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lunedì 16 marzo 2026

Recensione: L'inverno della levatrice


L'inverno della levatrice 
di Ariel Lawhon

Editore: Neri Pozza
Prezzo Cartaceo: € 22,00
Pagine: 496

Titolo originale: The Frozen River
Traduzione: Massimo Ortelio  


Maine, villaggio di Hallowell, una notte d’inverno del 1789. Il fiume Kennebec è quasi completamente ghiacciato, invaso da micidiali lastroni che tagliano come cristallo. Prima di chiudersi nella loro gelida prigione, le acque restituiscono il corpo di Joshua Burgess, con gli abiti che ancora lo avvolgono come petali di un grande tulipano appassito. 
A esaminare quel cadavere gonfio e martoriato viene convocata Martha Ballard, la levatrice del villaggio, colei che facilita le nascite, che ascolta i corpi dei malati e se ne prende cura. E il corpo di Joshua Burgess parla, e dice che la morte non è arrivata solo per acqua, ma anche per corda: qualcuno potrebbe aver impiccato Burgess, prima di gettarlo nel Kennebec. Anche se poi il dottore, dall’alto della sua competenza, esprime il suo parere contrario e senza appello: è stato un incidente. Burgess, tuttavia, non può essere morto per una banale imprudenza. 
Oltre a Martha, in tanti pensano che meritasse una punizione, soprattutto dopo l’oltraggiosa violenza ai danni della giovane Rebecca. Martha aveva raccolto per prima quella terribile confidenza e l’aveva trascritta nel suo diario, come sempre fa con i racconti che le vengono affidati: perché non vadano perduti, perché le mura di casa non proteggono le madri, le sorelle, le figlie.
Comincia così un’estenuante ricerca della verità per la levatrice Martha Ballard, armata solo delle sue parole contro i pregiudizi di una società che non intende ascoltarle. 
Con una prosa tesa e delicata, Ariel Lawhon racconta di una donna indomita e della sua instancabile battaglia per la giustizia. Un’eroina misconosciuta, mai finora celebrata, che ebbe l’ardire di levarsi in difesa dei più deboli, cambiando per sempre la storia di un’America che stava ancora muovendo i suoi primi passi.

Il caso editoriale americano dell'anno. Un giallo storico ispirato alla vita e al diario della levatrice Martha Ballard, che nel Maine del XVIII secolo sfidò il sistema legale americano lasciando un’impronta indelebile nella storia.




Maine, 1789 - l’anno del lungo inverno
Martha Ballard è la levatrice di una piccola comunità immersa nelle foreste del Maine, nei primi anni dopo la nascita degli Stati Uniti. Ostetrica e guaritrice, ricopre quasi il ruolo di medico del villaggio, essendo l’unica tra gli abitanti con vere conoscenze mediche. Proprio per questo viene spesso chiamata a testimoniare nei processi locali come testimone esperta.
Quando il corpo di un uomo viene trovato nel fiume ghiacciato, Martha si trova coinvolta in un’indagine che mette in discussione la versione ufficiale delle autorità. Soprattutto perchè l’uomo in questione era stato accusato di violenza da una donna, amica e paziente di Martha.
Difendendo la sua amica e cercando la verità, Martha finirà per sfidare i potenti locali e quella che dovrebbe essere la “giustizia”, mettendo in pericolo non solo la propria reputazione ma anche la sua vita e quella della sua famiglia.

Il romanzo nasce basandosi sui veri diari di Martha Ballard, una figura storica realmente esistita. Levatrice, guaritrice, operatrice qualificata nell’arte medica come si definiva lei, si occupava soprattutto di assistere le donne in gravidanza, ma veniva chiamata per ogni tipo di malanno. In tribunale era spesso richiesta per sostenere le sue pazienti, soprattutto nei casi di riconoscimento di paternità ma anche, in casi eccezionali, come una sorta di medico legale!
Sicuramente una donna forte ed autonoma soprattutto in un’epoca in cui la medicina e la giustizia erano ancora quasi unicamente dominate dagli uomini. 

I suoi diari, nei quali annotava nascite, malattie, eventi del villaggio e casi giudiziari, sono diventati fonte preziosa per la storia sociale americana e per la storia della medicina della fine del 18esimo secolo : dettagli sulle pratiche mediche e sulla farmacologia dell’epoca, ma anche su procedimenti giudiziari e sulla vita quotidiana della comunità.

Il romanzo si apre in media res, catapultandoci subito nel delitto. Il linguaggio ha quasi il tono di un’inchiesta : poche descrizioni ma efficaci, che ti fanno sentire immediatamente dentro la storia, tra le strade del villaggio, come parte della comunità, nella grande famiglia di Martha o nell’aula del tribunale locale.
Un microcosmo di personaggi ben costruito, vite e legami intrecciati, un mondo ricco di amicizie, amori e solidarietà, passioni e conflitti.
Una storia di ingiustizia, una storia di vendetta. Un avvincente romanzo storico con un tocco di thriller, che mi ha catturato e trascinato pagina dopo pagina, tutto d’un fiato. Davvero una bella scoperta!

Durata totale della lettura: sei giorni  
Bevanda consigliata: ube vanilla latte
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Ariel Lawhon
« Ãˆ passato solo un giorno? Il tempo ha iniziato a giocarmi brutti scherzi.
Tutto o niente. Minuti o anni.
Quanti giorni e quante notti passo fra nascite, morti e sepolture.
Il mio lavoro è la vita dei mortali. L’inizio e la fine»


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

martedì 9 dicembre 2025

Recensione: Empusium - Una storia di natura e orrore


Empusium 
Una storia di natura e orrore
di Olga Tokarczuk

Editore: Bompiani
Prezzo Cartaceo: € 22,00
Pagine: 336

Titolo originale: Empusium
Traduzione: Silvano De Fanti  


1913. Il giovane Mieczyslaw, malato di polmoni, arriva a Görbersdorf, noto centro di cure della Bassa Slesia, ed entra subito a far parte della piccola variegata comunità che aspetta la guarigione − o altro − passeggiando, conversando, mangiando e bevendo saporose specialità locali. Filosofia, amore, arte, guerra, e poi le donne, sempre le donne: questi i temi prediletti dai suoi compagni di pensione e terapia.
Nella pensione in cui M. abita succedono strane cose: la moglie del proprietario è appena morta in circostanze misteriose, e il ragazzo è attratto dalla sua stanza, dalla sua storia. Ma anche altre storie lo avvincono: per esempio la leggenda locale che vuole che nei boschi riposino singolari creature terrigne, calde e seducenti quanto feroci. Ancora donne. E mentre tra chiacchiere, potenti cordiali alle erbe, confidenze e tirate fanatiche i suoi compagni di ventura cercano di allontanare i presagi di morte che li accerchiano, M. scoprirà l'attrazione che lo lega a Thilo, giovanissimo artista, e le sfumature di slanci e sentimenti che lo abitano, lo fanno inimitabile, forse lo salveranno. 

Olga Tokarczuk rivisita certe atmosfere alla Thomas Mann, torna al tema amato della natura e del suo potere, irride i triti rituali dell'amicizia al maschile e tratteggia un ritratto di giovane pensoso che nel dolore e nella paura impara a crescere e a credere in ciò che è.



Germania di inizio Novecento. 
Un villaggio sperduto tra le montagne, la campagna, i boschi, i colori dell’autunno. Un sanatorio isolato, luogo di ritiro per curare malattie di polmoni, di corpo, della mente.
È qui che arriva Wojnicz, un giovane studente polacco malato di tubercolosi, che si allontana per la prima volta dal suo ambiente familiare per unirsi a un gruppo di personaggi originali ed alquanto eccentrici.
La vita nel sanatorio scorre tra trattamenti, passeggiate e lunghe discussioni filosofiche, ma presto l’atmosfera si fa inquieta: rumori inspiegabili che riecheggiano nella notte, porte e stanze che nascondono segreti, leggende locali che circolano tra i pazienti, un presunto suicidio (o forse non è un suicidio?).
In questo scenario sospeso tra cura e morte, tra realtà e suggestione, Wojnicz non solo esplora il mondo fuori dal suo ambiente familiare, ma inizia un viaggio ancora più profondo: alla scoperta di se stesso.

Questo libro ha tutti i temi che più mi appassionano, soprattutto nel periodo invernale: atmosfera gotica, immerso nella natura, scienza e superstizione, storia e filosofia, il tutto condito con un pizzico di ironia.
Le descrizioni sono incredibilmente dettagliate, e permettono al lettore di immergersi sin da subito nell’atmosfera e nei simbolismi del racconto.
Sembra quasi di guardare un film: ogni stanza, ogni paesaggio, ogni piccolo dettaglio contribuisce a creare un mondo vivido e sospeso tra realtà e immaginazione. I suoni della natura sono così coinvolgenti che possiamo quasi sentire il rumore dell’acqua che scorre mentre passeggiamo nei boschi con il protagonista.

L’aspetto più potente del libro è sicuramente l’atmosfera. Il villaggio immerso tra le montagne, la nebbia, il cimitero, la notte. A questo si accompagna una tensione costante, malinconica e cupa.
L’inquietudine e la curiosità del lettore crescono ma senza mai esagerare : suoni oscuri, personaggi stravaganti e misteriosi, ombre che appaiono e scompaiono, fino a un presunto suicidio che lascia però qualche dubbio. L’ambientazione mi ha sicuramente ricordato la Transilvania di Dracula.

Altra interessante particolarità la presenza di continui contrasti: il ruolo dell’uomo e della donna nella società del tempo, con una misoginia estrema al limite del ridicolo, e uno sguardo all’omoerotismo, ma anche scienza e superstizione, incontro tra razionale e sovrannaturale, e sicuramente l’evolvere precario della vita tra giovinezza e decadenza.
Da una parte la fragilità del corpo e la malattia fisica e mentale, dall’altro il contrasto con la forza di spirito e la voglia di vivere : il protagonista cerca di guarire dalla malattia affrontando pensieri sulla morte come se potesse giungere da un momento all’altro, nonostante la sua giovane età.

Questi contrasti e il tono onirico del racconto rendono la storia ancora più intensa, un’esperienza sospesa tra realtà e sogno, dove non è chiaro cosa sia reale, cosa leggenda, cosa allucinazione, cosa fantasia, lasciando il lettore avvolto in un’incertezza affascinante ed inquietante, che poi, forse, è riflesso dell’incertezza stessa della vita

Durata totale della lettura: otto giorni  
Bevanda consigliata: the bianco fico e vaniglia
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Olga Tokarczuk
« Noi riteniamo che le cose più interessanti stiano sempre nell’ombra,
in ciò che non si vede »


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 22 ottobre 2025

Recensione: Nido di vespe


Nido di vespe
di Mark Edwards

Editore: Piemme
Prezzo Cartaceo: € 21,00
Pagine: 416

Titolo originale: The Wasp Trap
Traduzione: Cristina Ingiardi  

Estate 1999. Sei brillanti studenti si uniscono in un gruppo di lavoro guidato da un eccentrico professore di psicologia. Stanno per lanciare un metodo in grado di cambiare per sempre il mondo degli incontri online, mettendo a punto un test in grado di rivelare rapidamente le psicopatologie.
Venticinque anni dopo, un inaspettato invito dalla coppia che ha portato avanti l'idea costruendo un impero tecnologico, riunisce gli amici in una sontuosa villa nel cuore di Notting Hill. La cena è in onore del loro mentore, recentemente scomparso. Ognuno porta con sé i propri fantasmi: chi è ancora ossessionato da ciò che avrebbe potuto essere ma non è, chi combatte con problemi economici, chi sta lavorando a un'innovazione segreta, chi nasconde una tragedia familiare logorante. E poi c'è Finn, un invitato misterioso. All'improvviso le porte si chiudono a chiave. Il segnale dei cellulari scompare. Strane voci risuonano nelle stanze vuote. Una verità agghiacciante prende forma: sono intrappolati. Non per caso, ma per un disegno preciso. Uno di loro nasconde un segreto terribile. Finché non verrà confessato, nessuno potrà andarsene. Mentre le tensioni aumentano, le amicizie si sgretolano e la paranoia cresce, diventa chiaro che qualcuno non è chi dice di essere. Ma una sola persona custodisce la rivelazione più devastante. Chi di loro è disposto a uccidere in nome di quel terribile segreto?



Sei amici si ritrovano ad una cena dopo essersi persi di vista per ben venticinque anni.
Da studenti universitari avevano collaborato come assistenti di un carismatico professore di psicologia, partecipando ad esperimenti e studi allo scopo di individuare tratti distintivi di psicopatici e sociopatici, affetti cioè da gravi disturbi psichici e di personalità.
Ora, dopo un quarto di secolo, decidono di organizzare una cena commemorativa in occasione della morte del loro professore, un’occasione per rivedersi e ripensare al passato.
La location è una bellissima e lussuosissima villa nella ricca Notting Hill e, grazie ad un catering organizzato apposta per l’occasione, la cena prosegue egregiamente.
Ma all’improvviso un inquietante cambiamento. Internet smette di funzionare e l’impenetrabile, iper-tecnologico sistema di sicurezza della casa li intrappola al suo interno, porte e finestre bloccate, senza nessuna via d’uscita.
Un senso crescente di incertezza si insinua, qualcosa sicuramente sta per accadere, qualcuno sta giocando con loro. Riusciranno a liberarsi e a superare la notte?

Ciò che colpisce maggiormente di questo romanzo è sicuramente il ritmo.
Dopo un inizio lento, elegante e posato, tipico di una atmosfera dell’alta società, la narrazione cambia improvvisamente diventando incalzante ed aggressiva. L’azione accelera, l’atmosfera si fa inquietante : rumori inspiegabili ed ombre sospette insinuano un crescente senso di pericolo, amplificando ancora di più la claustrofobia dell’intrappolamento all’interno della villa, senza via di fuga, e mantenendo costante la tensione fino alle ultime pagine.
Temi principali ovviamente psicologia e psichiatria.
Vi è un’ampia analisi psicologica dei personaggi, a volte fin troppo cerebrale. Dopo aver avuto a che fare con psicopatici per gran parte della loro vita, si finisce per sospettare davvero di tutti e, in un certo senso, riflettere anche sulle proprie fragilità, svelando come ciascuno indossi una maschera per celare i propri segreti e le proprie debolezze.
Vengono inoltre presentati test psicologici, esperimenti e studi sul comportamento dei cosiddetti psicopatici e sociopatici, permettendo al lettore di approfondirne la conoscenza.

Il libro si divora velocemente. La scrittura semplice e diretta, accompagna il lettore in un crescendo di rivelazioni, combinando suspense ed analisi psicologica, la voglia di scoprire segreti e bugie, svelare rancori e questioni non risolte.
Un romanzo che intreccia abilmente paranoia e claustrofobia in uno studio sulla natura umana e sui meccanismi della psiche. Lo stress, la paura e l’isolamento trasformano la mente umana generando sospetti e tensioni, mettendo i personaggi tutti uno contro gli altri.
In fin dei conti chi può davvero dire di non nascondere qualcosa? Molto probabilmente un pizzico di follia ce l’abbiamo tutti! :)

Durata totale della lettura: sei giorni  
Bevanda consigliata: crème brûlée latte
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Mark Edwards
«  Sebastian ripeteva sempre che gli psicopatici erano molto bravi a mimetizzarsi in società.
È negli istanti in cui il soggetto si crede inosservato che la maschera scivola via 
e si può scorgere il vero io sottostante »


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio

mercoledì 17 settembre 2025

Recensione: Miss Winter in biblioteca con un coltello


Miss Winter in biblioteca con un coltello
di Martin Edwards

Prezzo Cartaceo: € 12,90
Pagine: 352

Titolo originale: Miss Winter in the library with a knife
Traduzione: Carla De Caro  


Sei persone in un momento di difficoltà professionale, e in qualche modo legate al mondo della scrittura, sono state invitate dalla misteriosa Fondazione Midwinter a partecipare a un gioco speciale in occasione del Natale. 
La sfida sembra semplice ma entusiasmante: risolvere il finto omicidio di una scrittrice di gialli in un villaggio remoto nei Pennini del Nord per aggiudicarsi un premio che cambierà per sempre il destino di uno di loro. 
Sei membri dello staff dell'enigmatica Fondazione sono lì per assicurarsi che tutti seguano le regole. I concorrenti sono stati meticolosamente selezionati, ma la prudenza non è mai troppa. E con il villaggio che sta per essere isolato da una tempesta di neve, è importante rimanere vigili: gli enigmi da risolvere e il clima rigido, infatti, potrebbero mettere a dura prova la lucidità dei concorrenti. È tutto pronto per cominciare, ma giocare secondo le regole non è nella lista dei desideri di tutti i partecipanti... 

Un villaggio innevato, sei concorrenti invitati a risolvere un finto omicidio. In palio un premio che potrebbe cambiare la loro vita



Un crime game di lusso.
Così ci viene presentata l’allettante vacanza natalizia nel villaggio di Midwinter, sperduto nella campagna inglese, un posto perfetto per chi cerca pace e relax tra passeggiate nei boschi, pasti a cinque stelle e rilassanti pomeriggi nella sala lettura.
Sei giocatori vengono selezionati per questo gioco all’assassino. Tutti hanno in comune un passato abbastanza celebre - scrittori, influencers, autori di podcast - ma hanno ora perso fama, denaro e potere.
Il tutto architettato nei minimi dettagli, pianificato con cura : niente telefoni, niente internet, nessun contatto con l’esterno.
Ed ovviamente arriva una bufera di neve ad isolarli. Sappiamo già cosa sta per accadere, vero?
I finti delitti si trasformano presto in reali omicidi.

Questo romanzo è un vero e proprio gioco all’assassino, con tanto di regole iniziali, elenco dei personaggi ed una indagine da seguire passo dopo passo all’interno della narrazione.
La vicenda ci viene presentata tramite i diari dei vari giocatori, che ci raccontano in prima persona gli eventi, permettendoci di immedesimarsi nell’avventura assieme ai protagonisti, vivendo la storia da diverse angolazioni.
Ma, come ci viene ricordato più volte durante la lettura, e come gli stessi personaggi ammettono, spetta al lettore cercare di capire cosa sia vero di quello che ci riportano, e cosa invece sia volutamente fuorviante.
Ovviamente non tutti sono onesti!
Ci sono due diversi tipi di lettura : possiamo decidere di partecipare al gioco come investigatori a distanza, alla ricerca dei numerosi indizi da decifrare (oltre 40!), oppure solo come lettori / osservatori esterni.

Un romanzo che vuole ispirarsi ai gialli classici di metà Novecento, che premia la pazienza e la capacità di osservazione, alla ricerca di enigmi e permettendo di arrivare alla soluzione (anzi alle soluzioni) giocando pulito senza imbrogliare il lettore.
Un libro che cattura sin dalle regole iniziali - un inception con racconto giallo nel racconto giallo.
Perfetto per il periodo natalizio, anche se ora l’estate è ancora nell’aria. 
La caccia agli indizi coinvolge il lettore e trasforma la lettura in un gioco stimolante ed appassionante. Sicuramente consigliato!

Durata totale della lettura: cinque giorni  
Bevanda consigliata: succo d'arancia rossa fresco
Formato consigliato: cartaceo
Età di lettura consigliata: dai 16 anni
Sito dell'autore: Martin Edwards


«  Nel caso doveste leggere questo taccuino 
sta a voi decidere se volete credere ad ogni cosa, ad alcune cose, o a nessuna.
Scelta vostra, non mi importa »


Si ringrazia la casa editrice per la copia omaggio
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