mercoledì 30 dicembre 2020

Amore fra sorelle

Primogenita: “Oh! Mi potete dire un mio pregio che inizi con la O?”

Sbibulina: “Oca”

Fine.



lunedì 28 dicembre 2020

Tutti in un colpo solo (o meglio 3)

Oggi ho scoperto che casualmente i nomi dei miei tre figli coprono tutti i nomi dei loro nonni, ovvero i nomi dei genitori miei e di Mr D. Ovvero:

Primogenita si chiama come il secondo nome di mia madre (e no, non lo sapevamo. L'abbiamo scoperto quando gliel'abbiamo detto).

Sbibulina si chiama nella prima parte del suo nome come il soprannome di mia suocera (e no, non lo sapevamo. Sbibulina fino a un secondo prima di nascere era stato stabilito dovesse chiamarsi in un modo, poi l'ho guardata negli occhi e il nome è venuto da sé).

La new entry ha come primo nome il nome di mio suocero (e questo sì, era stata stabilito) e come secondo nome ha il nome della mia nonnina al maschile (e anche questo sì, era stato stabilito). Oggi tuttavia ho scoperto che il nome di mia nonna è casualmente anche il secondo nome di mio padre.

Insomma, senza averlo fatto apposta ci ritroviamo tre figli che coi loro nomi in un modo o nell'altro ci ricordano tutti i nostri genitori. E io stranamente ne sono davvero felice.

mercoledì 23 dicembre 2020

Le dodicenni di oggi

“Amore, hai tantissimi vestiti ma perché ti metti sempre gli stessi?”

“Perché così sono più dark”

E io che a dodici anni andavo a scuola col maglioncione con ricamato un panda gigante sopra.

lunedì 21 dicembre 2020

Breve storia triste ovvero Cronache di una neoterzamamma

“Dai, mi son rotta. Sembro uno straccio, una barbona. In casa da ora in poi mi vesto bene” e messa la maglietta persi il latte dal seno destro, abbattendo la barriera delle coppette e sporcandomi tutta.

Fine.

mercoledì 16 dicembre 2020

Il punto di vista di Mr D.

"Come poter fare a descriver l’emozione provata....comunque non molto distante da quella provata per il primo figlio o per il secondo. Si parte con uno stato d’ansia causato dalle numerose ore passate insonne, dal dolore costante e sempre più forte che prova la mamma, dalle mille preoccupazioni che ti affliggono sullo stato di salute della mamma e del nascituro, quindi vai giù e giù e sempre più giù. Quando parte il travaglio espulsivo dopo 10 ore di contrazioni sei con i nervi a fior di pelle, vorresti piangere ma non puoi perché sicuramente tu non puoi attirare nessun tipo di attenzione o di energia, la priorità assoluta e’ la mamma con il bimbo; quindi stai constantemente sull’orlo del pianto, e continui ad andare giù perché senti le urla che ti fanno capire che il genere umano anch’esso appartiene al regno animale, nonostante secoli di usi e costumi e razionalità. Poi vedi il sangue, molto sangue, vorresti piangere ma non puoi, lei urla a squarciagola ed arriva quasi a perdere la voce. Ad un certo punto esce fuori la testa, poi una spalla e poi tutto il corpo. Tutto accade con tre contrazioni, 9 minuti, e tu non ce la fai più a trattenere le lacrime, esplodi in un pianto liberatorio di gioia, in una frazione di secondo il bimbo e’ fuori, piange, si muove, sta bene! la mamma piange, e’ contenta, sta bene! gli occhi brillano, passi dal nono cerchio dell’inferno al settimo cielo del paradiso in 9 secondi, battendo anche il record mondiale di Usain Bolt. Passi dal pensiero angosciante della morte alla gioia infinita della vita, ti ricarichi di una fonte di energia immensa, 100 mulini a vento spinti dal vento del nord. Che dire e’ una di quelle esperienze che secondo il mio punto di vista più mi ha avvicinato alla madre terra e al regno di cui tutti noi facciamo parte, quello animale."

martedì 15 dicembre 2020

Il mio punto di vista

Il parto è accettazione. È buio, silenzio, calma, tranquillità, concentrazione, raccoglimento, abbandono. È il vivere il dolore al 100% senza contrastarlo perché più lo vivi, lo accetti, lo senti e più paradossalmente il dolore riesci ad affrontarlo, a farlo tuo, ad assecondarlo. Quando nella concentrazione dell'attimo capisci che quello è il modo giusto, non esistono più luogo e tempo, non esiste il mondo esterno, semplicemente esisti tu, contrazione dopo contrazione. E vivi per la prima volta nel presente, senza pensare al prima e al dopo.

E quando all'improvviso arriva la vita, finalmente scopri il significato di Amore Puro.

lunedì 14 dicembre 2020

Punti di vista

Ho deciso questa volta di raccontare qualcosa di diverso. Si sente sempre il racconto delle donne, ma mai il racconto di quello che vivono i papà. In 3 parti che ho fatto, ho potuto constatare tutte le volte come noi donne viviamo il parto in modo diametralmente opposto a come lo vivono loro, così tanto opposto che quando ci si confronta sembrano quasi due parti differenti. Noi lo viviamo nella totale presenza del nostro corpo e della nostra interiorità, loro lo vivono nella totale presenza proiettati interamente verso l'esterno. Noi lo viviamo al centro del mondo, loro lo vivono ai margini. Nei prossimi giorni posterò il mio punto di vista interiore e quello straordinario di Mr D., scritto di suo pugno, un evento più unico che raro.

mercoledì 9 dicembre 2020

Non è mai come lo pensi ovvero il racconto di un parto dal punto di vista razionale

Il parto è una di quelle cose che si rivela sempre diverso da come te lo sei immaginato, anche se ne hai già due alle spalle. Io ero sicura che anche a questo giro non avrei rotto le acque, non avendole rotte nelle altre due gravidanze, e invece le ho rotte. Speravo non mi facessero l'induzione, e invece mi hanno fatto l'induzione, speravo essendo il terzo di metterci poco e invece ci ho messo 14 ore.

Alle 14 di giovedì infatti mi ero appena stesa sul letto quando ho rotto le acque. Sensazione nuova, strana, umida, calda. Avendo il tampone vaginorettale positivo siamo corsi in ospedale come ci avevano detto di fare per poi sentirci dire che secondo loro le acque non le avevo rotte. Ho provato a spiegare che capivo benissimo la differenza fra la pipì e la rottura delle acque anche perché, beh, il liquido esce da due orifizi diversi. Ma niente, a casa. Alle 19 di sera continuavo a perdere liquido e così ho convinto Mr D. a riportarmi al pronto soccorso. “Ah, beh, sì, in effetti si sono rotte le acque. Una rottura alta”. Complimenti. Volevano indurmi il parto subito, a me che ho sempre avuto terrore dell'induzione. E così li ho convinti a lasciarmi due ore di tempo. In quelle due ore, dalle 20 alle 22, le ho provate di tutte, camminando e quasi correndo per i corridoi nella speranza che le contrazioni che erano già arrivate si facessero più intense e regolari ma nulla. Alle 22 induzione col gel. Ma dopo 10 ore di contrazioni, alle 10 del giorno dopo, con una notte alle spalle fatta di sofferenza e insonnia, mi ero dilatata solo di 2 cm. 2 cm. Avrei pianto tutte le lacrime del mondo se solo avessi avuto ancora qualche residuo di forza. Decidono così di iniettarmi direttamente in vena l'ossitocina. 2 ore dopo tenevo mio figlio fra le braccia. Ho ritrovato come sempre la concentrazione che contraddistingue il magico mondo del travaglio, fatto di silenzio, presenza, solitudine. Ho fatto tutto in silenzio, supportata dalla presenza silenziosa di mio marito e dell'ostetrica pronti a darmi una mano ma effettivamente inutili. E quando è venuto il momento ho tirato fuori la grinta che solo una madre che ha partorito naturalmente senza epidurale conosce, una grinta primordiale, viscerale, profonda. Le mie urla sono riechieggiate in tutti i corridoi, hanno spaccato i timpani di chi mi stava accanto impotente ma mi hanno dato tutta la forza necessaria. Ho affrontato la sfida come ho sempre fatto, rimanendo nel presente senza pensare al dopo, affrontando una contrazione dopo l'altra finché tutto è finito così improvvisamente com'era iniziato, con il mio urlo finale quasi ridicolo (pare che io abbia gridato SIIII CE L'HO FATTA, un urlo simile a LIBERTAAAAA' di William Wallace. Vabbeh). E quando ho visto quell'esserino tutto blu che si dimenava poco sotto al di sotto di me, la somma felicità mi ha invaso nel corpo, nello spirito e nella mente facendomi capire all'istante quanto inutili siano state le paranoie nella gravidanza e quanto sia immenso l'amore per il proprio figlio. E' così l'ho amato subito.

lunedì 7 dicembre 2020

E alla fine...

 E alla fine, in barba a tutti i prognostici di amici e parenti, il cucciolo è nato proprio il giorno della scadenza, il 4 dicembre, puntuale puntuale come Sbibulina. Pare che solo il 5% dei bambini nasca il giorno previsto ma la famglia Spettinata porta decisamente su la media. Il parto non è decisamente andato come previsto (ma quando mai succede?) ma è andato tutto bene e sia io che il cucciolotto siamo già a casa. Appena riuscirò vi racconterò tutto e inaspettatamente avrò da postare anche qualcosa scritto da Mr. D. a riguardo (cosa più unica che rara).

In tutto questo caos, io sono ufficialmente innamorata di mio figlio.

giovedì 3 dicembre 2020

La nostra perla di quartiere

Avevo promesso tempo fa di descrivervi il meraviglioso SenzaTetto del nostro quartiere. E' un signore che ha trovato il suo piccolo posto davanti a una chiesa sconsacrata qui vicino e che ha le idee molto molto chiare sulla vita. Lo vedo sempre con il giornale del giorno prima, che legge meticolosamente dall'inizio alla fine senza tralasciare nulla, con la sua ciotolina per raccogliere i soldi che qualcuno ha voglia di lasciargli, e coi suoi cartelli. Addirittura si è installato un muro di legno dietro di lui su cui scrivere le sue idee, i suoi credo, le sue convinzioni. E ogni tanto lo smonta e ne rimonta uno nuovo. E' diventato famoso, nel suo piccolo, finendo anche sul Resto del Carlino qualche tempo fa. Le sue idee sono straordinariamente condivisibili e del tutto simili alle mie: è antirazzista, è a favore dei matrimonio gay, è un femminista incallito, è un sostenitore della pace in tutte le sue sfaccettature e per questo io lo adoro. Se hai tempo e riesci a farci due chiacchiere fra una passeggiata e l'altra ti accorgi subito di quanto sia colto, nonostante gli strascichi di qualche perdita di lucidità dovuta non so bene se ad alcol o a qualcos'altro. Non gli lascio mai soldi perché una volta l'ho visto in farmacia che, con i pochi spiccioli che aveva in tasca, si comprava delle siringhe. Magari erano per delle medicine eh, ma magari no. Per cui faccio quello che faccio sempre con tutti quelli che chiedono i soldi: entro in un bar o in una panetteria e compro per loro una brioche o un filoncino di pane. Qualche giorno fa passando davanti a “casa sua” ho visto che il muro di slogan era stato cambiato in qualcosa di totalmente nuovo, un impegno che gli deve essere costato molto lavoro: un tripudio di fiori e frasi contro la violenza sulle donne.


Attendo con pazienza cosa tirerà fuori dal suo cilindro per Natale. Lo scorso anno gli teneva compagnia un peluche spelacchiato di un cagnolino con un berretto natalizio, al collo del quale aveva appeso un piccolo cartello: Non vi preoccupate, non morde.

mercoledì 2 dicembre 2020

Le Totodate

E' arrivato quel fastidioso periodo in cui tutti ma proprio tutti ti vedono andare in giro col pancione ed esclamano: “Beh! Ancora qui sei?”. E così, visto che ho bisogno di riderci sopra ho deciso di dichiarare ufficialmente aperte le Totodate. Ogni volta che qualcuno sta per avviarsi al “Beh! Ancora qui sei?” io lo anticipo con un sorriso smagliante dichiarando che se vuole può scommettere su quale sarà la data di nascita, me la segno sul cellulare e se ci beccherà vincerà un bel premio. Oh, funziona davvero! La gente si diverte, ride, scherza, e in chat nascono delle vere e proprie faide per accaparrarsi l'ambito premio che ancora non ho deciso cosa potrebbe essere. La cosa interessante è che nessuno ancora, per il momento, ha chiesto a me la data sulla quale scommetterei. Strana la gente, davvero strana. Se fossi al posto loro chiederei immediatamente alla gravida. Bah.

martedì 1 dicembre 2020

De gustibus

“Mamma?” mi interpellò Primogenita “Posso andare al concerto di Ultimo? Mi piace! La sua canzone fa portami con teeeee

“Oh ma la smetti con sta canzone che fa davvero schifo?” intervenne Sbibulina. E io, in silenzio, ringraziai di avere almeno una figlia con ancora gusti musicali decenti.