mercoledì 31 ottobre 2012


“Io non ho capito bene come funziona ‘sto ristorante… Ordino spaghetti e mi dai un peperone perché, vabbeh, sono finiti. Il peperone ti cade per terra e me lo servi lo stesso perché, vabbeh, tanto è buono. Non c’è più posto a sedere e, vabbeh, puoi mangiare anche in piedi e per dolce mi servi un pezzo di torta con cipolla? Ma che razza di posto è mai questo?!”
Gli amici di Mr D. non colgono mai le prelibatezze servite al ristorante migliore della città: Chez Pimpante Piccola Peste

martedì 30 ottobre 2012

Se non è zuppa, figurati se è pan bagnato!

Sono figlia ma anche mamma.
Sono frikkettona ma convenzionale.
Sono vegetariana ma cucino carne.
Amo il buon cibo ma odio il rapporto che ho con esso.
Mi piace cantare ma non sempre mi piace la voce che ho.
Sono magra ma mi vedo grassa.
Non ho pazienza ma mi sento paziente.
Sono buddista ma cristiana.
Sono tutto e sono niente.

lunedì 29 ottobre 2012

Woman in black


Se vivi a Bologna almeno una volta nella vita questa sfiga ti è capitata. Grazie al cielo gli inquilini indesiderati non sono quegli orribili scarafaggi enormi che mi sono ritrovata a combattere nel centro storico di Brindisi due estati fa ma comunque vada ieri sera la scena è stata una comica isteria collettiva femminile da insetto. Il povero Mr D. ancora non ha immagazzinato la condizione sociale in cui vive e non ha messo in conto che, con tre donne in casa, a certe scene si dovrà abituare. E così da ieri sera si è scatenata la guerra homo sapiens contro periplaneta americana ma mi sento molto poco Men in black e molto più Casalinga urlante.
Aiuto.

giovedì 25 ottobre 2012

"Maaamma? Ma tu eLi la mia mamma anche quando io eLo piccola?"
"Ma certo tesoro"
"AlloLa sei vecchissssssima!"
...
...
...

mercoledì 24 ottobre 2012

Il maschio medio italiano

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Il maschio medio italiano quando ha un minimo accenno di febbre si lamenta come una donna in preda all’ultima fase di travaglio. Il maschio medio italiano odia andare dal dottore e quando ci va, non assume nulla di quello che gli è stato prescritto per puro scetticismo. Il maschio medio italiano è troppo maschio per curarsi ma non abbastanza maschio per soffrire in silenzio.
Mr D. è il classico, banale, standardizzato, maschio medio italiano.

Punti di vista

“Tesoro, ma Fabrizio ti piace tanto?”
“Sì mamma”
“Ma è il tuo fidanzatino?”
“Mannò mamma!”
“Allora Fabrizio ha una fidanzata!”
“Sì mamma, si chiama Antonio”
… … …
“E tu ce l’hai un fidanzato?”
“MacceLto mamma! E' Alice!”
Ooooooooook

martedì 23 ottobre 2012

Il club delle prime mamme

Il club delle prime mamme è composto da quattro o cinque signore, tutte rigorosamente con almeno un figlio maschio, che si incontrano al parco dei sassolini, sparlano del più e del meno e alle riunioni scolastiche stanno tutte vicine vicine e intervengono sempre, una per una, per elencare le numerose migliorie che si DEVONO assolutamente fare per il bene dei loro poveri piccoli cuccioli indifesi. Chi fa parte del club delle prime mamme non può salutare una mamma che non ne fa parte, non ci può parlare ed è meglio che la guardi altezzosamente ed eviti accuratamente ogni minino cenno d’intesa. Ieri però, colta alla sprovvista dal solito mio saluto, una prima mamma mi ha salutato.
Catastrofe. Immensa catastrofe.

domenica 21 ottobre 2012

Il misterioso uomo dalla bicicletta blu

Arriva, parcheggia e se ne va. Non fa parte dei condomini, non fa parte dei commercianti. Alla mattina apre il portone, con le sue chiavi, parcheggia la sua bici con sopra la sua bambina boccolosa ed esce come se nulla fosse. Non sale mai le scale, e viene anche il sabato e la domenica. Mi è anche sfiorata l’idea di pedinarlo per svelare l’arcano, ma ho avuto la visione di una Spettinata vecchietta, alla finestra, a spiare i movimenti dei vicini mentre borbotta con fare corrucciato e scorbutico. Non sono messa così male… non ancora.

giovedì 18 ottobre 2012

E spuntarono i capelli

Lunedì, per la prima volta in quattro anni e quattro mesi,  sono comparsi come per magia i capelli, una storia degna di Cesare Ragazzi. Erano sempre tutti glabri, sorridenti ma pelati. Eravamo tutti glabri in realtà: io, Mr D, la Pimpante Piccola Peste e pure la poppante ma lei, effettivamente, era la più giustificata. Gioisco dunque, delle new entry nei disegni altamente espressivi della mia primogenita.

La furbizia è la virtù dei furbi

Alla mattina la Pimpante Piccola Peste non mangia, non beve, non campana. Ma si sa: le mamme sono le regine degli escamotage. E così, in una minuscola tazzina da caffè, ho preparato del latte con cacao e gliel’ho venduto come il più succulento e profumato caffè sudamericano per bambini al sapore di latte al cioccolato. Inutile dire che sono due giorni che mi chiede il bis.

mercoledì 17 ottobre 2012

Bilanciandomi

Mi denudo, assonnata mi posiziono, apro un occhio cisposo e leggo il verdetto: 56,3.
Di colpo esulto, con la mia solita ridicola danza della felicità, quando uno dei due occhi percepisce qualcosa sul display: ERROR.
Respiro, risalgo, riosservo: 57,3.
‘Fanculo.

lunedì 15 ottobre 2012


“Papà? Io non vojo vedeLe il Tg5, vojo vedeLe il Tg1”
“Sei già sinistroide come tua madre?!?!”
Buon sangue non mente.

venerdì 12 ottobre 2012

Diplomazia

“Maaaamma? Quella signoLa è gLassa”
“Maaaamma? Quel signore è vecchio”
“Maaaaaaaammaaaaa?”
Mia figlia non potrà decisamente entrare in politica.

mercoledì 10 ottobre 2012

Psicologia spiccia


Il mio rapporto col cibo è sempre stato complicato. Sono stata sull’orlo dell’anoressia, poi sull’orlo della bulimia e adesso se devo dire come va, posso dire che va ancora male. Psicoanalizzarsi da sole non fa mai bene, anche se noi donne siamo speciali in questo. Se poi si aggiunge che di tempo per pensare ne abbiamo anche troppo, ecco allora che il quadro risulta completo. Ah, che fatica, la vita.

martedì 9 ottobre 2012

Diversità nella normalità

A volte ci si dimentica di alzare lo sguardo per ammirare l’immensità, e la cosa riguarda anche me. Ricordo la prima volta che sentii quella strana sensazione. Ero al liceo e di fianco a me stava una straniera grassottella, gioviale e chiacchierona. Accompagnandola per la mia città la riscoprii pian piano, con mio enorme stupore. Oggi vivo in centro da più di un anno e quando mi ricordo di mettere il naso all’insù scopro splendidi palazzi, angolini mai visti, terrazze mozzafiato. Basta poco per cambiare prospettiva nella propria vita, basta solo alzare lo sguardo e il mondo apparirà diverso.

lunedì 8 ottobre 2012

Sincerità

“Maaaaamma? GuaLda che bLutta maglietta ha questa signoLa”, disse la Piccola Peste indicando una ragazza proprio di fronte a sé.
“Maaaamma? GuaLda che gLossa pancia hanno quei due maschi” sentenziò la piccola peste additando due poveri sconosciuti
Devo insegnarle un po’ di diplomazia.

giovedì 4 ottobre 2012

Identità nascoste

Il nonno la chiama “Ciccina”, il padre “Ciciulix”, la sorella “Ciciulina”, la madre “Piciulì”, “Patulì” e tutto quello che finisce con “ì”.
Da grande speriamo che la poppante non soffra di crisi d’identità.

Non così, cosà

Ho passato, e passo tutt’ora, più della metà della mia giornata a pensare a come dovrei essere. Nei sessanta secondi che compongono un minuto cambio idea almeno quattro volte altalenando da una situazione all’altra.
Dovrei regolarizzarmi col mangiare.
Dovrei smettere di mangiare.
Dovrei accettarmi per quello che sono.
Dovre cambiare.
Dovrei ri-approprarmi della mia identità e vestirmi frikkettona.
Dovrei mettermi i jeans perché almeno così mi sento più carina.
Dovrei smettere di sgridare la pimpante piccola peste, sono una pessima mamma.
Dovrei sgridare la pimpante piccola peste, sono una brava mamma.
E così via, cento, duecento, mille volte al giorno e la mia testa, dopo 31 anni, inizia a dare segni di sfinimento. Lo so, è insito nella natura delle donne accendere troppo la testa e mettersi costantemente in discussione, ma così è troppo anche per me. Il problema è che è come una droga: è impossibile smettere.

lunedì 1 ottobre 2012

Eredità

Da mia madre ho preso il bisogno d’affetto, la bassa autostima e la dolcezza. Da mio padre ho preso la rigidità, l’indipendenza e la gelosia smaniosa per le mie cose.. Da mia nonna invece ho preso la capacità di lamentarmi, l’epistassi e, ahimé, la stitichezza. Chi come me soffre di questo disturbo sa che si vive costantemente su un filo sottile sottile e cadere giù è fin troppo facile. Basta non bere abbastanza un giorno, o dimenticarsi di comperare la frutta per la sera e BAM! Fregati.
La prossima vita, ho deciso avrò una regolarità intestinale da fare invidia alla Marcuzzi.