mercoledì 30 ottobre 2024

Non benissimo

Sono passati solo due giorni dalla mia solitudine in ufficio e per quanto io cerchi di ripetermi in continuazione che arrivo dove arrivo, che io una sono e non trina, e che devo stare calma perché tanto non è che io possa fare più di così, beh a quanto pare non funziona. Gli attacchi d'ansia si susseguono alquanto fastidiosi, lascio immaginare la stanchezza emotiva, psicologica e anche fisaica che ne consegue. Sulla carta sarei anche brava, ma di fatto le mie budella mi ricordano che sono umana e che mi sto facendo trascinare nell'abisso. Spero solo che, col passare del tempo, io riesca a darmi una calmata.

lunedì 28 ottobre 2024

Il primo giorno

Oggi è il mio primo giorno di lavoro da sola e devo dire che il mio stomaco non è contento. Più che lo stomaco aleggiano una serie di attacchi d'ansia non proprio belli che cerco comunque di tenere sotto controllo ma non sempre è possibile. Razionalmente mi ripeto che devo stare calma, che arrivo dove arrivo, che sono una e non trina ma inconsciamente tutto in me grida disperazione, solitudine e panico. E allora via di candele profumate, musichetta rilassante e respiri profondi. Pensatemi.

giovedì 24 ottobre 2024

Breve storia

 


I ricordi d'estate di Birullulo.

Siamo stati solo al mare.

Fine.

Il sogno

Questa notte l'ho sognata. Ero nella casa dove abbiamo vissuto per tanti anni insieme quando mi sono accorta che nel buio, in camera di nonna, c'era il suo spirito. La prima sensazione che ho avuto è stata di fortissima paura, poi ho iniziato ad urlare, a piangere, a cercare di accarezzarla mentre in lacrime le dicevo che mi mancava terribilmente. Ma a un tratto ho capito che lei era lì perché semplicemente voleva che le trovassi i suoi orecchini e un bel vestito da mettersi. Ho cercato fra le sue cose, gliele ho date, e il tempo di chinarmi per terra a raccogliere non ricordo cosa che lei non c'era già più. Come nei precedenti sogni ho iniziato a disperarmi di un dolore straziante e totalizzante, urlando e piangendo a squarciagola quando quasi subito mi sono resa conto che non aveva senso, perché così com'era venuta a trovarmi, sarebbe potuta tornare di nuovo. Mi sono svegliata e per la prima volta in un anno e mezzo non ho pianto. Piango ora, a ricordare questa notte, perché la mancanza è così profonda e dolorosa da non riuscire a capire se mai starò meglio.

mercoledì 23 ottobre 2024

Per punti

E' un periodo molto intenso qui, come sempre ad ottobre in realtà. Sono assorta quasi del tutto dal lavoro e dalla famiglia che ha ripreso a pieno ritmo. Se si aggiunge quest'anno la preparazione alla maratona e il fatto che tutte le mie colleghe si sono licenziate e sono rimasta sola si può ben capire quanto io sia più spettinata del normale, avvolta in un caos quasi primordiale. Per riuscire a non affogare in questo momento ho solo un mantra: una cosa alla volta. Semplicemente cerco di pensare al passo successivo senza pensare a tutto quello che devo fare perché sennò rischio di rimanere sommersa. I prossimi passi sono:

  • Sabato questo – Lavoro – ci sarà una delle giornate più impegnative dell'anno. Per fortuna la mia collega, l'ultima, ci sarà ancora quindi spero sia tutto più semplice

  • Sabato 9 – Lavoro . Ci sarà anche qui una delle giornate più impegnative dell'anno, più impegnativa di questo sabato in cui sarò completamente abbandonata a me stesso con almeno un centinaio (ma sono di più) di persone davanti. Sopravviverò. Forse

  • Halloween con conseguente costume familiare da preparare, come ogni anno. Siamo considerati fra gli amici la vera eccellenza. Quasi ogni anno vinciamo il premio miglior costume. Quest'anno seguirò una piccola regola: zero sbatti. Massima resa per minimo sforzo. Speriamo bene e poi anche chissene

  • Maratona. Saràgià un bellissimo traguardo riuscire a tagliarlo il traguardo

  • Torta per Birullulo. Come sapete adoro fare le torte e qui puntiamo sempre in alto. Devo ancora capire il tema e bene o male l'idea di base. Ho un vuoto, non so decidermi. Ma forse è perché ho troppe cose per la testa per cui basterà aspettare questo diventi il punto numero uno della lista una volta completati gli altri due

  • Festa di Birullulo. Organizzazione come sempre a mio carico. Finché era piccolo piccolo ce la siamo sempre cavati in casa. Certo, quei piccoli esserini la casa ce la distruggevano, ma tutto sommato riuscivamo ad invitarne pochi ma buoni. Ora il ragazzo, e giustamente, vorrebbe invitare tutta la sua classe per cui mi occorre una location in primis e poi tutto il resto

  • Secondo fine settimana di dicembre – Lavoro – altre giornate calde. Non so se avrò un aiuto in quella data ma da come si prospettano le cose... no. Sarà il delirio.

  • Compleanno di mamma con conseguente regalo. Quest'anno è il primo anno che siamo “sole” per cui vorrei farle qualcosa di speciale ma non ho ancora le idee chiare sebbe qualcosina si prospetti nell'orizzonte della mia mente

Una cosa alla volta, dunque. E speriamo di sopravvivere.

domenica 20 ottobre 2024

Nulla è scontato

Venerdì ho corso il lunghissimo: 36km. Dopo quel lungo basta, passerò le prossime settimane a farmi corsette defaticanti di 10km in totale polleggio. Nel lunghissimo, però, mi è arrivata una consapevolezza come un fulmine a ciel sereno. Tutto procedeva abbastanza nella norma: dopo il 26° km di solito il mio fisico mi fa capire molto chiaramente che non è proprio soddisfatto e contento delle mie scelte di vita sportive, ma fra una trattativa e l'altra riesco a portarmi a casa il chilometraggio stabilito. Tuttavia, al 35°, eccolo lì, il dolore inaspettato. Chi corre sa che non esiste corsa che non si porti appresso qualche doloretto. Se si ascoltassero tutti i dolori, i fastidi e gli indolenzimenti che vengono fuori in quelle ore alla fine non si correrebbe più per cui è fondamentale capire ogni singolo messaggio che ti lancia il corpo e ascoltarlo per quello che è. Di norma il 90% di quello che salta fuori non è degno di nota e continuando a correre bene o male passa, oppure non passa ma non è invalidante né lo sarà dopo. Al 35° di venerdì, tuttavia, mi ha colto di sorpresa un dolore lancinante sotto il polmone destro. E questo da dove cavolo è sbucato fuori? Questo tipo di dolori di solito vengono fuori per debito di ossigeno, magari in un allenamento ad alta velocità, ma durante un lungo lento? Perché? Per fortuna mi mancava un solo chilometro alla fine dell'allenamento e me la sono cavata bene. Ma la consapevolezza è arrivata come una doccia fredda: se mi fosse venuto durante la maratona? Sarei riuscita a concludere i 42km? No perché fra 35 me 42 ci sarebbero ancora 7 km di corsa e non sono pochi. La morale ben poco felice è stata che: per quanto una persona si possa allenare, sia costante, e faccia del suo meglio sempre e comunque, potrebbe purtroppo sbucare fuori un qualcosa di inaspettato, dolore o infortunio o una qualsiasi altra cosa, che manda a puttane l'arrivo al traguardo. Bene. Ma non benissimo.

mercoledì 16 ottobre 2024

Male ma non mali... mah

Ieri sono andata a fare la proiezione della pensione semplicemente perché c'erano delle cose che non tornavano per cui sono dovuta andare al patronato.

Andrò in pensione a 69 anni (68+11 mesi per la precisione) con la bellezza di 207€ al mese.

Sarebbe anche comico se non fosse AAAAAAAAAHHHHHHHHHHH.

lunedì 14 ottobre 2024

La città-fiore di venerdì scorso

Per gli appassionati della saga “LaSpettiBoomer si perderà oppure no?” ecco a voi la versione pro dei foglietti di venerdì scorso: una mappa altamente tecnologica sgranata in bianco e nero con giro evidenziato in giallo flu e percorso scritto con freccette a matita per ricordarsi quando girare e in che senso andare. Chilometri stimati 34 – effettivi fatti 30 più 3 tirati in giro per arrivare alla quota prevista. Stranamente non mi sono persa nei meandri della mia città natale.

 


martedì 8 ottobre 2024

I miei primi 30k di venerdì scorso

Ci sono i pro, con tutti i loro orologi fighi, forerunner maxidistickaz. Poi ci sono i giovani, con la loro tecnologia smart, i gps, i gpx e gli stikaz. E poi ci sono io, che per rifare la 30km dei portici di Bologna mi sono fatta questi simpatici bigliettini.


Oh, ma c'ho anche messo lo scotch in caso di pioggia eh. Alta tecnologia.

Quando il troppo è troppo

Faccio sempre fatica a riconoscere quando tutto stroppia. Perché di base c'è sempre quella vocina dentro di me che urla (perché la bastarda urla): “Ma no dai, va tutto bene... in fondo cosa c'è che non va?” e così mi ritrovo a chiedermi come mai mi sento così assurdamente sotto pressione che va tutto bene? E come mai mi sento stressata che va tutto bene? E come mai mi ritrovo a non riuscire a fermarmi nel mangiare, affogandomi nel cibo, che tanto va tutto bene? Ma se riesco a fare un passettino minuscolo e a mettere per un secondo in dubbio quella voce, davanti mi si fa tutto più chiaro. Ieri è stata una di quelle giornate e sono riuscita a zittire quella maledetta voce solo di sera quando ho tirato una linea e ho fatto il punto della situazione su quello che era realmente successo e sul perché io mi sentissi così:

  • la mia giornata era partita arrivando al lavoro dove, letteramente affogando nelle cose da fare, ho notato che per la prima volta in dieci anni non mi avevano pagato lo stipendio. Visto che aria tira non è stata una bella scoperta. E così ho iniziato ad informarmi su quanto tempo io possa stare in tale posizione prima di poter mollare la bomba di un licenziamento per giusta causa

  • la mia giornata è continuata al telefono per cercare di spostare un appuntamento con il servizio sanitario nazionale. E ho chiamato un numero che mi ha dato da chiamare un altro numero che mi ha dato da chia... ve la faccio breve: 5 numeri di telefono (con rispettive attese e 45 minuti persi) per sentirmi dire che non potevo farlo

  • la mia giornata poi è continuata cercando di mandare mail a destra e sinistra perché la dottoressa che aveva in cura Primogenita (per una malattia autoimmune) se n'è andata in pensione lasciandoci scoperte. Ho provato a contattarla, a contattare la dottoressa di base che fondamentalmente non ha capito niente di quello che le avevo chiesto, per un totale di almeno una quindicina di inutili mail

  • il mio whatsapp è esploso (fra messaggi di allenatori, segreterie sportive, segreterie mediche e blablabla) perché non sono riuscita a trovare un buco prima di fine mese per le visite sportive agonistiche rimanendo le mie figlie scoperte per dieci giorni (tragedia). Ho provato a spostare, a stampare moduli, a fare tutto quello che potevo fare, ma non sono riuscita a rimediare al fatto che per dieci lunghissimi e tragici giorni le mie povere figliuole non potranno (tragedia) fare sport. Ho provato a spiegare loro che non moriranno nel mentre, ma pare non sia vero

  • ho passato almeno trenta minuti della mia giornata a cercare di spostare il dentista per Primogenita e me inutilmente, rimanendo in lista d'attesa

  • ho discusso con Mr D. per la questione casa perché a quanto pare non ci sono i soldi necessari per fare un acquisto ora (e va bene) e occorre prendere decisioni spiacevoli per poter riuscire a vivere in modo bene o male sereno all'interno del nostro nido. Non ho voglia di scriverne in modo approfondito ma mi sono sentita esclusa, come se le mie opinioni non solo non venissero accolte, ma manco ascoltate

  • ho ricevuto una chiamata che in un altro momento mi avrebbe riempito di gioia ma che in un periodo come questo mi ha messo ulteriormente in difficoltà: il Don mi ha chiesto di fare la revisione bozze e di curare l'uscita di un libro. Il mio lavoro, che bello. Peccato che la scadenza sia a dir poco imbarazzante (ho meno di un mese e mezzo) e questo proprio a ridosso della Maratona per cui sarò costretta a lavorarci di notte, come se io di notte fossi abbastanza lucida per capire qualsiasi cosa

  • è da sabato che ho male all'anca, un doloretto che mi ha impedito ieri di correre i miei consueti 10km del lunedì cercando di dare voce a quella che è la sacrosanta verità “la cosa più difficile nel correre una maratona è non infortunarsi mentre ci si allena per correrla”. Chiusa dunque la mia valvola di sfogo ieri nella speranza che si riapra domani, con tutta una serie di domande e preoccupazioni che cerco di tenere a bada e di non far prendere loro il sopravvento

Fine? Boh, forse sì.

domenica 6 ottobre 2024

giovedì 3 ottobre 2024

Folklore

Sabato sera sono andata allo stadio a vedere Bologna-Atalanta e sono finita in un settore ricco di simpatici vecchietti bolognesi che parlavano in modo colorito in un dialetto stretto degno di Balanzone e ciò che urlavano al vento era un caleidoscopio di insulti coloriti e ben piazzati davvero meravigliosi. Il signore dietro di me ha urlato a un giocatore “Ma vai a farti delle caramelle!”, provocando un accesso di risatine fra me e Mr D. francamente difficile da calmare. Il signore di fianco a me, invece, sciorinava tutta una serie di epiteti che facevano sbellicare ma il più grande insulto che tirava fuori, in particolare contro l'arbitro, era sempre lo stesso: “romagnolo”. Pare che essere romagnolo, per il simpatico vecchietto, fosse la cosa peggiore del mondo.

Ti é pròpri un rumagnòl” ogni tre per due finché si gira verso di me, mi scruta con occhi indagatore e domanda:

Shei romagnola?”

No no no no no signore, sono di Bologna Bologna”

Ma Bologna dove?”

Bologna centro molto centro, dentro porta”

Ah ecco! Bene, perché lù lé l'é pròpri un rumagnòl!”

Credo di averla scampata per un pelo.

martedì 1 ottobre 2024

Diario di un dolore

Qualche mese fa la Psicocosa mi ha suggerito questo libro per vedere di affrontare gradualmente i lutti che mi hanno travolto nell'ultimo anno. In generale il libricino non mi ha sconvolto, cosa di cui avevo una gran paura, a malapena mi ha toccato (strano davvero) ma mi sono comunque annotata le frasi che ritengo più vere:

“Anni fa, dopo la morte di un mio amico, la certezza che la sua vita continuava, che anzi continuava su un piano più altro, fu per qualche tempo una sensazione nettissima. Ho supplicato che mi venga data anche solo la centesima parte di quella assicurazione per H. Non c'è risposta. Solo la porta sbarrata, la cortina di ferro, il vuoto, lo zero assoluto. “Chi chiede non ottiene”. Sono stato uno sciocco a chiedere. Perché ora, anche se quella assicurazione venisse, ne diffiderei. La crederei un'autoipnosi indotta dalle mie preghiere.”

“Ogni infelicità è in parte, per così dire, l'ombra o il riflesso di sé stessa: non è soltanto il proprio soffrire, ma è anche il dover pensare continuamente al proprio soffrire.”

“La morte esiste. Vi è qualcosa di più certo che del fatto che in tutte quelle vastità di tempi e di spazi, se mi fosse dato di cercare, non troverei mai il suo viso, la sua voce, il tocco della sua mano? E' morta. Morta.”

“Com'è trito e ipocrita dire: “Sarà sempre viva nel mio ricordo!”. Viva? Ma è proprio quello che non sarà mai più.”

“In un certo senso “mi sento meglio”, e subito provo una sorta di vergogna, e l'impressione di avere per così dire l'obbligo di proteggere, coltivare e prolungare la mia infelicità.”

“Il dolore di un lutto è come una lunga valanga, una valle tortuosa dove qualsiasi curva può rivelare un paesaggio affatto nuovo. Ciò non accade con tutte le curve. A volte la sorpresa è di segno opposto: ti trovi di fronte lo stesso paesaggio che pensavi di esserti lasciato alle spalle chilometri prima. E' allora che ti chiedi se per caso la valle non sia una trincea circolare. Ma no. Ci sono, è vero, ritorni parziali, ma la sequenza non si ripete.”