E' un po' come
quando finisci l'università , ti laurei, e la mattina successiva
pensi: per la prima volta nella mia vita non ho nulla da studiare
oppure finito il liceo, quando il giorno dopo la maturità ti svegli
e pensi: ussantissimacleopatra! Non avrò mai più compiti per le
vacanze in tutta la mia vita. E invece no. Non nel senso che
all'epoca non lo pensai, ma nel senso che la vita è così
imprevedibile che a 37 mi ritrovo con un foglio in mano con i compiti
da fare per le vacanze estive. Le mie ferie durano circa tre
settimane, le mie ferie dal centro dca dureranno per circa un mese e
mezzo. Panico. Panico puro. Perché in fondo le cose piano pianino
stanno iniziando a girare meglio e ritrovarmi da sola, l'ho visto in
questi due mesi, peggiora sempre le cose. Due giorni fa sono andata
all'ultimo incontro al centro prima della pausa estiva e il medico mi
ha affidato un simpatico foglietto con tutte le cose che occorre io
faccia in questa assenza. Panico. Panico puro. E visto che era
evidente nei miei occhi il panico, panico puro, ha cercato di
aggiustare il tiro specificando che non bisogna avere fretta (sebbene
sia stata chiara dicendomi che sì le cose sono migliorate
da quando sono partita, che sì sono brava, ma che sì siamo ancora all'inizio e
di strada da fare ce n'è ancora tantissima) e invece di darmi le
scadenze settimanali (come prima aveva fatto) mi ha affidato degli step che sarebbe meglio affrontare uno alla volta ma
teoricamente tutti. Ecco i miei Everest estivi:
1° step:
mangiare lentamente
2° step:
riconoscere la fame, riconoscere la sazietà e assegnare a entrambi
un valore da 1 a 10 prima (nel caso della fame) e dopo (nel caso
della sazietà ) i pasti
3° step:
variare gli alimenti e provare pietanze nuove
4° step:
introdurre i cibi proibiti, ovvero i cibi che mi provocano ansie o
che io considero tabù per il loro apporto grassiferocalorico o per la loro capacità di farmi perdere totalmente il controllo di me stessa
Specifico, a onor
del vero, che tutti questi punti (tranne l'ultimo) sono già stati
introdotti in questi due mesi ma non sono stati affrontati in modo
specifico, solo un po' qua e un po' là . L'unico punto sul quale
sono stati più insistenti (ed è anche il punto che mi mette più in
crisi) è il primo. Specifico inoltre che, unitamente a questi step,
devo continuare a tenere il mio dettagliatissimo diario alimentare
(me lo hanno cambiato rispetto al precedente e ancora ci devo fare
l'occhio) e ogni quattro-otto giorni devo analizzarlo per vedere
quando si manifestano i mal di stomaco, quali sono i sentimenti
dominanti, se ci sono state abbuffate o compensazioni e perché.
Tutto da sola. Auguri!
A questi 4 step +
diario alimentare si aggiungono altri due punti caldamente
consigliati ma lasciati al mio libero arbitrio:
1° punto:
non portare in vacanza la bilancia
2° punto: non
fare palestra in casa come un'invasata durante le vacanze solo per
pura, malata, assurda, compensazione.
Entrambi questi
punti sono assai difficili per me da digerire, il primo in particolar
modo. Negli ultimi due mesi sono riuscita a ridurre le pesate a una
sola pesata al giorno ma quel valore sulla bilancia paradossalmente
mi aiuta a tenere la bulimia sotto controllo. Da quando ho iniziato,
infatti, ho dovuto affrontare l'aumento del cibo da ingerire e le
paranoie ad esso correlate. Pesandomi tutti i giorni la bilancia mi
ha sempre confermato che per quanto io aumenti la quantità di cibo
ingerita non aumento di peso perché rimango comunque al di sotto
della soglia del mio fabbisogno calorico giornaliero. Togliendomi la
bilancia la fortissima paura è quella di mangiare, non capire se ho
mangiato giusto o troppo e non avendo un riscontro oggettivo cadere
di nuovo nelle mille compensazioni che tira fuori la bulimia. La
Psycocosa dice che è un ragionamento assurdo, è come credere di
tenere sotto controllo la febbre semplicemente misurandosela ma
questo ragionamento non funziona perché, se la misurazione della
febbre mi informa che sta aumentando, posso sempre prendere un
antiepiretico così come se il numero di chili aumenta posso sempre
ridurre il cibo da mangiare. E comunque questa mattina non mi sono
pesata (eh si, non mi sono pesata!) e credo di averlo non-fatto per
prepararmi psicologicamente a lasciare la bilancia a casa.
Fatemi un enorme,
mastodontico, in bocca al lupissimo. Ne ho sicuramente bisogno.