martedì 31 ottobre 2023

Happy Hallowwen

Questa mattina mi sono alzata e la prima cosa che ho fatto è stata quella di andare a pescare dentro alla scatola dei travestimenti delle ragazze. Sicuramente ci sarebbe stato qualcosa per Birullulo. Nell'ordine ho trovato:

  • un uncino da Capitan Uncino

  • un cappello da vichingo

  • un mantello da strega

  • gli occhiali di Harry Potter

Ho provato a farglieli indossare tutti insieme. Non ha voluto travestirsi. Non capisco come mai.

lunedì 30 ottobre 2023

Breve storia triste

premessa 1: venivo da tre giorni di gastrointestinale

premessa 2: mi sono fermata qualche minuto per aiutare un'amica di Secondogenita che non si era sentita bene

BREVE STORIA TRISTE

Abbiamo corso la 10km della StraBologna.

Secondogenita è arrivata prima di me.

Fine.

mercoledì 25 ottobre 2023

E' così che ti fregano

“Mamma! Fai aaaaaa toLLe!”

“No Birullulo dai. Gioca da solo. Perché deve giocare la mamma sempre con te?”

“Eppekké è caLina mamma”

Touchée

martedì 24 ottobre 2023

il mio Sole

Secondogenita ha un carattere tutto suo, molto particolare. Per anni ho faticato a capirla fino in fondo perché è molto diversa da me: io sono cristallina, mi si legge in faccia cosa provo, cosa sento, cosa immagino. Lei no. E' estremamente riservata e sebbene a colpo d'occhio paia una persona solare, forte, estroversa, a tratti aggressiva in realtà è una ragazza fragile e insicura, bisognosa d'affetto e molto affettuosa. Spesso attacca, attacca per difendersi anche quando in realtà non ci sarebbe nulla per cui difendersi ma perché di fondo si sente fragile. E' molto coccolona, ancora desidera che passiamo davanti a scuola da lei per salutarla, baciarla e augurarle una buona giornata, cosa che la maggior parte dei suoi coetanei aborre come se fosse opera del diavolo. Le piace stare con noi nel lettone, le piace essere rassicurata e le piace inondarmi di bigliettini in cui mi dichiara il suo affetto. Mi ci è voluto tempo per comprenderla ma ora posso dire che lei non è come sembra, ed è bellissima. Sia fuori che dentro.

giovedì 12 ottobre 2023

I giochini dello sviluppo

Appena nata e per tutti i 12 anni successivi Primogenita è stata la mia fotocopia. La MiniMe in miniatura si aggirava per casa fra lo stupore dei parenti e degli amici. Persino lei, nelle foto, faticava a capire se sulla carta c'era lei o c'ero io da piccola. Era davvero impressionante. Poi un giorno, dal nulla, è cresciuta di duecento centimetri e ha cambiato fisionomia: ha iniziato mettendo su il naso del padre, poi la forma del viso, poi le gambe lunghe e affusolate, le spalle ampie e la pancetta del papà. Negli ultimi mesi qualcosa ha cambiato anche nei capelli, nei suoi bellissimi capelli neri lisci che ha sempre avuto e che son sempre stati uguali ai miei. Beh, ora i suoi capelli si presentano così:

 


No, non sono più neri e no, non sono decisamente più lisci come spaghetti. E non vi dico che casino per capire che non aveva più i capelli lisci: abbiamo passato mesi in cui se li asciugava da lisci e aveva una testa simil-leonina informe da far paura. Il mio Amore sta cambiando ed è così bella, sia dentro che fuori. La amo immensamente.



 

martedì 10 ottobre 2023

La semisantità dell'ultimogenito

Birullulo è un bambino davvero buono. Non mi fraintendete eh, è sempre sulla soglia dei tre anni per cui ogni tanto ci scappa il capriccio, ogni tanto ci scappa la testardaggine, ma fondamentalmente è un bambino buonissimo. Settimana scorsa ad esempio siamo andati a Milano e ha camminato senza fiatare per due ore dopodiché semplicemente si è seduto in mezzo alla strada rifiutandosi di fare un altro passo (e come dargli torto). Niente urla, niente pianti, niente di niente. Eravamo con una compagnia di amici con tutti figli grandi per cui abbiamo pranzato passata l'una e mezza (lui di solito pranza a mezzogiorno) e non ha fiatato. Di solito al pomeriggio dorme due ore, a Milano ha dormito una mezz'ora rosicata in braccio a me, e non si è lamentato. Il viaggio di andata e ritorno in treno l'ha passato a giocare con le sue macchinine. Quando lo porto al parco poi, osservandolo nelle dinamiche di gruppo, vedo che è proprio un bimbo a modo. Quando desidera un gioco di altri aspetta con pazienza e magari chiede l'intervento dell'adulto. Ieri ad esempio al parco voleva giocare con un camioncino fiammante dei pompieri, desiderio di tutti i bimbi presenti. C'era chi spintonava, chi urlava, chi faceva capricci. Lui mi ha semplicemente preso la mano, mi ha portato lì e mi ha detto che voleva giocarci anche lui e con pazienza abbiamo aspettato e poi chiesto il permesso al proprietario che dopo un pochino gliel'ha ceduto. E sempre ieri se ne stava buono buono sulla sua bicicletta, è arrivato un suo amichetto che la voleva e così, senza preavviso, l'ha spintonato e buttato per terra. Ovviamente si è messo a piangere, ovviamente non era contento, ma quello che ha fatto l'altro bimbo mi ha fatto ricordare che lui non è così e io ne sono felice. Nell'ultima scaramuccia di ieri, poi, mentre lui e un altro si contendevano un monopattino, entrambi hanno guardato verso le rispettive mamme per capire chi avesse ragione o meno. Nessuna lite, nessun pianto, nessun capriccio ma una semplice richiesta di un giudice neutrale per capire chi potesse accaparrarsi il gioco. Sono molto orgogliosa del mio Birullulino e lo amo immensamente.

I sensi di colpa

Dal punto di vista lavorativo questo per me è il periodo più incasinato dell'anno. Se ci aggiungiamo che Birullulo ha iniziato la materna, non senza qualche difficoltà, che Secondogenita ha iniziato le medie, non senza qualche difficoltà, che Primogenita ha iniziato la seconda superiore, che mia madre non sta benissimo e che suo marito sta sempre male, beh, non è che sia tutto liscio come l'olio ecco. Però bene o male si tira avanti con i soliti sensi di colpa di non riuscire a fare abbastanza. Ecco qui di seguito l'elenco dei miei sensi di colpa più frequenti:

  • mi sento in colpa con Birullulo perché non riesco a portarlo al parco quanto vorrei. Settimana scorsa ce l'ho portato una volta sola e questo perché al pomeriggio mi dedico a far studiare Secondogenita che in questo periodo ha bisogno di essere molto seguita nello studio

  • mi sento in colpa con Secondogenita perché l'unico tempo che passo con lei è quello dedicato al suo studio e di questo lei ne risente molto, me l'ha pure detto

  • mi sento in colpa con Primogenita perché inevitabilmente è quella più autonoma e dunque passa in secondo piano. Mi ha chiesto di insegnarle a suonare la chitarra, le ho detto di sì ma non so quando e se riuscirò a trovare il tempo per dedicarmi a questa cosa

  • mi sento in colpa con mia madre perché la sento tutti i giorni, è vero, ma non la vedo quasi mai e quando ho del tempo libero (raramente) lo passo a riposarmi o a correre quando invece dovrei dedicare del tempo anche a lei

Quello che ultimamente dico più spesso è che io sono una, e non trina, per cui faccio quello che posso. Ma non mi sembra mai abbastanza.

lunedì 2 ottobre 2023

Quando la nonna è morta, quasi tutta la sua roba è passata a me, un po' perché mia mamma si è voluta liberare di tutto, un po' perché io non ho voluto lasciar andare nulla. Di tutta la sua roba la cosa a cui sono in assoluto più affezionata è una catenina che le avevo regalato io e che lei portava sempre al collo: una finissima catenina di oro rosa con un cuore attaccato dove da un lato c'è scritto Ti voglio bene e dall'altro B, la mia iniziale. Lei lo portava sempre dal lato della scritta mentre io la porto dal lato della mia iniziale, come se la scritta dietro fosse un segreto da custodire gelosamente fra me e lei. Questa catenina, purtroppo, si è rotta qualche settimana fa e dopo un pianto a dirotto, sono corsa dall'orafo per farla subito riparare e mi è stata ridata venerdì questo. Non è durata neanche un giorno: sabato si era rotta di nuovo. Disperata ho preso la seconda collana che ricordo averle visto raramente addosso, una infilata di pietre piccole e verdi molto carina. Sabato stesso si è rotta pure quella. Mentre singhiozzavo quasi inconsolabile, mia mamma con la sua meravigliosa saggezza che sempre la caratterizza mi ha scritto: “E' il segno che c'è un nuovo inizio per te.... e di lasciare il passato... lei vola libera...”. Sono andata a letto scossa e ho sognato la nonna. Era già capitato che la sognassi ma in modo sfuggente, come camminare per strada e vederla in un parco mentre faceva yoga. A sto giro ci trovavamo nella mia casa di infanzia, io e lei, e stavamo vivendo uno dei nostri soliti giorni quando l'ho guardata e lei mi ha sorriso e lì le ho detto “Nonna, se hai bisogno che io ti lasci andare, lo farò”. Lei mi ha abbracciato e mi ha risposto (ma non ricordo la sua voce, forse mi ha fatto solo capire) che la casa dove stavamo in quel momento, la casa della mia infanzia, non era più il posto giusto dove stare. E così siamo uscite e mentre ci recavamo nella nuova casa mi sono distratta, l'ho persa di vista e non l'ho più ritrovata. Se n'è andata così silenziosamente, un po' alla chetichella... Mi sono svegliata che erano le 4 del mattino e stranamente ero abbastanza tranquilla. Ma questa mattina nel raccontare il tutto a Mr D. sono scoppiata a piangere come una disperata perché io non la voglio lasciare andare. So che per il suo bene, e per il mio, dovrei, ma non voglio. Sono uscita di casa con un'altra sua collana al collo, una collanina di corallo sottile che una volta era sua ma che mi aveva regalato tantissimi anni fa e che ogni tanto porto con me. Chissà se si romperà anche questa.