mercoledì 15 aprile 2026

Recensione: Il tempo delle viole

 

Il tempo delle viole
di Elena Commessatti

Prezzo Cartaceo: €12,90
Pagine: 320

Tre ragazze. Un fiume. Un legame che cambierà il loro destino.

AURORA Parla con le Agane e porta dentro di sé l’irruenza del Tagliamento, che le affida storie antiche.

BIANCA Ha il cuore popolato da re e regine e sembra una principessa in attesa: di un principe o forse di una risposta.

VIOLA È in cerca delle proprie radici ma il destino non sempre si sceglie, a volte si riconosce.

Insieme comprenderanno che le donne assomigliano alle viole: delicate ma non fragili, capaci di resistere all’inverno e di fiorire dove nessuno avrebbe creduto possibile.

FRIULI, 31 DICEMBRE 1888. Aurora ha undici anni e vive a Carpacco, un piccolo paese affacciato sul Tagliamento, il re dei fiumi alpini. Parla con le Agane, le fate delle acque, e sta a stretto contatto con le donne della filanda, tra i bozzoli dei bachi da seta e i sogni di un futuro diverso. A Udine, Bianca, quattordicenne raffinata e curiosa, assiste all’accensione delle prime luci elettriche della città, simbolo di un progresso che la affascina e la ispira. Poco distante, la coetanea Viola, orfana e ribelle, viene cresciuta nel palazzo Antivari Kechler, dove è a servizio la zia cuoca, e riceve le visite di un fantasma, una donna morta anni prima a Pola, che la aiuterà nei momenti di difficoltà. Le loro vite, così diverse, si intrecciano come i rami del Tagliamento in un’Italia che si affaccia al nuovo secolo tra modernità e tradizione, tra la fatica del lavoro e il desiderio di emancipazione. Insieme daranno vita a una società segreta femminile, le Viole di Udine, dedicata a proteggere e sostenere le donne in un’epoca in cui essere libere è un atto rivoluzionario. Il tempo delle viole è un romanzo corale e potente che racconta la crescita di tre protagoniste indimenticabili tra amore, arte, lavoro e sorellanza. Un affresco storico e poetico, attraversato dalla forza della natura, dalla luce della conoscenza e dalla voce delle donne che, unite, cambiano il mondo.


Il tempo delle viole è un romanzo che si muove con delicatezza tra memoria, identità e radici, costruendo una narrazione stratificata che affonda nelle pieghe del tempo e delle relazioni umane. Elena Commessatti dimostra una sensibilità narrativa capace di coniugare introspezione e tensione emotiva, senza mai cedere a facili sentimentalismi.

Il cuore del libro è il rapporto tra passato e presente, non come semplice alternanza temporale, ma come dialogo continuo, spesso irrisolto. Il tempo, più che uno sfondo, diventa materia viva, qualcosa che plasma i personaggi, li condiziona e, in certi casi, li imprigiona. Le “viole” del titolo evocano una dimensione simbolica di fragilità, memoria, di qualcosa che ritorna ciclicamente ma mai identico a sé stesso.

La scrittura è uno degli elementi più riusciti del romanzo. Lo stile della Commessatti è limpido ma denso, capace di evocare atmosfere. C’è una forte attenzione ai dettagli sensoriali, odori, colori, suoni, che contribuiscono a creare un senso di immersione quasi fisica.

Dal punto di vista tematico, il romanzo esplora questioni universali come l’eredità familiare, il peso delle scelte, il bisogno di comprendere le proprie origini per poter andare avanti. Tuttavia, lo fa evitando schemi prevedibili, preferendo una costruzione più sfumata e ambigua, che lascia spazio all’interpretazione del lettore.

I personaggi sono tratteggiati con grande attenzione psicologica. Non ci sono figure completamente definite o statiche, ciascuno porta con sé contraddizioni, zone d’ombra, silenzi. È proprio in questi non detti che il romanzo trova una delle sue forze maggiori, invitando chi legge a colmare i vuoti e a partecipare attivamente alla narrazione.

Un altro aspetto notevole è il ritmo non incalzante, ma equilibrato e contemplativo, questo può richiedere una lettura attenta e paziente, ma ripaga con una profondità emotiva rara. È un libro che resta, sedimenta, torna alla mente anche dopo averlo chiuso.

Ideale per chi cerca una lettura riflessiva, capace di interrogare il passato senza offrire risposte semplici, e di restituire la complessità dell’esperienza umana con autenticità.


Durata  della lettura:  Cinque giorni
Bevanda consigliata: Tisana ai frutti rossi
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Nessuno si salva da solo di Margaret Mazzantini


 “Ciò che resta impresso nel cuore non è sempre la grandiosità degli eventi, ma la leggerezza delle sensazioni che scuotono l’anima.” 


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

lunedì 13 aprile 2026

Recensione: Tutta la morte davanti


Tutta la morte davanti
di Jeffery Deaver, Isabella Maldonado

Editore: Longanesi
Titolo Originale: Fatal Intrusion
Prezzo Cartaceo: € 22,00 
Prezzo E-book:  € 11,99 
Pagine: 448 
Traduzione a cura di: Federica Garlaschelli
  

Se il giorno più bello diventa l’ultimo…

Tra le colline dorate di Hollywood, un elegante ricevimento di nozze si trasforma in incubo quando uno degli sposi muore per un incidente. Le risate si spengono in pianti, i balli cedono il passo alla fuga, la gioia più grande si trasforma nell’orrore più puro. Sul luogo della tragedia sopraggiungono l’agente Carmen Sanchez e il suo collega Jake Heron, esperto di sicurezza digitale. Ciò che inizialmente appare come una crudele fatalità rivela presto una verità ben più inquietante: questo infatti è il terzo matrimonio che si conclude con la morte di uno degli sposi. E il filo rosso sangue che lega tra loro questi omicidi porta dritto a un serial killer spietato, ossessionato non solo dalla morte, ma dalla distruzione emotiva che ne deriva. Un artista del dolore che colpisce dove l’amore è più luminoso. Mentre Carmen e Jake cercano di scoprire la sua identità per poterlo fermare, il killer ha già scelto la prossima coppia perfetta da distruggere… ed è proprio la loro. In questa caccia mortale dove i ruoli si confondono e gli inseguiti diventano inseguitori, l’amore diventa l’arma più pericolosa di tutte. Perché il killer non vuole solo uccidere: vuole assistere alla sofferenza di chi resta, goderne e firmare con il dolore il suo più grande capolavoro.



Damon Garr è un artista, ma la sua vocazione non sono né la pittura né la scultura, bensì il dolore, quello causato dalla perdita della persona amata. Prende di mira i novelli sposi, proprio nel loro giorno più felice, il giorno delle loro nozze, li osserva durante la cerimonia e i festeggiamenti, aspetta con pazienza che tutti gli invitati abbiano lasciato la location per poi mettere in scena il suo tableau, è così che definisce le sue opere. Il suo modus operandi consiste nell’uccidere uno dei due consorti e a farlo sembrare un incidente, perché ciò che gli provoca davvero piacere non è uccidere, ma assistere al dolore straziante che contorce i volti delle persone vicine alla vittima. Un vero e proprio artista del dolore Damon sta studiando come mettere in scena il suo quarto tableau, quando Jake Heron e Carmen Sanchez scoprono gli omicidi e si mettono sulle sue tracce. Heron, esperto informatico e Sanchez, ex agente dell’FBI, sono attualmente partner all’interno del programma “I al quadrato”, nonché gli unici agenti di questo progetto pilota nato con lo scopo di seguire indagini di “minor interesse”, ovvero quelle che non arriverebbero mai all’attenzione di enti come CIA o FBI ma che minacciano comunque la sicurezza del paese. Damon non prende bene l’intromissione dei due investigatori nel proprio progetto, ma grazie a questo lui ha avuto occasione di osservarli e non ha potuto evitare di notare che tra i due c’è una complicità più profonda di quanto vogliano lasciar trapelare. Così nella mente del killer comincia a dipingersi la sua nuova opera, Heron riverso in una pozza di sangue mentre Sanchez ne piange disperata la morte. Tutta la morte davanti è un thriller pazzesco, ha uno stile ipnotico e carico di colpi di scena, cattura l’attenzione del lettore sin dalla prima pagina. L’identità dell’assassino viene svelata immediatamente ma questo non rende scontato il resto del racconto, al contrario instilla nel lettore la voglia di conoscerlo sempre più a fondo per scoprire cosa lo ha spinto a diventare un serial killer e perchè uccida proprio con quel determinato modus operandi. Inevitabile affezionarsi ai personaggi di Heron e Sanchez, lui supernerd, con la passione per i videogiochi e tutto ciò che contenga cip o circuiti e che si possa in qualche modo hackerare, lei donna atletica e dal carattere forte, dedita alla legge e molto poco incline all’evasione dalle regole.



Durata  della lettura:  6 giorni
Bevanda consigliata: The nero con una fetta di limone
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi ha apprezzato: L'ultimo colpo, Don Winslow



"«Poche persone invece erano come me. Fu allora che capii cos'era l'arte - dare voce a chi provava sentimenti profondi ma non sapeva esprimerli. E' questo il valore dell'arte [...]. 
Ci completa. Senza arte, le nostre vite sarebbero costellate di vuoti.»"

Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

venerdì 10 aprile 2026

Il mio corpo è la mia casa

 


Il mio corpo è la mia casa
Come i genitori possono aiutare i bambini a proteggere i loro confini corporei e a prevenire gli abusi

di Alberto Pellai

 Editore: Salani Editore
Prezzo cartaceo: € 14,90
Pagine: 192


Il corpo è la prima casa che abitiamo. Per i bambini è strumento di conoscenza, relazione, identità. Ma è anche un territorio che ha bisogno di parole giuste, di confini chiari, di adulti capaci di ascoltare e proteggere senza spaventare. Spesso, però, gli adulti stessi faticano a trovare queste parole: di fronte a temi come l’affettività, la sessualità e il rischio di abuso, troppo spesso scatta il meccanismo del silenzio, dettato da imbarazzo o dalla paura di turbare l’innocenza dei più piccoli. Questo libro nasce per rompere quel silenzio. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, firma un testo fondamentale sulla prevenzione primaria degli abusi sui minori. Diviso in due parti – una teorica, che risponde ai dubbi degli adulti, e una pratica, ricca di attività, filastrocche e fiabe da condividere con i minori – Il mio corpo è la mia casa è molto più di un manuale. È un progetto educativo completo che coinvolge famiglia e scuola, offrendo una bussola sicura per navigare temi complessi come i confini corporei, emotivi e i rischi del mondo virtuale. Un’opera necessaria per restituire il diritto alla sicurezza e alla serenità di cui ogni bambino ha bisogno per crescere sano, consapevole di sé e, soprattutto, felice.

Ogni bambino merita di crescere sicuro e protetto. Un libro per rendere possibile questo diritto fondamentale.



Un saggio, una guida, un manuale di giochi da fare insieme ai propri figli. Tutto questo è l'ultimo libro di Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta e divulgatore scientifico seguito sui social da circa 300.000 genitori.
Il mio corpo è la mia casa non è infatti un testo da leggere una volta solta, bensì un prontuario da tenere in casa e utilizzare insieme ai propri bambini. Il libro affronta con semplicità e chiarezza un tema delicatissimo e troppo spesso taciuto nei contesti familiari e sociali: quello dell'abuso sui minori, nelle sue varie forme e sfaccettature. Un fenomeno purtroppo sempre esistito nel corso della storia nelle varie società, spesso sottovalutato e ancora oggi poco documentato, complice anche una scarsa informazione ed educazione preventiva all'interno delle scuole.
Nello specifico, il libro è diviso in due parti:
  • una prima, composta da 12 domande per conoscere meglio il fenomeno dell'abuso sessuale sull'infanzia, che spazia dalle possibili azioni di prevenzione da mettere in atto in famiglia e a scuola, sino all'identikit dell'abusante e alle varie esche spesso utilizzate per adescare bambini con fini abusanti;
  • una seconda, che presenta una carrellata di attività e strumenti per l'intervento educativo-preventivo, che include giochi, filastrocche e fiabe. Proprio questa sezione, a nostro avviso, è il vero tesoro da conservare di questo libro, e tenere a portata di mano per fare sì che le attività proposte vengano integrate nei momenti di gioco quotidiani in famiglia.
L'opera di Pellai è una rielaborazione di un testo precedentemente pubblicato dall'autore sullo stesso tema, ora aggiornato alla luce delle nuove tecnologie che permeano ormai anche la vita dei bambini e dei giovani. L'autore mette infatti in guardia contro i pericoli e i danni di un'eccessiva esposizione agli schermi e ai loro contenuti prima dei 16 anni, età in cui i giovani possiedono strumenti cognitivi adatti per gestire tali strumenti, di cui invece sono privi in età infantile. 
Una bussola per orientarsi nel tema complesso dei confini corporei ed emotivi e dei rischi del mondo virtuale.


Durata totale della lettura: quattro giorni
Bevanda consigliata:  succo di pera
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: sin da bambini, insieme ai genitori




"In conclusione, l'unica certezza che possiamo avere è che è impossibile identificare un abusante per come si presenta, mentre è più facile aiutare i bambini a identificare le situazioni a rischio e le modalità da mettere in atto per proteggersi, obiettivo a cui punta questa guida."



Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 9 aprile 2026

Recensione: I volti

  

I volti
di Tove Ditlevsen

Editore: Fazi
Prezzo Cartaceo: €17,00
Pagine: 144
Titolo originale: Ansigterne
Traduzione a cura di: Alessandro Storti
 

Nella Copenaghen di fine anni Sessanta, Lise Mundus è scrittrice di libri per ragazzi e madre di famiglia: due ruoli che fatica a conciliare. Ha avuto tre figli da mariti diversi, l’ultimo dei quali è Gert. Il loro non è un matrimonio felice: l’uomo vive il successo della moglie come un affronto personale, da tempo ha smesso di toccarla e non fa mistero di portare avanti ben due relazioni extraconiugali, con la collega Grete e con la donna di servizio Gitte. La crisi di coppia e le continue tensioni con i figli ricadono inevitabilmente sul lavoro di Lise, che non riesce più a scrivere. La donna perde il controllo, si sente odiata da tutte le persone con cui vive, sviluppa una mania di persecuzione e si mette in testa che Gert e Gitte stiano complottando ai suoi danni. La notte è il momento peggiore: i pensieri corrono veloci, sempre più difficili da tenere a bada, e la visione di volti deformati comincia a tormentarla. Sono volti che stanno per cadere, come maschere, pronti a rivelare tutta la finzione che nascondono. Il crollo psichico è rapido. Mentre sprofonda in un mondo fatto di pillole e ospedali, Lise comincia a chiedersi se la follia sia davvero qualcosa da temere o porti con sé una sorta di libertà.


Dopo la Trilogia di Copenaghen continua la riscoperta di Tove Ditlevsen: I volti è un romanzo sconvolgente che racconta la storia di una donna sull’orlo del baratro, ritratta con tutta la vividezza dell’esperienza vissuta. Con una scrittura ammaliante, Ditlevsen mette a punto un’acuta esplorazione del matrimonio e del divorzio, dell’amore e della follia, della paura e del male.



Non è un libro per tutti, quello di Tove Ditlevsen. È difficile.
Lo è innanzitutto per la scrittura, che non mostra subito in modo limpido ciò che accade, ma ti costringe a restare in una zona incerta, a ricostruire, a dubitare. Ma è difficile anche perché ti trascina negli anfratti più torbidi e oscuri della mente.

Prima di questo libro non conoscevo Tove Ditlevsen, e sono grata a I volti per avermela fatta incontrare. Cercando informazioni sulla sua vita — segnata, tormentata, conclusa con il suicidio — diventa inevitabile leggere questo romanzo anche come un confronto diretto con le sue ombre.

Fin dalle prime pagine ci si chiede: cosa sono, davvero, i volti? Cosa raccontano di noi? Quanti ne abbiamo? E quante volte li cambiamo, nel corso di una giornata, di una vita?
Lise, la protagonista, in questo oceano di volti affonda: ogni volto è solo una versione tra tante, un volto vero non esiste, e questo la fa perdere il contatto con la realtà. E in questo perdere il controllo, Lise perde in qualche modo anche il suo volto. O forse, viene da chiedersi, Lise di volti ne ha troppi.

Vedere questi volti che si trasformano, volti che non sono solo i nostri, ma anche, e forse soprattutto, quelli che gli altri vedono o ci impongono, mi ha fatto pensare alle maschere del teatro Nō, capaci di trasformarsi a seconda della luce e dell’inclinazione, e ad alcuni personaggi di Tawada Yōko, sospesi tra identità diverse, mai del tutto afferrabili.
Se l’identità nasce dall’incontro tra ciò che siamo e ciò che viene visto, è anche vero che la percezione è instabile, e l’identità non è mai fissa.
Così anche i volti di Ditlevsen non sono mai definitivi. Sono superfici instabili, attraversate da crepe sottili, che rivelano quanto sia fragile — forse illusoria — l’idea stessa di un’identità coerente.

I volti non offre appigli rassicuranti. Lascia in una condizione di instabilità, la stessa in cui si muove Lise, la stessa che attraversa le identità che il romanzo mette in scena. E forse è proprio questo il suo punto più radicale: non ricomporre, ma lasciare aperta la crepa.

Durata della lettura:  Tre giorni
Bevanda consigliata: Un whisky liscio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 18 anni
Consigliato a chi è piaciuto: Persona, di Tawada Yōko
, e Follia, di Patrick Mc Grath


"Per la prima volta nel corso di questo dialogo, lei lo guardò in volto. Era sbagliato. Tutti i lineamenti sembravano spaiarsi, come mobilia accumulata lungo una successione di matrimoni.”  


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 8 aprile 2026

Recensione: L'inquilina



  L'inquilina

 di Freida McFadden

 Editore: Newton Compton Editori
 Prezzo: € 12,90
 Pagine: 352
 Titolo originale: The Tenant
 Traduzione a cura di: Carla De Caro
 

 Blake Porter sta vivendo il momento migliore della sua vita: una brillante carriera, una recente promozione e un futuro tutto da costruire con la sua fi danzata, Krista. Finché, all’improvviso, tutto cambia. Accusato ingiustamente di aver danneggiato la sua azienda, Blake viene licenziato e si ritrova con una reputazione distrutta. E così, incapace di pagare il mutuo del nuovo appartamento dove vive con Krista, è costretto a trovare un modo per tirare avanti. Ed ecco che arriva Whitney. Bella, affascinante, alla mano, e in cerca di una stanza in affitto. Sembra la soluzione perfetta per Blake. O forse no. Perché qualcosa non torna. I vicini iniziano a comportarsi in modo strano. Un odore di decomposizione invade la casa, nonostante le pulizie. Rumori inquietanti lo svegliano nel cuore della notte. E Blake comincia a temere che qualcuno conosca i suoi segreti più oscuri… Il pericolo si nasconde tra le mura di casa, e quando se ne rende conto è troppo tardi. La trappola è già scattata.  




Ho richiesto questo romanzo appena uscito perché mi piace  moltissimo lo stile di Frida McFadden. Trovo i suoi libri scorrevoli, coinvolgenti e ricchi di colpi di scena ben costruiti, capaci di sorprendermi sempre al momento giusto. 
Anche questa volta la sua abilità narrativa è evidente; tuttavia, la trama mi ha lasciata un po’ perplessa e, in alcuni passaggi, con la sensazione che mancasse qualcosa. 
La storia segue Blake, un uomo all’apice della sua carriera: fresco della promozione a direttore marketing, lavora in un ufficio con una vista mozzafiato su Manhattan e vive un momento felice anche sul piano personale, grazie alla sua fidanzata Krista, che ha appena accettato la proposta di matrimonio. La sua vita sembra perfetta… finché non crolla nell’arco di poche pagine. 
Blake viene licenziato inaspettatamente e improvvisamente il suo alto stipendio non è più sufficiente per sostenere le spese, in particolare il mutuo del suo appartamento. L’unica soluzione è affittare una stanza e, dopo una serie di candidature disastrose, la scelta ricade su Whitney, una ragazza che appare perfettamente normale: lavora in un ristorante, ha modi gentili e sembra semplice da convivere. All’inizio la convivenza procede senza grossi problemi, ma la situazione degenera rapidamente. Whitney invade gli spazi personali di Blake: gli mangia i cereali, usa il suo bagnoschiuma e, soprattutto, usa un detersivo che gli provoca una forte irritazione cutanea. Blake reagisce in modo sempre più sproporzionato, perdendo la calma per qualsiasi cosa e mostrando un’irritabilità crescente. 
Krista comincia a temerlo e Whitney sembra divertirsi a stuzzicarlo di proposito, innescando una spirale di tensione che tiene il lettore in costante allerta. 
Come sempre con la McFadden, non posso entrare nei dettagli senza rischiare di rivelare i colpi di scena, che anche questa volta sono numerosi e inaspettati. Il romanzo riesce a mantenere viva la curiosità fino alla fine, grazie a un ritmo serrato e a una serie di rivelazioni costruite con abilità.
 Nonostante ciò, ho avvertito che questa storia non possiede la stessa forza di altre opere dell’autrice. I personaggi, ad esempio, mi sono risultati tutti poco simpatici, persino nei momenti in cui avevano ragione; questo ha reso più difficile empatizzare con le loro scelte e vivere appieno la tensione emotiva. Goldye (non vi rivelo chi sia) sembra avere un ruolo centrale in molti capitoli, al punto da dominare intere sezioni del libro, ma senza che la sua presenza risulti realmente significativa ai fini della trama.

In due momenti distinti ho avuto la sensazione di aver già letto alcune scene in altri romanzi della McFadden, poiché alcuni elementi narrativi risultavano molto simili, quasi ripetitivi. 
Detto ciò, la scrittura rimane efficace e piacevole, e il mistero costruito intorno ai protagonisti è riuscito comunque a catturare la mia attenzione. 
Pur con qualche riserva (e una buona dose di nervosismo), il libro svolge il suo compito: intrattiene, sorprende e si legge velocemente, senza mai risultare pesante.

Durata totale della lettura: Due giorni
Bevanda consigliata: Tisana al tiglio
Formato consigliato: Cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 15 anni
Website dell'autrice: Freida Mcfadden
Consigliato a chi ha apprezzato: Una di famiglia di Freida McFadden




"Quella ragazza non avrebbe mai potuto renderlo felice a lungo."




Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

giovedì 2 aprile 2026

Recensione: Love Song








Love Song
di Elle Kennedy

Editore: Newton & Compton
Prezzo cartaceo: 12,90 €
Prezzo ebook: 6,99 €
Pagine: 416

Dopo una brutta rottura, Blake Logan si rifugia nella casa di famiglia sul lago Tahoe, decisa a chiudere fuori il mondo. Niente uomini, niente complicazioni. Ma il suo piano perfetto va a rotoli quando Wyatt Graham si presenta alla porta. Di quattro anni più grande di lei e con l’incredibile superpotere di accenderla come nessuno mai, Wyatt è il ragazzo che ha calpestato il suo orgoglio quando Blake aveva sedici anni. Ora è un musicista in cerca di ispirazione, e per lui Blake è assolutamente off-limits. Ben presto, però, Wyatt si rende conto che lei non è più la ragazzina di un tempo: è forte, brillante, e la scintilla tra loro è impossibile da ignorare. Un bacio rubato si trasforma in qualcosa di più, in un’estate che sembra perfetta. Finché una tragedia li separa, lasciando dietro di sé solo una scia di ricordi e rimpianti. Qualche tempo dopo, il destino li riporta faccia a faccia. E Blake e Wyatt dovranno scegliere se rimanere ancorati al passato o scrivere insieme il loro futuro.





Love Song” è uno di quei libri che, se avete già letto la serie Off Campus… vi farà fare un piccolo salto al cuore.
Perché sì — Wyatt non arriva dal nulla.
È il figlio di Hannah e Garrett (“Il Contratto”… se non ve lo ricordate, potete rinfrescarvi la memoria qui) e quindi c’è quella sensazione bellissima di tornare in un mondo che conosci, ma da una prospettiva nuova.
E allora mi sono chiesta: ma è possibile affezionarsi così tanto… anche alla “seconda generazione”?
Spoiler: sì. Tantissimo.
Il libro inizia col botto.
Non piano, non delicato.
Botto.
E poi tutto si interrompe e ti lascia così, come Blake… non sai bene se umiliata, incavolata o allibita.
Love Song” sembra la classica storia d’amore.
MA… non lo è mai davvero fino in fondo.
Blake vuole controllo. Vuole scegliere. Vuole stare bene da sola.
Wyatt è… Wyatt. Intenso, incasinato, impossibile da ignorare.
E tra loro non è semplice. Non è lineare.
È fatta di attrazione che tira, di momenti in cui si avvicinano e altri in cui si allontanano troppo in fretta. Di parole dette male, o non dette affatto. Di quella sensazione costante che qualcosa potrebbe funzionare… MA serve coraggio.
E se il problema non fosse l’amore… ma la paura di quello che comporta?
E se lasciarsi andare significasse rischiare davvero?
C’è anche tutto un mondo intorno: amicizie, dinamiche, passato che torna a bussare. E quell’atmosfera estiva, fatta di lago, musica, serate che sembrano infinite… che rende tutto ancora più vivido.
Mi sono ritrovata a sorridere in alcune scene, a sospirare in altre… e sì, anche a pensare “dai, parlatevi!”.
Perché quando una storia funziona, succede questo: ti coinvolge.
Non è una storia perfetta.
Però ti resta addosso, come una canzone che non smetti di canticchiare.
E poi c’è lei, Elle Kennedy.
Con la sua scrittura che scorre, che ti prende piano e poi non ti molla più. Dialoghi veloci, emozioni che arrivano senza forzature, quella capacità di farti entrare nella storia senza accorgertene. E alla fine sei lì… completamente dentro.
Grazie Elle per questo ritorno… io super approvo!

Bevanda consigliata:  Iced Coffee
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni in su

Sito dell'Autrice: Elle Kennedy



"Dimmi cosa vuoi… Voglio questo""


                                             Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 1 aprile 2026

Recensione: Il Sussurro della Morte

 

Il sussurro della morte
di Patricia Gibney

Editore: Newton Compton
Prezzo Cartaceo: € 12,90
Prezzo ebook: € 6,99
Pagine: 384
Titolo originale: Silent Voices
Traduzione a cura di: Micol Cerato


Due giovani donne uccise nello stesso modo. Un probabile serial killer. Un nuovo caso per Lottie Parker.

Quando la venticinquenne Beth Mullen torna a casa, certa di trovarci la sua gemella Rachel, viene accolta da un silenzio assordante, da brividi. Corre al piano di sopra e trova l'amata sorella priva di vita nel letto della loro infanzia. I suoi occhi azzurri, un tempo scintillanti, sono chiusi per sempre. La sera prima Rachel aveva partecipato a un party. La detective Lottie Parker capisce subito che Rachel è stata assassinata. Infatti ha il collo pieno di lividi e un frammento di vetro conficcato in gola. Durante gli interrogatori ai partecipanti alla festa, Lottie scopre che la macchina e le chiavi di Rachel sono sparite. Ma mentre le cerca, una giovane e brillante psicologa viene trovata uccisa con la stessa crudele modalità. La psicologa, però, non era nemmeno nei paraggi della festa, e Lottie è costretta a rimettere in discussione ogni indizio. Due giovani donne bellissime, con il mondo ai loro piedi, sono state brutalmente ridotte al silenzio. Perché qualcuno ha voluto che morissero? La sua ricerca della verità sta facendo innervosire l'assassino e quando il fidanzato di Lottie, Boyd, scompare, tutto precipita. Riuscirà a trovarlo prima che sia troppo tardi?




Avendo letto tutto di Patricia Gibney, mi sono approcciata a questo nuovo capitolo con la curiosità che sempre mi accompagna quando inizio un suo libro.

E, devo dire, l'apertura mi ha lasciata senza parole: Lottie Parker si sposa. Con Boyd, suo partner nel lavoro e nella vita.

Il romanzo si apre proprio il giorno in cui il matrimonio tanto atteso deve essere celebrato. Ma.....

... torniamo a una settimana prima del matrimonio.

Tutto inizia con il ritrovamento del corpo di Rachel Mullen, una giovane donna uccisa brutalmente nel letto della sua casa d'infanzia, con un frammento di specchio conficcato in gola.

Ma proprio mentre Lottie e la sua squadra indaga per scoprire di più su Rachel Mullen e sulle ore che hanno preceduto la sua morte, un'altra donna viene trovata priva di vita e i due casi appaiono da subito collegati tra loro. Apparentemente le due donne non hanno nulla in comune, ma scavando più a fondo, molti dei personaggi coinvolti svelano connessioni nel loro passato.

Si innesta una catena di eventi che portano a tre il numero delle vittime, tutte con la stessa modalità e tutte con un frammento di specchio in gola. Il killer è molto metodico, preciso, non lascia nulla al caso.

I riflettori portano a individuare un colpevole ma Lottie Parker non è convinta, gli indizi sono troppo precisi, quasi fossero stati collocati uno a uno per incriminare proprio quella persona.
Lottie si trova anche a fare i conti con la propria squadra: è convinta da tempo che Lynch la stia in qualche modo boicottando ma deve ricredersi. E forse ha scoperto che non perde occasione per fare la spia sul metodo investigativo di Lottie che non sempre si attiene alle regole.

E la sua vita privata la vede alle prese con il matrimonio con Boyd, reduce da una lunga cura per combattere la leucemia che lo ha colpito negli ultimi anni. I suoi figli la sostengono e sono sempre al suo fianco, cercando di renderla di nuovo felice. Ma riuscirà a sposare Boyd? E, soprattutto, a risolvere questa intricatissima immagine dove nulla è ciò che appare?

Nel complesso, ho trovato interessante come le vite di così tanti personaggi siano in realtà legate da segreti comuni e ho apprezzato l'intuito di Lottie nel non fermarsi alle apparenze, ma di scavare a fondo e di essere sempre attenta ai dettagli, anche quelli che sembrano sfuggire

Tuttavia, pur essendo un libro che si legge facilmente e velocemente, devo ammettere che secondo me non è all'altezza dei precedenti dell'autrice. Lo consiglio a chi cerca una lettura scorrevole, ma per chi conosce bene la serie come me, potrebbe mancare un po' della forza dei romanzi precedenti.

Durata totale della lettura: 4 giorni
Bevanda consigliata dall'autrice: te al limone
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito web dell'autore: Patricia Gybney
Consigliato a chi ha apprezzato: Il silenzio dei colpevoli di Angela Marsons


  "Sorelle, amiche, nemiche"


Si ringrazia la Casa Editrice per la copia omaggio.
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