Cosa ho pensato, fatto, visto, sentito, messaggi nella bottiglia, notizie, curiosità, cose inutili e necessarie, il mio piccolo mondo antico, dal 2005 al 2022. E soprattutto tanta musica, come colonna sonora ma anche come espressione di ciò che non sapevo, non volevo e soprattutto non potevo scrivere. Dal 2023 mi trovate su Facebook (sono un boomer!) come FRANCESCO ZAIO.
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domenica 17 aprile 2022
venerdì 24 aprile 2020
domenica 12 aprile 2020
Pasqua 2010 / 2020
Easter Sunday, we were walking.
Easter Sunday, we were talking.
Isabel, my little one, take my hand. Time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
And my heart, Isabella.
And my head, Isabella.
Frederick and Vitalie, savior dwells inside of thee.
Oh, the path leads to the sun. Brother, sister, time has come.
Isabella, all is glowing.
Isabella, all is knowing.
Isabella, we are dying.
Isabella, we are rising.
I am the spring, the holy ground,
the endless seed of mystery,
the thorn, the veil, the face of grace,
the brazen image, the thief of sleep,
the ambassador of dreams, the prince of peace.
I am the sword, the wound, the stain.
Scorned transfigured child of Cain.
I rend, I end, I return.
Again I am the salt, the bitter laugh.
I am the gas in a womb of light, the evening star,
the ball of sight that leads that sheds the tears of Christ
dying and drying as I rise tonight.
Isabella, we are rising.
Isabella, we are rising . . .
Per questa pasqua così drammatica e surreale sono andato a riprendere quanto scrissi DIECI ANNI FA. A seconda dei punti fa tenerezza, compassione, rabbia, per come sia ancora attuale, per me, dieci anni dopo.
E' molto bello il concetto della pasqua come passaggio e addirittura risurrezione. Senza andare nel mistico o nel surreale, mi piacerebbe che questa pasqua significasse la resurrezione, la rinascita, il passaggio in meglio di tanti cristi, non solo del figlio del capo (JC Superstar). I poveri cristi senza lavoro, senza cibo, senza salute, senza affetti, senza futuro. E sono tantissimi. (...) Quindi è soprattutto a loro che vanno i miei auguri di buona pasqua, e anche al cristo che, volenti o nolenti, tutti abbiamo dentro (quello che soffre, prende schiaffi, perdona, lo mettono in croce).
La pasqua dal 2001 è anche la ricorrenza della morte di mio suocero, una persona speciale che mi manca ancora tanto. La sua scomparsa mi ha cambiato tantissimo, nell'approccio alla vita, così come la malattia di mio padre. E due lezioni ho imparato: 1) mai smettere di sorridere, coltivando il senso dell'umorismo e la consapevolezza dell'essere in qualche modo fortunati 2) deve esserci qualcosa fuori dal lavoro, perchè i soldi non danno la felicità.
Mamma mia, invecchiando divento sempre più banale e ingenuo! Scusate.
Auguri.
venerdì 10 aprile 2020
sabato 18 maggio 2019
Ballate per uomini, bestie e poveri cristi
Non sono mai stato un grande fan di Capossela, ma questo nuovo disco, "Ballate per uomini e bestie", è davvero straordinario. E questo video, tra Pasolini e Fellini, è bellissimo.
Tra i miei 10 dischi dell'anno, sicuramente.
domenica 12 maggio 2019
Là dove nulla è possibile
Ennesima prova di come spesso libri e film ci insegnino e ci facciano capire anche la Storia e la Politica, non solo quello che c'è nella nostra testa o nel nostro cuore.
domenica 17 febbraio 2019
Le immagini di fronte
Dopo l'intervento chirurgico (andato bene), "uscendo" dall'anestesia totale questa è stata la prima immagine messa a fuoco, davanti al mio letto. Non mi ha fatto piacere, anzi, mi ha dato proprio fastidio.
Non capisco per quale occulta ragione devi mettere un simbolo di Dolore e Sofferenza davanti agli occhi di una persona che ha dolore e soffre: cos'è, confrontational marketing? O forse i vecchi adagi "Lui sì che stava male" o "C'è chi sta peggio di te"? O la pubblicità di una ripresa/risurrezione? O una parabola che riceve segnali di preghiera e sacrificio?
Non voglio "offrire" il mio dolore a nessuno, neanche a persone molto meno importanti di te, JC.
Al mio prossimo (=vicino), al mondo e alla storia voglio offrire bellezza, amore e gioia, magari raggiunte con fatica e sacrificio, sì, ma non con dolore e sofferenza.
Quindi, cari ospedali e istituti, fate un favore a malati e sofferenti in genere: nelle camere mettetegli di fronte delle immagini di bellezza e di gioia, o quantomeno di serenità. Ne beneficeranno tutti.
mercoledì 20 agosto 2014
Perdersi, ritrovarsi, essere grati
Come si fa a non avere aneliti o almeno emozioni "spirituali" quando si è immersi nella natura, in posti particolarmente belli e amati, o immensi e sconfinati? Capisco e condivido il paganesimo di chi vede Dio nella natura, o nella Madre Terra, nel Sole, nella Luna...No, non sono impazzito, nè convertito a chissà cosa. Dico solo che è bellissimo, e confortante, sentirsi parte di un Tutto (o un Nulla) così meraviglioso e anche crudele, spesso, indipendentemente dal fatto che ci sia qualcosa extrasensoriale post mortem. Tanto (o così poco) mi basta, per andare oltre la fragilità, la bruttezza, la cattiveria, la paura, la tristezza. Sentirsi così piccoli e unici ma non necessari, se non alle persone che ci vogliono bene. E' quando mi perdo che mi ritrovo. E provare un sorridente senso di gratitudine imprecisata (grato a chi, a cosa?). Ringrazio, accetto tutto, e non ho più nessuna paura, nessuna preoccupazione.
martedì 3 dicembre 2013
Gesù et cetera
Come scriveva Huysmans alla fine di "Controcorrente": ci sono momenti nella vita dopo i quali bisogna scegliere tra la bocca di una pistola e i piedi della Croce. Per fortuna ci sono gli affetti, e la bellezza (di canzoni come questa) a tenerci in piedi, col sorriso.
sabato 12 ottobre 2013
Dove ritrovo Dio
(pagina 88 di Livelli di vita di Julian Barnes, ed. Einaudi).
Ritrovo Dio, la sensazione irrazionale e ascientifica di un Qualcosa che ci comprende (include/capisce) e ci trascende tutti, in diverse piccole grandi cose che vedo e che vivo (o ho vissuto) nella mia piccola vita qualunque: in un'alba sul mare, nel silenzio delle montagne, nello sguardo commosso di mia moglie, nel sorriso dei miei figli e dei bambini piu' sfortunati di loro, nell'abbraccio di un vecchio amico, nel piccolo gesto quotidiano di altruismo-gentilezza, nello sguardo stanco di chi soffre, negli occhi di una madre che ha appena partorito ma anche del padre che porta in braccio il figlio morto, nel profumo del pane e del caffe' la mattina e alla mensa dei poveri, nel sacrificio indipendente dal risultato, nella giustezza della pena come nel perdono, nella gratitudine, nel dono disinteressato.
sabato 23 aprile 2011
Una pasqua diversa
Quest'anno il mio post "pasquale" è meno spirituale del solito. Forse la vita mi sta rendendo cinico e disilluso, forse è normale invecchiando avere meno afflati idealistici o spirituali. O forse no. Comunque sia, sarà una pasqua e soprattutto una pasquetta memorabile: se tutto va bene vado a passarla nei luoghi e con la gente della mia infanzia. Quanto al mio percorso, al mio passaggio-morte-risurrezione beh, non faccio più certi discorsi. Tutto scorre, senza punti a capo, con qualche parentesi, e molti puntini di sospensione. Non faccio più certi proclami tipo "da oggi...", faccio meno progetti (ma gli obiettivi ce li ho, eccome). Cerco di vivere al presente, e di essere presente per chi è davvero importante nella mia vita. Senza dimenticare il passato (e Facebook in questo senso aiuta molto), costruendo un futuro un giorno alla volta. Un giorno dopo l'altro, direbbe Tenco. Buone feste ai tenaci visitatori del mio blog, anche se non mi ci esprimo come qualche anno fa, non avendone ho più il tempo (ma conto di riaverlo, prima o poi).
sabato 29 maggio 2010
Losing my religion
-La preghierina la sera puoi dirla anche nella tua mente, in fondo è un modo per parlare con Dio. -E se non mi risponde? -Guarda che Dio non risponde, ma ti ascolta. -Io voglio che risponda alle mie domande. -Beh, a volte risponde coi fatti. -Perchè non mi risponde? (Matteo Zaio, 9 anni)
Chi ha una Fede ha una marcia in più, più forza, più speranza, più luce. Il credere a un aldilà, a un Essere superiore, all'esistenza dell'Anima, rende sicuramente la vita, soprattutto quando è brutta e difficile, più vivibile, più magica ed emozionante. Qualcuno dice: come una droga (il famoso oppio dei popoli). Sia quel che sia, anche se ci sono i fanatici, gli antipatici e gli intolleranti, la differenza fra materialisti e credenti è evidente. I credenti sono più sereni. (FZ, dicembre 2007)
Il cielo lo lasciamo ai passeri e agli angeli (Heine, credo). Eh sì, da qualche anno il cielo per me è muto. Fino ai 18 anni sentivo davvero un qualcosa, come una presenza, una Grande Anima, uno Spirito, un Padre metafisico a cui mi rivolgevo nei momenti difficili, chiedendo aiuto, e anche in quelli belli, per ringraziarlo. Mitologie? Superstizioni? Come credere agli UFO? Scialuppe di salvataggio? Certo, ma questa specie di "fede" era incoraggiante come un bisogno, la spiritualità qualcosa di magico. Dovessi indicare un anno della "caduta" di questa tensione, direi quello della morte di mio suocero, nel 2002. Come un crollo di fiducia (= fede) nel cielo, nel destino. Ora seguo il catechismo di mio figlio, che vuole fare comunione e cresima, ed è bello vedere nei suoi occhi, nelle sue parole, quella luce che dentro di me si è oscurata. Mi piace accompagnarlo a messa, sentire il Vangelo (un po' meno le prediche), pensare che il messaggio di Cristo era meraviglioso e rivoluzionario, ma completamente travisato, direi trafugato dalla Chiesa. E la sera, quando i miei figli "dicono la preghierina", mi sembra di essere un intruso, una spia, un attore maldestro, lì insieme a loro. Chissà, forse un giorno quella specie di luce tornerà ad illuminare le mie notti e le mie giornate buie. Quasi lo spero, perchè ero molto più sereno, con "l'oppio dei popoli". E insieme a Morrissey mi viene da guaire Jesus, do you hate me? Do you hate me? (FZ, luglio 2007)
Ho riproposto due miei vecchi post per commentare la discussione con Matteo di ieri sera. Grazie Signore graaazieeee...
domenica 10 gennaio 2010
Il presente è fuori posto, il futuro altrove
Riflettendo/navigando sui fattacci di Rosarno e la questione della costruzione di una moschea nel quartiere vicino al mio, ho trovato una immagine (una scritta su un muro) che riassume il mio punto di vista.
O cambiano il vento, il clima, l'atmosfera, o il futuro, un futuro simpatico, civile, decente, un futuro sorridente, senza paure assurde, e non coi denti stretti o la bava alla bocca, beh, quel futuro lì è altrove, secondo me.
Questa città, come questa nazione, sta diventando sempre più cattiva.
A meno che ci sia qualche sorpresa. Non lo escludo, ma sinceramente non ci scommetto tanto.
Certi giorni mi sento circondato.
O cambiano il vento, il clima, l'atmosfera, o il futuro, un futuro simpatico, civile, decente, un futuro sorridente, senza paure assurde, e non coi denti stretti o la bava alla bocca, beh, quel futuro lì è altrove, secondo me.
Questa città, come questa nazione, sta diventando sempre più cattiva.
A meno che ci sia qualche sorpresa. Non lo escludo, ma sinceramente non ci scommetto tanto.
Certi giorni mi sento circondato.
mercoledì 25 novembre 2009
Ridere con cervello
Luttazzi è un mio piccolo grande mito. Caustico, feroce, intelligente, scorretto e intellettuale allo stesso tempo. Più divertente e anche più critico di Grillo. Consiglio caldamente il suo ultimo libro, che oltre alle consuete (ma mai prevedibili) travolgenti battute e monologhi include anche una dotta incursione sulla storia della religione e una lucidissima analisi della politica italiana, quindi una miniera di informazioni e divertimento. Non succede spesso, anzi, che le due cose arrivino contemporaneamente, quindi leggetelo, fatevi un favore (e un piacere).
domenica 1 novembre 2009
Beati nel regno dei cieli
Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
(Vangelo di oggi: Mt 5,1-12)
-Caro Gesù, non si potrebbe avere qualcosa anche in terra, da vivi, così ci rallegriamo ed esultiamo qualche volta prima di andare nel regno dei cieli? No eh? Solo da morti? E vabbè, grazie lo stesso della prospettiva. Amen.
avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché erediteranno la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.
Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
(Vangelo di oggi: Mt 5,1-12)
-Caro Gesù, non si potrebbe avere qualcosa anche in terra, da vivi, così ci rallegriamo ed esultiamo qualche volta prima di andare nel regno dei cieli? No eh? Solo da morti? E vabbè, grazie lo stesso della prospettiva. Amen.
domenica 27 settembre 2009
Più giustizia per tutti
Ogni domenica accompagno il piccolo Matteo a messa (sta facendo catechismo per la comunione), e anche se taccio quando si recita il Credo devo ammettere che molti messaggi del Vangelo e delle letture influiscono positivamente sul mio pensiero e anche su un senso di etica che, da quando Dio è morto (o ha dato le dimissioni), si è un po' perso lasciando il posto alla giustizia fai-da-te, al furbismo e all'ipocrisia. No, non sono in crisi mistica nè sono un cattocomunista, nè voglio ripristinare sensi di colpa e peccato, ci mancherebbe. Ma la giustizia, l'essere giusti, corretti verso gli altri e sinceri verso se stessi sì. Siamo diventati tutti troppo indulgenti nello sbagliare e autoindulgenti nel giudicarci, giustifichiamo tutto, col fatto che "così va il mondo", "sono tutti così" o "sono tutti stronzi". Sento come la necessità di una maggiore severità, un maggiore rispetto, una maggiore giustizia. La realtà quotidiana poi mortifica questi pensieri, ma ogni domenica, tornando a casa con mio figlio per mano, sono un uomo di buona volontà. Che è già meglio che sentirsi incattiviti, vuoti, tristi, falliti, inutili. Buona domenica a tutti: ricordatevi di santificarla (ossia di godervela) ;-)
sabato 24 gennaio 2009
Pubblicità ingannevoli

La vicenda della pubblicità atea del'UAAR sugli autobus di Genova si è già spenta: autorità, Chiesa, credenti, "bempensanti", hanno stoppato tutto. Peccato, magari faceva riflettere qualcuno su argomenti più edificanti ed elevati del calcio e del gossip. Anche Genova non riesce a distaccarsi da questa Italietta, per una volta che si poteva essere sullo stesso piano di Londra e Barcellona (dove la campagna aveva avuto luogo). La più bella reazione è stata di quei politici di centrodestra che volevano bloccare i "bus atei" per pubblicità ingannevole (involontari comici geniali).
Io non sono ateo nè credente nè agnostico nè mi butto su astruse filosofie orientali, settarie, inapplicabili o superstiziose, a seconda dei casi. Diciamo che ho nostalgia di Dio. Ne sento la mancanza. Da giovane mi era di conforto e aiuto, come un training autogeno, come un analgesico (il famoso oppio dei popoli). Ora lo sento un po' distante, latitante. Soprattutto mi danno addosso quelli che pretendono di esserne rappresentanti esclusivi (ne fanno un pessimo marketing, tra l'altro, a giudicare dal calo delle vocazioni e degli ascolti del Papa).
I miei figli, per ora, tutte le sere ringraziano lassù, quando va tutto bene. Io non so chi o cosa ringraziare: ringrazio il destino, la vita. Tutta lì la differenza. Non contrasto la loro fede nè la forzo. Ognuno è libero, a meno di vivere in Iran, di credere o non credere a quello che vuole.
Non mi sento rappresentato nè ascoltato neanche lassù, altro che in politica.
Aneddoto SMS:
-Mio figlio, leggendo il Vangelo: Papà, ma è impossibile essere come Dio!
-Digli che non è impossibile: basta crederci.
sabato 6 dicembre 2008
La domenica a messa

Those - dying then,
Knew where they went -
They went to God's Right Hand -
That hand is amputated now
And God cannot be found -
The abdication of Belief
Makes the Behaviour small -
Better an ignis fatuus
Than no illume at all -
(Emily Dickinson, 1882)
Una volta - chi moriva
sapeva dove andava -
Si andava alla destra di Dio -
Ora però questa mano è amputata
e Dio, introvabile -
La rinuncia alla fede
fa assumere atteggiamenti meschini -
Meglio un fuoco fatuo
che l'assenza - completa - di luce
(trad. di Barbara Lanati)
Ed ecco spiegato perchè, quando posso (non lavoro), ogni domenica accompagno volentieri a messa i miei figli. Nonostante le piazzate in campo sociale della Chiesa, nonostante le ipocrisie, nonostante i conformismi, nonostante i benpensanti e i malpensanti. Meglio un fuoco fatuo, in questo buio.
venerdì 13 giugno 2008
Allora non sono buddhista
Da pag. 11 del libro a fianco (ed. Feltrinelli 2008):Se non siete in grado di accettare che tutte le cose composite o fabbricate sono transitorie, se credete che esiste una sostanza o un concetto fondamentale dotato di permanenza, allora non siete buddhisti.
Se non riuscite ad accettare che tutte le emozioni sono dolore, se credete che esistano emozioni autenticamente piacevoli, ANSB.
Se non potete ammettere che tutti i fenomeni sono illusori e insignificanti, ANSB.
Se infine pensate che l'illuminazione esiste nell'ambito del tempo, dello spazio e del potere, ANSB.
Ecco! Sono sicuro di non essere buddhista. Mai stato, e mai lo sarò, quasi sicuramente. E, con rispetto parlando, tutti i nangorecchecchiò mi sembrano un po' rincoglioniti. Ma ognuno è libero di migliorare/rovinarsi la vita come gli pare. A me però non mi beccano (=coinvolgono). Lasciatemi perdere, lasciatemi stare.
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