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sabato 23 gennaio 2016

Dedicato a tutti i martiri dei campi di sterminio

"Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata. Mai dimenticherò quel fumo. Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto. Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede. Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l'eternità il desiderio di vivere. Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai".
(ELIE WIESEL)


lunedì 28 gennaio 2013

SAPERE FARE MEMORIA


Ieri, 27 gennaio 2013, giorno della memoria, ho assistito al Teatro Modena alla rappresentazione di Bunchenwakd Tosca, tratto dal dramma di Victorien Sardou da una idea di Mauro Pagano. Cantanti, attori, musicisti e comparse sono stati magistrali. Quest' opera è il vero modo di fare memoria di quello che è stato: il dare voce alla sofferenza e alla morte altrui, specialmente oggi che le voci dei sopravvissuti sono sempre più flebili.

sabato 26 gennaio 2013

Ti penso sempre


  1.                      
Sono il numero A 5384 di Auschwitz Birkenau.
Dico sono e non sono stata: lo sono ancora perchè il lager
 vive  dentro di me.
Liana Millu

sabato 23 aprile 2011

Una donna "resistente"







 

I fascisti la  catturarono il 7 agosto 1944. Tornava da una consegna di armi alla base di Castelmaggiore, e portava con sé documenti cifrati. Per i carnefici aveva una doppia colpa: si rifiutava di rivelare i nomi dei partigiani, suoi compagni di lotta ed era donna. Per sette giorni e sette notti si alternarono su di lei in tanti, ognuno inventando nuovi tormenti e sevizie innominabili, ma La Mimma ( Irma Bandiera) non parlava. La baldanza dei fascisti si tramutò in livore e frustrazione: avevano fatto parlare tanti uomini, spesso grandi e grossi, robusti come tori, cocciuti come muli, e quella lì... una donnina così esile, niente. Non apriva bocca e li fissava con i suoi grandi occhi che risaltavano sul viso magro e la fronte ampia...Li guardava con un muto disprezzo, tutto il disprezzo del mondo concentrato in quegli occhi: Così la accecarono.. La finirono con una raffica di mitra sotto la finestra dei suoi genitori e se ne andarono imprecando.

mercoledì 26 gennaio 2011

Io ti ricordo sempre

File:Liana Millu-targa Genova Boccadasse.jpg
Targa in memoria della scrittrice Liana Millu presso il borgo marinaro di Boccadasse - (Genova)

sabato 19 giugno 2010

Addio compagno Saramago


"Non sono un scrittore comunista, io sono un comunista scrittore, che è diverso.
Vale a dire che non sono un scrittore comunista che scrive secondo un orientamento politico o ideologico determinato e che utilizza la letteratura per diffondere questo orientamento. Allo stesso modo che c'è una differenza tra essere un giornalista comunista o un comunista giornalista. Per giornalista comunista si intende un giornalista che lavora in un organo di stampa comunista e la sua missione è quella di espandere attivamente quelle idee. In cambio, se si è un comunista giornalista non significa che attivamente tu ti dedichi ad espandere le tue idee nella tua professione".

martedì 26 gennaio 2010

giovedì 19 novembre 2009

Gli ultimi sono sempre gli ultimi

Scaffale 2 da te.

Sabato ho fatto una capatina alla nuova Feltrinelli. Sapevo che non mi sarebbe piaciuta perché adoro le librerie piccole, gestite da un libraio appassionato del suo lavoro, con il quale mi piace disquisire su vari argomenti. Appena entrata mi sono sentita subito a disagio, nonostante ciò, ho provato a visionare i vari reparti. Il chiacchiericcio proveniente dal bar e la cacofonia del music-store mi hanno irritata. Giunta vicino allo scaffale dedicato alla storia contemporanea, il mio sguardo si è immediatamente focalizzato sulla letteratura dedicata all'Olocausto. I miei occhi non avrebbero mai voluto vedere i libri (Giuntina) della  Millu e di Levi relegati praticamente per terra, mentre quelli dedicati al nazismo, promossi in prima visione.
Sono rimasta basita e sconcertata. Ho chiesto gentilmente al commesso del piano, chi aveva deciso quella collocazione e lui in modo sgarbato mi ha risposto che i libri erano esposti secondo una logica e una sequenza storica. Purtroppo sono a conoscenza delle leggi del MERCHANDISING, raffinata tecnica di promozione, atta a pilotare il comportamento d'acquisto, nel momento in cui il consumatore entra in contatto con il prodotto. Una delle regole auree di questa "scienza" é: esporre la merce rendendola maggiormente visibile ed accessibile. Il livello dello scaffale per tanto gioca sempre un ruolo fondamentale sull'acquisto d'impulso: i prodotti collocati in basso quindi .... sono considerati meno interessanti, rispetto a quelli esposti a livello degli occhi e delle mani dei consumatori. Per ottenere il diritto al meglio é risaputo  che si devono pagare delle tangenti.
Altro che logica e sequenza storica! L'Olocausto é stato per l'ennesima volta calpestato.
Qualcuno potrebbe pensare che sono polemica, ma pochi metri più in là, altra sorpresa. Nello scaffale dedicato alle religioni, indovinate dove sono finiti i libri sull'ebraismo?


Scaffale 1 da te.

giovedì 23 aprile 2009

Ricordo di LESTA

il mio amico Lesta da te.

Non è bello far vedere su di un manifesto pistole e bombe a mano. Allora si fanno sparire da una foto storica.
Attraverso semplici colpi di mouse, la Regione Liguria le ha cancellate dal tavolo, su cui alcuni partigiani stanno pianificando un’azione di guerriglia.
La resistenza non fu fatta a tavolino e nemmeno tirandosi i fiori.
In tema di revisionismo e del “volemose bene” sono riusciti a ridicolizzare la RESISTENZA GENOVESE.
Il partigiano a Sinistra della foto, si chiamava Emilio Roncagliolo, nome di battaglia “Lesta”, mio carissimo amico.
Uomo di primissimo piano nella lotta partigiana, fu il braccio destro del mitico Comandante Aldo Gastaldi, nome di battaglia “Bisagno”, purtroppo morto in circostanze misteriose, il 21/05/1945.
Ho salutato Lesta l’ultima volta il 10 Febbraio di quest’anno, in Piazza Baracca a Sestri Ponente, nella quale si è svolta una commovente cerimonia civile. Sono sicura che lui non avrebbe gradito questa manipolazione storica, atta a ribaltare la verità.

Continuerò a gridare ogni qualvolta si vogliono fare ingiustizie e griderò contro chiunque, anche se il mio grido dovesse causarmi disgrazie o altro
                                                         Bisagno
porto 2 014 da te.
porto 2 006 da te.

martedì 10 febbraio 2009

CHARLES DARWIN

Il francobollo di Darwin 2009

Per alcune associazioni religiose, Darwin è stato colui che ha rimosso l’essere umano dal rango privilegiato, che dio gli avrebbe riservato nel cosmo.Lo studioso ha assestato il colpo di grazia al millenario antropocentrismo delle religioni. La “selezione naturale” ha scalzato dio e ha dato finalmente le risposte più convincenti e scientifiche alle domande che da sempre assillano l’uomo: chi siamo? da dove veniamo? La cosa che mi ha sempre affascinato di Darwin è che nei suoi scritti, a differenza dei PRETI che lo hanno sempre contestato, ed hanno fondato il loro parassitismo su dio, egli ne parlò pochissimo. Mi è rimasto impresso un gustoso aneddoto della sua autobiografia. In una domenica afosa e senza vento, Darwin stava seduto in giardino, con accanto il suo cane.In lontananza si vedeva una bandiera, che ogni tanto era smossa da una leggera brezza. Ogni volta che ciò accadeva l’animale abbaiava furiosamente, come se il movimento della bandiera segnalasse la presenza di un’invisibile qualcuno.Per lo scienziato, il suo cane si comportava come un selvaggio, che dietro ad ogni evento naturale crede che ci sia sempre una causa soprannaturale.Da questo comportamento, definito da Darwin: TEOLOGIA DA CANI, nasce l’origine e la credenza che ci siano entità spirituali in grado di governare tali fenomeni.

sabato 1 novembre 2008

02/11/1975

Quel giorno con un feroce assassinio misero a tacere la voce più intellettuale e scomoda che il '900 abbia partorito.

domenica 23 marzo 2008

GRAZIE PER LA VOSTRA AMICIZIA

Lo so, la vita nonostante tutto è meravigliosa, ma in questi ultimi mesi il destino si è accanito su di me, come lo scalpello di un abile scultore, intento a scolpire un prigione di marmo.
Vi chiedo scusa per avervi trascurato, ma sono proprio esausta.
Miei cari amici, vi ringrazio per la vostra partecipazione, ma la sofferenza interiore mi ha tolto la serenità necessaria per gestire il mio blog.
Mi allontano momentaneamente, come lo scultore si distanzia dalla sua opera per osservarla meglio e in silenzio recuperare le forze per portarla a termine.
Un abbraccio a tutti.
Angela

domenica 17 febbraio 2008

MNEMOTECNICA

Alle violenze di pensiero e all’intolleranza oscurantista degli assolutismi, che “desiderano” mettere le loro mani su conquiste ottenute con battaglie e sacrifici, io come donna, dico no e contappongo il ricordo  di Giordano Bruno.
Il 17 Febbraio del 1600, con la bocca serrata da una morsa perché non potesse più parlare, l’inquisizione lo arse vivo a Roma, in Campo dei Fiori.

giovedì 24 gennaio 2008

la mia memoria

Impassibili e ottusamente immersi nei nostri miti consumistici, senza rendercene conto, siamo diventati freddi e laidi come Mordo Nahum.
Primo Levi racconta l’incontro con questo furbo commerciante greco, nel suo libro: “La Tregua”
Per Mordo vigevano le seguenti leggi di vita che trovo particolarmente attuali:
E’ GUERRA SEMPRE
L’UOMO E’ LUPO ALL’UOMO.
Purtroppo è accaduto quello che Levi paventava.
I giovani privati della memoria, tenuta viva dall’impegno di ex deportati, ignorano o addirittura mettono in discussione gli orrori accaduti durante la seconda guerra mondiale.
Tutti noi dobbiamo impegnarci e inculcare ai nostri figli i valori necessari per evitare che la storia si ripeta.

mercoledì 10 ottobre 2007

"La sua Africa"

Il 15 0ttobre 1987, Thomas Sankara fu assassinato in un colpo di stato, organizzato dal suo braccio destro e attuale presidente del Burkina Faso; Blaise Compaorè
Il giovane Sankara (37 anni) governò con indiscussa saggezza e il suo operato politico, economico, sociale e culturale, sfida gli anni e m’induce a profonde riflessioni sul futuro dell’Africa.
Sotto la sua guida, breve ma intensa, trasformò il nome del suo paese da Alto Volta (nome coloniale) in Burkina Faso (paese degli uomini integri), avviando una rivoluzione democratica e popolare.
Attuò vaste campagne di vaccinazioni col risultato di abbassare il tasso della mortalità infantile. 
Abolì l’infibulazione, introdusse il divorzio e aiutò le donne a partecipare alla vita politica. Fece piantare milioni d’alberi, obbligando il deserto del Sael ad arretrare.
Risanò i conti pubblici e il paese raggiunse l’auto sufficienza alimentare. Costruì scuole ed ospedali riducendo le spese dell’apparato statale al minimo.
Con il suo assassinio, il processo di riscossa d’alcuni popoli africani si è arrestato.
L’Africa ha il diritto alla totale indipendenza e contando solo sulle proprie forze, deve scrollarsi di dosso tutti quei banditi politici, che con la scusa degli aiuti umanitari si trasformano in sfruttatori economici.
Thomas Sankara asseriva che l’Africa scriverà la sua storia da sola.
Speriamo che i giovani africani trovino il coraggio e la determinazione per attuare questo sogno.

giovedì 4 ottobre 2007

HASTA SIEMPRE COMANDANTE!

 Il 9 Ottobre 1967, era domenica e nella scuola del villaggio de la Higuera, su preciso ordine del 36° presidente degli Usa, il democratico Lindon Baines Johnson, fu ucciso dai militari anti-guerriglia boliviani, Ernesto Guevara.
Avevo 15 anni, nelle piazze italiane si svolgevano imponenti contestazioni contro la guerra del Vietnam. Gli studenti e lavoratori scioperavano a fianco a fianco per migliorare la vita nelle scuole e nelle fabbriche.
Era un autunno “caldo” e quando appresi la triste notizia, capii immediatamente che con la morte del Che moriva anche un po’ la speranza di realizzare un mondo più giusto e solidale.
Hanno eliminato il suo corpo, non certo il suo pensiero. Giorno dopo giorno, le sue idee e le sue azioni, hanno toccato il cuore di tanti giovani, desiderosi di riscattare i popoli oppressi, i poveri e gli umili,
Sono passati 40 anni da quel giorno e quella ragazzina è diventata quasi una vecchietta che continua ad essere spronata dal pensiero di Ernesto e cerca con tenacia l’ispirazione alla lotta, contro le ingiustizie sociali, sempre più attuali in questo mondo globalizzato e disumanizzato. Con i suoi occhietti vispi scruta fra le nuove generazioni, sperando che:

…..da qualche parte un giorno,
dove non si saprà.
dove non l’aspettate
Il “Che” ritornerà….. (Guccini)

giovedì 26 aprile 2007

Il piccolo grande Uomo

 
Il 27 aprile 1937 moriva a 46 anni, Antonio Gramsci, politico, filosofo, scrittore ed uno dei fondatori del partito Comunista italiano.


“Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che Vivere vuol dire essere partigiani.Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente può essere cittadino e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.
Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio della mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica”……. Antonio Gramsci

Io sono partigiana, perché disprezzo chi non partecipa, disprezzo l’indifferenza e penso che il proletariato attuale stanco e demoralizzato è vittima di quest’indifferenza. La sua colpa è quella di aver peccato d’ingenuità, delegando il suo destino nelle mani di dirigenti venduti che mirano solo al potere. Si sono seduti a tavola con i potenti dimenticando il vero motivo per cui erano stati eletti.
Ora purtroppo stiamo raccogliendo i frutti marci del dialogo, che questi manutengoli hanno instaurato con la borghesia arrivista.                Gio

……
L’ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l’anima dell’uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d’ombra e s’ingarbuglia la matassa…..    Guccini