martedì 14 aprile 2026

Domani, che domani!

Domani sarà il gran giorno previsto per l'operazione per cui non so se nelle prossime settimane riuscirò a scrivere, sicuramente non nei primi giorni. Non sono in ansia, non sono tesa, giusto il post-operatorio mi fa un po' timore perché ho paura di non essere in grado di limitarmi. Perché finché ci sarà il dolore sarò costretta a non far nulla, ma quando il dolore non ci sarà più, o sarà tutto sommato sopportabile, allora sì che dovrò essere brava. Ho anche paura di ricominciare troppo presto nello sport, di non riuscire a capire fin dove è giusto fare e dove sia giusto fermarsi. Per questo ho pensato di aggiungere una settimana alle indicazioni mediche in modo da essere sicura di non far kazzate. Vi aggiornerò a inizio settimana prossima, per il momento vi saluto con un enorme abbraccio collettivo!

domenica 12 aprile 2026

La furbona

Mi raccomando Primogenita, fatti trovare in stazione alle 16,20

E indovinate un po' chi non c'era in stazione a Roma per tornare in treno con me a casa? Io avevo appena corso una maratona, ero distrutta. Le avrò ripetuto l'orario una duecentina di volte, mi ero tenuta un gioco di mezz'ora (il treno sarebbe dovuto partire alle 16,50) e il treno è partito in ritardo, alle ore 17,00. Nonostante tutto è riuscita a perdere il treno e io sono partita lo stesso. Sì. Madre degenere. Perché la ragazza ha ormai quasi 18 anni e deve darsi una svegliata. Ovviamente per Mr D. era ed è stata colpa mia, figuriamoci. La sua fortuna è stata che ero troppo stanca per preoccuparmi troppo e che ho avuto due ore di tempo per sbollire l'inkazzatura. Arrivata a destinazione ho aspettato la ragazza che mi è stata consegnata dalla polizia ferroviaria a causa del suo biglietto del treno non corrispondente al treno preso. Alla poliziotta è bastata un'occhiata alla mia faccia e un'occhiata alla faccia di Primogenita per farci andare via senza nessuna conseguenza. Le è andata decisamente bene, alla furbona.

venerdì 10 aprile 2026

Un passettino alla volta

Ogni giorno un passettino, o avanti o indietro, ma pur sempre un passettino. Ieri abbiamo di nuovo discusso ma io sono stata davvero davvero brava ed è giusto che me lo riconosca. Ieri Mr D. ha avviato un processo: lo stato vs Spetti e devo dire che me la sono cavata fin troppo bene. Sono riuscita a ribattere ogni singola accusa che mi veniva rivolta con calma ma determinazione senza farmi prendere dal mutismo o senza avere il solito cervello bianco da discussione e facendo anche presente quanto fosse assurda la situazione perché io invece non mi permetterei mai di stillare un simpatico elenco di tutte le situazione e di tutti gli atteggiamenti dell'altro. Ho ammesso alcune cose perché vere ma le altre le ho ribattute a testa alta e senza farmi intimidire facendo però notare che alcune cose che mi venivano dette erano palesemente al contrario, che rispecchiavano più di lui che di me. Come quando mi sono sentita dire:

“ma che piangi a fare? Se uno è sicuro di sé e sa che quello che l'altro dice non è vero chissene”

“Questo sì che sarebbe un atteggiamento egocentrico, tipico tuo ma non mio. E per fortuna che non sono così! Ma per fortuna! E ringrazia che io ci rimanga ancora male a capire che mio marito ha un'idea di me brutta e sbagliata perché quando sarà che me ne sbatterò altamente vorrà dire che non me ne fregherà più niente”

Sono stata molto molto brava e devo dire che qualcosa ha smosso. Mi sono vista abbracciare, ringraziare e mi sono sentita dire parole dolci e confortevoli. Magari non passerà subito, ma intravedo una luce alla fine di questo momentaneo tunnel.

giovedì 9 aprile 2026

Di annosi

Credo, immagino, forse un po' spero, che nove famiglie su dieci abbiano questo problema. Lo credo perché dando una scrollata sui social, con tutti i meme e i simpatici siparietti che girano, ci si rende conto che deve per forza essere così. Come quel reel dell'uomo che chiede alla moglie perché non sorride mai e lei si mette a pulire i cessi con un sorriso superforzato a duemila denti, a fare lavatrici, a sistemare casa. E poi basta parlare con altre mamme per rendersi conto che il 90% del lavoro che noi facciamo per la famiglia non viene visto o viene comunque dato per scontato. Ieri sera io e Mr D. abbiamo parlato dopo più di un mese di mare alto e burrascoso ed è venuto fuori proprio questo, questi due punti. Come faccio però a passarci sopra, ad avere memoria corta su una cosa così? Come faccio io che passo la maggior parte delle mie giornate al servizio della famiglia a passarci sopra nel sentir dire da mio marito che in fondo sono una persona molto incentrata su me stessa?

mercoledì 8 aprile 2026

Un po' così così

E' un periodino un po' così così. Tanti pensieri. Ieri è stata operata mia mamma, settimana prossima toccherà a me. Con Mr D. le cose stanno sempre così, ovvero così così. La mia ansia non se n'è andata anzi è tornata quell'odiosa sensazione di soffocamento alla base della gola, come se ci fossero delle dita a spingere sulla flossa giugulare impendendo all'aria di entrare del tutto. I dca sono presenti, a volte più forti a volte di meno. Mi sento triste e un po' così così. Passerà.

lunedì 6 aprile 2026

Businessssssss

In seguito alla chiamata in vista del mio intervento mi sono mobilitata per vendere il pettorale della gara di maggio che avevo acquistato in precedenza. Non lo avevo mai fatto per cui mi sentivo ben poco fiduciosa. Ho iniziato a spargere la voce fra le mie conoscenze ma pare che tutti in quei giorni saranno o alla mezza di Lucca o alla mezza di Comacchio, fregandosene bellamente di Milano. Dopo una settimana di nulla ho chiesto a Mr D. di prestarmi il suo facebook (io non ce l'ho) e ho scritto un annuncio su due gruppi di compravendita pettorali. Oh. Nel giro di neanche dieci minuti sono stata invasa da risposte e messaggi. Decisamente incredula ho iniziato a rispondere a destra e a manca fino a quando ho capito il motivo di tanto interesse: qualche ora prima l'evento era andato sold out. Che culo. Alla fine l'ho venduto a un ragazzo dell'età di Primogenita che si era perso nei meandri dell'adolescenza che, alla sua prima mezza maratona, nonostante i consigli di acquistarlo per tempo, si era dimenticato di acquistarlo. Devo dire che era abbastanza disperato. Sono riuscita anche a farmi rimborsare l'80% di uno dei biglietti del treno e sono in attesa di spostare l'altro su altra data. Tutto è bene quel che finisce bene.



giovedì 2 aprile 2026

Obiettività

A volte torno lucida e mi rendo conto che nei miei confronti non sono obiettiva, sono la peggiore amica di me stessa, il peggior giudice di me stessa. Dopo quanto successo con Mr D. (vedi post qui) i dubbi mi attanagliano. Dopo le critiche da parte di altri infatti è tipico di me farmi venire tutti i dubbi del mondo e arrivare alla conclusione che forse ha ragione l'altro. Su Mr D. poi ancora di più visto che vive con me, mi conosce da vent'anni e forse è davvero la persona che più mi conosce al mondo (anche più di mia madre). Per anni è stato il mio migliore amico, in questi giorni mi chiedo se sia ancora così e nel caso se valga la pena ripensare a questa dinamica. Sarebbe tutto più giusto se io avessi un po' più di considerazione di quello che sono e di quello che faccio.

 

mercoledì 1 aprile 2026

Contiamo tutti insieme fino a 100

“Secondogenita?”

“Hum”

“Dov'è la mia bicicletta?”

“L'ho lasciata a casa della mia amica”

“Al di là del fatto che manco me l'hai chiesta, io ne ho bisogno sia domani per andare al lavoro che oggi pomeriggio perché devo accompagnare tuo fratello a nuoto”

“Ma mamma! Adesso devo andare ad allenamento e poi a mangiare da C. insieme alle altre!”

“Bene, organizzati e fa in modo che la bici sia a casa prima delle 16”

“Ma io ho da fare”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, tu l'hai presa, tu me la riporti. E' tua responsabilità”

“Ma come faccio!!! Non ho tempo!”

Ok, Spetti. Respira... respira... respira e conta fino a 100

“Non mi interessa, ingegnati”

Lei non ha tempo. Lei ha da fare. Lei ha tredici anni. Respira Spetti. Respira e conta fino a 100.

Giù

A sto giro la memoria corta non arriva (vedi post qui). Ormai è passato quasi un mese (il post narra di un evento successo il 5 marzo) e ancora non riesco a passarci sopra sebbene io ci abbia davvero provato. E' un periodo costellato di attacchi d'ansia ai limiti di attacchi di panico e di ritorno prepotente ai disturbi alimentari (avrei voluto scrivere maledetti ma in realtà sono il mio campanello d'allarme). Mr D. dal canto suo è tranquillo e abbastanza sereno perché per lui è tutto risolto. Io ho provato, ci ho provato davvero ma credo che il problema sia fondamentalmente uno: la controbattuta. E' vero che Mr D. mi ha chiesto scusa, è vero che mi ha detto “lascia perdere quello che ho detto” ma è anche vero che non ha detto niente altro. Mi spiego meglio: in questo mese gli ho chiesto non so se 4 o 5 volte di argomentare: se quello che ha detto non corrisponde a quello che pensa allora mi dica cosa pensa, controbatta, argomenta e spiega. E visto che non ho ricevuto mai risposta questo mi fa pensare che quanto da lui detto fondamentalmente sia vero, che ci creda o che comunque abbia un fondo di verità (per lui) perché di fatto non mi ha detto nulla al contrario, nulla che spieghi perché quello che ha detto non sia per lui vero. Ieri sera, in seguito a una impossibilità di dormire a causa di forti attacchi d'ansia e di dca ho provato a parlargli ma ovviamente era la serata sbagliata. Me ne sono accorta quando ho sentito Mr D. imprecare e ho notato una partita di calcio in tv. Per questo non ho detto nulla, non era di certo la serata giusta. Ma visto che proprio stavo peggiorando gli ho scritto un messaggio. Il succo è quando scritto sopra: sto male, fra ansia e dca, e avrei bisogno di parlare perché a sto giro non mi passa per questo motivo sopra scritto. Vedremo. Nel frattempo cerco di non affogare nei meandri di me stessa.

lunedì 30 marzo 2026

L'AntiTempesta

Stanotte qui in città è venuto un temporalone megalodontico, quello con lampi supervicini e tuoni da scuotere le finestre. Birullulo tutto impaurito ha chiesto che andassi nel suo lettino e faticava a riaddormentarsi. Con i suoi dolci piedini sulla mia pancia e la sua manina sulla mia faccia che ogni tanto mi accarezzava il viso, l'ho coccolato e tranquillizzato mentre il temporale si stava pian pianino allontanando.

“Mamma?”

“Sì Amore mio?”

“Sei magica”

“Sono magica?”

“Sì”

“E perchè?”

“Sei aLLivata tu e il tempoLale se n'è andato”

Ed ecco a voi Spetti, l'AntiTempesta.