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lunedì 6 aprile 2026

Businessssssss

In seguito alla chiamata in vista del mio intervento mi sono mobilitata per vendere il pettorale della gara di maggio che avevo acquistato in precedenza. Non lo avevo mai fatto per cui mi sentivo ben poco fiduciosa. Ho iniziato a spargere la voce fra le mie conoscenze ma pare che tutti in quei giorni saranno o alla mezza di Lucca o alla mezza di Comacchio, fregandosene bellamente di Milano. Dopo una settimana di nulla ho chiesto a Mr D. di prestarmi il suo facebook (io non ce l'ho) e ho scritto un annuncio su due gruppi di compravendita pettorali. Oh. Nel giro di neanche dieci minuti sono stata invasa da risposte e messaggi. Decisamente incredula ho iniziato a rispondere a destra e a manca fino a quando ho capito il motivo di tanto interesse: qualche ora prima l'evento era andato sold out. Che culo. Alla fine l'ho venduto a un ragazzo dell'età di Primogenita che si era perso nei meandri dell'adolescenza che, alla sua prima mezza maratona, nonostante i consigli di acquistarlo per tempo, si era dimenticato di acquistarlo. Devo dire che era abbastanza disperato. Sono riuscita anche a farmi rimborsare l'80% di uno dei biglietti del treno e sono in attesa di spostare l'altro su altra data. Tutto è bene quel che finisce bene.



domenica 29 marzo 2026

La beltà

Alla Maratona di Roma il tifo era davvero supremo, soprattutto grazie all'enorme presenza di persone straniere. Ecco qui di seguito i cartelli più belli che mi ricordo di aver letto mentre correvo:

  • Worst parade ever

  • Only hot girl run the marathon

  • Même pas Jules César n’a couru 42 kilomètres. You are awesome

  • Therapy is also an option

  • The devil wears strava

giovedì 26 marzo 2026

Inaspettata consapevolezza

Ero partita già con le mani avanti: chissenefrega del risultato, l'importante è che ti diverti, te la godi, e che ti guardi Roma da un punto di vista diverso. E così in effetti è stato. Mi sono davvero divertita, ho assaporato ogni minuto ed è stata un'esperienza meravigliosa. Quando sono andata però a vedere il mio garmin ho notato che innanzi tutto non ho corso 42km ma 43 (grazie allo zigzag degli ultimi 15km) e ho fatto un paio di calcoli che mi hanno portato a capire che se avessi seguito il percorso giusto avrei fatto anche il mio record personale. Ma chissene. La cosa che mi ha più colpito è stata la classifica generale. Io sono una runner lenta e non me ne vergogno, arrivo sempre fra gli ultimi. Quando varco il traguardo io di solito sono insieme a quattro o cinque scappati di casa, di solito decisamente più attempati di me. A questo giro mi sono resa conto che invece la gente arrivata con me era davvero tantissima. Mi sono detta fosse per via delle partenze scaglionate ma quando ho dato un occhio ai numeri sono rimasta di stucco. Degli oltre 36000 iscritti alla Maratona, circa 2000 non si sono presentati. Dei 34000 partecipanti effettivi hanno varcato il traguardo 29959 persone, dunque più di 4000 persone si sono ritirate nel corso della gara. Di quelle 29959 io sono arrivata nel primo terzo, e anche abbondantemente nel primo terzo. Sono rimasta così tanto di stucco da controllare il risultato più e più volte. Ma i numeri (e i chip) non mentono. Ho così realizzato che mentre in Italia sono una mezza schiappa, se messa in mezzo ad una massa di gente proveniente da tutto il mondo alla fine non sono così male. All'estero, si sa, la cultura del running è molto più estesa, in Italia si guarda molto al tempo, alle prestazioni, a chi arriva prima mentre all'estero l'importante è davvero riuscire ad arrivare in fondo. Lo si vede già dalla differenza di tifo per le strade, dal numero di stranieri che incitano e spronano perfetti sconosciuti rispetto all'esiguo gruppetto di persone italiane ai lati delle strade. Insoma, detta come va detta: alla fine non sono csì malaccio.

martedì 24 marzo 2026

Run Rome the Marathon – parte 1

In questi mesi ne ho sentite di tutti i colori ma un'opinione su tutte sovrastava: una maratona così grande mai più. Troppa gente, troppa calca, troppo caos. Chi aveva partecipato allo scorso anno lamentava troppo casino, così tanto casino da far prendere ad alcuni partecipanti una semplice ma ferrea decisione: “Una maratona così grande mai più”: Ero dunque partita consapevole di quello che mi sarei potuta trovar davanti: file immense, gomito a gomito, pipì tanta pipì e bagni pochi bagni e chi più ne ha più ne metta. La realtà è stata invece meravigliosa, anche se ad essere sincera la fortuna si è messa dalla mia parte. Sono arrivata sabato in un orario in cui la fila non era troppo imbarazzante (20 minuti dopo superava ogni mio peggiore incubo ma ormai io avevo già dato), la marea di gente era inimmaginabile ma bella, sorridente, passionale. Nessuna calca, nessuna mancanza d'aria. Un ristoro con bagni chimici ogni 2 chilometri circa (il mio sogno proibito) e tanta tanta allegria. In questi 42 chilometri ho visto di tutto: ho visto gente correre in infradito e un tizio vestito da armadillo, ho visto suorine e preti urlare incitando i corridori come se non ci fosse un domani, ho visto gente vomitare, gente cadere vittima dei sampietrini. Ho visto San Pietro, Castel Sant'Angelo e ho visto posti di Roma a me sconosciuti. Ho visto stranieri fare il tifo a perfetti sconosciuti, incitandoli come se fossero migliori amici. Ho visto la fatica, la gioia, lo sconforto. E ho sentito. Ho sentito tanto. Ho sentito la forza nei miei muscoli, la determinazione nella mia testa. Ho sentito i quadricipiti bruciare, i miei piedi invocare pietà. Ho sentito quanta forza ancora mi rimaneva e quanto poco ne restava alla simpatica salita messa al 42°km. Ho sentito la perfetta solitudine, la bellezza della solidarietà. Ho sentito il mio cuore aprirsi. E alla fine, alla fine di tutto, ho sentito la consapevolezza che non rientrerò nel numero di quelle persone che non vorranno mai più fare un evento così grande, anzi. Mi ero autoconvinta che sarebbe stato tutto troppo caotico per me, che adoro la quiete. Forse in qualche modo ci speravo visto che non ne potrò fare più (a causa dei mio portafoglio), ma è andata così e intanto sono grata per questa meravigliosa, splendida, fortissima esperienza di vita.

giovedì 26 febbraio 2026

Il lato positivo

La mia mente fa sempre così: quando viene posta davanti a una delusione per qualcosa di impossibile da fare o qualcosa che proprio non vuole fare, ecco che superato lo sconforto iniziale parte a mille per trovare mille pregi della nuova strada. E' successo così anche per la mia mancata partecipazione alla maratona di Valencia 2026. In realtà a ben pensarci potrebbe anche capitare a fagiuolo perché potrei partire già da questo autunno per iscrivermi alla Hyper-five, ovvero 5 maratone dell'Emilia Romagna da fare in 5 anni (e che io vorrei fare in due anni) per avere un supermedaglione. Una sorta di brutta copia di quello che succede per le major in realtà. Questo autunno dunque potrei iniziare col correre quella di Parma in modo da programmare Bologna per marzo 2027. E questa cade davvero a fagiuolo perché in quel periodo potrei ricevere la fantomatica chiamata per essere operata all'ernia e comprando solo il pettorale per la mia città, non avendo spese di trasporto o di hotel, sarebbe molto più facile da annullare in caso io non possa partecipare. Sempre che l'operazione cada così, perché ieri ho ricevuto un'inaspettata telefonata dall'Ospedale che potrebbero mettermi in un'altra lista d'attesa, accordiare i tempi e operarmi entro il 2026. Chi vivrà vedrà.

martedì 24 febbraio 2026

Perché non andrò a correre la maratona di Valencia, senza forse

Quest'anno erano in programma due belle maratone: quella di Roma (che ci sarà fra un mesetto) e quella di Valencia in dicembre. Roma ormai è alle porte (non vedo l'oraaaaaa) ma Valencia, ahimé è sfumata dopo aver sentito la cifra assurda che mi viene richiesta. Essendo una di quelle maratone internazionali super gettonate ed essendo tutta piatta (quindi ideale per gli invasati che vogliono fare il loro record personale) per potervi partecipare o sborsi, o sei fortunato e ti estraggono alla lotteria oppure hai qualche amico che è disposto a cederti il suo pettorale. Io rientravo in quest'ultima categoria. Se non che il costo per il cambio nome, fra nuova iscrizione, cambio nome e pettorale, è di 285€ euro. Solo per correre. 285€. Ma sono matti. Se poi ci si aggiunge l'aereo (il pernottamento per fortuna no perché sarei stata ospite di un'amica) sarebbe stato facile arrivare ai 400. Ma io mica ce li ho. E comunque anche se ce li avessi mi sembrerebbe uno sproposito spendere così tanto per una sola gara. Se si considera che qui in Italia un pettorale lo pago sui 40€ mi sembra davvero troppo. E' vero, correre a Reggio Emilia non è la stessa cosa che correre a Valencia, ma a un certo punto chissene. Ed ecco perché non correrò la maratona di Valencia ma ho già in sostituzione un altro programmino per l'autunno niente male che spiegherò in un prossimo post.

lunedì 23 febbraio 2026

La mezza di merda

Domenica 15 febbraio 2026 io e Mr D. abbiamo corso la nostra prima mezza maratona insieme. Il ragazzo come sempre si dimostra in forma fisica smagliante facendomi sentire una nullità in confronto alle sue gambe che, sebbene non si allenino nella corsa quanto le mie, son sempre più veloci e disposte a correre lunghe distanze. La nostra prima mezza maratona insieme sarà ricordata negli anni come La mezza di merda e questo per un errore tattico da pivello di mio marito. Svegliati di buon mattino per una colazione in hotel a buffet, il ragazzo come sempre si è fatto prendere la mano e nell'ordine ha ingurgitato:

  • un cappuccino

  • frutta sciroppata

  • cornetto al cioccolato

  • un altro cappuccino

  • un uovo sodo

  • pancetta fritta

“Guarda Mr D. che starai male”

“Eeeeehhh mocché!”

“Guarda che già un cappuccino prima di una corsa è deletereo, figurati due... e poi con tutta l'altra roba!”

“Seeeeee ma figurati!”

“Guarda che poi starai male! Starebbe male chiunque con quello che hai mangiato tu questa mattina”

“Ohhhhhh basta”

Risultato? Partiamo. E dopo una ventina di minuti, neanche arrivati al terzo chilometro, ha iniziato ovviamente a stare male (non capisco perché i mariti non ascoltino porcalapuzzolaladra). Grazie al cielo ha raggiunto un bagno chimico, ci si è fiondato dentro e non ne è più uscito. Il tempo passava, le persone pure, finché anche l'ultima partecipante ci ha superato, compresa la macchina chiudi-gara. E' riemerso con un sorrisone tranquillone non so quante decine di minuti dopo e abbiamo cominciato a spingere per andarci a prendere almeno la medaglia. Arrivati al decimo chilometro avevamo già ripreso un po' di gente, non tantissima ma quanto basta per chiudere la mezza a circa due ore e trenta dalla partenza se non ché al tredicesimo chilometro di nuovo ma questa volta in mezzo a un campo d'erba vista l'impossibilità di trovare una toilette a meno di due chilometri di corsa (traguardo impossibile per il suo intestino). Volevo dirgli te l'avevo detto ma mi pareva un po' troppo visto il sudore freddo e la sofferenza evidente. Finita la seconda ondata via di nuovo a ripescare gli altri. Abbiamo chiuso la gara con un tempo imbarazzante a due ore e quarantacinque e spero abbia compreso che LaSpettinata ha sempre ragione. Sempre.

giovedì 19 febbraio 2026

Meritocrazia

Non sempre nella vita possiamo contare sulla meritocrazia. Non è pessimismo, ma pura realtà. Tuttavia nella corsa ci si può davvero contare. Se una persona si impegna, è costante, dà il massimo, i risultati si vedono sempre. Ovviamente si può passare da periodi più bui di stanchezza e poca voglia ma prima o poi i nodi vengono al pettine e i risultati si vedono. Io sto facendo i conti proprio in questo periodo e ho notato che, rispetto a febbraio 2025, ho miglioramento di circa 30 secondi – 1 minuto a km a seconda della tipologia di allenamento ed è davvero tanto se si considera che non sono un'atleta professionista e le mie giornate non sono improntate solo su quello. I tempi migliori si vedono anche in gara eh e quando li vedi scoppi di felicità. Ma osservarli anche nelle ripetute, nei fartlek, nei progressivi, non ha prezzo.

giovedì 5 febbraio 2026

TestaDiKazzo

Certo che son proprio una testadikazzo. Perché più non ne ho voglia, più piove, nevica, fa freddo, più vorrei stare al calduccio in casa, magari sotto una copertina a leggere un libro con una tisana calda e il gatto sulla pancia, più mi costringo ad uscire per andare a correre. E' proprio una questione di principio. Facile uscire quando se ne ha voglia, quando il tempo è bello e gli uccellini cinguettano. Quando tutto di te rema contro, quando magari hai un po' di raffreddore e non ti senti tanto bene o magari semplicemente non ne hai mezza voglia allora è lì che scatta qualcosa dentro di me che mi impone di uscire. Che testadikazzo che sono. Mi arrabbio quasi con me stessa, mi infilo le scarpe da corsa e mi butto fuori di casa quasi arrabbiata. Esco e corro i primi chilometri odiandomi profondamente, chiedendomi perché. Per dimostrare qualcosa a qualcuno? Per dimostrare qualcosa a me stessa? Per andare più veloce di ieri? Ma qualsiasi sia il motivo per cui non ne avevo voglia, qualsiasi sia la mia condizione fisica e mentale, alla fine la conclusione della corsa è sempre la stessa: sto benissimo e sono felice. E ringrazio la mia forza di volontà, la mia testolinadikazzo. Sorrido soddisfatta di me stessa, concedendomi una splendida, calda, rigenerante, doccia bollente.

lunedì 1 dicembre 2025

Il viaggio interiore del maratoneta

Domenica ho corso la maratona di Firenze. Posto incantevole, città bellissima, gente meravigliosa ma tutto è stato diverso. A Ravenna lo scorso anno ho passato praticamente tutta la gara canticchiandomi interiormente Don't stop me now dei Queen, non ho sentito stanchezza, la mia mente è stata collaborativa e determinata e sono arrivata al traguardo che avrei corso ancora. I tre giorni successivi sono stati un calvario fatto di dolori, scale impossibili da fare e notti quasi insonni a causa delle gambe e dei piedi. A sto giro invece ecco bene o male cosa è successo:

  • dal 1° al 23° km tutto bene, ho corso serena, mi sono goduta il paesaggio e la felicità

  • dal 23° al 32° km la mia mente ha iniziato a remarmi contro, ho combattuto contro me stessa, ho messo in discussione tutte le mie scelte sportive degli ultimi anni con un unico grande interrogativo: machiccazzzmelofafffffffare?

  • dal 32° al 33°km mi sono data tempo per vedere come stavo e capire se avrei potuto accelerare, cercando di riappacificarmi con me stessa

  • dal 33° al 42° km mi sono spronata positivamente in un dialogo interiore svolto in terza persona, mi sono voluta bene, mi sono pompata di forza, determinazione e positività fino a tagliare il traguardo piangendo come una matta dalla felicità perché solo allora ho visto il numero sul mio orologio e ho capito quanto in un anno fossi migliorata

Credo che in parte sia dovuto al percorso. Ho sentito gli amici, e la maggior parte di chi l'ha corsa mi ha riportato la stessa dinamica: tutto bene fino al 23° poi inferno fino al 33°. Solo che dopo il 33° molti hanno mollato, la testa non gli ha retto, hanno camminato, imprecato, bofonchiato. In effetti si è partiti dal centro città, splendido, si è corso al parco della Cascine, meraviglioso, e poi lungo l'Arno e su e giù fra ponti e cavalcavia. Ma dopo il 23° il vuoto, quasi nessuno ad incitare per strada e percorso abbastanza monotono. Io sono riuscita a ripigliarmi prima del famoso maledetto cavalcavia del 34° km (che diciamocelo, è male puro) per poi rientrare in città, ma non è stato da tutti. Fra ieri e oggi ho solo i quadricipiti che palesemente mi odiano ma niente altro, sono molto stanca e stranamente ho ancora quella sensazione di machiccazzzmelofafffffffare? che non è svanita del tutto. Aspetterò paziente perché se tanto mi da tanto dopo qualche giorno senza corsa già fremerò. Ora mi godo due settimane fatte di corsette brevi e sciogligambe, per ritrovare energia e posività fino a giugnere a marzo a correre un'altra maratona nella mia città preferita al mondo: Roma.

martedì 18 novembre 2025

Odi et amo

In realtà per quarant'anni è stato più un odi che un t'amo. Le mie gambe infatti, per la precisione le mie cosce, sono state per decenni il mio punto debole, la mia più grande insicurezza, tutto quello che io mai avrei voluto avere. Ci fu un periodo in cui le hip dips erano anche di moda (l'ho scoperto qualche anno in ritardo) ma in Italia questa cosa non credo sia mai giunta, o almeno non è mai giunta a me e al mio cervellino malato. Per decenni le ho guardate, le ho odiate, ho cercato di modificarle in tutti i modi possibili dalla perdita di peso ai trattamenti coi fanghi, con gli anticellulitici inutili e costosi fino alla totale rassegnazione (più che accettazione). Adesso invece qualcosa è cambiato nella mia testolina. Le mie gambe sono esteticamente sempre le stesse ma tanti anni di terapia hanno fatto sì che non siano più un problema. Inoltre da quando ho iniziato a correre seriamente le sento. Sento la potenza dei muscoli durante le ripetute, sento il loro lavoro, la loro “potenza”, la loro forza e comprendo quante cose meravigliose mi stiano regalando. Nulla è scontato.

mercoledì 12 novembre 2025

Bibitone

Nel periodo intenso in preparazione delle maratone, dove le mie gambe macinano chilometri e la stanchezza si fa sentire, assumo aminoacidi essenziali. Di solito compro delle simpatiche bustine al gusto arancia fatte dalla mia farmacia di fiducia ma proprio ieri sono finite e a due settimane e mezzo dalla gara. Mi hanno purtroppo comunicato che non saranno disponibili a breve ma che in zona mia c'è un negozio specializzato in integrazione sportiva e potevo andare da loro. Ieri mi ci sono fiondata e visto che economicamente era ssai più conveniente ho acquistato un bustone di aminoacidi che mi ricorda molto quelle sbobbe che si prendono i bodybuilder. Assurdo, ma credo fondamentalmente quasi corretto. Questa mattina ho provato a seguire le istruzioni: un misurino in 400ml di acqua. Ne è risultato un bibitone dall'aspetto dubbio e dal gusto agghiacciante. Bene ma non benissimo. Giuro: ultima volta.

martedì 11 novembre 2025

I have a dream

Ieri ha fatto capolino la possibilità di andare a correre la maratona di New York. Assurdo. Sì. Assurdo sarebbe la parola giusta. Correre la maratona di New York non è così semplice come si possa pensare. Il numero di pettorali a disposizione è davvero minuscolo e anche se si riuscisse ad assicurarsene uno tramite la lotteria (8.000 posti a disposizione del mondo intero) occorrerebbe comunque organizzare il viaggio, il pernottamento e chi più ne ha più ne metta. La cosa più logica è dunque affidarsi a qualcuno o a una qualche agenzia che abbia a disposizione un tot numero di pettorali ma i prezzi ovviamente salgono vertiginosamente. E qui veniamo a ieri: sullo stato whatsapp di un amico pacer leggo un criptico messaggio NY coming soon. Andrà a correrla, ho pensato, e così gli ho scritto. Pare che invece la questione fosse un'altra: sta mettendo su un gruppo di runner, facendosi fare qualche preventivo qui qualche preventivo là, per poi andare nel 2026, l'anno dei miei 45 anni. Che figata. Che immensa stramaledetta figata. Ma dove li trovo io tutti quei soldi? Perchè ho fatto un minisondaggio fra le poche persone che conosco e che sono riuscite ad andare e pare che si debbano mettere in conto sui quattro-cinquemila euro, soldi che ovviamente non ho visto che a fine mese mi ritrovo sempre a non poter fare la spesa perché rischio di andare in rosso. E così ho pensato:

  • mancano 11 mesi. Se riuscissi a mettere da parte un pochino di soldi tutti i mesi forse. Forse cosa. Non ce la farei

  • se chiedessi a tutti gli amici e i parenti invece dei canonici regali di compleanno o regali di Natale di donare un pochino di soldini per NY? Non ce la farei. No. Nel caso fossi molto molto fortunata (ma non credo) sarebbe tanto riuscire a raggiungere i mille euro

  • e se unito a quello chiedessi al mio sponsor di darmi una piccola quota correndo la maratona con la sua maglia? No. Non ce la farei. Sarebbe comunque una quota che non credo supererebbe i cento euro a dir tanto

  • e se provassi con un crowdfunding? Spandessi la voce anche ai conoscenti del tipo Dai mandiamo tutti insieme B a New York a realizzare il suo sogno? Beh non credo che ce la farei comunque

  • e se unito a tutte queste cose (esclusa la prima che è palesemente infattibile) io pescassi da un piccolo fondo risparmi che attualmente però sto tenendo da parte visto che entro novembre andremo a rogito, inizierà l'ennesimo mutuo e abbiamo bisogno di avere le spalle un pochino (ma poco poco) coperte? Forse così ce la farei ma sarebbe da irresponsabili

Ci sono tanti se in tutto questo. Tanti desiderosi se. E poi ciò che sposta l'ago della bilancia è questo: non è che se fai il crowdfunding, chiedi i soldi al posto dei regali per questa causa, poi dici a tutti Eh no ragazzi, ho visto che proprio non ce la faccio per cui non andrò. Ieri ero abbastanza carica da voler provare comunque il tutto per tutto ma questa mattina, dopo la nottata passata a rimuginarci sopra qualcosa si è rotto. Un sogno e forse come tale è destinato a rimanere. Ne ho parlato distrattamente con mio padre in videochiamata, giusto perchè dopo avermi parlato dei suoi progetti mi ha chiesto dei miei. Mi sono sentita dire che secondo lui ci dovrei provare e che male che vada potrò sempre partire attingendo al fondo risparmi e cuna quota consistente potrebbe darmela lui in aiuto. Non me la aspettavo. Da che il sogno si era trasformato in utopia a che adesso da utopia si sta di nuovo trasformando in un sogno. Devo darmi del tempo, avrò fino a fine dicembre/inizio gennaio per decidere (o così mi ha detto l'amico). Ci devo pensare. Sarebbe molto bello ma vedo già il senso di colpa aleggiarmi sulla capa. Devo darmi tempo.

giovedì 23 ottobre 2025

Scenetta-Spider

Avete presente quella scenetta che si vede un pochino dappertutto dove vari Spider-man si vedono e si indicano a vicenda? Beh nel lungo di sabato scorso non sapevo esattamente dove andare. Ormai la mia città l'ho corsa tutta, e pure la periferia. Non avevo idee per cui ho semplicemente deciso di uscire e di correre là dove mi portava il cuore. Ho iniziato dal solito percorso visto che l'intenzione mia era di allenarmi il più possibile nei su e giù visto che pare che sia la 32 di Parma che la Maratona di Firenze non siano proprio in piano. Dopo un paio di chilometri nella mia consueta solitudine corsifera incrocio per caso una persona.

Io lo guardo.

Lui mi guarda.

Sorrisino.

Si continua.

Ci si ferma.

Ci si gira.

Ci si indica.

“Mezza di Comacchio!!”

“Mezza di Comacchio!!”

Ho chiacchierato per i sucessivi dieci minuti con questo settantenne che ha corso tutta la mezza maratona di Comacchio dietro di me e poi di fianco. Ricordavo alcuni episodi della sua vita fra i quali che ha corso non so quante volte il Passatore e mi viene spesso in mente quando penso a come mi potrò mai allenare per correrla anche io. Ricordavo anche il suo nome visto che nello sprint finale io mi sono lanciata a bomba verso il traguardo, lasciandolo indietro ma continuando a urlare il suo nome seguito da “Forza forza dai che ce la fai!!” per spronarlo ad arrivare fino alla fine. E' stata una piacevole sorpresa rivederlo. Siamo riusciti a scambiarci i numeri, ad aggiornarci sulle gare e a prometterci di vederci ogni tanto per qualche corsetta di scarico insieme. Ho così ricominciato a correre quando dopo un chilometrino incrocio per caso un'altra persona.

Io lo guardo.

Lui mi guarda.

Sorrisino.

Si continua.

Ci si ferma.

Ci si gira.

Ci si indica.

“Io ti conosco!”

“Anche io ti conosco!”

“Ma non ricordo in quale gara ti ho conosciuto”

“Neanche io”

“Buona corsa allora!”

“Anche a te!! I migliori continuano!”

“I migliori continuano!”

Ed è così che la prima parte di un lungo che si preannunciava faticoso e noioso si è trasformata in una simpatica rimatriata fra gente semi-sconosciuta.

lunedì 20 ottobre 2025

L'abito non fa il monaco

Domenica ho corso la Trenta2 della Parma Marathon. Ero partita pensando che avrei fatto con calma, come in allenamento dunque. Passo leeeeeeento, cuore basso, tranquillità e serenità. E' andato tutto l'opposto. Sono stata fagocitata in un gruppo di Pacers abbastanza fuori di testa che mi hanno portato a spingere per 22km a una velocità per me assai sostenuta, per poi abbandonarmi a me stessa negli ultimi 10km (il loro percorso proseguiva dritto, il mio svoltava). Per i primi 22 dunque mi sono divertita, ho conosciuto gente, fatto balotta. Gli ultimi 10 li ho abbastanza odiati ma alla fine mi sono presa la mia bella medaglia. Come al solito poi mi aspettava un'ora di camminata fra andare dal traguardo alla stazione e poi dalla stazione a casa mia. Con i piedi che urlavano disperazione ho preso un'importante decisione: togliermi le scarpe e mettermi le infradito con i miei calzini monodita. Inguardabile ma comodo. Alle 15.30 sono arrivata alla stazione di casa, senza aver ancora pranzato, abbastanza stanca e distrutta. Mi sono rifugiata in un bar su un tavolino in solitaria quando ho visto dei ragazzi indicare i miei piedi e ridere. Chissenefrega eh. Ma gli ho voluto far presente, con ironia, risate e divertimento, che ero così gradevolmente inguardabile perché avevo appena corso una 32km e avevo appena fatto il mio record personale. Spero a

mercoledì 8 ottobre 2025

L'ignuraaaanza

“Hai corso una mezza vero ultimamente?”
“Sì sì”
“E com'è andata?”
“Ah benissimo! Ho fatto il mio record personale in questa gara, sono molto molto contenta. Mi sono divertita parecchio”
“E sei arrivata prima?”
“Ehm... no”
“Come no?”
“Beh, no. Io sono lenta. Ma anche se non fossi lenta è quasi impossibile arrivare fra i primi”
“E va a categorie?”
“Sì sì, io sono fra le donne fra i 40 e i 45 anni”
“E nella tua categoria sei arrivata prima?”
“Ehm... no”
“Come no?”
“A dire la verità di solito sono fra le ultime”
“Beh scusa ma allora perché corri? Tanto non vinci mai”
… … …

domenica 5 ottobre 2025

Umana gente bel paese

La corsa assume un significato diverso per ognuno di noi. Per me è concentrazione, meditazione, solitudine, sfida, felicità, autoascolto. Ma mai mi sarei immaginata che la corsa potesse regalarmi qualcosa di più. Sono quasi dieci anni che corro lunghe distante e con costanza ma pensavo che ormai fosse tutto qui. E invece no. Perché nelle lunghe distanze in gara ci si ritrova quasi sempre di fianco a persone sconosciute che hanno il tuo stesso ritmo o che si incollano a te per tenere il tuo stesso ritmo ed essere spronate ad arrivare fino in fondo. E se a quelle persone regali spazio puoi conoscere le loro storie, le loro vite, i loro sogni, il loro passato e i loro desideri di futuro. Alla Cesena-Cesenatico mi si è affiancato ad esempio un signore. 79 anni, medico in pensione, a 18 anni è partito dalla Siria per venire a studiare a Bologna considerata già all'epoca una delle migliori università possibili. Mi ha raccontato la storia d'amore con sua moglie, un colpo di fulmine quando lui aveva appena 19 anni e lei 17. Mi ha raccontato come da quel momento non si siano più separati tant'è che lei lo avrebbe poi accolto al traguardo. Primo, secondo o al massimo terzo nella sua categoria, questo pensionato super in forma ha regalato la sua storia a me, una perfetta sconosciuta che lo ha spronato fino al 16° chilometro per poi salutarlo e accelerare verso il traguardo. E chi avrebbe mai pensato che la corsa fosse anche questo: conoscenza dell'altro.

martedì 23 settembre 2025

La stagione

In realtà la stagione è iniziata il 14 settembre con la mezza maratona Cesena-Cesenatico ma il duro lavoro inizia ufficialmente da oggi. Purtroppo quest'anno niente più venerdì di ferie, il sabato esce Mr D. in bici per cui i lunghi e i lunghissimi mi tocca correrli alla domenica. Questa cosa non mi sconfinfera per niente perché mentre prima avevo uno-due giorni per ripigliarmi, correndo alla domenica e il giorno dopo essendo al lavoro sarò più stanca del solito perché non avrò possibilità di riposo. Poco male, si corre verso la 32 di Parma e la Maratona di Firenze.

giovedì 18 settembre 2025

Invidia?

Domenica scorsa ho corso la mezza maratona di Cesena-Cesenatico. Sono stata via esattamente 24 ore ed è stato un vero tour de forces. E' stata una corsa bellissima, fatta di felicità, risate, concentrazione, stanchezza e record personali. Quando la gente al parco mi chiede come è andata e io al volo rispondo “molto bene” il commento che sento più spesso è “che invidia!” ma quello che le persone non sanno è la mole di sacrifici e stanchezza che si cela dietro a una corsa del genere (oltre al fatto che chiunque ci si potrebbe mettere dietro). Facciamo un esempio. Domenica scorsa:
  • 4,30: sveglia e bagno
  • 5,00.: colazione
  • 5,30: bagno e vestizione
  • 5,45: camminata di un paio di chilometri
  • 6,00: pullman da Cesenatico a Cesena
  • 6,40: arrivo a Cesenatico
  • 6,40-7,50: riscaldamento e numerose tappe al bagno
  • 8,00: partenza
  • 8,00-10,25: 21k di corsa
  • 10,30-11,30: stretching, chiacchiere, cibo, acqua
  • 11,30-12,15 : valigia al volo e procacciamento pranzo in qualche chioschetto
  • 12,15-13,15: camminata (sì, un'ora di camminata dopo aver corso 21km) fino alla stazione
  • 13,20-14,55: treno con aria condizionata che alterna sparaghiaccio a pompe funebri di calore
  • 15,00-15,30: camminata (sì, un'altra mezz'ora di camminata) fino a casa
  • 15,35-21,00: tramtram famigliare fino a sera
  • 21,01: nanna
Ancora invidia?

venerdì 5 settembre 2025

Wake me up when september ends

Settembre, come maggio, è uno dei mesi più impegnativi per famiglie con figli. In particolare a sto giro siamo messi così:

  • questo fine settimana:

    • venerdì - oggi: parto io per lavoro - in contemporanea parte Primogenita per un camp di pallavolo

    • sabato: parte la triade rimasta mentre io, finito il lavoro, prendo due treni e li raggiungo. Pranzo con festa di compleanno di una amica al mare

    • domenica: Primogenita torna a casa mentre noi siamo ancora via e ci ricongiungiamo alla sera

  • prossimo fine settimana:

    • sabato: prendo un treno per andare a Cesenatico in vista della mezza maratona

    • domenica: correrò la mezza maratona Cesena-Cesenatico mentre Mr D. va al lavoro (la conclusione di un enorme cantiere per la curia di cui è il responsabile dei lavori). I ragazzi si destreggiano fra il lavoro di Mr D. e la casa

  • fine settimana ancora dopo:

    • venerdì: non ho ancora capito se dovrò ripartire per lavoro, chi vivrà vedrà

    • sabaot: lavorerò? Chissà

    • domenica: altra piccola gara a Bologna per me

Sono già stanca.