giovedì 31 marzo 2016

Guardando Fantasia


“Io adesso spacco il caTtone e mangio le nuvole perche' sembrano fatte di marsh mellow”
Hum... quasi quasi...

mercoledì 30 marzo 2016


“Sai mamma, oggi la maestra ci ha spiegato le divisioni”
“Ma dai! Che bello! E le hai capite?”
“Maddai, mamma, sono facilisssssssime, sono troppo facili. Per esempio 9 diviso 3 fa 4,5”
A posto.

Tanto in pensione noi non ci andremo mai...


“Se vabbeh... buste arancioni... ma scusa ma che esempi del cavolo fanno per farcele comprendere! Cioe' un venticinquenne che guadagna 600 euro al mese e prendera' 300 euro di pensione! Ma qual'e' il ragazzo che guadagna cosi'!”
“Ehm... io ne ho 35 ma il guadagno quello e'...”
… … …

martedì 29 marzo 2016


Eh si, dovevamo essere a Parigi.
E' dal viaggio di nozze che io e Mr D. non ci spostiamo dall'Italia e se consideriamo le bambine, beh con loro proprio non ci siamo mai mossi piu' di tanto. In tutti questi anni il massimo e' sempre stato prendersi qualche settimana di ferie in estate e andare al mare, rigorodamente made in Italy. E cosi' guardandoci negli occhi, tre settimane fa abbiamo preso consapevolezza della nostra sedentarieta' e ci siamo detti che in fondo un viaggio, seppur piccolo, ce lo meritiamo. Agenzia. Prenotazione. Soldi. Due giorni prima della partenza tuttavia ecco la legge di Murphy che si ripresenta nella sua brutale verita' e nella sua travolgente tragicita': Sbibulina febbre a 39. Io le ho pensate tutte, ma dopo uno sguardo categorico della pediatra che mi ha occhiatacciato come la persona piu' egosita sulla faccia della terra ho optato per la rassegnazione. Primogenita le ha pensate tutte, senza nemmeno esitare un attimo alla brutale idea di abbandonare la sorella al suo destino e partire con un solo genitore al seguito. Alla fine e' stato deciso, non proprio all'unanimita', di abbandonare l'idea, tornare alla nostra routine e pensare a una futura possibile data di partenza. Certo e' che, una volta prenotato il viaggio, qualche segnale di non partire ce lo avevano inviato:
  1. possibile esondazione della Senna, con la citta' bardata di sacchi anti-alluvione
  2. previsioni meteo allucinanti che prevedevano cinque giorni in piena alluvione universale che sarebbe iniziata proprio il giorno del nostro arrivo e sarebbe finita proprio il giorno dopo la nostra partenza
  3. attentati terroristici
  4. febbre a 39
  5. chiusura dell'areoporto di Bologna a causa della rottura dell'asfalto in pista
Mi chiedo la prossima volta che succedera' nel periodo pre.

venerdì 25 marzo 2016

Io ci provo


Si, ho deciso che ci provo, provo a spiegarvi cosa passa nella mia testolina. Come molti di voi sanno il mio passato non e' molto roseo e la mia autostima e' praticamente inesistente, questo fa si che io abbia avuto e abbia tutt'ora diversi problemi che si concentrano soprattutto con il rapporto che ho col cibo e col rapporto che ho con me stessa. Io passo la maggior parte delle mie giornate a pensare a come vorrei essere e a impegnarmi di cambiare, senza riuscire ad accettarmi cosi' come sono. Passo la maggior parte del mio tempo a pensare che quello che sono non mi piace, sia da un punto di vista estetico che caratteriale e perdo una quantita' enorme di tempo ed energia per cercare di cambiare cio' che sono (e sii una persona meno frenetica che vai troppo in fretta, e smettila di mangiare mangiare e mangiare e sii una persona che assapora il cibo, e smettila di parlare e sii piu' riflessiva e bla bla bla). Perche' in realta' sono una persona estroversa ma timida, solare ma lunare, sono una persona che parla parla parla ma a cui piace il silenzio, sono una persona che adora cantare ma a cui non piace essere ascoltata, sono una persona magra che si vede grassa, sono una persona complicata che vorrebbe essere semplice.
Tornando all'argomento di ieri, vi faro' due piccoli esempi per farvi capire che quando dico che mi vedo orrenda, non lo dico per farmi bella ma perche' mi vedo orrenda davvero.
  1. due estati fa pesavo 8 chili in meno di adesso. Ero a dieta rigida, facevo moltissimo sport e avevo un fisico a detta di molti troppo magro. Ero cosi (non badate alla foto a sinistra, quella si riferisce a come ero circa quindici anni fa). Beh, io guardandomi allo specchio continuavo a vedermi sproporzionata, continuavo a vedermi divisa in due fra la magrezza che avevo nel mio corpo e la grassezza che vedevo nelle mie cosce e non riuscivo a capire come risolvere il problema perche' da un lato capivo di essere magra ma dall'altro capivo che nn mi vedevo tale.
  2. circa un anno fa sono stata chiamata per fare da modella per Manila Grace. Non ci volevo andare, era tutto quello che incarnava i miei peggiori incubi: tutti li per me, a fissare me, con macchine fotografiche per fotografare la mia ciccia e per far vedere la mia inadeguatezza. Avevo rinunciato se non che Mr D. mi ha fatto il lavaggio del cervello per giorni e giorni, dicendomi che mi avrebbe fatto bene, che avrei fatto un'esperienza diversa e divertente e che male che andava avrei buttato via una giornata. E cosi', con mille ansie, ci sono andata. Il risultato e' stato un servizio fotografico senza alcun ritocco di photoshop (lo scopo della campagna era proprio quella di fotografare persone comuni con indosso il marchio), una giornata passata diversamente e una mail a distanza di qualche settimana con le foto. Mi sono guardata in quelle foto e nn mi riconoscevo. Non vedevo nulla di quello che sono realmente, non vedevo i difetti fisici che mi vedevo quando ero la' mentre mi fotografavano e mentre pensavo Ma questi non si accorgono delle mie cosce? Ma non vedono quanto e' brutto? Portai questa visione distorta di me stessa dallo Psicocoso che provo' a mettermi davanti alla realta' di un mio sdoppiamento, di una mia percezione diversa di quello che davvero ero e sono tuttora.
Ma e' difficile non credere a quello che si vede. E' come se voi foste fuori con i vostri amici e iniziasse a piovere. E allora tu esclami Ohi ragazzi, mamma mia come piove... E tutti ti guardano e diconp Oh ma stai bene? Non vedi che c'e' il sole? Ma la pioggia tu la vedi, la senti, persino ti bagni mentre le persone che ti stanno accanto continuano a sostenere che c'e' il sole e che tu sei fuori di testa e magari ti prendono in giro per questo.
Non so se sono riuscita a spiegarmi... forse no. Ma questo e' quello che provo quando leggo i vostri commenti, nella mia testa mi chiedo come sia possibile che molti di voi non vedano quello che per me e' la pura e semplice realta' e continuo a pensare che non puo' esserci il sole se io sono qui sotto la pioggia a bagnarmi, non avrebbe senso. E senso non ce l'ha...

giovedì 24 marzo 2016

C.v.d.


Per dimostrare a tutti voi che non sono una pazza scatenata con manie di persecuzione da grasso, ecco a voi come si presenta il mio fisico in costume e come si presenta in un outfit di tutti i giorni. Sono fotograficamente senza testa, ma non fuori di testa, o almeno non del tutto. Hovintoqualcheccosa?

mercoledì 23 marzo 2016

Come promesso, premetto


Premessa n.1: non guardate il caos che regna in sottofondo. Era sera, eravamo stanchi, dovevamo uscire, eravamo in ritardo, le cavallette...
Premessa n.2: in queste foto non so per quale strano scherzo del destino non si vedono bene le mie tanto amodiate culottes (forse perche' il nero sfina... bah...). Mi riservero', per non sembrare una completa idiota ai vostri occhi, di postare in futuro una foto con testa mozzata del mio fisico in costume cosi' capirete che non sono paranoica, le culottes e le cosce grossette ci sono davvero
Premessa n.3: quando mi guardo allo specchio mi sento una balena, quando mi guardo addosso mi sento una balena, ma poi guardando le foto vedo che tanto balena non sono. Ad esempio: io avrei scelto l'outfit n.1 perche' lo specchio mi diceva che le culotte con quell'abito non si vedevano. Ma dopo un paio di foto scattate da un Mr D. incredulo della mia cecita', ho optato per il secondo.
Premessa n.4: nonostante la mia afonia e il vomitino alcolico di Mr D. siamo ancora vivi.

martedì 22 marzo 2016

Ben mi sta


E alla fine, denigrando un povero Mr D. che fino a ieri sera e' stato in bagno a vomitare, io ho perso totalmente la voce, diventando una versione afona di me stessa. Quando uno non ha piu' l'eta' per fare certe cose...

lunedì 21 marzo 2016

E se non hai piu' il fisico...


Questo fine settimana si sono sposati due amiconoscenti che ci hanno invitato prima alla cerimonia in comune e poi alla serata brava in discoteca. Dunque dunque: in comune avrebbe ufficiato il mio ex, alla serata brava avrebbero partecipato tutti gli amici del mio ex, compresa pure la sua famiglia, i suoi fratelli e chi piu' ne ha piu' ne metta. Tralasciamo il fatto che in dieci-vent'anni le persone potrebbero anche cambiare, io proprio non ne avevo voglia. Non solo per il fatto che odio odio odio la musica tunz tunz tunz ma gia' da una settimana la mia ansia preventiva aveva iniziato a dare i primi segni di avvisaglia riempiendomi il cervello di cazzate del tipo sono grassa sono grassa sono grassa mi vedranno grassa. Alla fine ho preso il coraggio e insieme a un Mr D. euforico per una serata in memoria dei vecchi tempi mi sono presentata al matrimonio abbastanza sobriamente ma alla sera ho provato a sfoderare tutto il mio charme di sono dimagrita quindici chili dall'ultima volte che mi avete visto e ho due gambe da paura.
Ho vinto.
Ho colpito (strano strano O_o forse pubblichero' almeno la foto delle prove abito... forse) e mi sono pure divertita. Questa mattina nonostante i vari drink e le ore piccole sono fresca come una rosa. Mr D. si alza solo per vomitare.
Ho vinto. Sono giovvvvvvane.

venerdì 18 marzo 2016


“Mamma? Ma tu fai Rock and Rock?”
Ooooooh yeah

giovedì 17 marzo 2016

Se ti tagliassero a pezzetti


Sono una donna, ho 34 anni volanti verso i 35, non ho neanche un capello bianco in testa e la mia pelle graziealcielo non ha neanche una rughetta. Eppure (eh beh, la fregatura doveva pur esserci) eppure cado a pezzetti. Se vi elencassi tutti i mali che mi pigliano mi guardereste come si osserva un condannato a morte. Alcuni esempi:
  • nervo sciatico bilaterale (per non farsi mancare nulla, senno' l'altra gamba potrebbe offendersi)
  • sinusite con conseguenti dolori allucinanti alla testa, ma allucinanti allucinanti eh
  • sangue al naso che manco un idrante e piu' e piu' volte al giorno (per non farsi mancare nulla, ultimamente non si blocca neanche con tutti i rimedi possibili immaginabili, compreso quelli farmacologici. Grazie genetica grazie)
  • mal di pancia e mal di stomaco ogni tre per due, perche' avere dentro un caterpillar digerente non andava bene per cui qualsiasi alimento appena leggermente diverso mi fa stare male
  • dolori cervicali che causano fortissimi mal di testa che neanche una plurima testata da polifemo in persona riuscirebbe ad eguagliare il dolore
  • il ginocchio destro, beh, mi cede. Non mi regge proprio, se faccio le scale e mi ci appoggio sopra cado come una pera cotta.
Ricordo la prima volta che partorii, pensai che dopo quel dolore non avrei piu' sofferto come prima, perche' una volta che hai provato il dolore supremo tutti gli altri ti sembreranno piccoli e insignificanti. Eeeeeeeeehhh col cavolo! Non avevo considerato il fattore motivazionale, quello che fa dire ad una donna mi sto spaccando in due, sto quasi morendo, vediamo di tirare fuori sto bambino cosi fra poco potro abbracciare la cosa piu' bella che mi sia mai capitata. E non avevo considerato la fine imminente del dolore, quella fine che, una volta uscito fuori il pargolo, fa in modo che il tuo corpo non senta piu' nulla, come se nulla fosse davvero accaduto, quella magica fine che dopo due minuti ti fa pensare di volerne un altro di bambino, facendoti dimenticare il simil-inferno. Nella vita quotidiana non arriva una consolazione dopo il dolore, non arriva una fine netta del dolore, non arriva proprio niente. Agisco giorno dopo giorno nella prevenzione dei dolori che so che ho, cercando di non prendere freddo al collo senno' passero' quattro giorni di agonia, cercando di non prendere freddo in mezzo alla fronte senno' passero' cinque giorni di agonia, cercando di mettere solo scarpe da ginnastica senno' la mia sciatica ciao e di notte chi dorme piu', cercando di non fare le scale senza appoggiarmi ai corrimano, cercando di mangiare il meglio possibile senno' passero' le ore successive con la borsa dell'acqua calda.
34 anni e non sentirli.

mercoledì 16 marzo 2016


“Ma scusa papa'. Se tu sei alla materni con i miei amichetti della materni e io invece sono grande, e tu mi chiedi di metterti a nanna e io ti dico di si e poi non lo faccio, tu sei triste?”
“Eh... immagino di si”
“Vedi?!?! Vedi?!?!?! VEDI?!?!? Vedi che ho ragione papa'! Allora basta! Tu lavori sempre e giochi a calcetto sempre. Questa sera mi hai detto che mi metti a letto, e mettimi a letto!”
La saggezza di un frugolo treenne che ti chiede di mettersi nei suoi panni con un ragionamento semi-adulto ha spiazzato anche il piu' sordo Mr D. che ha abbandonato la scrivania per una sedia comoda di fianco a un lettino. Halleluja.

martedì 15 marzo 2016


Oh, porcadiquellapuzzolaladra, alla fine ha ragione lui. Fidarsi e' bene, non fidarsi e' decisamente saggio.
Ecco, questa e' una di quelle frasi che quando mi escono dal cervello rabbrividisco e vorrei tirare ripetute testate contro il primo muro disponibile. Perche' io non sono come lui, ci ho lavorato 34 anni per non essere come lui. Ma quando dopo 34 anni di bonta' e onesta' mi succedono certe cose da persone che di bonta' e onesta' proprio non si sono nutrite, il mio cervello prende prima la strada materna, facendomi piangere a dirotto, e poi vira sulla tangente paterna in cui il mondo e' pieno di stronzi e non e' assolutamente vero che onesta' paga onesta'. Io non sono come lui, per fortuna, e dopo una parentesi del fidarsi e' bene non fidarsi e' meglio il mio cervello ha preso di nuovo la giusta rotta pensando che una buona azione produce sempre ad altre buone azioni e una cattiva azione non ne puo' produrre altre cattive senno' qui si va tutti in malora. E quindi il mondo non e' pieno di stronzi e non mi comportero' come se tutti lo fossero ma devo ammettere che in giro ce ne sono davvero parecchi.

lunedì 14 marzo 2016


Errata corrige
Non c'e' mai fine al peggio.

Il mio lunedi' mattina e' iniziato cosi', scaricando a mano piu' di trenta sedie con ribaltina e un pallet che pesava quanto la mia famiglia messa insieme. Una bella contrattura spallocervicale, che in effetti io di cervicale non soffro (no no), e dopo scancheri vari, direi che il mio lunedi puo' solo migliorare.

venerdì 11 marzo 2016

Silent please


Sono giorni un po' caotici sia fuori che dentro, sia al lavoro che a casa. Forse non volevo scrivere perche' a volte c'e' proprio bisogno di silenzio. Eh si... ce n'e' davvero bisogno.
Sapete che vi dico?
Mi silentizzo.

giovedì 10 marzo 2016

Sii cio' che vuoi essere


Io lo so che per me non e' facile gestire il mangiare, non lo e' mai stato. Ultimamente la cosa mi era decisamente sfuggita di mano facendomi prendere un bel po' di chili e creandomi non pochi scompensi a livello stomaco-intestinale. Non mi sono mai resa purtroppo conto del perche' e del percome per cui qualche giorno fa ho preso una decisione: essere quello che voglio essere e non voglio essere cosi'. E quindi ho preso un quadernino indiano con in copertina un bel elefante, ho scritto sulla prima pagina sii come vuoi essere e ho iniziato a scrivere tutto quello che mangio nell'arco della giornata. I primi giorni sono stati un delirio, mi sono resa conto della mole di roba che ingurgitavo senza neanche avere la consapevolezza di farlo e poi mi sono resa conto che la maggior parte dei miei disturbi derivano dalla supervelocita' con cui cui ingurgito e dallo stato d'animo di quando ingurgito. In questi cinque giorni ho imparato molto su me stessa e sono felice della decisione presa di annotare tutto. Chissa' se questa cosa funziona anche a livello caratteriale; a volte si da per scontato la consapevolezza delle proprie azioni quotidiane ma non sempre per tutti e' cosi'. Chi ben comincia...

mercoledì 9 marzo 2016

Sbibi'

“Guardi, signora, con sua figlia va tutto bene. Ha il suo caratterino, eh. Lei comunque gioca, partecipa alle attivita' sia da sola che in gruppo ma se decide che di quella cosa non gliene puo' fregar di meno, rimane seduta, tranquilla, poi se le fai qualche domanda... beh... cade dal pero come se fosse stata in un mondo parallelo”
“In realta' a casa noi abbiamo un momento della giornata in cui condividiamo come e' andata e qual'e' stato il momento piu' bello del giorno e io quando le chiedo com'e' andata a scuola la risposta varia fra male e non bene e se le chiedo che cosa ha fatto la risposta varia fra niente e niente lavoretti
“No no, lei partecipa a tutt i lavori e le attivita' proposte e a scuola gioca, ride, si diverte come tutti gli altri”
Glielodicononglielodicoglielodicononglielodico. Glielodico
“In realta' secondo me mia figlia non ne ha voglia mezza di venire a scuola. Preferirebbe di gran lunga starsene a casa con me o col nonno e cosi' fa leva sui sensi di colpa”
“Tutti i giorni da quando e' iniziata la scuola?”
“Esatto”
“Ehm... Tenace per una bambina di tre anni”
“Esatto. Tenace”

martedì 8 marzo 2016

lunedì 7 marzo 2016

Surprise!


Ieri girovagavo allegramente su youtube quando mi sono imbattuta in un mio piccolo spezzone voce-chitarra, registrato da me medesima mederrima quando avevo circa sedici anni e inviato a una mia carissima amica distante piu' di mille chilometri. Non sapevo l'avesse messo in rete e quando mi sono autosentita, con una voce fin troppo giovane e una chitarra fin troppo scattante, mi sono messa a ridere di cuore. Gli anni passano ma fa sempre piacere ritrovarMi.

venerdì 4 marzo 2016

Oggi l'e' duuuuuuura


Questa mattina Sbibulina si e' svegliata col piede storto. Non che capiti di rado, anzi. Tuttavia e' stata seguita a ruota da sua sorella. Risultato? Sono arrivata in ufficio che ero gia' stanca e non c'e' neanche l'idea del fine settimana a consolarmi: domani lavoro.
Si sa che le mamme vivono in uno stato di perenne stanchezza ma a volte questa stanchezza, diciamocelo, pesa un po' di piu' rispetto al solito e oggi e' una di quelle volte. E cosi' ho pensato che un giorno di ferie, uno solo, potrei anche prendermelo. Ma un giorno in cui le bambine sono a scuola, un giorno tutto per me. Giorno.... in realta' si ridurrebbe a mezza giornata ma sarebbe gia' qualcosa. Essendo io una formichina non prendo mai ferie durante l'anno se non nel periodo estivo in cui accumulo tre settimane nette e cosi', questa mattina per scrupolo, sono andata a controllare le ore accumulate per vedere se almeno un giorno posso permettermelo. Mi e' caduta la mascella: ho sei settimane e mezzo di ferie non godute. Quasi quasi me ne vado alle Maldive.

mercoledì 2 marzo 2016

Ed eccola


Ed ecco l'ultimo tassello che mi mancava per finire l'elenco delle persone che si occupavano di me quando ero malata da piccola: la Nonna Pina. Io e la nonna abbiamo vissuto insieme per 25 anni e devo dire che non e' stato facile. Mia nonna mi ha fatto da mamma, mentre mia mamma prima lavorava e poi si trasferiva dal suo nuovo marito. E cosi', in mancanza di altri sfoghi, beh, io me la prendevo non solo col mondo ma soprattutto con lei. L'adolescenza di una ragazza cresciuta con un padre assente e una madre boh non e' facile da gestire, neanche per la ragazza stessa, ve lo assicuro. Ricordo l'adolescenza come il periodo piu' brutto della mia vita, sentendomi costretta in una convivenza che non volevo con una persona che non avevo scelto in una casa che non sopportavo. Ricordo l'odio (e io uso questa parola in modo molto preciso e ragionato), l'inesistente tolleranza, il fastidio, la rabbia. Tuttavia, quando mi ammalavo, qualcosa in me cambiava e i rapporti fra me e mia nonna diventavano qualcosa di unico e inimmaginabile. Quelli erano gli unici momenti in cui io diventavo una nipote devota e lei una nonna aperta e confidente. E quelli sono stati gli unici momenti in tutta la mia vita in cui io facevo domande sulla sua difficile vita e lei mi rispondeva. Ed e' cosi' che sono venuta a sapere del catrame sulla testa per togliere i pidocchi, di suo padre e di sua madre, del suo abbandono genitoriale a otto anni con un sacchetto in spalla e via a lavorare. E' li' che ho saputo della guerra, degli orrori visti, delle cose mai dimenticate. E' li' che mi ha raccontato del Nonno G.A.N., del suo grande amore, del suo grande abbandono. E' li' che ho conosciuto davvero mia nonna. Per concludere meglio questo post posso dirvi che, una volta uscita di casa, io e la Nonna Pina abbiamo recuperato quel rapporto che da anni si era incrinato. Non piu' oppressa dalla convivenza forzata ho capito quanto mia nonna abbia dato per me, nonostante il suo umore cupo, ansioso e pessimista. Ora vive in Sicilia con mia mamma e posso senza ombra di dubbio dire che e' la persona che mi manca di piu' in assoluto.

martedì 1 marzo 2016


“Ciao. Come ti chiami? … … … Hum... Come hai detto? Carolina? Ok. Senti, giochiamo insieme? Ok, allora vieni qui... ehm... come hai detto che ti chiami? Ah si si giusto. Vieni qui, poi facciamo finta che tu sia una principessa e io un'altra. Poi... ehm... come hai detto che ti chiami? Come? Ca... Caroli.... Senti, posso chiamarti Rebecca?”
Primogenita e' dannatamente uguale a suo padre.