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martedì 26 febbraio 2013

Teaser Tuesdays #39



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buon pomeriggio a tutti! Vi lascio il teaser di oggi, da uno dei due bellissimi libri che sto leggendo in questi giorni...
D’allora in poi, quando si vedeva il ragazzo sugli alberi, s’era certi che guardando giù innanzi a lui, o appresso, si vedeva il bassotto Ottimo Massimo trotterellare pancia a terra. Gli aveva insegnato la cerca, la ferma, il riporto: i lavori di tutte le specie di cani da caccia, e non c’era bestia del bosco che non cacciassero insieme. Per riportargli la selvaggina, Ottimo Massimo rampava con due zampe sui tronchi più in su che poteva; Cosimo calava a prendere la lepre o la starna dalla sua bocca e gli faceva una carezza. Erano tutte là le loro confidenze, le loro feste. Ma continuo tra la terra e i rami correva dall’uno all’altro un dialogo, un’intelligenza, d’abbai monosillabi e di schiocchi di lingua e dita. Quella necessaria presenza che per il cane è l’uomo e per l’uomo è il cane, non li tradiva mai, né l’uno né l’altro; e per quanto diversi da tutti gli uomini e cani del mondo, potevan dirsi, come uomo e cane, felici.

[da Il barone rampante di Italo Calvino, pag. 93]
Voi cosa leggete? Se volete partecipare, lasciate il vostro teaser nei commenti! :)

sabato 3 novembre 2012

Recensione: "Storie da leggere con la luce accesa" di Chris Priestley




TitoloStorie da leggere con la luce accesa
Titolo originaleTales of Terror from the Tunnel's Mouth
Autore: Chris Priestley
Traduttrice: Allieta Melchioni
Data di uscita: 20 ottobre 2011
Editore: Newton Compton (collana Vertigo)
Pagine: 213
Prezzo: cartaceo 14.90 €, e-book 4.99 €

È la prima volta che Robert prende il treno da solo, è felice e molto emozionato. Finalmente ha l'occasione di allontanarsi dalla sua matrigna, che proprio non sopporta: ora la sua vita può ricominciare, in una nuova scuola. Alla stazione però, la matrigna ha una visione: vede un bacio, un tunnel, e un tremendo pericolo in agguato. Robert non se ne preoccupa affatto, sa che è una donna impressionabile e sciocca. Decide lo stesso di salire sul treno, come programmato, ma poco dopo l'inizio del viaggio, all'entrata di una galleria, il treno ha un guasto e si ferma. Tutto si fa buio, gli altri passeggeri sembrano come addormentati. Eccetto una misteriosa donna vestita di bianco, che per ingannare l'attesa comincia a raccontare a Robert una storia, poi un'altra, poi un'altra ancora. Storie macabre e terrificanti. Storie che lo lasciano senza fiato. Intanto il treno non riparte, e il tempo sembra essersi quasi fermato. Finché un dubbio si fa strada nella mente di Robert: chi è davvero quella donna? Ed è allora che comincia ad avere davvero paura...

Il mio commento

cover originale
In parole povere, mi ha un po' deluso. Mi aspettavo altro. Mi sono lasciato abbindolare dal titolo e dalla cover e intrigare dalla trama, mi sembrava la lettura perfetta per passare qualche serata terrificante e brividosa in attesa di Halloween, e invece... per poco non cadevo addormentato dalla noia.
L'idea che sta alla base dell'impianto narrativo, ovvero una raccolta di racconti travestita da romanzo, funziona bene, incuriosisce e cattura l'attenzione. È praticamente il motivo che mi ha spinto ad andare avanti nonostante il fatto che le prime storie scivolino via - a fatica - senza lasciare traccia. Volevo e dovevo sapere chi fosse la donna misteriosa vestita di bianco che in treno narrava racconti al giovane Robert e perché tutti gli altri passeggeri dormissero per ore, senza accorgersi del minimo rumore, quasi come se il tempo si fosse improvvisamente fermato.
Eppure dopo un po' il contorno stufa, diventa ripetitivo. Ogni volta gli stessi dialoghi: lui che si lamenta del treno fermo senza notizie e del ritardo che si accumula (no, non è Trenitalia!), che vuol sapere che ora s'è fatta; lei che evita la domanda e chiede a Robert se vuole ascoltare una storia, senza preoccuparsi della risposta, ché tanto lei gliela racconta comunque.
Meno male che almeno i racconti vedono come protagoniste le creature e le situazioni più disparate: una pianta carnivora, un antico animale demoniaco, un fantasma, delle fatine mostruose, uno strano monolite dalle sembianze umane, un inquietante teatro dei burattini, un tragica vendetta che si rifà a un martirio cristiano...
Insomma, le idee a Chris Priestley proprio non mancano. Peccato, però, che non tutte le storie funzionino a dovere: spesso e volentieri si perdono in descrizioni, ma poi, quando sta arrivando il momento clou, terminano frettolosamente.
Per fortuna, andando avanti con la lettura migliorano. Alcune sono davvero notevoli: sono rimasto colpito da Gerald, Suor Veronica e La crepa nel muro. Non sono terrificanti (come dice il titolo originale) ma almeno lasciano addosso una buona dose di inquietudine.
A metà lettura ero indeciso tra le due stelle e le due stelle e mezzo. Se alla fine ne ho date tre, è per gli ultimi racconti e per il finale vero e proprio - non banale né scontato - che mi hanno risollevato l'umore e che han fatto svanire la fiacchezza riscontrata nella prima metà del romanzo.
Lo stile di Priestley è semplice e rende la lettura piuttosto veloce (nonostante i difetti su cui mi sono soffermato), quindi penso che gli darò un'altra chance. Girovagando sul web, ho letto che Le terrificanti storie di zio Montague è decisamente migliore. Staremo a vedere...


Tales of Terror
Uncle Montague's Tales of Terror, 2007 (Le terrificanti storie di zio Montague, 2010)
Tales of Terror from the Black Ship, 2008 (Le terrificanti storie del vascello nero, 2010)
Tales of Terror from the Tunnel's Mouth, 2009 (Storie da leggere con la luce accesa, 2011)
The Teacher's Tales of Terror, 2011
P.S. Le quattro raccolte hanno lo stesso impianto narrativo, ma non sono strettamente collegate fra loro. Possono essere lette senza seguire nessun ordine particolare. ;)

martedì 30 ottobre 2012

Teaser Tuesdays #26



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buonasera a tutti! In ritardissimo, ecco il teaser di oggi:
Ogni cosa procedeva in maniera del tutto normale e noiosamente pacifica, finché la mia matrigna non si svegliò di soprassalto, come un gatto a cui qualcuno abbia pestato la coda. Emise un gridolino strozzato che mi fece sobbalzare, causando sguardi preoccupati e imbarazzati negli altri passeggeri in attesa alla stazione.
«Per l’amor del cielo», dissi arrossendo violentemente e cercando di evitare le occhiate dei viaggiatori. «Non siamo soli».
«Oh!», disse guardandomi con espressione delirante e occhi spiritati. «Ma io ho appena avuto una terribile premonizione».
È giunto il momento di parlare della convinzione della mia matrigna di avere una speciale inclinazione per questo genere di cose.
«Stava sognando», dissi, sorridendo a un uomo che guardava la mia matrigna come se fosse uscita da un manicomio.
«Ma caro, ho la netta sensazione che tu sia in pericolo, un pericolo mortale», disse lei continuando a fissarmi in modo indecoroso.
«Non capisco di cosa stia parlando, madame», mormorai.
«Vorrei che non mi chiamassi in quel modo», disse portandosi le dita alle tempie.
Ero perfettamente consapevole che le dispiacesse, ma per nessuna ragione al mondo l’avrei chiamata “madre”, come lei sperava.
«A quale pericolo si riferisce?», chiesi di nuovo.
«Non saprei», disse. «Vedo… vedo un bacio».
«Un bacio?», dissi ridendo. «Non sembra così pericoloso. Almeno non mortalmente. A meno che io non decida di baciare un coccodrillo».
«Un bacio», ripeté. «E una galleria, una lunga, oscura, orribile galleria…».


[da Storie da leggere con la luce accesa di Chris Priestley] 

Se anche voi volete partecipare, lasciate il vostro teaser nei commenti! Buone letture!

giovedì 4 ottobre 2012

Recensione: "Bambini nel bosco" di Beatrice Masini




TitoloBambini nel bosco
Autrice: Beatrice Masini
Editore: Fanucci (collana Tweens)
Anno di uscita: 2010
Pagine: 200
Prezzo: 14 €


TramaC'è un campo, la Base, dove crescono i bambini senza ricordi o memoria. Tra loro c'è un gruppo più vivace, composto da Hana, capo del Guscio, dura e metodica, Dudu, sempre attento e guardingo, Glor, grande e goffo, Cranach, il più lento di tutti, Orla, la più piccola, e infine ZeroSette, l'ultimo arrivato. C'è anche Tom, ma lui appare diverso: si perde in mille pensieri e a volte sente riaffiorare un Coccio, un frammento di vita passata. Un giorno convince i ragazzi a spingersi nel bosco per esplorare il mondo di fuori. Porta con sé un libro di fiabe appena ritrovato, che comincia a leggere ad alta voce suscitando emozioni e curiosità. Ma ben presto nel gruppo si alterneranno rivalità e gelosie, scoperte e amori: tutto seguito da lontano da Jonas, addetto al sistema di controllo del campo, che in realtà ha programmato una fuga. Così, quasi per incanto, quel libro e quella lettura doneranno a ognuno di loro un filo di speranza e gioia.

Il mio commento

Ebbene sì, un altro distopico. Eppure stavolta non l'ho cercato io, è stato lui a trovare me. Giuro! Ecco com'è andata...
Agli inizi di settembre, una mattina, vado in biblioteca a studiare. C'è un sacco di gente, e l'unico posto disponibile è nella Sala Ragazzi. Sperando che non si affolli troppo, mi siedo e inizio a leggere e sottolineare le mie noiose dispense universitarie. Ad un certo punto, sovrappensiero, alzo la testa e guardo verso uno scaffale. Noto una costina di colore blu scuro, messa di traverso rispetto agli altri libri. Bambini nel bosco. Mah, sarà un libretto per ragazzi. Mi rimetto a studiare. Poi, però, per tutta la mattina, mi rimangono nella mente quel titolo, quel blu, quell'albero spoglio, quel particolare font bianco. Ogni tanto, tra una pagina e l'altra, mi giro verso di esso e continuo ad osservarlo. Sento come se... mi stesse chiamando, come se volesse trasmettermi qualcosa. Tipo prendimi, non te ne pentirai. (Non sento le voci, eh. Tutto frutto dell'immaginazione. Mettiamolo in chiaro.) Insomma, alla fine, quando è quasi ora di tornare a casa, mi dirigo finalmente verso questo fantomatico libro. La cover bellissima e l'intrigante quarta di copertina mi convincono del fatto che devo portarlo con me. Una settimana dopo, una sera, leggo le prime pagine. E inizia la magia...

Il romanzo è ambientato in un tempo imprecisato, il "dopo bomba", e in un mondo che cerca di rinascere e ricostruirsi sulle proprie rovine. Da quando c'è stata la catastrofe, le giornate sono scandite dall'Aster, una sorta di sole verdognolo,  e in giro ci si può imbattere in strane bestie mutanti, frutto di radiazioni o esperimenti finiti male.
Ci sono due "specie" di bambini, in questo paesaggio desolante: gli Avanzi (quelli che sono stati abbandonati o che hanno perso i genitori - sempre in attesa, tra speranza, ansia ed eccitazione, che qualcuno si faccia vivo e venga a cercarli - e che spesso sono sopraffatti dai Cocci, lampi di ricordi di cose passate) e i Dischiusi (nati dalle cellule conservate e quindi privi di reminescenze della vita precedente né conoscenza del mondo).
Tutti i bambini rimasti sono raccolti in una sorta di campo di concentramento (la Base) e divisi in piccoli gruppi (i Grumi). Vivono nei Gusci, sono perennemente sorvegliati dalle telecamere e devono prendere la Medicina, che li rende incapaci di pensare e quindi in balia delle solite semplici azioni (dormire, cercare di accaparrarsi un po' di cibo, fare qualche gioco banale e senza inventiva).
Tutto scorre e fila via liscio secondo le regole, fino a quando il Grumo capitanato da Hana scopre che un ragazzino del gruppo, Tom, nasconde un segreto: un libro pieno di storie.
Attraverso il racconto di queste favole, i bambini iniziano a incuriosirsi, a fare domande, a bramare il sapere. Grazie ai Tre porcellini, a Pollicino, a Hänsel e Gretel, grazie a storie di principesse, di famiglie riunite, di case calde e accoglienti, di dolciumi e cibi a volontà, iniziano a sognare la libertà che non ricordano di aver mai avuto ma che è innata in loro, vogliono allontanarsi dal campo, inoltrarsi nel bosco. Alla ricerca della vita.

(“A Walk to Paradise Garden” -
foto di Eugene Smith)
Beatrice Masini, con questo gioiello che ha il sapore dolce della fiaba, con quest'incrocio tra parabola e romanzo di formazione corale, sa regalare tante emozioni: fa sorridere e fa commuovere, fa provare l'ansia, la paura, la nostalgia, la speranza e la gioia della scoperta che alimentano la voglia di esplorare dei bambini protagonisti. La storia è descritta con toni delicati e aggraziati, poetici e carichi di sentimenti, con uno stile asciutto, senza fronzoli.
E poi, mentre leggevo, mi sembrava quasi di vederli davvero, questi bambini, camminare e camminare per i boschi, costruirsi una specie di posto da chiamare "casa", chiedersi i perché, spiegarsi il significato delle parole, scoprire cos'è una "mamma" e gioire dopo aver provato il primo "abbraccio". Le lacrime scorrevano sole sole.
È un bellissimo inno alla potenza della letteratura, delle storie. E della fantasia.
Io, fossi in voi, non me lo lascerei scappare. E mi farei cullare da queste parole. Ancora e ancora...

martedì 11 settembre 2012

Teaser Tuesdays #19



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Salve a tutti e buon pomeriggio! Ecco il teaser di oggi:
Stupido. Stupido. Stupido. Lo sapeva, non avrebbe mai dovuto tirarlo fuori in pieno giorno. Aveva sempre resistito alla tentazione, conoscendo il rischio che correva. Ma quella mattina così grigia, con quelle tende di pioggia intorno, non ce l'aveva fatta. Aveva un Coccio piantato da qualche parte - ormai si era abituato alla sensazione duplice, desiderio e sofferenza, che gli infliggevano quando affioravano così, senza preavviso - che gli diceva che nei giorni di pioggia era la cosa giusta da fare: leggere un buon libro. Be', veramente quello era l'unico. Non che potesse scegliere, ma per lui era comunque molto valido.
E gli altri erano usciti tutti, impermeabili come foche (foche? un altro Coccio, forse) all'acqua forte, o forse solo indifferenti. Forse non si erano nemmeno accorti che pioveva ed erano usciti per pure abitudine. A lui non era parso vero di approfittare dell'occasione. Subito, subito. E si era regalato un po' di puro stordimento.
Ma erano anche tornati. In un silenzio insolito, ed era quello che lo aveva tradito. O forse era troppo perso dentro la storia per rendersi conto di quanto succedeva intorno a lui.
«Un libro.» Hana lo stupì. Allora ricordava anche lei. Impossibile. Doveva averne visto uno alla Base, forse aveva spiato gli adulti e origliato i loro discorsi. Era una spiona, lei. Ma lo stupì di nuovo rigirandosi il volume tra le mani con una sorta di reverenza che le era del tutto estranea. Lo aprì. Era al rovescio. Lo voltò, guidata, sospettò Tom, più dalle figure che dal verso della scrittura. O che sapesse anche leggere?

[da Bambini nel bosco di Beatrice Masini, pagg. 30-31]

Se avete voglia di partecipare, lasciate il vostro teaser nei commenti! :) Buone letture!

sabato 11 agosto 2012

Recensione: "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness (da un'idea di Siobhan Dowd)



TitoloSette minuti dopo la mezzanotte
Titolo originaleA Monster Calls
Autore: Patrick Ness (da un'idea di Siobhan Dowd)
Illustratore: Jim Kay
Traduttore: Giuseppe Iacobaci
Data di uscita: 20 marzo 2012
Editore: Mondadori (Contemporanea)
Pagine: 222
Prezzo: 16 €


TramaIl mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla... No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.

Il mio commento

cover originale
Siobhan Dowd, scrittrice di quattro libri per ragazzi, nel 2007 è scomparsa prematuramente all'età di 47 anni. A Monster Calls doveva essere il suo quinto romanzo, ma purtroppo le è mancato il tempo per portarlo a termine.
Ne aveva però abbozzato i personaggi, l'idea centrale e la parte iniziale.
Patrick Ness, al quale è stato chiesto di completare il lavoro della Dowd, grazie al cielo non ha avuto la presunzione di imitare lo stile, la "voce" della scrittrice ma ha deciso di rielaborare le idee originarie e, come lui stesso scrive nella nota iniziale, ha tentato di "scrivere un libro che, nelle mie speranze, sarebbe piaciuto a Siobhan".
Io ora non posso sapere, ovviamente, se il risultato conclusivo renda o meno giustizia all'autrice, o se lei si stia rivoltando nella tomba, ma so per certo che Ness ha scritto un romanzo davvero splendido.

Conor, il protagonista di questa storia, è un ragazzino di 13 anni. Angosciato dalla brutta malattia che affligge sua madre, è perseguitato da un orribile sogno che cerca in tutti i modi di dimenticare. Come se ciò non bastasse, ogni notte, alle 12.07, il vecchio tasso che si trova sulla collina vicino casa si trasforma in un mostro e gli fa visita. Ma non gli fa paura, non è nulla a confronto con l'Incubo. In fin dei conti, il tasso vuole solo raccontargli tre storie. E ascoltare un quarto racconto: la Verità.


Patrick Ness ha dato vita a un romanzo toccante e malinconico, narrando in modo semplice e naturale di argomenti delicati e tosti come la malattia e la paura di perdere un genitore. Si tratta di un vero e proprio romanzo di formazione, in cui il protagonista evolve, matura durante l'arco narrativo: parte dalla negazione, una sorta di cecità forzatamente auto-imposta attraverso la quale cerca di nascondere a se stesso la dura realtà, per arrivare ad una presa di coscienza finale in cui si fa forte l'esigenza di guardare in faccia alla vita, in tutta la sua amarezza e crudeltà.

Conor è caratterizzato in maniera perfetta, è impossibile non immedesimarsi in lui, è uno di quei personaggi che sembrano "vivere" letteralmente sulla carta, che ti sembra quasi di conoscerli da sempre.
Si sente la sua frustrazione nei confronti del buonismo e dell'egoismo di chi lo circonda. La compassione della gente per la malattia della madre l'ha messo al centro dell'attenzione, eppure l'ha reso anche invisibile: i compagni di scuola non gli rivolgono la parola perché non sanno cosa dire, i docenti non lo chiamano alle interrogazioni né gli chiedono i compiti per casa, la nonna non lo punisce per aver sfasciato la camera da pranzo, a scuola non viene espulso per aver mandato un bullo all'ospedale. È profondamente deluso e incazzato da tutto ciò, e anche il lettore non può che risultarne infastidito.

È un libro sulla speranza, la fede, la voglia di lottare e crederci fino in fondo. Ma ci sono anche l'angoscia, la tristezza, la solitudine. E la paura. Quell'atroce paura, che attanaglia un po' tutti, di vedere la vita di chi ti ha messo al mondo sgretolarsi.
Io non me la sento di consigliarlo ad un pubblico troppo giovane, sinceramente. È molto doloroso, struggente e profondo, e di certo le bellissime illustrazioni, cupe, affascinanti e dal forte impatto emotivo, di Jim Kay non aiutano a creare un'atmosfera leggera. Però si tratta di un libro davvero impressionante. Sarebbe un vero peccato lasciarselo scappare...
Le storie sono fra tutte le cose le più selvagge, tuonò il mostro. Le storie inseguono, predano e mordono. 

venerdì 10 agosto 2012

Friday Finds #16


Friday Finds è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading e consiste nel condividere le proprie scoperte letterarie della settimana.

Salve! La lettura di Sette minuti dopo la mezzanotte mi sta facendo venire tanta voglia di leggere altri libri per bambini/ragazzi, quindi inutile dire che mi sto segnando parecchi titoli. Ecco quelli che trovo più interessanti:

Titolo: Il mistero del London Eye
Autore: Siobhan Dowd
Editore: Uovonero (collana I geodi)
Anno di uscita: 2011
Pagine: 256
Prezzo: 14 €
"Io e mia sorella Kat abbiamo portato nostro cugino Salim al London Eye, la grande ruota panoramica di Londra, perché non c'era mai stato. Lunedì 24 maggio alle 11.32 lo abbiamo visto salire. Lunedì 24 maggio alle 12.02 la sua capsula ha finito il giro, le porte si sono aperte e tutte le persone sono uscite. Tranne Salim, che si è volatilizzato."

Ted, giovane autistico sul cui cervello gira un sistema operativo diverso da quello delle altre persone, conduce un'inchiesta appassionante e ricca d’ironia. Il mistero della scomparsa di Salim diventa lo sfondo su cui si intrecciano temi come l'emarginazione, la società multiculturale, la separazione dei genitori, l'amicizia. E Ted, con le specifiche qualità dovute alla sua condizione, ce ne offre una sua particolare e affascinante sintesi.

Titolo: La foresta-radice-labirinto
Autore: Italo Calvino
Editore: Mondadori (collana Oscar junior)
Anno di uscita: 2011
Pagine: 54
Prezzo: 8 €
Re Clodoveo ritorna dalla guerra ed è ansioso di rivedere la figlia Verbena, ma intorno alla sua città è cresciuta un'inestricabile foresta, e il re si ritrova a vagare in un labirinto di radici che sembrano rami, di rami che si confondono con le radici. E come lui si perdono la bella Verbena e il giovane Mirtillo, l'infedele matrigna e il ministro traditore, tanto che tornare a palazzo sembra impossibile, e bisogna cercarsi e inseguirsi alla luce delle torce, finché il mistero della foresta-radice-labirinto non verrà risolto... Torna, dopo vent'anni, la fiaba "dimenticata" di uno dei più grandi scrittori italiani: una storia singolare, complessa e affascinante che grandi e piccoli potranno leggere insieme.

Che ve ne pare? Il primo mi ricorda un po' il bellissimo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon, mentre... bhè, Calvino non ha proprio bisogno di commenti. Muoio dalla voglia di leggerli! *_*

martedì 7 agosto 2012

Teaser Tuesdays #15



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Buonasera a tutti! Ecco il teaser di oggi:
L'orologio sul comodino segnava le 12.05. Poi 12.06. Diede un'occhiata alla finestra della camera, ben chiusa nonostante le notti fossero ancora miti. L'orologio scatto sulle 12.07.
Si alzò, andò alla finestra e guardò fuori.
Il mostro era nel giardino, e lo guardava fisso.

Apri, disse il mostro, la voce nitida come se non ci fosse una finestra a separarli. Voglio parlarti.

- Sì, come no - replicò Conor, a voce bassa. - È questo che vogliono sempre fare, i mostri. Parlare.
Il mostro sorrise. Era uno spettacolo spaventoso. Se mi costringi a raggiungerti con la forza, lo farò con piacere.
Alzò un pugno di legno nodoso apprestandosi a colpire il muro della camera.
- No! - disse Conor. - Non voglio che svegli mia mamma.
Allora vieni fuori, disse il mostro, e anche se il ragazzo si trovava all'interno, le narici gli si riempirono dell'odore umido di terra e legno e linfa.
- Che cose vuoi da me? - chiese Conor.
Il mostro premette la faccia sulla finestra.
La questione non è cosa voglio da te, Conor O'Malley, disse la creatura. Ma cosa vuoi tu da me.
- Non voglio niente da te.
Non ancora, disse il mostro. Ma cambierai idea.


[da Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness (da un'idea di Siobhan Dowd), pp. 41-42]

Se anche voi avete voglia di partecipare, scrivete pure il vostro teaser nei commenti! Buone letture! :)