ti chiami Pinko Palla, che sei sbucata fuori dal nulla  in un mese ne hai più di lei, capisci che qualche perplessità viene.

Per curiosità sono andato a leggermi chi sono i top influencer nel settore del food. Metà sono chef come Cannavacciuolo, Barberi, Cracco, l'altra metà non so nemmeno chi sono, non dico mai visti ma nemmeno sentiti e sono dieci anni che bloggo. Mi ha molto incuriosito una certa Valeria che pubblica in media 50 post al giorno, mi chiedo come fa? Io vado in crisi solo per preparare una cena per 10 persone figurati 50 piatti!

I top influencer hanno anche il tempo di utilizzare tutti i social, you tube i video, twitter, facebook, ma sono tutte foto e video loro? Alla media di dieci post al giorno. Quando li fate tutti questi piatti? Conosco chef che 50 piatti al giorno diversi mica li fanno! Per essere in tema diciamo che si sente l'odore di bruciato da molto molto lontano.

Detto inter nos amici influencer e amiche aziende ma veramente pensate d'essere credibili agli occhi degli utenti in questo modo?

Se penso a quanto fatica fanno i blogger veri, quelli animati dalla passione, quelli che pensano le ricette, le fanno, le fotografano, le editano, sono belli e felici cosi, anche senza essere influencer, vi ammiro tantissimo.

Sintesi

L'articolo si sofferma molto sul ruolo degli influencer e delle professioni legate a questo ruolo, stimolando i giovani verso queste professioni, c'è sempre bisogno di nuovi pesci per arricchire l'acquario.

Alla favola di quelli che partono da zero io non ci credo ma sopratutto ragazzi non credeteci voi, se in futuro volete fare gli influencer, studiate per trovarvi un lavoro vero prima!

Mi è venuta in mente il testo di una canzone di un cantautore italiano, precocemente scomparso Luigi Tenco
"Ragazzo mio, un giorno sentirai dir dalla gente
che al mondo stanno bene solo quelli che passano la vita a non far niente 
no, no, non credere no, 
non essere anche tu un acchiappanuvole che sogna di arrivare 
non devi credere, no, no, no non invidiare 
chi vive lottando invano col mondo di domani."

giovedì 22 marzo 2018

Come stanno i banani di Piazza Duomo a Milano?

Da un po' di giorni circola in rete la notizia della cattiva salute dei banani di Piazza Duomo a Milano, come dice un giornalista di Repubblica tutta cattiveria e ironia gratuita dei social network, i banani si riprenderanno è stata solo colpa del vento siberiano!

La gente sarà anche cattiva, certo che i banani non hanno un bell'aspetto, se posso permettermi di replicare, quest'anno è la colpa del vento siberiano, un altro anno dello spiffero caucasico, un altro anno ancora della tramontana del Gran San Bernardo.

Sarà che magari è dovuto al fatto che Milano ha un clima continentale, mente i banani sono una pianta che si trova più a suo agio in un clima tropicale ? Ragionando per assurdo ovviamente!

Amico giornalista, vede se pianto a Oslo nel centro della città un limone anzi un banano, che mi sembra di capire che le piacciono in maniera particolare, chiamano un'ambulanza a Milano invece chi pianta un banano in piazza Duomo, riceve le chiavi della città. lo candidano a sindaco e gli promettono anche la poltrona di Ministro, sarà che tutto il mondo è paese ma secondo me qualcosa di strano c'è!


Guardi, io comprendo che a Milano il concetto di natura è un concetto un po' confuso.

Da me in montagna a più di 1000 s.l.m., il suolo è prezioso, la superficie coltivabile è ridotta, piantiamo alberi di mele e vicino alle case alberi d'albicocco perché tradizionalmente portano buon auspicio ma anche perché dopo i fiori fanno i frutti che raccogliamo e consumiamo.

A Milano invece si piantano alberi di banane e palma per vezzo, beati voi, noi invidiamo tutta quest'opulenza, noi al massimo ci possiamo permettere qualche piantina di geranio in vaso.

A nessuno salterebbe in mente di piantare banani e palme, non perché siamo idioti o perché siamo ignoranti, ma perché sarebbe sprecato in termine di risorse, poiché non fruttificano a questa latitudine, non ne vediamo l'utilità.


Caro amico giornalista mi rendo conto che a Milano, il rapporto albero frutto, è come dire un concetto astratto, la sua collega pappagalla del corriere propone la confettura di ciliegie a Natale sotto la neve, alle proteste dei lettori risponde " e ma io le ciliegie le trovo dal fruttivendolo".

Si, avrà visto le ciliegie a 50 euro al kg, ma vengono dal Cile, dall'altra parte dell'emisfero, avrà pensato se Berlusconi paga 70 euro al kg i fagiolini, io non posso pagare 50 euro un kg di ciliegie per fare una confettura? E chi sono io? La figlia della serva?

La frutta non cresce nei supermercati o dal fruttivendolo ma arriva da una coltivazione di un albero, da un terreno, da un'ambiente, da un territorio.


Nei primi del novecento a Milano si sono piantati tanti alberi di ciliegio per il piacere e la gradevolezza dei fiori di ciliegio, c'è chi pianta alberi di gelsomino per il profumo inebriante ma non ho compreso i banani quale tipo di piacevolezza danno a Milano (non fruttificano, non fanno fiori, non fanno profumo, non fanno ombra).

Insomma come c'è chi ha piacere nel vedere i ciliegi in fiori e c'è chi ha il piacere dei banani, non c'è nulla di male, anche se non ho capito tutto quest'entusiasmo da dove viene.

Gradirei solo sapere la manutenzione di quello spazio da chi è sostenuta, visto la debolezza della varietà di piante in un clima non ideale, immagino possa essere onerosa e spero non sia a spese della collettività.

La fortuna è che le piante per sopravvivere cercando di adattarsi all'ambiente circostante, magari non faranno frutti ma sopravvivono questo unito al cambiamento climatico dovuto all'effetto serra della pianura padana, offre la possibilità alle piante di acclimatarsi. I banani in piazza duomo a Milano non sono il simbolo di quanto è verde la città piuttosto il contrario.

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lunedì 29 maggio 2017

Green Condom Club: il preservativo vegano e senza glutine

Iniziamo la settimana con una notizia originale, è stato presentato d'alcuni giorni il primo preservativo vegano e senza glutine, in modo che anche coloro che seguono una dieta vegana e una dieta senza glutine possono fare sesso sicuro!

Dal Falloppio al Condom

Comunque i profilattici di budello, fatto con le interiora d'animale non esistono più dal 1855, da quando un tale Charles Goodyear, proprio quello dei pneumatici veloci delle automobili, brevettò i profilattici dal lattice dell'albero della gomma.

Notizia curiosa il preservativo dovrebbe chiamarsi Falloppio, dal nome di Gabriele Falloppio, un anatomista dell'Università di Padova, che ha lavorato a Firenze presso i Medici. Nel 1550 sperimentò una tecnica per adattare il budello alle forme del pene. Giuro non me lo sono inventato proprio Falloppio si chiamava, un nome un destino.

Più comunemente si chiamano Condom, dal nome di un medico inglese d'origine francese, portato a Londra  da Enrichetta Maria di Borbone, figlia di Enrico IV e Maria de Medici, moglie di Carlo I e madre di Carlo II Stuart, quest'ultimo dalla fama d'uomo licenzioso, il medico diffuse prima nella famiglia reale e poi in tutta Londra, l'uso del budello come preservativo per la prevenzione delle Malattie Veneree.

Green Condom Club

Questo preservativo vegano, in latex naturale, è stato brevettato da Gabrielle Lods una 32 enne di Ginevra, è garantito insapore, inodore, non contiene sostanze d'origine animale, non viene testato sugli animali, è senza glutinesenza caseina cioè senza proteine del latte, senza benzocaina, senza glicerina, senza parabeni e ha il marchio europeo Vegan, un preservativo quindi anche certificato da un organo ufficiale dell'Unione Europea.

Anche la confezione è studiata per ridurre le emissioni di carbonio, materiale riciclabile, azienda di produzione che risponde alle normative ISO 9001  e ISO 13485.


Non ci sono più scuse, io sono vegano il preservativo non posso adoperarlo, sono intollerante al glutine non posso adoperare il profilattico, sono allergico alle proteine del latte non posso adoperare il condom.

Io non voglio essere polemico, ci sono per amore del cielo quelle persone che sono allergiche al lattice e alcune allergie possono dare luogo a reazioni allergiche incrociate, un problema che va oltre il preservativo ma per esempio i miei amici senza glutine, hanno avuto problemi anche con i preservativi? 

Io capisco il biscotto con il glutine uno lo mangia e ha una reazione all'intolleranza, senza entrare nei particolari non è il mio stile ma il preservativo da origini alle stesse reazioni?

Si vede di si, non ci avevo mai pensato giuro al preservativo senza glutine!

Il settore dei preservativi sempre più fervido d'idee

Il settore dei profilattici negli ultimi anni è una vera miniera di idee nuove, questo che io sappia è il primo preservativo green nato con rispetto dell'ambiente e dell'uomo.

In commercio c'è il preservativo nebulizzatore uno spray, che si spruzza sul pene in erezione.

C'è il preservativo intelligente, che non va dove di porta il cuore ma rileva le malattie sessualmente trasmissibili cambiando colore.

In Australia hanno provato a fare un preservativo quasi vegetale a base di latte di Spinifex, una pianta australiana ricca di nano cellulose, che mischiato al lattice ha la possibilità di creare un preservativo più sottile e più resistente.


Preservativi e stile di vita alimentare

Siamo a un punto di rottura, si è passati dai preservativi rilassanti per lei e ritardanti per lui, ai preservativi legati allo stile di vita alimentare, io sono figlio dei preservativo settebello per intendersi, c'era solo quello una volta per tutti.

Un dubbio mi appare all'orizzonte ma il preservativo vegano, va bene per tutti i vegani? Che ne pensano i crudisti? I fruttisti o i pescetariani?

Per esempio i nostri amici della dieta Paleolitica, adoperano il preservativo? Se sì, quale? Quello preistorico o cos'altro?

Quelli che seguono la Dieta Dunkan iperproteica è previsto anche un preservativo speciale in dotazione?

Sintesi

Quindi amici ed amiche vegani, ricordate che c'è anche il preservativo vegano, ogni tanto un "peccato carnale" si può anche fare!

Il Green Condom Club è in vendita al prezzo di 4,90 per 3 preservativi, la confezione da 12 a 12,90 e per i più arrapati, la confezione da 100 per 65 euro.

Fonte notizia e fotoGreen Condom Club


lunedì 15 maggio 2017

Hermes dietro le quinte, l'importanza del sapere fare nell'artigianato

Complice una visita a Milano, nel centro della città di fronte a Society (negozio che molti blogger conoscono) in Via Palermo nei locali della pelota, mi sono fatto attrarre da quest'evento organizzato dal marchio Hermes.

Un laboratorio dal vivo con gli artigiani che ogni giorno lavorano per il celebre marchio del lusso.

In un primo momento ero incredulo ho pensato che fossero degli attori e quindi ho formulato delle domande in francese, al quale invece hanno tutti risposto con grande sapienza dimostrando una grande dimestichezza nel loro lavoro.

Erano veramente degli artigiani e ho imparato tante cose, per esempio come si fa una cravatta, ci vogliono venti minuti per fare una cravatta, ogni cravatta ha all'interno il numero dell'operatore o del laboratorio, nella sola Narbonne ci sono dodici laboratori di cravatte.





Ho scoperto come si prepara un prototipo d'orologio, tutto il lavoro che c'è dietro, come di fa il vetro, come si realizza un gioiello, come si dipingono le ceramiche, come si creano gli articoli di pelletteria.

Il pubblico era misto, le persone più agè, come me avevano più confidenza con l'artigianato perché ci ricordiamo di queste figure che erano fondamentali, ogni quartiere ogni città poteva contare su degli artigiani per creare degli oggetti di cui si aveva bisogno.

Una volta non c’erano le misure standard e ogni prodotto era personalizzato sulla figura delle persone che lo ordinavano.

Quando vado a conoscere una nuova azienda mi fanno sempre vedere una macchina nuova che fa tanti biscotti al giorno, tante tranci di torta, tanti pacchi di pasta..

In Italia devo dire che incontro bravi artigiani, forse l’Italia è uno dei paesi in cui l’artigianato è molto presente.





Ho un amico stilista del settore della pelletteria che gira gli artigiani tra Toscana, Umbria e Lazio alla ricerca di laboratori artigianali che perfezionano le sue creazioni grazie alla loro esperienza nel sapere realizzare lavorazioni uniche per il grande mercato internazionale del lusso.

Mi chiedo visto anche l’età delle persone che ho incontrato e conosciuto, tutto questo sapere fare, tutto questo know now, visto la delocalizzazione all’estero, che fine farà?

Hermes con questo show, mi ha fatto intendere che le multinazionali del lusso è il settore più interessato a stimolare l'artigianalità.

L'artigianalità può pero sopravvivere se ci sono sia soddisfazione personali legate al piacere di creare qualcosa di propria ma anche alle soddisfazioni economiche delle persone che vi lavorano.

Io che arrivo da un territorio di montagna, l'abbandono di alcune aree montane è dovuto al fatto che si poteva guadagnare di più a lavorare per un impianto di risalita che avere un maso con la stalla, certo perpetuare la tradizione è importante ma se questa permette d'avere un reddito soddisfacente.



L''artigianalità però vedo che scompare sempre di più nel settore alimentare, c'è sempre più industria e sempre meno artigianalità, osservo sempre meno gelatai artigiani sempre più rivenditori di gelato industriale, pasticceri rivenditori di prodotti industriali, panettieri venditori di prodotti scongelati e poi cotti in forno, ho visto perfino le basi per pizze già pronte per pizzerie, realizzate dall'industria e poi distribuite nelle pizzerie.

Una cosa banale mi capita spesso d’andare al ristorante e di trovarmi di fronte a dessert industriali già pronti, certo sono più comodi, perfetti e non lo metto in dubbio ma avrei voluto dei dessert meno perfetti e meno omologati nel gusto.

Comprendo che oggi avere un ristorante è un attività d'impresa con dei tempi molto ristretti e l'uso dei prodotti già pronti semplifica le cose.

Una cosa che mi ricordo in un ristorante storico a Firenze vicino a Santa Maria Novella, avete il dolce? Si. Lo fate voi? No il pasticcere qui all'angolo ce li prepara tutti i giorni, infatti era molto buono e fresco.

Mi rendo conto che costa di più per il ristoratore ma sostenere l’artigianalità può servire anche un piccolo gesto economico come questo.

C'è modo  e modo di sostenere l'artigianato, non tutti possiamo diventare clienti di marchi di lusso. L'Artigianato può sopravvivere e essere una fonte economica importante su tutto il territorio, se non lo solo le aziende del lusso dedicano attenzione e ricompensano in modo adeguato, ma anche se c'è un sistema locale più attento che sappia valorizzare il fare da se che in molti casi si coniuga con l'arte del sapere fare.

Per chi lo vuole vedere a Milano fino al 17 Maggio Via Palermo

sabato 11 febbraio 2017

La pizza galeotta e lo spray per capelli

Le pubblicità non sono sempre amare e negative possono essere anche divertenti. Una delle pubblicità che vedo in televisione e che mi fa molto ridere è questa dello spray per il ritocco del colore dei capelli.


In sintesi lei sente suonare il campanello, si ricorda che ha ordinato la pizza e adesso come faccio? Mi si vede la ricrescita dei capelli? Fila in bagno uno spray e vestita come per andare a una prima alla Scala apre la porta al pizzaiolo che rimane impassibile senza fare una piega è il caso di dirlo.

Io comprendo che vivere in una grande città è dura, non si hanno molte occasioni sociali, tuttavia un po' mi suona strano che arriva il pony per la consegna della pizza a casa e ti preoccupi della ricrescita dei capelli? Perchè se si vede la ricrescita ti fa pagare il doppio la pizza? No.

Essere in ordine prima di aprire la porta è giusto, sono d'accordo non c'è nulla di male, un po' meno essere vestita come la prima della Scala, tutto questo per una pizza da mangiare a casa da sola?

Non vorrei mai ma metti che nella concitazione lo spray per i capelli, lo spray in un altro posto, per esempio sotto le ascelle, che figura ci fai? Devo sempre capire perchè un pizzaiolo dovrebbe guardare sotto le ascelle,  ma questo è un altro discorso, non vi distraete!.

Ma anche ammettendo che l'interesse non sia la pizza, non c'è nulla di male succede, però l'avrà capito anche il pizzaiolo, ordini tre pizze al giorno gli è venuta anche un ernia a furia di fare avanti e indietro, il sospetto gli sarà venuto, che non è solo la capricciosa che ti piace tanto!

Un consiglio per una volta ordina due pizze, gli dici una pizza per me e una pizza per te, perchè mi piace mangiare in compagnia.

Voi pensate che un uomo s'accorge della ricrescita dei capelli? 
A un uomo quando piacete, vi apprezza in tutto, non distingue una cosa da un altra, per lui va bene tutto, capello lungo, capello corto, colore biondo, castano chiaro, castano scuro, vi ama cosi come siete.

Perchè il ragazzo non si scompone ve lo spiego. Io prima d'essere Günther, da ragazzo ho lavorato sia durante la scuola superiore che all'Università, facendo i lavori più diversi perchè non avevo i genitori che mi mantenevano agli studi e quindi dovevo darmi da fare.

A quell'età non hai la testa per le attenzioni, non ti passano nemmeno per l'anticamera del cervello, sei concentrato sulle consegne, più consegne fai più guadagni, devi badare che tutti ti pagano, che non ti rubino i soldi, pensi no più che altro sogni che cosa farai con quei soldi, la chitarra elettrica piuttosto che la moto!.  

Mi spiego meglio l'altro giorno sono andato a prendere i miei nipoti all'asilo, incontro un altra "nonna" passata a prendere la sua nipotina, chiacchierando  facciamo un pezzo di strada insieme, ma vedo che i bambini non si parlano, che strano mi dico, vanno nello stesso asilo tutti i giorni, abitano a 50 metri di distanza e non si parlano!

Scusa, Federico perchè non hai rivolto una parola a Noemi? Siete nello stesso asilo! 
Perche Noemi è nella classe dei colibri e io sono in quella dei scoiattoli, i scoiattoli non parlano con i colibrì!
Ahhhh !

Questo per dire che i bambini come i giovani tendono a fare clan, i sedicenni parlano solo con i sedicenni, quelli del liceo artistico parlano solo con quelli del liceo artistico, i scoiattoli parlano e giocano solo con i scoiattoli e i colibrì sono con i colibrì. Esprimono solo la difficoltà di rapportarsi con quello che non conoscono.

Poi si diventa grandi e s'impara che nulla è bello come mescolare le cose.

Questo per dire che se sei un ragazzo che consegna le pizze di sedici anni se ti apre la porta una ragazza di sedici anni della tua età, è una cosa, ti dimentichi anche di farti pagare le pizze, una persona più grande neanche la noti, figurati se vedi la ricrescita dei capelli, poi!!.

Ricordate che un sorriso allunga la vita

lunedì 21 novembre 2016

Dal Fertility Day al Fertility Room

Se questo fosse un giornale di cronaca sportiva potremmo dire che la Lorenzin è in pole position, adesso non sappiamo se per vincere la gara o schiantarsi a 300 km/h.

Il fatto è che quando si lancia una "stupidera" mediatica poi è difficile fermarla qualsiasi ragionamento anche il più intelligente fatica a reggere il confronto.

Attualmente la "Ministra" è impegnata in una campagna che ha colto moltissime critiche autorevoli sulle quali non voglio aggiungere nulla ma è indice di un certo modo di fare politica quando sono carenti le qualità e la competenza.

L'iniziativa della Fertility Room è troppo divertente per non essere raccontata. Un assessore del comune d'Assisi in Umbria per un rilancio turistico ha pensato all'iniziativa Fertility Room cioè chi dimostrerà che dopo nove mesi dal soggiorno farà un bambino gli verrà rimborsato il pernottamento fatto nell'albergo o nell'agriturismo.

Nel post del Fertility day abbiamo evidenziato che l'Italia nell'Unione Europea è uno dei paesi con basso indice di natalità come è uno di quei paesi in cui l'economia cresce meno. Anche io, che non sono un genio, comprendo che è la mancanza di prospettive future economiche il vero motivo perchè si fanno meno bambini e non perchè si fa poco sesso. 

A me piacerebbe sapere come si fa a dimostrare che uno viene concepito ad Assisi e non a San Benedetto del Tronto? Qual'è il segno? Cosa fanno mettono lo stemma del comune d'Assisi sugli ovuli mentre ci si ferma per la notte? Mi auguro di no. I bambini che nascono devo avere tutti una voglia d'Assisi in una certa parte?
Come faranno le strutture ricettive? Avranno delle camere normali o delle Room apposite attrezzate che stimolino la coppia?

Cari amici d'Assisi voglio dirvi due cose, ma secondo voi basta un rimborso di cento euro per stimolare a fare un figlio? Sapete quanto costano i pannolini? Quanto costa un passeggino?

Permettetemi di dire che Assisi è una bella località, legata a San Francesco che parlava con gli animali, le piante e gli uccelli ma è un luogo carico di spiritualità, un rifugio spirituale più che un refugium peccatorum, come dire più dedito ai piaceri dello spirito che ai piaceri della carne (non sembra ma per fare un figlio un po' ci vuole).

Se una coppia ha voglia di ballare un "twist", Assisi non è la prima località che viene in mente, magari uno pensa di più a Saint Tropez, a Nizza, a Rimini,  a Capri, alla Costiera Amalfitana, a una Baita in Montagna in Alto Adige coperta dalla neve, per fare certe cose può essere interessante anche avere una cornice romantica, leggera, divertente magari anche un po' trasgressiva, un po' di pepe nella minestra aiuta.

Amici d'Assisi volete fare qualcosa per aiutare le nuove famiglie? Fate uno sconto alle famiglie con bambini piccoli, non fate pagare il letto aggiunto. Ogni anno fino ai 18 anni offrite un pernottamento gratuito piuttosto che il rimborso di una notte, allungate il braccino.
Secondo me se si vuole aiutare le coppie ed essere più motivate a procreare, si possono trovare delle formule come dire più felici per dare più sicurezza e tranquillità.


giovedì 17 novembre 2016

Leggere fa bene alla salute?

Antonia G, Cremona . ho visto che spesso cita nei suoi post libri da leggere, le volevo chiedere se leggere fa bene alla salute?

Premetto che non ho una libreria, non vendo libri e nemmeno una casa editrice, i miei sono più dei riferimenti bibliografici. Tuttavia ritengo che la lettura, indipendentemente se aggiornamento professionale o piacere, migliora la vita sempre e comunque.

Io leggo per curiosità, mi piace leggere e conoscere altri punti di vista, il mio più grande dispiacere è che con i tempo mi si è ridotta la vista. Ora devo adoperare sempre gli occhiali per leggere e questo mi distrae, non riesco più a leggere con la stessa costanza e piacere.

Ho cercato di mettere insieme quello che secondo me e secondo alcuni studi può contribuire a migliorare la salute attraverso la lettura.

Ridurre lo Stress
6 minuti di lettura al giorno possono diminuire lo stress del 70%, attraverso il rallentamento del ritmo cardiaco, tutti benefici che possono essere equiparati a una tazza di buon tè o all'ascolto della musica.

Migliora il sonno
Leggere delle pagine di libro sulla carta contribuisce a migliorare il sonno, dopo avere letto qualche pagine di un buon libro dormo meglio la notte.

Effetto benefico sui muscoli del corpo
Secondo alcuni studi leggere contribuisce ad avere meno dolori muscolari. Leggere non è come prendere un antiinfiammatori ma contribuisce a rilassare il fisico, i cui effetti benefici si distribuiscono anche ai muscoli del corpo che sono meno in tensione, mi riferisco anche quelle piccole infiammazioni spesso d'origine neurologica. Ricordate che i dolori muscolari, parte sono dovuti  a un problema fisico ma parte anche a un origine psicosomatica.


Stimolo della creatività
Leggere è un esercizio per il cervello ma in particolare per le persone creative, coloro che fanno un loro creativo o che praticano un hobby creativo. Più di uno studio ha dimostrato che la lettura almeno di 30 minuti al giorno stimola la creatività personale.

Migliora la capacità di concentrazione
Chi legge è più attento a quello che gli capita intorno nella vita quotidiana e riesce meglio a classificare riconoscere e valorizzare le informazione nel corso della giornata.

Solleva il morale
Leggere aiuta ad migliorare la propria maturità ed evoluzione personale, coloro che leggono soffrono meno di depressione e crisi d'ansia


Sviluppare empatia
In alcune strutture ospedaliere si pratica biblioteca terapia per approfondire meglio e imparare a gestire meglio il loro problema di salute nella vita reale.

Migliora il senso d'autostima
Uno studio dell'Università di Liverpool, sostiene che le persone che leggono almeno 30 minuti al giorno, sono più soddisfatti della loro vita e hanno un maggiore senso d'autostima.

Migliora la capacità di comprendere le emozioni degli altri
Quante volte capita di dire, io quello non lo comprendo perché agisce cosi. La lettura amplia gli propri orizzonti dell'esperienza personale e ci fa comprendere meglio le modalità d'agire degli altri, che non sono come le nostre, ogni persona risponde diversamente agli stimoli e problemi della vita.

Una mente più elastica
E' stato dimostrato che le persone che hanno l'abitudine di leggere libri hanno un cervello più elastico, perché migliora il pensiero analitico e il pensiero critico. Diversi studi hanno provato che chi legge risponde meglio è più  velocemente a stimoli esterni, sviluppa un migliore senso d'adattamento alle circostanze della vita di tutti i giorni, una maggiore velocità di risposta e di pensiero nell'affrontare situazioni inattese.


Una migliore memoria
Uno studio ha messo in rilievo che tenere una mente allenata, in particolare a memorizzare, aiuta a prevenire la malattia d''Alzheimer, quale migliore esercizio proprio la lettura.

Innamorarsi
L'amore è un sentimento che necessita d'esercizio e quale migliore esercizio della lettura (anche se sono certo qualcuno di voi pensa ad altro) Cito una frase dello scrittore francese Francois de la Rochefoucauld " Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero mai letto dell'amore ".

Leggere allunga la vita
A prima vista potrebbe sembrare uno slogan, invece c'è uno studio dell'Università di Yale sostiene che coloro che leggono 3,30h a settimana vivono due anni in più, è molto possibile che leggere aumenta la speranza di vita: Io personalmente aggiungerei all'aumento della speranza di vita: la serenità.