Visualizzazione post con etichetta voto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta voto. Mostra tutti i post

lunedì 10 giugno 2024

dato

A me il dato che più ha colpito delle elezioni di ieri (perché tutto il resto era particolarmente prevedibile) è che il partito più votato dai nostri studenti fuorisede è stato Alleanza Verdi e Sinistra (48,8%), che ha doppiato il PD (22,5%) e surclassato tutti gli altri partiti (sotto il 7%), stracciando completamente FdI e FI (sotto il 2%) e cancellando la Lega (0,4%). Una visione rovesciata del mondo, insomma. Salvo che anche all’estero hanno stravinto le destre. Questi poveri studenti, insomma, più che fuorisede sono esuli nel mondo.

giovedì 6 giugno 2024

rappresentatività

Sarà anche vero che ormai gli elettori devono smetterla di volersi sentire rappresentati a tutti i costi e andare a votare per principio — un po' come chi va a messa con più dubbi che fede ma tu vacci lo stesso, magari Dio esiste e alla fine ci salva – però stamattina pensavo che, delle 4 persone che mi hanno contattato nelle ultime settimane per chiedermi il voto, 3 me lo hanno chiesto per Fratelli d'Italia e 1 per il PD. Certi giorni mi sento nello stesso imbarazzo che provava Gaber sotto elezione di fronte a sua moglie. E so che c'è persino gente fra i suoi ammiratori che ancora lo rimprovera di essersi sposato con una che non lo rappresentava politicamente al 100%.

sabato 24 settembre 2022

il mio post sul voto 2022

La cosa per certi versi più commovente delle elezioni politiche è che la gente va a votare per questo o per quello, contro questo o contro quello, pur sapendo che alla fine sono sempre gli stessi e quindi domani, indipendentemente dal voto, non cambierà nulla. O se cambia, sarà “nonostante loro”, per qualcosa di più grande che subiscono. Ma allora perché si va a votare? Leopardi direbbe che lo fa per illudersi che ci sia qualcosa da fare mentre si aspetta di morire. Dudduzzo mi diceva invece che è perché agli italiani, come popolo, piacciono le competizioni, insomma vanno a votare e fanno politica con lo stesso spirito agonistico con cui seguono il calcio. E un po’ è vero. Poi, finita la competizione, tornano a essere un popolo di stronzi, di evasori e speculatori edilizi, di cattocomunisti, omofobi e un po’ razzisti, a cui non frega un cazzo del paese e se qualcosa va male subito invocano piazzale Loreto come rapida soluzione. Però, certo, il vero pericolo rimane la Meloni. Ecco sì, si dovrebbe andare al voto sempre e senza farsi domande. Votare come atto di fede. Poi dice che siamo anticlericali. Invece siamo talmente realisti che ci siano ridotti a trasformare un “diritto” di cui andare orgogliosi, una conquista democratica, in un semplice “dovere” che va fatto perché va fatto, un po’ alla cieca, senza capire bene perché, senza scegliere chi, prendendo ciò che ci danno al ribasso come in un outlet, anche se magari mi fa schifo, anche se non mi fido, anche se ogni volta devo turarmi il naso. E ogni volta non si muove nulla, non succede nulla. Sono anni che a ogni votazione scrivo post come questo, tutti ugualmente risentiti, e non cambia mai nulla fra un post e l’altro. Persino le parole ogni volta mi suonano più vuote. E mi chiedo perché me la prendo ancora.

venerdì 2 settembre 2022

rassegna stampa

Venerdì mattina, ti svegli, guardi la rassegna stampa in TV e cominci a sbuffare pensando che alla fine ti toccherà andare a votare, ma non contro il fascismo, solo per provare a evitare questa deriva nucleare che nemmeno due referendum sono riusciti a cancellare e prima che privatizzino anche l'acqua, come sognano da tempo.

mercoledì 31 agosto 2022

sogno

Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...

arroganza

Continuo a pensare a una cosa che ha scritto Serra – che pure rispetto molto – qualche giorno fa in risposta a un lettore che gli diceva che di non sentirsela più di andare a votare. Serra da una parte scrive di capirlo, dall’altra dice che il Centrosinistra non ha le stesse colpe del Centrodestra (Berlusconi in primis) quindi si può anche votare, e non farlo è lecito ma è in fondo un atto di arroganza perché vuol dire che ci si crede un poco superiori a chi si candida, mentre la politica è anche un venire a compromessi per il bene comune. Sarà. Io ci penso e ci ripenso e anche se è vero che il Centrosinistra non è il Centrodestra (fra la brutta copia e l’originale vince sempre l’originale) è anche vero che sono più di vent’anni che vengo a compromessi e un po’ mi sono rotto. Possibile che ogni volta la parte del gigante che si prende sulle spalle il nanerottolo di turno la devo fare io? Possibile che non sarà mai il contrario e uno più alto di me mi prenderà sulle spalle per farmi vedere un altro orizzonte? È chiedere troppo alla politica? Perché io non vedo nulla, a forza di compromessi mi è venuta la gobba.

domenica 26 maggio 2019

qui dove non torna il conto del dolore...

Qui dove non torna il conto del dolore
di fronte a un panorama di immensa bellezza
che si apre sui ghiacciai

Balestrini non ci manca eppure
quanto manca alla domenica che piove
sulle urne elettorali
dove più ci manca il cuore di tornare
e non torna più il dolore non il conto
di lottare una vita intera per ridurci
a questa che non è cura ma supposta  
dove va fatto ciò che va fatto
perché più fatto di così si muore

Lo vedo oggi in mio padre  
padre politico alla rabbia d’amore
di chi non sa come dirla a parole
e si muove per forza di nervoso
«non mi avrete» dice «non mi avrete»
andando a votare per puro spirito di lotta
avendo già perduto ogni lotta
e digrigna i denti come un cane nella rabbia
stringe le chiappe per reprimere il dolore

Balestrini non ci manca eppure
quante ce ne avrebbe dette di parole
se solo avesse ancora parole da dire ma è morto



Il secondo e terzo verso sono tratti da Nanni Balestrini, Blackout

martedì 13 dicembre 2016

porci senza ali

Da astensionista quale sono stato (saggiamente) per anni, per una volta che sono andato a votare – il fatidico NO che mi è costato mille dubbi – adesso mi ritrovo che mi sento dire che quasi quasi è colpa mia se è andata come è andata e ci siamo impantanati nella melma (cit. Serra). Io vi dico che secondo me non ci siamo impantanati nella cacca adesso per questo, ma nella cacca ci stavamo già da un pezzo e come andava andava, andava sempre male. E comunque, spiegatemi, che politica è: o ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra? Adesso però la colpa è mia se c’è un governo di cacca (Gentiloni) che ha modificato un governo di cacca (Renzi) che ha fatto le scarpe a un governo di cacca (Bersani, poi Letta) che ha ereditato un governo di cacca (Monti) che si è radicalmente sostituito ad altra cacca (Berlusconi) che si diceva l’unica alternativa alla cacca di Prodi. In mezzo ci sono così tanti stronzi galleggianti che il mare puzza e non si riesce a farli affondare manco con le bombe a mano – il primo che mi viene in mente è Angelino Alfano, che in altri contesti sarebbe paragonato a un gerarca, a un colluso oppure a un criminale di guerra. Né il rinnovamento è possibile con questo sistema che ho avvallato col mio NO di stampo reazionario, perché il rinnovamento non può essere dettato dallo scegliere le persone giuste al posto giusto, mai, ma soltanto dal rispettare i meccanismi previsti dalla vecchia costituzione che ho difeso anche se non sono grillino (cit. Viola) e dovrei quasi vergognarmene.
In tutto questo vi dico che non solo ho avuto la conferma della bontà delle mie scelte, e se non mi fanno cambiare idea in maniera radicale, non potendo votare una sinistra che sia credibile, non ci vado più a votare, mai più – tanto, comunque vada, fra finestra, minestra avvelenata o minestra riscaldata si muore uguale e male. Ma vi dico che visto che il sistema politico è una cacca, secondo me non dovrebbe andarci nessuno a votare, in massa, perché se ci vai allora lo avvalli un sistema così, sei complice dei maiali che ci sguazzano. E mi sono anche stancato di questa stronzata di cambiare le cose dall’interno. Non funziona, non funzionerà mai, a meno che non si sia disposti a cacciare certa gente con la forza (cit. Monicelli). Ma visto che per quello ci vuole coraggio e attributi (o fame) che molti non hanno mai avuto, preferisco mille volte la resistenza silenziosa di un Gandhi, la non collaborazione, la disobbedienza civile (lascio l’inciviltà ad altri). Ci vuole più tempo, ma ci si guadagna in dignità. Perché qua mi pare che l’unica cosa che ci siamo scordati tutti, a furia di sguazzare nella cacca, è la dignità delle proprie scelte. Un porco che non vola è solamente un porco (cit. Miyazaki), e io sto da quella parte. Per cui se alle prossime elezioni vai a votare, amico mio che leggi, sappi che per me l'Italia va di cacca anche per colpa tua, che sogni di avere le ali ma non fai nulla di buono per fartele spuntare, oppure peggio le ali non le hai mai avute nemmeno nella testa, perché c'è un sistema di cacca e tu ogni volta ci sguazzi, insoddisfatto, col tuo voto di porco.