Quando la nonna è
morta, quasi tutta la sua roba è passata a me, un po' perché mia
mamma si è voluta liberare di tutto, un po' perché io non ho voluto
lasciar andare nulla. Di tutta la sua roba la cosa a cui sono in
assoluto più affezionata è una catenina che le avevo regalato io e
che lei portava sempre al collo: una finissima catenina di oro rosa
con un cuore attaccato dove da un lato c'è scritto Ti voglio bene
e dall'altro B, la mia iniziale. Lei lo portava sempre dal
lato della scritta mentre io la porto dal lato della mia iniziale,
come se la scritta dietro fosse un segreto da custodire gelosamente
fra me e lei. Questa catenina, purtroppo, si è rotta qualche
settimana fa e dopo un pianto a dirotto, sono corsa dall'orafo per
farla subito riparare e mi è stata ridata venerdì questo. Non è
durata neanche un giorno: sabato si era rotta di nuovo. Disperata ho
preso la seconda collana che ricordo averle visto raramente addosso,
una infilata di pietre piccole e verdi molto carina. Sabato stesso si
è rotta pure quella. Mentre singhiozzavo quasi inconsolabile, mia
mamma con la sua meravigliosa saggezza che sempre la caratterizza mi
ha scritto: “E' il segno che c'è un nuovo inizio per te.... e di
lasciare il passato... lei vola libera...”. Sono andata a letto
scossa e ho sognato la nonna. Era già capitato che la sognassi ma in
modo sfuggente, come camminare per strada e vederla in un parco
mentre faceva yoga. A sto giro ci trovavamo nella mia casa di
infanzia, io e lei, e stavamo vivendo uno dei nostri soliti giorni
quando l'ho guardata e lei mi ha sorriso e lì le ho detto “Nonna,
se hai bisogno che io ti lasci andare, lo farò”. Lei mi ha
abbracciato e mi ha risposto (ma non ricordo la sua voce, forse mi ha
fatto solo capire) che la casa dove stavamo in quel momento, la casa
della mia infanzia, non era più il posto giusto dove stare. E così
siamo uscite e mentre ci recavamo nella nuova casa mi sono distratta,
l'ho persa di vista e non l'ho più ritrovata. Se n'è andata così
silenziosamente, un po' alla chetichella... Mi sono svegliata che erano le 4 del mattino e
stranamente ero abbastanza tranquilla. Ma questa mattina nel
raccontare il tutto a Mr D. sono scoppiata a piangere come una
disperata perché io non la voglio lasciare andare. So che per il suo
bene, e per il mio, dovrei, ma non voglio. Sono uscita di casa con
un'altra sua collana al collo, una collanina di corallo sottile che
una volta era sua ma che mi aveva regalato tantissimi anni fa e che
ogni tanto porto con me. Chissà se si romperà anche questa.