Poi alla fine non ce l'ho fatta a starmene zitta questa volta. E credo sia un bene visto che ho passato una vita a starmene zitta e in quarant'anni ho risposto a mio padre solo due volte: una a 23 anni e una ora.
Per chi non lo avesse letto occorre dare un occhio a questo post per capire quanto scriverò oggi.
Otto giorni fa mi arriva il seguente messaggio “come stai?”
Messaggio neutro, assurdo, al limite del fastidioso.
Ci penso, ci medito e decido di dirgli come sto, in fondo me l'ha chiesto lui. Se di una cosa sono sicura è che non ha davvero senso scagliarsi contro mio padre perché tanto ha ragione lui per cui l'unico modo per farsi ascoltare è la calma e occorre pesare ogni singola parola che gli si dice perché ha la peculiare capacità di riuscire ad appigliarsi a qualsiasi cosa per attaccarti alla giugulare.
E così eccolo lì, il messaggio che mai avrei pensato di scrivergli. Ho iniziato semplicemente descrivendogli i fatti: lui si è arrabbiato, per una sua arrabbiatura (e solo sua) farà un torto a me e ai suoi nipoti non venendo oggi al battesimo. Inoltre invece di comunicarmelo chiamandomi ha mandato un messaggio sulla chat comune di famiglia SOLO dopo che IO ho chiesto conferma e SOLO dopo che IO ho chiesto se stesse scherzando allora mi ha mandato un messaggio in privato, senza chiamarmi, dicendo che era vero e non sarebbe venuto. Gli ho semplicemente elencato i fatti nudi e crudi (ai fatti non ci si può attaccare). E poi dopo ho espresso una mia opinione dicendogli che secondo me questo non è modo di comportarsi, non è proprio modo di comportarsi. Perché io avrei probabilmente scoperto solo il giorno del battesimo che mio padre non sarebbe venuto rimanendoci malissimo, perché avrebbe potuto chiamare invece che mandare un asettico messaggio su una chat di gruppo, e avrebbe potuto chiamare dopo quando ha visto che pensavo stesse scherando invece di mandarmi un messaggio privato. Gli ho ribadito che secondo la mia opinione questo non è un bel modo di comportarsi e gli ho fatto presente che non ci vediamo da dicembre, e che mi manca. Che questa situazione mi fa stare male, che gli voglio bene e che spero il tempo appianerà tutto. Non sono entrata in merito alla discussione della sua arrabbiatura e gliel'ho pure fatto notare alla fine del messaggio.
E' bastato poco per fare scatenare la sua furia. Mi ha risposto con un messaggio pieno d'ira dilungadosi sul perché è arrabbiato, dicendo che secondo lui ha agito bene e che non è vero che non ci vediamo da dicembre perché una volta ci siamo visti a marzo e che però è vero: non avrebbe avvisato e non si sarebbe presentato. Niente riguardo al fatto che gli ho detto che mi manca. Niente riguardo al fatto che gli ho detto che gli voglio bene.
E così gli ho risposto che NON sono entrata in merito alla sua arrabbiatura perché non voglio esprimermi, che rimane la mia opinione che secondo me invece si è comportato male, chiedendogli scusa perché forse è vero che non ci vediamo da marzo, che probabilmente per lui è sufficiente vedermi tre volte in sei mesi mentre a me manca e che nulla toglie al fatto che gli voglio bene e che io stia male in questa situazione.
Mi ha risposto così “grazie del chiarimento. Buona giornata”. Niente riguardo al fatto che gli ho detto che mi manca. Niente riguardo al fatto che gli ho detto che gli voglio bene.
Avrei voluto rispondergli “buona giornata UN CAZZO” ma non l'ho fatto perché francamente non ne vale la pena.
Da quel momento non l'ho più sentito e francamente non ho voglia di sentirlo. E' proprio vero che non si smentisce mai.

