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giovedì 14 dicembre 2017

Il biotestamento è legge

Ci sono voluti anni, lustri addirittura, perché è noto che nel nostro paese le leggi di civiltà e libertà incontrano da sempre più ostacoli che altrove, ma alla fine abbiamo portato a casa la legge sul biotestamento, grazie alla quale, finalmente, ognuno potrà decidere come gestire l'ultima parte della propria vita. Una legge avversata da chi storicamente si è sempre opposto all'affermazione dei diritti e delle libertà, e cioè la destra e la Chiesa.

Fa paura, la libertà, l'ha sempre fatta, e se non fosse chiaro, tutte le rimostranze di chi in questi anni si è speso pateticamente contro l'affermazione di questo sacrosanto diritto, rimostranze che hanno sempre avuto come pretestuosa motivazione la difesa della vita e/o della persona, erano in realtà volte a impedire l'affermazione di una libertà, perché appunto la libertà ha sempre incusso timore.

Da oggi possiamo dire di essere tutti un pochino più liberi, alla faccia di chi ci vuole lì, sempre con le catene ai piedi. E ai letti d'ospedale.

sabato 7 gennaio 2012

Balla con Lupi

Secondo l'acuta Daniela Santanché, quello che è successo a Cortina farà scappare i vacanzieri a St. Moritz. Una domanda mi sorge spontanea (scusate ma non posso farne a meno): siamo sicuri che sia un danno?
Mettiamo infatti, per un attimo, che ciò che dice sia vero. Cosa significa? Che ad andare a St. Moritz non saranno quelli che si comportano bene, ossia quelli che quando escono da un negozio o un ristorante pretendono lo scontrino o la fattura e non temono quindi eventuali controlli, ma saranno gli altri, quelli cioè che se ne fregano. E se questi vanno da un'altra parte dov'è il danno per Cortina?
Non c'è. Perché se io esco da un ristorante senza chiedere la fattura, ingrasso solo il ristoratore, non certo la collettività, dal momento che su quei soldi il ristoratore le tasse non le paga. E allora, a questo punto, tanto vale che il presunto evasore se ne vada a St. Moritz, non vi pare?

Un'altra dichiarazione, a metà via tra il patetico e il comico, è quella dell' on. Lupi, il quale stigmatizza lo "stato di polizia fiscale" che certe operazioni introducono. "La sensazione del Grande Fratello, in cui lo Stato invade tutto è un rischio a cui stare attenti", pontifica l'arguto politico. Dimenticando che lui è tra i principali sostenitori della legge sul testamento biologico, quella che vorrebbe imporre il famoso "sondino di stato". Non trovate che sia comico? Da una parte, infatti, Lupi si lamenta dell'ingerenza dello stato nella vita delle persone quando si tratta di problemi fiscali, però se lo stesso stato ti dice come e quando devi morire, allora va tutto bene.

Certi esempi di coerenza mi lasciano sempre senza parole.

martedì 29 novembre 2011

Promemoria

Pare che Ratzinger abbia telefonato personalmente a Monti poco prima che prendesse il posto del tipo delle cene eleganti. Niente di male, intendiamoci. Poi mi viene in mente che la legge sul testamento biologico, se non ricordo male, è ancora ferma in parlamento in attesa dell'ultimo passaggio in Senato.

domenica 20 novembre 2011

Stai zitto e soffri

Il cardinale Bagnasco, in riferimento al tanto vituperato testamento biologico, ha ribadito ancora una volta, casomai qualcuno se ne fosse dimenticato, che autodeterminazione e libertà non sono compatibili. E che occorre distinguere tra i vari tipi di umanesimo utilizzando come criterio il loro tipo di moralità (indicare quale sia la vera morale, come è noto, è prerogativa esclusiva della chiesa cattolica).

Tutto questo bel giro di paroloni e concetti altisonanti, in realtà ha l'unico fine di ricordare alle tante pecorelle ossequianti, ma non solo a loro, che non è possibile decidere cosa è vita e cosa no. Perché non sta a loro. Quindi, se per disgrazia dovesse capitare di restare immobilizzati in un letto per qualche lustro, magari tenuti in vita solo da una macchina, dobbiamo starcene zitti e buoni perché quella sarà comunque considerata vita, indipendentemente dal nostro punto di vista (anche se in quel letto ci siamo noi).

Non trovate che tutto ciò sia in perfetta sintonia con quanto ha detto ieri il papa, nella sua passeggiata in Africa, riguardo ai governanti che manipolano i propri popoli?

mercoledì 13 luglio 2011

Testamento biologico un tubo


E' passato anche alla Camera il testo di legge sul famoso testamento biologico, che in realtà non è niente di tutto questo perché quando uno fa testamento esprime delle volontà che si presume vengano poi esaudite. Ci hanno girato intorno parecchio, modificando qualcosa qui, qualcosa là, ma alla fine il succo di tutta l'operazione è ben rappresentato dal titolo dell'articolo apparso stamattina sul Corriere.

Non commento, perché non c'è niente da commentare. C'è solo da pensare con un po' di preoccupazione cosa può succedere a un paese in cui la volontà dei suoi cittadini è subordinata a una volontà più grande, quella dello stato. E tutto questo in attinenza a una sfera, quella privata e personale, in cui l'unico, vero sovrano dovrebbe essere esclusivamente la singola persona. E' un altro regalo di questo governo, che a parole ama definirsi liberale, democratico, ma che in realtà non è niente di tutto questo. E, come osserva giustamente Gilioli, questa legge non è altro che l'ultima cambiale di Berlusconi al Vaticano.

Sulle spalle nostre.

giovedì 28 aprile 2011

Testamento biologico: così in Europa


I vari galoppini governativi amano particolarmente giustificare le loro "riforme" dicendo "è l'Europa che ce lo chiede" (vedi ad esempio il processo breve, anche se ovviamente l'Europa a questo proposito intende ben altro).

Bene, visto che in tema di fine vita il governo sta mettendo un campo una legge che (a) considererà idratazione e nutrizione forzate come non negoziabili e (b) considererà non vincolante a questo proposito la volontà del paziente - alla faccia dell'autodeterminazione -, aspettiamo con ansia il primo di questi signori che dirà: "è l'Europa che ce lo chiede".

No, perché, come al solito, il mondo va da una parte e noi andiamo dall'altra.

mercoledì 27 aprile 2011

Testamento biologico: guai a chi manca

Fa quasi tenerezza la lettera inviata da Berlusconi ai suoi yesmen nell'imminenza del voto in Parlamento della legge sul testamento biologico. "Ti chiedo dunque, ancora una volta, impegno e partecipazione, sicuro che, come sempre, saprai conciliare l'etica della convinzione con quella della responsabilità".

Eh già, sono decisioni difficili da prendere, così come è difficile, anche per i parlamentari, conciliare le proprie convinzioni personali con la responsabilità di garantire al governo una maggioranza. E così, il poveretto di turno deve scegliere se votare o meno quella che magari ritiene in cuor suo essere una porcata (come effettivamente è) in nome della "responsabilità" di governo.

E' interessante anche il passaggio in cui il teleimbonitore prima afferma che sul fine vita "non si dovrebbe legiferare", poi lamenta il fatto che i tribunali "adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni". In realtà, quelli che l'omino della pubblicità chiama "presunti vuoti normativi" sono effettivi vuoti normativi, per il semplice fatto che il nostro paese è uno dei pochi a non avere una legge che regoli il fine vita (e poi, scusate, se in Parlamento si sta approvando la legge, vuole dire che tale legge ancora manca, o mi sbaglio?).

In ogni caso, deliri a parte, la chiamata alle armi del capo è importante (per lui). La legge in discussione, infatti, se mai dovesse passare con la formulazione attuale farebbe fare salti di gioia a tutto l'entourage vaticano, e sarebbe l'emblema perfetto di cosa intende questo governo col termine "liberale". Sintetizzando brutalmente, il cardine su cui è imperniato tutto il ddl sta infatti nel considerare l'idratazione e l'alimentazione artificiale come "pane e acqua", e come tali non rinunciabili (checché ne dica l'interessato). Un ddl che lo stesso Veronesi ha più volte definito incostituzionale.

Ma tant'è...

martedì 8 marzo 2011

Ehm, ci saremmo anche noi...

Senza grandi clamori sta proseguendo alla Camera la discussione della legge sul testamento biologico. Il Pdl e l'UDC sono determinati a far approvare il testo mantenendo l'attuale impianto, che riportandoci di fatto a una sorta di stato confessionale, prevede alimentazione e idratazione forzata (fregandosene della volontà del paziente) e nessun obbligo per il medico di assecondare la volontà di chi sta attaccato alla macchina.

Penso che in mezzo a tutti i bla bla bla inutili e inconsistenti dei fautori della legge, che accusano chi si oppone di essere favorevole all'eutanasia - personalmente non ho niente da ridire se anche fosse -, le parole più sagge e di buon senso le abbia dette uno che il problema lo conosce sicuramente meglio dei tanti tromboni prezzolati che affollano il Parlamento, il professor Veronesi: "l'autodeterminazione è un diritto di tutte le persone in un paese civile". Già, appunto, un paese civile.

Sulla sponda opposta c'è da segnalare la dichiarazione del sottosegretario Eugenia Roccella: "Ancora una volta bisogna stabilire se la legge la debba fare il Parlamento votato dagli elettori, o se la decisione sulla vita e la morte delle persone vada affidata ai tribunali". La Roccella dimentica che ci potrebbe essere un terzo soggetto interessato alla questione: il paziente. Ma d'altra parte è noto da tempo che per questo governo la linea che divide un cittadino da un suddito è sempre stata molto sottile. Sottilissima.

mercoledì 12 gennaio 2011

Solo in Italia


Solo nel nostro paese succede che un tribunale è costretto a ribadire ciò che è già scritto nella Costituzione: "la liberta' di scegliere a quali trattamenti sanitari essere sottoposti e' garantita da numerose norme costituzionali".

mercoledì 10 febbraio 2010

Il miracolo non riuscito

Gesù non ha mai fallito: a lui i miracoli sono sempre riusciti - almeno così raccontano i vangeli. A Berlusconi, invece, che di Gesù è la naturale continuazione, i miracoli a volte non riescono. E di questo si addolora. E' successo ieri, quando in occasione dell'anniversario della "morte" ha inviato una lettera alle suore che hanno accudito Eluana per 14 anni. 14 anni di non-vita, ingabbiata nella sua prigione come un vegetale. "Vorrei ricordarla con voi e condividere il rammarico e il dolore per non aver potuto evitare la sua morte", ha scritto Berlusconi, come se quella di Eluana fosse appunto stata vita.

Lui avrebbe voluto salvarla, cioè avrebbe voluto - questa è la sua concezione di salvezza - che restasse prigioniera per sempre, a mo' di pianta ornamentale in quel letto. Suo padre, invece, quello che evidentemente non le ha mai voluto bene, ha scelto di farle terminare quello stato. Entrambi, quindi, hanno provato a salvarla. Per fortuna il primo non ci è riuscito.

venerdì 28 agosto 2009

Il testamento biologico e il "libero convincimento" dei senatori

Le bordate lanciate dal nuovo esponente di punta del Pd, e cioè quel Gianfranco Fini intervenuto l'altro ieri alla festa dei democratici a Genova, erano troppo pesanti per qualcuno, e difficilmente si poteva pensare che non arrivasse una replica. Ma cos'aveva detto Fini di così grave da meritare addirittura l'onore di una replica congiunta da due dei senatori più "in" che bazzicano a Palazzo Madama? Vediamo di approfondire un pochino.

In realtà l'intervento di Fini alla festa del Pd a Genova ha toccato parecchi temi, tra cui l'immigrazione clandestina, l'eccessiva sudditanza del Pdl alle istanze della Lega ed altri, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso (e il travaso di bile di qualcuno) sono probabilmente state le sue parole sulla questione del testamento biologico. Parole semplici, chiare e - almeno da parte mia - totalmente condivisibili.

"Credo che non si tratti di favorire la morte ma di prendere atto dell'impossibilità di impedirla, affidando all'affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione". Per questo il presidente della camera, Gianfranco Fini, ribadisce che farà "il possibile per correggere alla Camera un testo che difetta nel rispetto di questo principio".

Ospite della festa del Pd di Genova, Fini sottolinea di non voler fare "alcuna crociata contro i cattolici, per i quali ho il massimo rispetto ma - sostiene - chi dice che su queste questioni decide la Chiesa e non il Parlamento per me è un clericale. Per me spetta al Parlamento decidere".

Questo perché "ogni cittadino e ogni parlamentare deve rispondere alla sua personale coscienza. Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito".

Cosa c'è di sbagliato in quello che ha detto? Niente. Fini ha solamente ribadito due concetti molto importanti: (1) la scelta su come e quando morire spetta solo alla singola persona e (2) le leggi in Italia le fa il Parlamento e non la Chiesa, se è vero, come è vero, che la nostra Costituzione dice che viviamo in uno stato laico. Tutto questo mentre, praticamente in contemporanea, un altro ministro, Sacconi, auspicava al Meetenig di Rimini l'approvazione della "leggina" costruita ad hoc per Eluana Englaro, quella famosa porcata fortunatamente bloccata in extremis da Napolitano.

Puntuale, come dicevo, è arrivata la replica congiunta dei Senatori Quagliarello e Gasparri - quello che a me fa venire l'orticaria.

La legge sul testamento biologico approvata a Palazzo Madama è frutto del libero convincimento dei senatori, i quali non solo non possono essere tacciati in alcun modo di clericalismo, ma hanno avuto la possibilità di esprimersi nella libertà della loro coscienza anche rispetto ai gruppi di appartenenza, anche quando, come nel caso del PdL, all'esito di una lunga, approfondita e laica discussione si era giunti all'individuazione di una linea largamente maggioritaria.

Ora, nessuno mette in dubbio che il disegno di legge così com'è concepito sia il "frutto del libero convincimento dei senatori", come dice Gasparri, ma il punto è un altro: siamo sicuri che questo convincimento sia in linea con quanto pensa la maggioranza degli italiani? Qui, al contrario, il dubbio viene, e molto. Sondaggi ufficiali in merito non mi pare che esistano, ma sondaggi singoli effettuati da varie associazioni di rilevazione vanno tutti nella stessa direzione: la maggioranza degli interpellati vuole decidere autonomamente come morire (qui Aduc e qui Corriere, solo per segnalarne un paio).

Il nodo principale, quello che da più di un anno ormai è il fulcro delle polemiche, come avrete sicuramente capito ruota tutto attorno alla questione se il mantenimento dell'idratazione e della nutrizione (il famoso sondino) debbano essere considerati imprescindibili dalla volontà del paziente (come vorrebbe la legge così com'è scritta), oppure no. E' un nodo cruciale, come capite, che a seconda di come verrà "sciolto" determinerà in maniera incontrovertibile se siamo ancora liberi di scegliere, se l'autodeterminazione ha ancora un senso e se la libertà di coscienza in questo paese vale ancora qualcosa oppure no. Fini ha detto che farà di tutto per cambiare in questo senso il testo prima dell'ultimo passaggio in Parlamento. Non lo so come andrà a finire, ma se la legge resterà così com'è la sconfitta più grande sarà la nostra, in quanto non avremo più neppure la facoltà di decidere cosa fare della nostra carcassa.

E tutto questo, paradossalmente, grazie a un partito che si chiama Popolo della Libertà.

(fonte immagine: voglioscendere.it)

Senza bussola

Ho letto frettolosamente qualcosa sulla manifestazione sovranista di ieri a Milano, dove sembra ci fossero più organizzatori che manifestan...