A me il dato che più ha colpito delle elezioni di ieri (perché tutto il resto era particolarmente prevedibile) è che il partito più votato dai nostri studenti fuorisede è stato Alleanza Verdi e Sinistra (48,8%), che ha doppiato il PD (22,5%) e surclassato tutti gli altri partiti (sotto il 7%), stracciando completamente FdI e FI (sotto il 2%) e cancellando la Lega (0,4%). Una visione rovesciata del mondo, insomma. Salvo che anche all’estero hanno stravinto le destre. Questi poveri studenti, insomma, più che fuorisede sono esuli nel mondo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
lunedì 10 giugno 2024
giovedì 6 giugno 2024
rappresentativitÃ
Sarà anche vero che ormai gli elettori devono smetterla di volersi sentire rappresentati a tutti i costi e andare a votare per principio — un po' come chi va a messa con più dubbi che fede ma tu vacci lo stesso, magari Dio esiste e alla fine ci salva – però stamattina pensavo che, delle 4 persone che mi hanno contattato nelle ultime settimane per chiedermi il voto, 3 me lo hanno chiesto per Fratelli d'Italia e 1 per il PD. Certi giorni mi sento nello stesso imbarazzo che provava Gaber sotto elezione di fronte a sua moglie. E so che c'è persino gente fra i suoi ammiratori che ancora lo rimprovera di essersi sposato con una che non lo rappresentava politicamente al 100%.
sabato 24 settembre 2022
il mio post sul voto 2022
La cosa per certi versi più commovente delle elezioni politiche è che la gente va a votare per questo o per quello, contro questo o contro quello, pur sapendo che alla fine sono sempre gli stessi e quindi domani, indipendentemente dal voto, non cambierà nulla. O se cambia, sarà “nonostante loro”, per qualcosa di più grande che subiscono. Ma allora perché si va a votare? Leopardi direbbe che lo fa per illudersi che ci sia qualcosa da fare mentre si aspetta di morire. Dudduzzo mi diceva invece che è perché agli italiani, come popolo, piacciono le competizioni, insomma vanno a votare e fanno politica con lo stesso spirito agonistico con cui seguono il calcio. E un po’ è vero. Poi, finita la competizione, tornano a essere un popolo di stronzi, di evasori e speculatori edilizi, di cattocomunisti, omofobi e un po’ razzisti, a cui non frega un cazzo del paese e se qualcosa va male subito invocano piazzale Loreto come rapida soluzione. Però, certo, il vero pericolo rimane la Meloni. Ecco sì, si dovrebbe andare al voto sempre e senza farsi domande. Votare come atto di fede. Poi dice che siamo anticlericali. Invece siamo talmente realisti che ci siano ridotti a trasformare un “diritto” di cui andare orgogliosi, una conquista democratica, in un semplice “dovere” che va fatto perché va fatto, un po’ alla cieca, senza capire bene perché, senza scegliere chi, prendendo ciò che ci danno al ribasso come in un outlet, anche se magari mi fa schifo, anche se non mi fido, anche se ogni volta devo turarmi il naso. E ogni volta non si muove nulla, non succede nulla. Sono anni che a ogni votazione scrivo post come questo, tutti ugualmente risentiti, e non cambia mai nulla fra un post e l’altro. Persino le parole ogni volta mi suonano più vuote. E mi chiedo perché me la prendo ancora.
venerdì 2 settembre 2022
rassegna stampa
Venerdì
mattina, ti svegli, guardi la rassegna stampa in TV e cominci a
sbuffare pensando che alla fine ti toccherà andare a votare, ma non
contro il fascismo, solo per provare a evitare questa deriva nucleare
che nemmeno due referendum sono riusciti a cancellare e prima che
privatizzino anche l'acqua, come sognano da tempo.
mercoledì 31 agosto 2022
sogno
Io sognavo solo Berlinguer e mi ritrovo enrico letta che mi chiede se preferisco gli spaghetti al tonno o col nero di seppia...
arroganza
Continuo a pensare a una cosa che ha scritto Serra – che pure rispetto molto – qualche giorno fa in risposta a un lettore che gli diceva che di non sentirsela più di andare a votare. Serra da una parte scrive di capirlo, dall’altra dice che il Centrosinistra non ha le stesse colpe del Centrodestra (Berlusconi in primis) quindi si può anche votare, e non farlo è lecito ma è in fondo un atto di arroganza perché vuol dire che ci si crede un poco superiori a chi si candida, mentre la politica è anche un venire a compromessi per il bene comune. Sarà . Io ci penso e ci ripenso e anche se è vero che il Centrosinistra non è il Centrodestra (fra la brutta copia e l’originale vince sempre l’originale) è anche vero che sono più di vent’anni che vengo a compromessi e un po’ mi sono rotto. Possibile che ogni volta la parte del gigante che si prende sulle spalle il nanerottolo di turno la devo fare io? Possibile che non sarà mai il contrario e uno più alto di me mi prenderà sulle spalle per farmi vedere un altro orizzonte? È chiedere troppo alla politica? Perché io non vedo nulla, a forza di compromessi mi è venuta la gobba.