Ci sono tasche di indumenti appesi da tempo
- cappotti, pantaloni, giubbetti -
che spesso custodiscono incantesimi incredibili:
vecchie caramelle, vuoti di tempo,
giudizi sospesi,
scontrini dalla data magica,
frasi mai recapitate,
agganci al futuro,
monete fuori corso, ricordi fuori corso;
compromessi spiegazzati,
rese sanguinose,
chiavi sconosciute di regni destinati all’oblio.
Rovesciali sul letto, falli incontrare a nuova luce,
ne hanno da raccontare.
Spesso fanno parte di storie incompiute
con addosso la voglia viva di viaggiare.
La scelta d’un capo, invece dell’altro,
avrebbe sovvertito storie, innescato opzioni inaudite.
Un’attache, i mondi che teneva uniti,
un biglietto di cinema, chiarito il finale,
un numero di telefono, a ricordare lei.

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RispondiEliminami piace come fai uscire dalle tasche con la stessa facilità oggetti dimenticati ed emozioni che da essi scaturiscono.
RispondiEliminapiaciuta
massimolegnani
Certe emozioni ce le ficchi a forza, magari, in tasca.. e speri non escano più..ma loro restano là..
EliminaI ricordi bussano d'improvviso alle nostre porte, ci impongono di ascoltarli, di seguirli, di sognare. I ricordi non li scegliamo noi ma sono loro che si sovrappongono tra noi e la nostra quotidianità chiedendoci con forza di fermarci e di riflettere sugli strati trainanti di quel particolare vissuto, di quel particolare momento o frangente. I ricordi sono sempre lì, pronti a illustrarci chi siamo e da dove proveniamo e accendono sempre, in noi, le fiammelle giuste, quelle che nel tempo e col tempo ci legano e ci legheranno sempre ad una persona cara, a "quella" persona cara. I ricordi ci insegnano, che nulla conta di più, in questa vita, se non l'amare e l'essere amati. Ma spesso di questo ci accorgiamo quando ormai è troppo tardi.
RispondiEliminaIo tolgo sempre tutto dalle tasche, difficilissimo per me trovar qualcosa dopo anni.
RispondiEliminaPer Luisa impossibile, a me sfugge un sacco di roba, magari è un calcolo inconscio che vuole apparecchiarsi sorprese a scadenze indefinite.. me sto arampica' eh? ;)
Eliminae le mascherine, le mascherine intonse ?
RispondiEliminaNe ho collezioni universali, ma non in tasca; nello zainetto, invece, sempre una "hai visto mai"..
EliminaLe tasche sono metaforicamente come quelle di Eta Beta e Doraemon: c'è dentro di tutto, sia pure in senso simbolico.
RispondiEliminaDavvero..a volte a mani in tasca e testa libera, ecco la soluzione che cercavamo..
EliminaNelle tasche non solo ricordi che tornano a memoria....Fastidiosi i fazzoletti che vanno a finire in lavatrice!
RispondiEliminaChe bello questo post, che racconta una realtà di vita quotidiana, quante volte nelle tasche ho ritrovato piccole scaglie di ricordi, a volte sbiaditi, ma tanto basta per riaprire quel cassetto del cuore, della mia mente. Anche una semplice carta di caramella è riuscita a aprirmi ricordi teneri, dolci e romantici...anche nelle tasche di vecchie borse che non usavo da tempo. Forse nel ultima parte del tuo post c'è quel Lei..., così sento ancora una volta l'emozione che hai provato. Un abbraccio grande
RispondiEliminaE un buco per capire come mai non c'è quello che non troviamo convinti che doveva esserci.
RispondiEliminapodi-.
Anche il contenuto di una tasca può far rivivere ricordi ed emozioni ed è significativo e commovente che tu riesca anche a ritrovare "lei". Nelle mie tasche, di solito, ci sono liste della spesa e scontrini, ma sono sicura che, se cercassi nelle tasche di qualcuno che non c'è più, mi emozionerebbe anche un fazzoletto, perché è stato tra le mani di quella persona. Un abbraccio!
RispondiEliminaricordare ormai è il mio esercizio preferito :)
RispondiEliminalieto giorno
Ricordare innesta il futuro. ;)
EliminaEh eh, caro Franco, tutto porta a ricordare cose vissute. Le tasche sono un utile nascondiglio che prima o poi ti riportano scandagliare la memoria e ti obbligano a rivivere dei momenti. Trovo ogni tuo post, ogni tua riflessione, una grande occasione per vivere un nuovo giorno. Un forte abbraccio.
RispondiEliminaLe tasche di indumenti appesi a lungo sono come “casseforti” che a volte custodiscono tesori di ricordi , risvegliati secondo me non a caso . Il loro contenuto crea un legame tra presente e passato, rendendo il tempo e il suo trascorrere relativo .
RispondiEliminaTi abbraccio
eos
Io trovo soldi nelle tasche di ogni dove. Sempre: quando spiccetti e quando banconote anche da cinquanta euro. Ora, vero che non do peso al denaro, ma porca miseria, dimenticare per mesi (anche anni) pezzi grossi mi fa dire ecchecca...!
RispondiEliminaCerco di togliere tutto dalle tasche ma qualche volta capita un fazzoletto nella tasca di un pantalone messo a lavare in lavatrice e questa sì che è una brutta sorpresa!
RispondiEliminaSempre originali i tuoi scritti e sempre bello leggerti!
All'improvviso qualcosa, persino uno scontrino datato e sbiadito appallottolato in una tasca, riaccende il ricordo, che di fatto non abbandona mai la mente di chi ama, ma che in quell'attimo diventa quasi tangibile. Buon pomeriggio :)
RispondiEliminasinforosa
È curioso come le tasche, quando le nomini così, smettano di essere un dettaglio dell’abbigliamento e diventino una specie di archivio involontario. Leggendoti ho pensato a quante volte anch’io ho ritrovato oggetti che non ricordavo di aver portato con me: piccoli resti di giornate che non hanno lasciato altre prove della loro esistenza. Mi colpisce l’idea che la scelta di un capo possa deviare una storia. Non ci avevo mai pensato, ma è vero: ci sono tasche che hanno custodito possibilità che non abbiamo colto, e altre che hanno trattenuto ciò che non eravamo pronti a lasciare andare. Il numero di telefono, il biglietto del cinema, la chiave di un luogo che non esiste più: sono tutti modi in cui il passato continua a bussare, ma senza pretese. Solo per ricordarci che, a volte, anche ciò che non abbiamo vissuto lascia una traccia.
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