
Le bordate lanciate dal nuovo esponente di punta del Pd, e cioè quel Gianfranco Fini intervenuto l'altro ieri alla festa dei democratici a Genova, erano troppo pesanti per qualcuno, e difficilmente si poteva pensare che non arrivasse una replica. Ma cos'aveva detto Fini di così grave da meritare addirittura l'onore di una replica congiunta da due dei senatori più "in" che bazzicano a Palazzo Madama? Vediamo di approfondire un pochino.
In realtà l'intervento di Fini alla festa del Pd a Genova ha toccato parecchi temi, tra cui l'immigrazione clandestina, l'eccessiva sudditanza del Pdl alle istanze della Lega ed altri, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso (e il travaso di bile di qualcuno) sono probabilmente state
le sue parole sulla questione del testamento biologico. Parole semplici, chiare e - almeno da parte mia - totalmente condivisibili.
"Credo che non si tratti di favorire la morte ma di prendere atto dell'impossibilità di impedirla, affidando all'affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione". Per questo il presidente della camera, Gianfranco Fini, ribadisce che farà "il possibile per correggere alla Camera un testo che difetta nel rispetto di questo principio".
Ospite della festa del Pd di Genova, Fini sottolinea di non voler fare "alcuna crociata contro i cattolici, per i quali ho il massimo rispetto ma - sostiene - chi dice che su queste questioni decide la Chiesa e non il Parlamento per me è un clericale. Per me spetta al Parlamento decidere".
Questo perché "ogni cittadino e ogni parlamentare deve rispondere alla sua personale coscienza. Su questioni relative alla vita e alla morte non ci può essere un vincolo di maggioranza o di partito".
Cosa c'è di sbagliato in quello che ha detto? Niente. Fini ha solamente ribadito due concetti molto importanti: (1) la scelta su come e quando morire spetta solo alla singola persona e (2) le leggi in Italia le fa il Parlamento e non la Chiesa, se è vero, come è vero, che la nostra Costituzione dice che viviamo in uno stato laico. Tutto questo mentre, praticamente in contemporanea, un altro ministro, Sacconi,
auspicava al Meetenig di Rimini l'approvazione della "leggina" costruita ad hoc per Eluana Englaro, quella famosa porcata fortunatamente bloccata in extremis da Napolitano.
Puntuale, come dicevo, è arrivata
la replica congiunta dei Senatori Quagliarello e Gasparri - quello che a me fa venire l'orticaria.
La legge sul testamento biologico approvata a Palazzo Madama è frutto del libero convincimento dei senatori, i quali non solo non possono essere tacciati in alcun modo di clericalismo, ma hanno avuto la possibilità di esprimersi nella libertà della loro coscienza anche rispetto ai gruppi di appartenenza, anche quando, come nel caso del PdL, all'esito di una lunga, approfondita e laica discussione si era giunti all'individuazione di una linea largamente maggioritaria.
Ora, nessuno mette in dubbio che il disegno di legge così com'è concepito sia il "frutto del libero convincimento dei senatori", come dice Gasparri, ma il punto è un altro: siamo sicuri che questo convincimento sia in linea con quanto pensa la maggioranza degli italiani? Qui, al contrario, il dubbio viene, e molto. Sondaggi ufficiali in merito non mi pare che esistano, ma sondaggi singoli effettuati da varie associazioni di rilevazione vanno tutti nella stessa direzione: la maggioranza degli interpellati vuole decidere autonomamente come morire (
qui Aduc e
qui Corriere, solo per segnalarne un paio).
Il nodo principale, quello che da più di un anno ormai è il fulcro delle polemiche, come avrete sicuramente capito ruota tutto attorno alla questione se il mantenimento dell'idratazione e della nutrizione (il famoso sondino) debbano essere considerati imprescindibili dalla volontà del paziente (come vorrebbe la legge così com'è scritta), oppure no. E' un nodo cruciale, come capite, che a seconda di come verrà "sciolto" determinerà in maniera incontrovertibile se siamo ancora liberi di scegliere, se l'autodeterminazione ha ancora un senso e se la libertà di coscienza in questo paese vale ancora qualcosa oppure no. Fini ha detto che farà di tutto per cambiare in questo senso il testo prima dell'ultimo passaggio in Parlamento. Non lo so come andrà a finire, ma se la legge resterà così com'è la sconfitta più grande sarà la nostra, in quanto non avremo più neppure la facoltà di decidere cosa fare della nostra carcassa.
E tutto questo, paradossalmente, grazie a un partito che si chiama Popolo della Libertà .
(fonte immagine: voglioscendere.it)