Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vintage. Mostra tutti i post

giovedì 24 dicembre 2009

E' la vigilia!


Volevo augurarvi il Natale che desiderate, che sia proprio quello:

non un fiocco di neve in più, né un torroncino in meno
non un bagliore di luce in più, né un desiderio in meno
con le persone che amate, e che vi amano
... buon Natale!

a.o.

venerdì 4 dicembre 2009

Vintage. Il maglioncino alla Joanie Louise 'Sottiletta' Cunningham #1.







A guardarla meglio, questa meraviglia, starebbe meglio indosso a Marion Cunningham, piuttosto che a sua figlia Joanie. Magari per una serata con Howard, non so, la cena 'mariti e mogli' con i membri della Loggia del Leopardo?

Purtroppo alcuni fili hanno ceduto, lasciando andare le perline: sul collo, perlopiù, forse a causa di qualche fluida chioma. Per il resto è perfetto, morbidissimo e caldissimo.
Tesoro originale degli anni '50, con me da sempre perché già vintage indossato da mia madre.



giovedì 30 luglio 2009

Vintage. Un'aiuola a pois.


Pur essendo l'ennesimo acquisto da mercatino, questo bellissimo abito a pois non è un vintage originale, bensì un vintage d'ispirazione. Il tessuto è un raso morbidissimo, il modello è a vestaglia, con incrocio sul davanti. Mentre la parte superiore aderisce al busto e lo disegna, la parte inferiore crea una gonna ampia, quasi a ruota, la lunghezza è a metà gamba. Ideale per un cocktail party, meglio se settembrino...
Non mi resta che organizzarne uno!

Prezzo € 10,00.



venerdì 6 marzo 2009

Cappelli #10. Private Collection.


Tutte le sere, in onda su di una emittente privata del Sud, trasmettono vecchi film in bianco e nero degli anni '40 e '50, italiani e americani. Inutile dirvi che cerco di non perdermene uno, come potrei? Ma neanche il più stupido, neanche il più inutile, poiché anche nel più stupido e nel più inutile i costumi sono comunque bellissimi.

Tutto un godet piuttosto che un longuette, tutto un corpetto liscio piuttosto che ricamato, tutta una magia sartoriale che ha ispirato ogni singolo pezzo della moda successiva a quegli anni. Per non parlare degli accessori: guanti in nappa, con fodera in tinta o a contrasto, con chiusura a bottoncino o a riccio, corti-medi-lunghi!!!



Borse: vere baguette lucide e opache, nere o colorate. Ma anche a sacco, da polso, e tra le mie favorite: con apertura a scatto, irresistibili. Poi, quando l'abito non prevedeva graziose pieghe o cuciture ben definite e decorative sul giro vita, ecco comparire le cinture: sottili sulla giacca del tailleur, maxi sulla gonna scampanata, in nappa, in pelle, in corda.



E che vogliamo dire delle scarpe? Audaci, perché con tacchi alti, ma mai volgari. Mai.




Infine i cappelli. Un mondo in testa, da sfoggiare con vezzo, con vanità. Il cappellino dice tutto di questa donna glamorous. Chiome acconciate e ornate di cappello, a celare, o ad evidenziare l'onda... costata una gran fatica.



Qui vi propongo la mia mini-collezione: esemplari in feltro, seta, velluto in seta. Come per tutto il vintage anche codesti copricapo vibrano ad indossarli, anzi, vibrano solo a guardarli. Portano con sé tutto il significato della parola femminilità: tutto ciò che l'eleganza ha perso per strada e che si spera riesca a recuperare.

venerdì 27 febbraio 2009

Vintage. Il vestito di Jane Eyre.


Tempo fa ho parlato a Francesca di quest'abito, in occasione delle sue letture "brontiane". Poiché era rimasto qui a casa, però, non avevo avuto modo di fotografarlo. Finalmente è arrivato anche il suo momento, ed eccolo qui: ditemi voi se non è il vestito di Jane Eyre!



L'ho indossato tanto, tra i 21 e i 22 anni, età in cui la linea tra il concetto di abbigliamento e quello di abito da scena si assottiglia notevolmente. Me ne andavo alle feste in questo crepe de chine nero a terrorizzare i miei coetanei. Ma adesso mi viene in mente che lo indossai anche per andare a vedere Ibsen a teatro: La donna del mare, quanto ho amato Henrik Ibsen... e con quest'abito indosso, ancor di più.


venerdì 21 novembre 2008

Vintage. Nuovi ritrovamenti in cantina.

Chi cerca, trova. Mio nonno me lo ripeteva sempre da bambina, mentre facevamo lunghe passeggiate, con l'occhio sempre attento a un bel sasso, a un bastoncino, a una pigna... magari a un fungo. Così, con le tasche piene di tesori, ce ne tornavamo a casa, con la sua vecchia Fiat 850 color crema, i finestrini abbassati e cantando Bandiera Rossa con il vento nei capelli... anche a dicembre, per la disperazione di mia madre e di mia nonna.
Sono tornata in cantina a spulciare un po' ed ho riportato alla luce questo bel servizio di piatti.


Credo si trattasse del servizio da cucina, quello di tutti i giorni. Me lo fa pensare il fatto che non siano di porcellana, bensì di ceramica. La decorazione è di ispirazione orientale in verde, sul bordo - lo vedete - sono presenti arabeschi e fiori, sul fondo un paesaggio cinese con pagode tra fiori e alberi.


Il servizio è quasi completo: manca solo un piatto piano, sono undici. Ci sono poi dodici piatti fondi, e due insalatiere. Tutti integri tranne uno, o due, piatti fondi che presentano delle sbeccature. Qui li vedete dopo il lavaggio e, da subito, già pronti all'uso.

Alla prossima "scantinata".

martedì 14 ottobre 2008

Vintage. Un vetro color ambra.

Non è acquistato. L'ho trovato giovedì, polveroso e abbandonato, in cantina. Credo sia uno degli oggetti della vecchia casa del papà di Sommy. Un vetro ambrato, approdato - dopo l'ennesimo trasloco - proprio qui nell'aiuola odorosa.

sabato 4 ottobre 2008

Vintage 1960. Lo stile Jackie in bianco e blu.


Torniamo al vintage con questo completo originale degli anni '60 - che ho avuto occasione di indossare poco ultimamente - sarà perché "non esistono più le mezze stagioni". In effetti, essendo il tessuto un crepe satin, si presta bene ai primi avvisi di primavera, ma anche alla primavera inoltrata grazie all'abito smanicato che ci consente più libertà, una volta tolta la giacca.



Sia la giacca che l'abito sono in perfetto stato, io e la sarta, al tempo, abbiamo effettuato solo tre piccole modifiche:
1. accentuare la sagoma della giacca, poiché era abbondante per la mia taglia sia su spalle che su vita;
2. restringere leggermente la smanicatura dell'abito;
3. allungare l'orlo inferiore. Qui, a dire il vero, ho incontrato difficoltà, poiché il tessuto che è stato piegato in quel punto preciso per più di quarant'anni, una volta allungato, mostrava una riga decisa. Per fortuna la stiratura professionale della tintoria - e l' abnegazione della stiratrice - hanno operato il miracolo.

Devo dire che le donne degli anni '60 erano davvero audaci nel gestire la lunghezza delle loro gonne. Un palmo sopra il ginocchio era un imperativo irrinunciabile, se non per tutte, per la maggior parte.


Il tessuto si è conservato intatto, sia nel colore, il punto di bianco è di un raro candore, sia nella trama: opaco e lucido si penetrano alla perfezione, regalando una perfetta vestibilità. Il classico trapezio regola la geometricità del vestito, che non chiede nulla... perché non ha bisogno di nulla.

Il tratto distintivo è la semplicità, linee essenziali e niente orpelli, eccezione fatta per questi due bellissimi bottoni in madreperla che, posti al termine del cinturino sempre in crepe - applicato sulla giacca - si agganciano tra loro e completano lo stile Jackie, in bianco e blu!

giovedì 24 luglio 2008

1940... più che mai.






Tutto questo citare gli anni '40 mi obbliga inevitabilmente a mostrare un altro degli abiti vintage a cui sono molto, molto legata.
L'abito è in seta, impalpabile, cucito a mano. Realizzato negli anni '70 a Singapore, per anni città adottiva della persona che me lo ha regalato. Il modello si ispira senza ombra di dubbio al 40's style: scollatura quadrata, manica scesa, vita dal taglio alto con arricciature laterali, lunghezza al ginocchio con una leggera asimmetria.
I gialli e i blu dei grossi fiori sono incredibili come il rosa ciclamino dei "rosoni" orientaleggianti a cui si mescolano.
Io amo quest'abito, e ogni volta che lo indosso... wow, mi parte il passo di un boogie-woogie!


Volete indossare un abito d'ispirazione anni '40?

www.trashydiva.com, andate alla sezione shop e poi cliccate su clothing line e poi ancora dresses: cotone stampato o tinta unita, seta stampata o tinta unita, da giorno ma anche da sera... non resta che scegliere il vostro.

mercoledì 23 luglio 2008

Omaggio a Meristemi.











Vintage Truetone Radio del 1946.

Linee morbide, colore bianco lacca.
Mi rimanda a quello splendido telefono hollywoodiano di Lauren Bacall nel film The big sleep sempre del 1946 (quando le sceneggiature venivano scritte da autori del calibro di William Faulkner).
Decisamente west coast.
Considerato il luogo e l'anno, suppongo stia trasmettendo le note del concerto tenutosi a Los Angeles: Jazz at the Philharmonic del 29 gennaio 1946. Laddove l'assolo di Charlie Parker (pare uno dei suoi migliori)... "ha trasformato Lady be good in un blues" (John Lewis).

giovedì 26 giugno 2008

martedì 10 giugno 2008

Il vestito di Emma (accessori).




























Il vestito di Emma.

Se bastasse indossare un abito vintage anni '50 per far proprie le idee, le atmosfere, l'eleganza di quegli anni...

Abbottonando i piccoli automatici sul lato sinistro di questo bellissimo abito nero appartenuto ad Emma, la sorella minore di mio nonno, respiro raffinatezza e gusto, semplicità e grazia come se volessi farle mie, come se indossandolo dopo tanti anni di armadio-armadio-armadio potessi riportare l'abito in vita, e con esso tutto il suo mondo. L'abito è arrivato a me intatto, beatamente ignaro dei quasi sessant'anni trascorsi e di come questo mondo sia cambiato.



















Si compone di due parti: la rigida sottoveste nera in taffetà dall'inconfondibile taglio godet (leggerissima e brillante) a cui si sovrappone l'abito in pizzo nero (dal disegno essenziale), dello stesso taglio della sottoveste ma con un'idea di manica caduta e con lo scollo incrociato sul davanti. La vita è stretta, la gonna a ruota, la misura longuette.Veste così bene!... E che dire di quel fruscio da taffetà di cinematografica memoria? Il suo sussurro mi riappacifica - finalmente - con la parola vanità. L'ho messo per la serata in giardino di domenica, a casa della sorella di Sommy ed ha riscosso un grandissimo successo.
Questo abito mi seduce e mi interrogo sui pensieri di Emma, quando era lei a indossarlo. Le sue considerazioni difronte allo specchio, gli accessori che avrà scelto, la sua mano delicata sulla piega evidente dei capelli. Anche se sono passati sessant'anni mi fa piacere immaginare che in quel momento così intimo e riservato i suoi pensieri siano stati simili ai miei.