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venerdì 5 aprile 2013

Distopia: Quattro recensioni

Dopo un'assenza più o meno lunga (dipende dai punti di vista) ritorno con un bel bagaglio di libri letti che corrispondono a una pesante valigia di libri da recensire. La pila non finisce mai, i numeri superano sempre il massimo che mi vorrei imporre e non so come fare. I libri si fanno leggere più velocemente di quanto si facciano recensire. Mi battono sempre. Ecco perché questo ritorno vedrà un accorpamento delle recensioni: sia per smaltirne un po', sia perché ci sono alcuni romanzi di cui vorrei parlare in una sola volta, a causa del genere che li accomuna. 
Si tratta di ben quattro romanzi che potrebbero essere etichettati tutti come distopici. O aspiranti tali. Ormai la distopia ha soppiantato il vampirismo e ogni romanzo (rigorosamente YA) tenta disperatamente di rientrare nel nuovo trend. 
Protagonisti di questa recensione saranno pertanto: un primo volume di una dualogia (sperando che nel frattempo l'autrice non abbia deciso di allungare il numero dei sequel), The Selection dell'americana Keira Cass; Hybrid, primo volume di una trilogia della sino-americana Kat Zhang; il secondo volume di una trilogia, Memoria - Multiversum, dell'italiano Leonardo Patrignani; e infine il quarto e ultimo volume della quadrilogia The Giver Quartet, Il figlio, dell'americana Lois Lowry.
Sono ben lontani i tempi in cui ci si limitava al volume unico, a quel raro esemplare autoconclusivo che oggi non sembra essere in linea col contenitore ya. Ricapitolando: quattro saghe, di cui tre in corso e una conclusa. Tre americani e un italiano, anche se a onor del vero devo dire che la saga di Patrignani non rientra a pieno titolo nella distopia, in quanto non è iniziata come tale, ma incrocia a un certo punto il genere narrativo e chissà che non diventi tale con l'ultimo volume.

La struttura delle recensioni sarà per questa volta diversa: non troverete né la trama né i dettagli del libro per non appesantire troppo il post. Appena riprenderò le recensioni singole torneranno tutti gli elementi che le hanno contraddistinte finora. 

The selection 
di Kiera Cass
Partiamo dal romanzo più deludente dei quattro: The Selection. Le premesse per la delusione c'erano tutte, devo ammetterlo, eppure mi sono voluta comunque dedicare ad esso, perché ogni tanto devo soddisfare il mio fabbisogno di letture trash. Il romanzo è inconsistente: ambientazione, personaggi e situazioni descritte non hanno efficacia, non hanno forza. Manca di quel realismo che serve ai distopici per presentare una società agghiacciante ma concreta. Uno dei problemi principali di questa società descritta risiede essenzialmente nelle idee poco chiare dell'autrice. Probabilmente non aveva ben chiaro come questa dovesse essere strutturata, perciò si è limitata a inserire una serie di caste numerate, una coppia di regnanti apparentemente tranquilli e affidabili, un principe in cerca della sua principessa. La divisione tra caste non viene spiegata né motivata: si va dalla prima alla sesta, dove la prima vive in ricchezza e la sesta ai margini della società. Da ognuna di queste caste verranno scelte delle ragazze per partecipare alla selezione: una sorta di reality show il cui premio finale è il matrimonio col principe. Le ragazze verranno pertanto portate a corte, sottoposte a trattamenti estetici, verranno vestite e curate da cameriere personali e avranno l'obbligo di trascorrere il tempo chiacchierando col principe o con le altre concorrenti. Sarà poi il principe a scegliere la sua compagna ideale.
Questa la trama.
Una storia che lascia basiti per la sua inconsistenza.
La divisione in caste, (distretti, unità o comunità) sembra ormai un must della distopia. Prendiamo una società, dividiamola in settori e creiamo possibilità di attrito tra questi. Che poi l'autrice non si perda in - utilissime - chiacchiere per spiegarci cause ed evoluzioni di queste caste ci fa solo pensare che non sia altro che una sorta di cliché introdotto senza alcuno scopo.
Prendiamo poi delle ragazze, ovviamente adolescenti, e buttiamole nelle grinfie di un reality show. Il premio è la corona, è la possibilità di essere le future regnanti: non ne va della vita o della morte come in Hunger Games, ma cavolo, ci si aspetterebbe delle ragazzine agguerrite pronte a tirare fuori gli artigli e i loro assi nella manica. Ci si aspetterebbe meschinità, atteggiamenti subdoli e voltafaccia. Niente di più lontano: non c'è invidia né cattiveria. E' tutto un fair play. E' tutto un appiattimento della storia.
Aggiungiamo allora il triangolo, immancabile anche nei distopici, e nell'eventualità che questo non bastasse a calamitare l'attenzione, inseriamo lo spauracchio di una guerra-ribellione che non fa paura a nessuno, visto che è inspiegata. Otteniamo un volume che non è né carne né pesce, che si conclude a metà, come se l'autrice avesse scritto tutta la storia e poi avesse deciso di tagliarla in due. Il risultato è un romanzo senza senso. Ci possiamo solo augurare che acquisti maggior valore con la lettura del seguito. Ma viste le premesse, non ci contiamo troppo.
1 stellina

Memoria - Multiversum
di Leonardo Patrignani

Passiamo a un altro romanzo che mi ha lasciata alquanto perplessa, e un po' anche dispiaciuta. Parlo di Memoria, il secondo capitolo della trilogia Multiversum che tanto mi aveva affascinata al suo esordio. Il primo volume mi aveva incantata per il tema, per l'avventura, per il viaggio nel tempo e negli universi. Mi aveva trasportata in altri mondi e altri tempi facendomi vivere un'esperienza che non era solo di carta e inchiostro ma di fantasia e voli mentali. In Memoria l'incanto è svanito, non c'è stato alcun volo. La lettura mi ha tenuta ancorata a terra, senza farmi mai venir voglia di decollare e sognare.
Un inizio - che purtroppo ho trovato noioso (mi sa che questa recensione sarà condita da tanti purtroppo, perché ancora non riesco ad accettare che non mi sia piaciuto quanto speravo) - che riprende lì dove si concludeva Multiversum. Jenny, Alex e Marco sono intrappolati in Memoria, cercano risposte e magari una via d'uscita da quella situazione fin troppo statica. Un girare e rigirare attorno alle stesse domande che si protrae fin troppo a lungo, tanto da farmi pensare: se non cambia qualcosa, mollo la lettura qui. Ma fortunatamente, anche se comunque in ritardo rispetto ai miei desideri, qualcosa cambia. Anzi, tutto cambia: c'è un vero e proprio stravolgimento della storia. Dimenticate i multiversi e i viaggi nel tempo: qui si è alle prese con qualcosa di ben diverso. Una realtà futura, una dimensione - parallela o meno - che non ha più i connotati della società da cui Alex e Jenny provengono ma presenta i tratti tipici di una società distopica.
Da qui comincia allora il lungo viaggio di Jenny alla ricerca di Alex (non vi racconterò alcun dettaglio) e il ritrovamento del vecchio amico Marco.
Cosa mi ha fatto storcere il naso:
- innanzitutto i personaggi. Li ho sentiti assenti. Vuoti. Piatti. Alex e Jenny mi risultano personaggi fittizi, senza profondità. Non apprezzando loro, ho trovato difficile apprezzare la narrazione costruita intorno a loro. E il Marco che mi era apparso così simpatico e intraprendente in Multiversum, qui non mi ha per niente colpita. Anzi. Anche il suo personaggio mi è sembrata una forzatura.
So di andare contro tutti i lettori della trilogia, che si sperticano in lodi e complimenti soprattutto rivolti a questo personaggio, ma sottolineo che si tratta della mia esperienza con la storia e delle mie sensazioni al riguardo. Nessuna analisi obiettiva: solo considerazioni soggettive. Ogni mio legame o coinvolgimento coi personaggi è svanito nel nulla.
- la svolta che ha preso la storia. Sia perché mi suonava di già letta, solo poche settimane prima, in un altro distopico (Across the universe di Beth Revis) sia perché non mi aspettavo che la storia prendesse questa piega così di moda ora. Insomma, mi è sembrato un cambiamento di rotta non necessario.
- alcune frasi che io definisco buffone: "dimmi qualcosa che non so" o " - Stai firmando la tua condanna a morte, vecchio. - No, ho appena firmato la tua - ". Quando ho letto queste due frasi mi sono fatta una mezzora di risate. Mi son suonate così presuntuose e ridicole che leggerle ha fatto perdere dignità alla scena in cui sono state inserite.
Ecco fatto. Dove Multiversum mi aveva fatto volare, Memoria mi ha fatto precipitare. Uno è il sogno, l'altro è l'incubo. La mia esperienza di lettrice non è stata completamente negativa, perché obiettivamente riesco a riconoscere la grande fantasia di Patrignani, la sua capacità di creare nuovi mondi e una storia intricata ma logica, la sua infinita voglia di raccontare, ma stavolta mi ritrovo a non essere la sua lettrice ideale. Eppure l'anno scorso mi ero ritenuta tale. Riuscirà il terzo volume a farmi riappacificare con Alex, Jenny e la loro avventura? Voglio avere fiducia che accadrà.
2 stelline
Hybrid
di Kat Zhang
E' il momento di Hybrid, romanzo d'esordio di una giovane autrice sino-americana.
Protagoniste della storia sono Eva e Addie, due anime che vivono nello stesso corpo. Ok, facciamo un passo indietro. Il romanzo è ambientato in un'America  - distopica, ma anche in questo caso il termine distopia non mi sembra propriamente calzante - in cui gli uomini nascono con due anime che convivono nello stesso corpo fino all'abbandono dell'infanzia. A quel punto solo un'anima prende il sopravvento e l'altra è destinata a scomparire. Ci sono però degli individui che riescono a conservare anche nell'età adulta l'altra anima: sono definiti Ibridi e dichiarati illegali dalla società. Se scoperti, vengono rinchiusi e privati tramite intervento della seconda anima. Eva e Addie hanno cercato di nascondere la loro essenza al resto del mondo, a partire dalla famiglia, ma l'incontro con altri ibridi le porterà a svelarsi e a subire le conseguenze della loro scelta.
Hybrid sembra godere dell'unanimità del consenso tra i lettori cui è destinato. La mancanza di recensioni negative mi ha un po' inquietata: quando un romanzo ottiene solo voti positivi non mi convince. (Ma conto sul fatto che probabilmente avrebbe ottenuto recensioni negative da chi si è astenuto direttamente dal leggerlo.) La mia valutazione al riguardo non raggiunge la soddisfazione piena. Una via di mezzo, uno di quei romanzi che non mi hanno esaltata ma neanche infastidita. Uno di quei romanzi che però non saranno mai memorabili e non lasceranno il segno. Apprezzo la fantasia dell'autrice di aver creato una società dominata da un certo tipo di persone diverse da ogni precedente. Apprezzo il fatto che finalmente il contenitore Y della Giunti si sia dedicato nuovamente a qualcosa di più consistente e profondo dei soliti fantasy tutti uguali su cui ormai stava puntando. Apprezzo infine l'assenza della centralità di temi come innamoramento e amore. La storia di per sé è anche abbastanza interessante, la voce narrante è originale nel suo porsi a volte alla prima persona singolare (quando parla a nome di Eva) a volte alla prima plurale (quando parla a nome di entrambe le anime), lo svolgimento cattura per il suo ritmo veloce e incalzante - soprattutto nella seconda parte.
Resta solo un unico enorme dubbio: che senso ha creare una società in cui le persone hanno due anime?
Solitamente i distopici nascondono una riflessione reale e matura sulla società contemporanea. Dov'è la riflessione in Hybrid? A che servono le due anime? La necessità della loro sopravvivenza ha un senso? E' una critica, un attacco, una pugnalata a uno stato di fatto che necessita un cambiamento?
Avrei capito se le due anime si presentassero con caratteristiche, principi e ideali opposti, se avessero rappresentato due aspetti imprescindibili della natura umana. Ma non è così, anzi. Sembrano interscambiabili, quindi inutili. Hybrid pertanto si presenta come un romanzo da cui ci si aspetta di ricavare un insegnamento, magari una riflessione sulla società contemporanea o una morale ma non accade nulla di tutto ciò. Il primo volume è pura fantasia fine a se stessa.
Non pensiamo che la lettura debba avere necessariamente un intento didascalico, anzi, ma questo sembra proprio un caso in cui il romanzo si pone al pubblico come tale per poi rivelarsi un inganno.
2,5 stelline

Il figlio
di Lois Lowry
Concludo questo lungo post con il capitolo ultimo della saga The Giver Quartet della grande Lois Lowry. Dei quattro volumi presentati qui, Il figlio è l'unico che si è meritato il mio pieno apprezzamento non solo come romanzo a sé ma anche per essere stato la degna conclusione di una quadrilogia che ho amato in ogni suo capitolo. Sarei tentata perciò di trasformare questo tentativo di recensione in una sviolinata all'autrice, una donna che ha scelto nel lontano 1993 di far riflettere i suoi lettori facendosi aiutare dalla creazione di una società distopica, quando questa parola suonava ancora strana e sconosciuta e gli Hunger Games non erano ancora nei pensieri della Collins. La Lowry ha scritto una serie di romanzi che all'epoca non venivano definiti neanche ya ma semplicemente per ragazzi, romanzi che avevano lo scopo di intrattenere ma al contempo di insegnare. Storie che contenevano valori e principi e contribuivano alla formazione della persona.
Questi della Lowry hanno poi scatenato svariate reazioni: alcune positive, o forse positivissime, portando all'inserimento dei volumi nei programmi scolastici; altre negative, che hanno causato addirittura il bando dalla scuola. Insomma si tratta di romanzi che non finiranno nel dimenticatoio, storie e personaggi destinati a diventare letteratura.
Il figlio sembra andare a raccogliere le tessere del puzzle che l'autrice ha sparso qui e là - facendoci credere di averle perse o dimenticate - inserendole al posto giusto al momento giusto, dando vita a un quadro di una straordinarietà unica. In questo ultimo volume ripercorriamo i capitoli precedenti utilizzando nuovi punti di vista. Se in The giver avevamo camminato accanto a Jonas, scoprendo gli aspetti più difficili del vivere in una Comunità e con lui e grazie a lui eravamo riusciti a uscirne per andare incontro a un nuovo destino, qui ci ritroviamo immersi in quella stessa comunità nello stesso periodo, ma ci ritroviamo a guardare il mondo attraverso gli occhi di Claire. Ci concentriamo perciò sull'esperienza della ragazza, così diversa da quella di Jonas eppure così profondamente intrecciata alla sua, e scopriamo tutto quel che Jonas non ci aveva detto o mostrato. Ci affezioniamo a Gabe, un bambino che è in realtà non ha un nome ma è solo un numero, iniziamo a provare quelle emozioni vietate e quei sentimenti sconosciuti. E quando Jonas scapperà con Gabe mettendo fine al primo volume della saga, parallelamente anche la vita di Claire si trasformerà in fuga. Jonas parte per costruire una vita diversa e migliore. Claire parte perché sente che solo ritrovando il figlio perduto potrà iniziare a vivere davvero. La Lowry ci porta attraverso tre fasi della vita di Claire, tre fasi accomunate da un solo pensiero, un solo desiderio, un solo istinto: l'amore verso il figlio. Lì dove il primo volume aveva sottolineato la necessità della mancanza di sentimenti, questo concentra l'attenzione sulla loro centralità. Là dove la maternità non era un valore riconosciuto, qui diventa il motore del mondo. La salvezza.
Non voglio raccontare troppo, non vorrei raccontare nulla: questa è una saga che va assaporata lentamente, lasciando passare del tempo tra un volume e l'altro. Ogni capitolo ha bisogno di attecchire dentro di noi, di diventare un pezzo della nostra storia di lettori. Ogni volume ha bisogno di acquistare consistenza e profondità non solo durante la lettura, ma anche dopo la fine della stessa. Quando ci accosteremo al capitolo successivo, dovremo essere pronti per compiere quell'ulteriore passo. Pronti a farci regalare nuovi spunti di riflessione, nuove tematiche, nuove fasi da accettare. Fino ad arrivare alla fine, dove tutto trova compimento. E così anche noi. Siamo cresciuti, i nostri occhi si sono spalancati, abbiamo accettato a malincuore le perdite e accolto le novità. E abbiamo vissuto un'intera vita attraverso i personaggi che hanno vissuto per noi mille vite.
Un piccolo capolavoro, un piccolo miracolo. Da far leggere ai nostri figli quando cominceranno a essere ragazzi, da consigliare ai nostri insegnanti per il grande valore che possiedono, da custodire gelosamente nella nostra libreria perché merita un posto adeguato.
4 stelline




mercoledì 21 marzo 2012

Recensione: Multiversum di Leonardo Patrignani

Trama:
Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c’è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all’età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato.

L'autore:
Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri nel 1980. Compositore, doppiatore e lettore appassionato dei romanzi di Stephen King, scrive racconti dall'età di sei anni. Multiversum è il suo romanzo d'esordio.
Sito dell'autore: http://www.leonardopatrignani.it/
Sito del romanzo: http://www.multiversumsaga.com/



Recensione:
Ne abbiamo sentito parlare tutti.
Ormai è quasi un mese che Multiversum imperversa nel web. Prima ancora della sua pubblicazione.
Si ha già la possibilità di ammirare la meravigliosa copertina, di leggere la trama e ricamarci su, di guardare il video che è stato fatto apposta per il romanzo. Si può contattare l'autore e fare due chiacchiere con lui, scoprendo i suoi stati d'animo alla vigilia dell'esordio, si può scambiare qualche parola col suo editor e comprendere quanto sia soddisfatto di questa pubblicazione.
Oggi, a pochi giorni dalla sua uscita ufficiale, Multiversum ha ormai fatto parlare di sé tutti i blog letterari, si è fatto conoscere, si è fatto desiderare, ha messo in moto curiosità e immaginazione.
In poche parole: ha creato delle aspettative altissime.
Conosciamo tutti il rischio di questo tipo di aspettative: non è mai facile mantenerle.
Mi sono perciò accostata al romanzo con due diversi stati d'animo: timore che non rispettasse ciò che aveva promesso (un viaggio unico e - speravo - indimenticabile) tra universi paralleli; desiderio di immergermi in pagine straordinarie che avrebbero stimolato e accontentato la mia insaziabile fantasia.
Il primissimo impatto non è stato immediatamente positivo (il timore fa presto a trasformarsi in diffidenza): leggendo le prime pagine ho erroneamente pensato di trovarmi di fronte al temutissimo stereotipatissimo (lasciatemi il bizzarro superlativo!)  fantasy young adult. Se andando avanti di poche pagine la storia si fosse tramutata in quel che credevo, ero pronta ad abbandonare la lettura e a ritornare nell'universo non parallelo della mia quotidianità.
Ma ecco che sorprendentemente il timore scompare e i miei desideri si avverano. Leonardo ci è riuscito: mi ha fatto volare, mi ha fatto sognare, mi ha trasportato in giro per mondi, mi ha fatto tremare temere credere cambiare volere.
In questo romanzo ho trovato ciò che cerco quando leggo un fantasy.
La possibilità di credere che ciò che sta accadendo in quelle pagine possa essere tanto straordinario quanto vero.
La capacità di vivere l'impossibile, di diventare io stessa la protagonista o di volta in volta i diversi personaggi. La possibilità di ritornare a una delle mie prime fantastiche esperienze di lettura, quando da piccolina mi trasformai in Bastiano Baldassarre Bucci e andai a salvare il regno di Fantàsia. (... non ditemi che non avete mai letto il romanzo a cui mi riferisco!).
Non voglio star qui a raccontarvi la storia di Alex e Jenny: vi ripeterò quel che che già sapete leggendo la trama. Due ragazzi che non si conoscono, che vivono in due continenti diversi, ma che inaspettatamente si ritrovano in una sorta di collegamento telepatico, che li farà innamorare. Sarà il tentativo di trovarsi e di conoscersi che farà capire loro che il mondo non è quello che appare ai loro occhi, ma che c'è molto di più e che spetta a loro scoprire e custodire questo segreto.
Seguire le decisioni e i tentativi dei due protagonisti di andare l'uno verso l'altra mi ha fatto provare la sensazione di essere su una nave durante il maltempo: trascinata da un luogo all'altro, da una dimensione all'altra senza alcun potere di controllo. Disorientamento, paura, voglia di uscirne. Come se si fosse intrappolati in un videogioco che non risponde ai comandi. Eppure, nonostante quel metaforico mare in tempesta, si è attirati da quella storia. Come se non se ne potesse fare a meno.
Ci si ritrova a desiderare la possibilità di universi paralleli, dove tutti i nostri io possano vivere le scelte che in questo mondo non abbiamo preso, e ci si ritrova a temerla, perché quella possibilità toglierebbe valore alla nostra vita, frutto di quelle determinate scelte (e rinunce).
La lettura di Multiversum potrebbe aprire la strada a mille riflessioni, domande, perché, se...
Potrebbe far crollare le certezze degli uomini per poi ricostruirle su basi del tutto diverse.
Un po' come quando si è visto per la prima volta in tv Ritorno al futuro. Può sembrare inizialmente un film di evasione e di svago, ma dietro c'è molto di più.
In Multiversum ho ritrovato sensazioni vissute guardando proprio quel film, o quelle provate leggendo La Storia infinita  - quando c'era la necessità di ricostruire Fantàsia attraverso desideri e ricordi di Bastiano - e ancora gli stessi brividi che ho provato leggendo Dream della De Spirito (so che l'accostamento è azzardato, ma la connessione dei due protagonisti e la loro impossibilità di trovarsi mi ha fatto ripensare ai protagonisti di Dream, che anche se in un'altra dimensione hanno vissuto la stessa difficoltà).
Multiversum è un romanzo dinamico: mette in moto la nostra mente, ci fa viaggiare dentro e fuori dalle sue pagine, ci tiene costantemente in allenamento, sempre svegli. Ad un certo punto si può avvertire una certa confusione e necessità di un chiarimento finale, che rimetta tutti i tasselli a posto, ma sapendo che le letture del genere - di quelle che riguardano i viaggi nel tempo e nello spazio - hanno spesso questo difetto, e cioè  confondere il lettore, non gliene facciamo una colpa, all'autore.
Piuttosto lo ringraziamo del viaggio, del volo, del sogno di cui ci ha reso protagonisti, ci complimentiamo per lo stupendo finale che rende la lettura autoconclusiva ma lasciando la porta aperta ad un probabile seguito (in effetti si parla di Multiversum Saga...) e lasciamo il libro sul comodino accanto a noi, sperando che quella vicinanza coi nostri sogni continui a farci immaginare fantastici mondi possibili e non.

Titolo: Multiversum
Autore: Leonardo Patrignani
Editore: Mondadori - Collana Chrysalide
Pagine: 348
Isbn: 9788804616795
Prezzo: €16,00
Valutazione: 4 stelline
Data di pubblicazione: 27 Marzo

venerdì 24 febbraio 2012

Avvistamento: Due novità Fantasy per la Mondadori

Marzo ormai è alle porte e le novità del prossimo mese iniziano già a farsi strada.
La Mondadori ne ha già pronte due, una tutta italiana, che verrà pubblicata nella collana I Grandi, l'altra invece statunitense che farà parte della collana Chrysalide (ex Shout!).

Cinder - Cronache lunari
di Marissa Meyer

Trama:
Una cyborg non può piangere, non può sperare né sognare: può innamorarsi?
In un futuro lontano la Terra è divisa in sei grandi regni. Cinder è una ragazza metà umana e metà cyborg. Non ha ricordi della sua infanzia mentre il suo futuro sembra scritto: il lavoro da meccanico al mercato, una matrigna e delle sorellastre da sopportare, qualsiasi sogno da soffocare. Eppure quando per caso incontra il principe Kaito, erede al trono del regno, qualcosa in lei si accende. Ma può una cyborg sognare una vita normale? Intanto il mondo è invaso da un’epidemia e l’unica ad avere l’antidoto è la splendida ma malefica Regina di Luna: con il suo sguardo magico e letale riesce a controllare le menti. Ma il prezzo da pagare per la salvezza del mondo è troppo alto.
L'autrice:
Marissa Meyer vive a Washington con il suo compagno e due gatti che adora. Oltre a leggere e scrivere ama il buon vino, girare per mercatini d’antiquariato e viaggiare. Questo è il suo primo libro.




Titolo: Cinder - Cronache Lunari
Titolo originale: Cinder - Lunar Chronicles
Autore: Marissa Meyer
Editore: Mondadori - Collana Chrysalide
Pagine: 396
Isbn: 9788804616788
Prezzo: €17,00
Data di pubblicazione: 13 Marzo





Multiversum
di Leonardo Patrignani

Trama:
Un’appassionante storia d’amore al ritmo travolgente dei romanzi di Stephen King.
Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c’è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all’età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato.

L'autore:
Leonardo Patrignani è nato a Moncalieri (To) nel 1980. Diplomato al liceo classico Giuseppe Parini, ha intrapreso la carriera musicale col nome d’arte Patrick Wire. Ha girato il mondo con la sua band, i suoi dischi sono venduti dal Canada al Giappone. Cultore dei giochi di ruolo, fermo sostenitore dell’esistenza di forme di vita aliene, di professione doppiatore e lettore appassionato dei romanzi di Stephen King. Il Multiversum è il suo romanzo di esordio.




Titolo: Multiversum
Autore: Leonardo Patrigani
Editore: Mondadori - Collana I Grandi
Pagine: 348
Isbn: 9788804616795
Prezzo: €15,00
Data di pubblicazione: 27 Marzo