giovedì 26 aprile 2012

Quando si hanno le idee chiare


“Mamma, tu da gLande studi peL faLe la fatina. Papà, tu studi peL faLe il cacciatoLe. E io faccio la dottoLessa dei bimbi piccoli”.
Tutto sommato, il mio futuro mestiere non mi dispiace affatto.

martedì 24 aprile 2012


Ci sono stati d’animo che non vorresti mai condividere, ci sono sensazioni che non vorresti mai ammettere. Normalmente accetto, constato, ma non comunico e forse è questo che fa di me uno strano riccio apparentemente superespansivo ma all’interno timido e chiuso. Nessuno ci crederebbe a prima vista e solo chi mi conosce realmente sa e comprende, anche se a fatica. Prima o poi avrò i soldi per andare in analisi e non sarebbe per niente una cattiva idea.

lunedì 23 aprile 2012

Di simpatici motivetti


Ormai è abitudine. La Pimpante Piccola Peste avvisa preventivamente prima di qualsiasi capatina in quel della toilette. E ovviamente lo fa cantando. Il problema risiede proprio nella motivetto decisamente troppo orecchiabile che si insinua nel mio cervello già dal mattino presto. E ora, sebbene siano passate la bellezza di ben tre ore e mezza dal levar dal letto, non posso fare a meno di ripetermi ossessivamente “mi scappa la pipì, mi scappa la pipì, mi scappa la pipì papà”.

venerdì 20 aprile 2012

Passi avanti


“Il parto delle regine di Francia era regolato da una severa e antiquata etichetta. Esse dovevano sgravarsi in pubblico e il cerimoniale imponeva che «l’Augusto neonato doveva essere esposto ancora legato alla madre dal cordone ombelicale perché non vi fosse la minima ombra di dubbio sulla legittimità dell’evento». Nei Mémoires di una delle dames de la reine si racconta quanto avvenne la mattina del 19 dicembre, un sabato. «[…] La camera era gremita da una folla tanto eterogenea da dare l’impressione di trovarsi in una pubblica piazza. Non ci si poteva muovere. Due savoiardi montarono sui mobili per meglio vedere la Regina sul suo lettino con le gambe divaricate. Sua Maestà si sgravava fra alte grida mentre il chirurgo, sconsolato, mostrava al Re una neonata.»
Da “Luigi XVI. L’ultimo Re Sole di Versailles” di Antonio Spinosa

giovedì 19 aprile 2012

Trova le differenze


Io sono fatta così, non ci posso fare niente. Per me prima viene mia figlia, poi vengo io. Se mia figlia deve mangiare e io sono stanchissima, prima le preparo da mangiare poi mi sdraio sul divano. Se mia figlia deve andare a letto e io non ho ancora cenato, prima perdo mezzora della mia vita per farla addormentare e poi mi abbuffo. Per Mr D. questa priorità non esiste. Ha fame? Mangia. Sta scomodo? Si mette in pigiama. C’è la partita? Si sdraia sul divano. E tutto ciò indipendentemente dal fatto che magari sua figlia lo sta chiamando da mezzora perché vuole essere messa a letto. E io attaccherei alla giugulare.