Visualizzazione post con etichetta cristina. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cristina. Mostra tutti i post

20110830

intrampolare

"Lèviti que' tacchi, che' tanto un ci sai caminà. Un no vedi che 'ntràmpoli?"
"Devo sistemà quel groviglio di fili del computer. Anco iéri c'ho intrampolato!"


Intrampolare = inciampare, perdere l'equilibrio.

Nei tempi composti, si coniuga indifferentemente con l'ausiliare essere e avere (ho intrampolato / sono intrampolata)

20110818

tarpóne

Tarpóne = Ratto/Grosso topo di fogna/Pantegàna

In senso figurato: persona di bassa statura




__________________
similia tag | póntego
, pòndga

20110815

cingìno


E' il classico elastico da ufficio, colorato e non.

Insomma, quello della foto.

L'unica spiegazione che riesco a darmi è che derivi dal verbo "cingere".

No?

20110403

valènte

"Fate il bimbo valènte, mettetivi a fà la lezione*!"

Valènte: aggettivo con cui si suole definire i bimbi buoni, disciplinati, diligenti.

L'antica consuetudine di dare del "Voi" ai bambini, invece, è caduta in disuso. Oggi si sente sporadicamente riesumare dalle persone più anziane e dagli abitanti dell'alta Versilia.


* lezione: in questo contesto è sinonimo di compiti.

20110322

allicciàre

"Dai, allìccia! Che sennò fai tardi a scóla!"

Alliccià significa "accelerare", "aumentare la velocità" nel camminare a piedi, fin quasi a rasentare la corsa. Per lo più si usa in senso esortativo, quindi all'imperativo, quando si ritiene che l'interlocutore cammini troppo lentamente e non tenga il nostro passo.

Il verbo allicciare compare in tutti i dizionari della lingua italiana ma, come documentato dal link, non nell'accezione tipica del versiliese e del lucchese.

20110320

mi gósti più che 'l fiume a 'llucchesi

ossia: "Mi costi più del fiume ai Lucchesi".

"Falla finita di mangià, disutile*! Mi gósti più che 'l fiume a' llucchesi!"

Il fiume in questione altro non è che il Serchio. Questo diffuso detto toscano sintetizza in modo eloquente due millenni di sforzi per regimentare il fiume, nonché gli immensi danni e le innumerevoli perdite subite per i suoi continui capricci.

* disutile: in questo contesto, definizione di individuo che mangia smodatamente e senza ritegno.

Della "c" velare che spesso diventa "g" velare già scrissi a suo tempo (costi/gósti).

20110310

ha quante 'l primo topo!

Rita Levi Montalcini merita tutta la mia stima e il mio rispetto ma, dovendo scegliere un'immagine che esprimesse appieno il concetto, mi è venuto naturale pensare a lei.
"Avé quante 'l primo topo" significa, infatti, "essere vecchi quanto il primo topo".

Lo si dice non solo di persone assai attempate, ma anche di oggetti particolarmente vecchi e usurati.

20110308

stranguglióni

Questo è quanto riportato dal "Devoto Oli":

Stranguglióne: s. m. 1) al pl. Infezione contagiosa dei cavalli; non com., denominazione popolare degli orecchioni. 2) Singulto provocato da un'ingestione di cibo troppo avida e rapida (di solito al pl.): avere gli stranguglióni; meno comune: singulto, accesso di riso.

Dalle mie parti, però, con stranguglióne/stranguglióni, si fa riferimento a un malore in senso generico che si presenta all'improvviso con esiti di gravità variabile, ma spesso fatali:

"Gli è preso uno stranguglióne (o un coccolóne) e c'è rimasto secco".

Ma la vera particolarità è che sovente lo si trasforma, da sostantivo quale originariamente è, sia in verbo riflessivo (strangugliarsi) - e conseguente participio passato/aggettivo - che in avverbio:

"Era così briaco che l'han trovo strangugliato per la via!"

"M'è girata la testa e son cascata stranguglióni in cucina!"

Dove strangugliato e stranguglióni stanno per "lungo disteso/esanime".

20110306

incignare

Incignare : cominciare a usare, a consumare (o usare per la prima volta).

"Un mi pareva'l caso d'incignà il vestito nóvo per andà a fà la spesa!"

"Vórei sapé perchè hai aperto un altro pacco di pasta. Un hai visto che nella vetrina* ce n'era uno già 'ncignato?".

P.S. Invito a prendere visione dell'etimologia cliccando su codesto link.

* vetrina = dispensa/ mobile di cucina.

20110222

durare quante 'n nampo 'n una grotta

ossia

Durare quanto un lampo in una grotta

Quando qualcosa è destinato a non durare , ad avere vita breve
"Hai compro le scarpe da' ccinesi? Sta siguro che durin quante'n nampo* 'n una grotta!"

*un nampo: il solito fenomeno di assimilazione consonantica (vedi "un no so" per "un lo so")

20110218

pìppolo

Questi della foto sono chiaramente pìppoli d'uva.

"Era sotto la pergola a buco punzoni* a coglié 'ppìppoli d'uva"

Ma nel pìppolo si tende a identificare qualunque oggetto, bacca, o escrescenza, che sia di piccole dimensioni e di forma rotondeggiante (può addirittura essere sinonimo di "capezzolo").
Da pìppolo deriva il verbo spippolare : "La vecchia spippolava 'l rosario", "Stai a spippolà su quel telecomando dala mattina ala sera!".

*buco punzoni = chinato/a

20110215

il sordo, il céco e il zoppo

Disse 'l sordo: Sento un tordo!

Disse 'l céco: Io lo vedo!

Disse 'l zoppo: Caminiémo! Siémo 'n tre... lo racchiappiémo!


Da notare: il zoppo anziché lo zoppo. E' una particolarità del dialetto versiliese (il zucchero, il zenzero, ecc.)

20110214

salicastróni

Il termine deriva da salicastro, ossia salice in toscano.
I salicastróni (accento tonico sulla o) sono ecchimosi a forma di striscia, sostanzialmente postumi di "frustate".
"Ti faccio venì i salicastróni!", è sinonimo di "ti prendo a cinghiate".
Quando ero piccola, era molto in voga la "mazza" come metodo punitivo corporale (oggi, non so). La mazza, chiamata anche, in modo molto evocativo, scianguinella (richiama il colore rossastro del ramo del salice, ma allude anche sinistramente agli effetti che avrebbe potuto procurare: scianguinare = sanguinare) era in realtà un ramoscello che, privato delle foglie, si adoperava per inferire più o meno blande frustate sul sedere dei bambini discoli. Di solito, mio padre usava l'espressione "Ora piglio la mazza!" solo come minaccia. Ma in un'occasione se ne armò veramente e la utilizzò, lasciando segni evidenti sulle mie chiappe. Dopodiché, preso da repentino rimorso, si prodigò in pietosi, quanto inutili, impacchi di acqua fredda sui salicastróni che lui stesso mi aveva cagionato!

pisalanco

Pisalànco = Altalena


__________________
similia tag | bindolo

20110208

lavéggio

"Mètti il lavéggio sul fóco, che è òra di desina'!"



__________________
similia tag | marmetta

appiétto

L'origine di questa strana locuzione è da ricondursi al gergo contadino, in cui "si raccoglie (o si taglia) qualcosa (erbe, piante, ortaggi) appiétto" quando lo si fa senza effettuare alcuna selezione. Nel tempo, si è estesa a molti altri àmbiti e contesti. Quando ci si mette a fare qualcosa "appiétto", si vuole enfatizzare il concetto di meccanicità in una qualsivoglia operazione, che viene svolta, appunto, senza alcun criterio selettivo, in modo radicale, sistematico e indiscriminato.

morto ne' cenci

(dove ne' sta per nei)


Dicesi di individuo tendenzialmente apatico, insignificante, carente di personalità, privo di slanci vitali, di vèrve, di spirito di iniziativa.

20100826

popone


Dicesi anche di persona "poco sveglia".

20100318

pìtoro

pìtoro (accento tonico sulla "i") | pulcino

20100216

pavia

Da pronunciarsi proprio come il nome dell'omonima città.
Si usa anche in senso figurato.
"Ma falla un pò finita! Te c'hai le pavie nella testa!"
(quando si vuole richiamare alla realtà, o alla concretezza, qualcuno che si mostra incline ad inutili vagheggiamenti o insensate elucubrazioni).

 
minima template © bowman | indormia custom