Ci sono due momenti della giornata che sono solo nostri: il primo pomeriggio e la sera poco prima di addormentarci. E guai a tardare perché nel caso verrei inseguita da un'ombra insistente fino alla realizzazione della tradizione giornaliera. Lei arriva furtiva e silenziosa, sale sul letto, sale sulla mia pancia, si spaparanza ben bene sdraiandosi in tutta la sua lunghezza su di me e comincia con le sue meravigliose fusa terapeutiche. Mentre il mio respiro la fa andare su e giù e la rilassa, il suo vibrare mi porta in uno stato di pace che solo un possessore di gatti può comprendere. Una sola parola: reciprocità .
giovedì 30 ottobre 2025
martedì 28 ottobre 2025
Accadde di nuovo ovvero Trigger food
E' ricapitato (per capire vedere il post qui). La cosa diversa a questo giro è che ero turbata, forse ansia, forse solo agitazione.E quando sto così indovinate per vent'anni dove andavo a pescare? Eh sì. E allora sono uscita con lo scopo di andare a farmi un giretto per vedere se riuscivo a comprarmi una maglietta a maniche lunghe (ne ho solo una e inizia a far freddo... ogni tanto dovrò pure lavarla). Il risultato è stato che il mio stato d'animo non è migliorato per niente. Già avrei dovuto capirlo perché quando sto così andare a fare shopping è la cosa peggiore che io possa fare. E così mi sono diretta a fare un pochino di spesa e sì, ho preso le patatine e anche delle caramelle gommose. Sapevo di non avere fame. Sapevo di non averne voglia. Ma è come se uno schema si attivasse nel tuo cervello. Però sono arrivata a casa e mi sono chiesta: “Di che cosa ho voglia davvero?”. Non avevo fame, avevo solo voglia di due o tre carammelline gommose, e poi avevo voglia di un bel film. E così ho fatto. Ho aperto il pacchetto, ne ho scelte tre e mi sono messa a vedere un nuovo film che ancora non ero riuscita a guardare a causa dei numerosi figli. Mi sono addirittura data una carezza e mi sono detta Brava ad alta voce. Perché sì, sono stata bravissima.
Accadde prima del cambio dell'ora ovvero La dura veritÃ
“Buongiorno amore mio, ti sei svegliato preso” dissi io a Birullulo, in piedi alle 6,45
“Sì mamma. Giochi con me?” disse Birullulo fedele alla tradizione del gioco appena svegli
“No amore mio, devo andare a lavorare” dissi io estremamente dispiaciuta, guardando il buio fuori dalla finestra
“Ma non è mica gioLno, eh!!” disse Birullulo in tutta la sua spontaneitÃ
Come dargli torto, pensai io apprestandomi alla vestizione.
lunedì 27 ottobre 2025
Accadde due settimane fa ovvero Trigger food
Da sempre il mio “trigger food” sono le patatine. Affrontammo a lungo l'argomento in terapia all'epoca e la soluzione che mi era stata data era semplice: compera e mangia. Compera e mangia sempre, anche tutti i giorni. Stronca questo taboo e vedrai che avendo a disposizione sempre tutte le patatine che vuoi arriverà un momento in cui potrai decidere se davvero ne avrai voglia oppure no, potrai decidere di non mangiarle e di passare oltre. Quel momento è arrivato ieri, dopo anni e anni dalla fine della terapia. Mi sono ritrovata a fare la spesa per cucinare una cena al volo, cena in cui sarebbero arrivati tutti ma per il momento sarei stata sola in casa (cosa assai rara e anche quello un trigger). Tutto concorreva a rientrare nel solito schema: solitudine – patatine – cucina. E invece quando mi sono ritrovata a scegliere cosa sgranocchiare in solitaria prima del pasto ho deciso di non prendere le patatine perché non ne avevo voglia. Ho optato per qualche nocciolina salata. Cioè IO non ho preso le patatine e non ci ho neanche fatto troppo caso. O meglio mi sono accorta in quel momento che dovevo fare una scelta ma il fatto che non ne avessi voglia era così palese che è stato abbastanza naturale dire di no. So che può sembrare banale ma le patatine sono sempre state per me un comfort food che andava sempre al di là della fame e che venivano mangiate in modo compulsivo, vorace, assurdo, anche quando di fame non ne avevo. Questa, a questo punto della mia vita, in maniera così lineare e quasi casuale, proprio non me l'aspettavo e posso dire che è davvero bellissimo.
giovedì 23 ottobre 2025
Scenetta-Spider
Avete presente quella scenetta che si vede un pochino dappertutto dove vari Spider-man si vedono e si indicano a vicenda? Beh nel lungo di sabato scorso non sapevo esattamente dove andare. Ormai la mia città l'ho corsa tutta, e pure la periferia. Non avevo idee per cui ho semplicemente deciso di uscire e di correre là dove mi portava il cuore. Ho iniziato dal solito percorso visto che l'intenzione mia era di allenarmi il più possibile nei su e giù visto che pare che sia la 32 di Parma che la Maratona di Firenze non siano proprio in piano. Dopo un paio di chilometri nella mia consueta solitudine corsifera incrocio per caso una persona.
Io lo guardo.
Lui mi guarda.
Sorrisino.
Si continua.
Ci si ferma.
Ci si gira.
Ci si indica.
“Mezza di Comacchio!!”
“Mezza di Comacchio!!”
Ho chiacchierato per i sucessivi dieci minuti con questo settantenne che ha corso tutta la mezza maratona di Comacchio dietro di me e poi di fianco. Ricordavo alcuni episodi della sua vita fra i quali che ha corso non so quante volte il Passatore e mi viene spesso in mente quando penso a come mi potrò mai allenare per correrla anche io. Ricordavo anche il suo nome visto che nello sprint finale io mi sono lanciata a bomba verso il traguardo, lasciandolo indietro ma continuando a urlare il suo nome seguito da “Forza forza dai che ce la fai!!” per spronarlo ad arrivare fino alla fine. E' stata una piacevole sorpresa rivederlo. Siamo riusciti a scambiarci i numeri, ad aggiornarci sulle gare e a prometterci di vederci ogni tanto per qualche corsetta di scarico insieme. Ho così ricominciato a correre quando dopo un chilometrino incrocio per caso un'altra persona.
Io lo guardo.
Lui mi guarda.
Sorrisino.
Si continua.
Ci si ferma.
Ci si gira.
Ci si indica.
“Io ti conosco!”
“Anche io ti conosco!”
“Ma non ricordo in quale gara ti ho conosciuto”
“Neanche io”
“Buona corsa allora!”
“Anche a te!! I migliori continuano!”
“I migliori continuano!”
Ed è così che la prima parte di un lungo che si preannunciava faticoso e noioso si è trasformata in una simpatica rimatriata fra gente semi-sconosciuta.
mercoledì 22 ottobre 2025
Incidenti notturni
Nel cuore della notte mi sono svegliata abbastanza rintontita e ho visto mio figlio ormai quasi cinquenne a bordo del letto, in piedi, stile film horror di prima categoria.
“Amore mio... che succede?”
“Ma... ma... ma...”
“Amore hai la pipì?”
“Ma... ma... ma...”
“Adesso ti accompagno a fare pipì ok?”
E scendendo dal letto ecco che mi accorgo che il ragazzo sta a braghe calate ed evidentemente ha già espletato le sue funzioni vitali sul mio letto, più precisamente sulla gamba di Mr D. che continua non si sa come a russare sonoramente.
“Ah... ehm... amore... ti sei confuso? Credevi di essere in bagno?”
“Shi”
“Ok, non c'è problema, capita. Ora vieni che ti metto un bel pigiama caldo e pulito e torniamo a letto, va bene?”
“Mamma?”
“Si?”
“Sei l'AmoLe mio”
“Anche tu sei l'Amore mio, amore mio”
Dalla dolce reazione che ha avuto mi è venuto il dubbio che si aspettasse una sgridata, ma io non l'ho mai sgridato per cose del genere. Forse ora ha raggiunto la consapevolezza di aver fatto qualcosa che non si fa e sentirmi dolce e accogliente lo ha sorpreso. Non so. Ma so che dopo averlo cambiato si è addormentato come un sasso mentre io me ne sono andata dritta dritta a dormire sul divano lasciando l'ignaro Mr D. ronfante e bagnato. Almeno il divano era asciutto.
martedì 21 ottobre 2025
I sogni son desideri
Prima di andare a letto di solito faccio un passaggio veloce da tutti e tre i miei figli per dargli un bel bacio e godermeli mentre dormono o sono lì lì per. Ieri sera mi sono approcciata al letto di Secondogenita e, visto che stava dormendo tutta storta, l'ho un pelino raddrizzata.
“Mamma... Mamma...” disse lei sbiascicando
“Sì amore mio” diss'io consapevole che stesse più di là che di qua
“Mmmmmmmm... Voglio le barbie” disse la tredicenne spilungona girandosi e ripiombando nell'oblio
“Ma certo amore mio” diss'io fuggendo dalla sua camera da letto per paura di svegliarla da quanto stavo ridendo a crepapelle.
lunedì 20 ottobre 2025
L'abito non fa il monaco
Domenica ho corso la Trenta2 della Parma Marathon. Ero partita pensando che avrei fatto con calma, come in allenamento dunque. Passo leeeeeeento, cuore basso, tranquillità e serenità . E' andato tutto l'opposto. Sono stata fagocitata in un gruppo di Pacers abbastanza fuori di testa che mi hanno portato a spingere per 22km a una velocità per me assai sostenuta, per poi abbandonarmi a me stessa negli ultimi 10km (il loro percorso proseguiva dritto, il mio svoltava). Per i primi 22 dunque mi sono divertita, ho conosciuto gente, fatto balotta. Gli ultimi 10 li ho abbastanza odiati ma alla fine mi sono presa la mia bella medaglia. Come al solito poi mi aspettava un'ora di camminata fra andare dal traguardo alla stazione e poi dalla stazione a casa mia. Con i piedi che urlavano disperazione ho preso un'importante decisione: togliermi le scarpe e mettermi le infradito con i miei calzini monodita. Inguardabile ma comodo. Alle 15.30 sono arrivata alla stazione di casa, senza aver ancora pranzato, abbastanza stanca e distrutta. Mi sono rifugiata in un bar su un tavolino in solitaria quando ho visto dei ragazzi indicare i miei piedi e ridere. Chissenefrega eh. Ma gli ho voluto far presente, con ironia, risate e divertimento, che ero così gradevolmente inguardabile perché avevo appena corso una 32km e avevo appena fatto il mio record personale. Spero a
domenica 19 ottobre 2025
L'UmanitÃ
Questa estate al mare è successa una cosa che ha scaldato il mio cuore e quello di Mr D. Ci siamo guardati negli occhi con una complicità che sono due genitori innamorati dei propri figli possono provare. Eravano in una bellissima piazzetta e davamo un occhio a Birullulo che stava giocando da solo. Gli avevamo appena comprato a meno di un euro una di quelle eliche con la lucina che si possono sparare in aria e recuperare mentre scendono. Ce la chiedeva da circa due settimane e si vedeva quanto fosse felice del suo nuovo gioco, così tanto felice che aveva deciso di non condividerlo con nessuno dei bambini sconosciuti presenti in piazza nonostante questi gli gravitassero intorno con evidenti secondi fini. Non sono intervenuta perché era palese quanto ci tenesse a giocarci da solo e ci sarebbe stato tempo, nei giorni successivi, per insegnargli la condivisione. Dopo una buona ventina di minuti in piazza è arrivata una bambina diversamente abile, con difficoltà motorie e difficoltà nell'esprimersi. Accomagnata da sua sorella più grande, si è messa a giocare lì vicino e una volta arrivata la lucina di Birullulo vicino lei ovviamente ne è stata attratta. Io e Mr D. abbiamo aspettato ad intervenire per vedere cosa sarebbe successo. Birullulo è arrivato, si è preso la sua lucetta, ha guardato la bambina e senza battere ciglio le ha dato in mano il suo gioco. La bambina non era in grado di farlo funzionare e così con pazienza si è seduto vicino a lei e le ha spiegato come fare, gliel'ha messo in mano e l'ha aiutata a tirarlo. Birullulo, quattro anni e mezzo. Il mondo sarebbe più bello se l'innocenza, il candore e la bontà dei bambini facessero parte di noi adulti.
giovedì 16 ottobre 2025
“Dì ciao Bob” - “Ciao Bob”
mercoledì 15 ottobre 2025
Nouvelle cuisine
Mia nonna parterna aveva molte qualità . Era una donna pacata, molto paziente e con un grandissimo senso pratico. Ma una cosa sicuramente non sapeva fare: cucinare. Non so dirvi se per mancanza di denaro o perché proprio lei non ci sapesse fare, fatto sta che ricordo pasta e fagioli simil-acqua, lingua lessa così, secca e servita, fegato lesso così, secco e servito, e altre ben poco simpatiche pietanze. Ieri notte tuttavia l'ho sognata: era più giovane di quanto ricordassi e aveva un bellissimo sorriso in volto. Stava informando una splendida torta salata ricotta spinaci e uova che sembrava buonissima. Mi sono svegliata con il ricordo della sua voce nelle orecchie. Sono sicura che ora, là dove è, stia facendo dei meravigliosi miracoli culinari.
martedì 14 ottobre 2025
Stracciona eco-friendly
C'è chi mi definirebbe estremamente eco-friendly, chi solo stracciona ma di fatto io non compro vestiti. Il 95% delle cose che indosso sono usate, passate da amici, parenti o conoscenti che annoiati me le hanno date sicuri che ne avrei fatto buon uso. Ad eccezione dunque della biancheria intima, il mio armadio è un'accozzaglia di roba quasi mai scelta e assolutamente essenziale tant'è che il famoso cambio di stagione si riduce a una decina di minuti impiegati giusto per spostare quelle due cose che ho da una parte all'altra di un armadio a un'anta. Da un certo punto di vista questa cosa mi piace davvero tanto, le cose mi durano decenni e quasi mai sento necessità di comprare qualcosa di nuovo, ma ci sono giorni invece che la cosa mi pesa. Non so capire se coincidano con oscillazioni ormonali da oggimivedopropriocessa oppure no ma in genere basta un orecchino abbinato a una sciarpa per farmi ritrovare l'equilibrio. Non male dai.
lunedì 13 ottobre 2025
Assonanze
“Allora Birullulo facciamo un gioco. Io ti dico una serie di parole e tu mi devi dire che numero ti ricordano, ok?”
“Sì”
“Hai capito il gioco?”
“Sì”
“Allora. Prima ripassiamo i numeri che sono 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 – 10. Ok?”
“Sì”
“Allora ti dico delle parole e tu dimmi che numero ti ricordano”
“Sì”
“Bassotto.... cerotto... biscotto... canotto”
… … …
“Te le ripeto amore: BassOTTO, cerOTTO, biscOTTO, canOTTO. Che numero ti viene in mente?”
“27”
Ooooooook.
domenica 12 ottobre 2025
Rabbia
giovedì 9 ottobre 2025
Neologismi birulluleschi
“Maaaaaaamma!!!”
“Sì Birullulo?”
“Sto male male male!!”
“Beh, e che hai!”
“Ho il caNotto!!”
“Ehm... scusa?”
“Il caNotto mamma!”
“Il CANOTTO?”
“Sì. Ho tanto tanto tanto mal di pancia”
Non nascondo di averci messo 10 minuti buoni prima di comprendere che bastava sostutire la sua N con una G.
mercoledì 8 ottobre 2025
L'ignuraaaanza
martedì 7 ottobre 2025
Tecniche sopraffine
Dammi un RRRRRR – Un che? - Un RRRRRRR
Ieri Birullulo ha detto la sua prima R. Ricordo che le ragazze la dissero intorno ai 4 anni, ricordo in particolare Primogenita visto che ha un nome e un cognome che di R ne ha parecchie ed ero abbastanza terrorizzata che mi crescesse con la R moscia. Ieri dunque è stato il turno del piccolino, che ha arrotato un sonoro quattRo. Sta davvero davvero crescendo tanto, l'Amore mio.
domenica 5 ottobre 2025
Umana gente bel paese
La corsa assume un significato diverso per ognuno di noi. Per me è concentrazione, meditazione, solitudine, sfida, felicità , autoascolto. Ma mai mi sarei immaginata che la corsa potesse regalarmi qualcosa di più. Sono quasi dieci anni che corro lunghe distante e con costanza ma pensavo che ormai fosse tutto qui. E invece no. Perché nelle lunghe distanze in gara ci si ritrova quasi sempre di fianco a persone sconosciute che hanno il tuo stesso ritmo o che si incollano a te per tenere il tuo stesso ritmo ed essere spronate ad arrivare fino in fondo. E se a quelle persone regali spazio puoi conoscere le loro storie, le loro vite, i loro sogni, il loro passato e i loro desideri di futuro. Alla Cesena-Cesenatico mi si è affiancato ad esempio un signore. 79 anni, medico in pensione, a 18 anni è partito dalla Siria per venire a studiare a Bologna considerata già all'epoca una delle migliori università possibili. Mi ha raccontato la storia d'amore con sua moglie, un colpo di fulmine quando lui aveva appena 19 anni e lei 17. Mi ha raccontato come da quel momento non si siano più separati tant'è che lei lo avrebbe poi accolto al traguardo. Primo, secondo o al massimo terzo nella sua categoria, questo pensionato super in forma ha regalato la sua storia a me, una perfetta sconosciuta che lo ha spronato fino al 16° chilometro per poi salutarlo e accelerare verso il traguardo. E chi avrebbe mai pensato che la corsa fosse anche questo: conoscenza dell'altro.
giovedì 2 ottobre 2025
La magia delle scarpe
Rispondo a una domanda di qualche giorno fa: Ma come faccio a far durare così tanto un paio di scarpe? (vedi post qui).
In effetti un paio di scarpe mi dura davvero tantissimo ma fondamentalmente è perché corro. Io corro corro corro e macino chilometri e chilometri e chilometri sia che io mi stia allenando per una maratona sia che io stia semplicemente nei mesi di scarico. Nel periodo più intenso che va dall'autunno alla primavera compresi, dopo essermi allenata, la maggior parte delle volte ho male alle dita e non posso fare altro che fare una semplice cosa: non mettermi le scarpe. E se proprio devo uscire mi metto o delle infradito (così le mie dita non sbattono contro nulla) oppure delle altre scarpe da corsa che ormai non uso più perché scariche (e come è noto le scarpe da corsa vanno prese più grandi per cui le mie dita non toccano quasi). Se sommiamo tutto si può ben capire quanto in realtà nell'arco di un anno io usi pochissimo le scarpe “tradizionali”. Avevo ad esempio un paio di Vans passate da Primogenita che, nella fase di crescita del piede, non le stavano più. Le ho prese io che erano già belle sfatte ma è stato bellissimo: erano diventate le mie scarpe comfort zone. Dopo la corsa per uscire mi mettevo sempre quelle perché piatte sotto e larghe sulle punte. Mi saranno durate sì e no due anni. E' vero che mi erano già arrivate sbrindellate ma io ci ho dato una bella botta. In conclusione nessuna magia: solo infradito e scarpe da corsa vecchiarelle e voilà ! Tutto il resto si usa meno.
mercoledì 1 ottobre 2025
Il giudizio di me stessa su me stessa
Decenni e decenni di disturbi alimentari, decenni e decenni di visione distorta del mio corpo seguiti da anni e anni di terapia mi hanno portata ad oggi ad uno strano equilibrio che non ho idea di quanto possa durare perché di fatto non ci penso e non ne ho piena consapevolezza. Mi sono resa conto infatti che quasi sempre mi vado bene così. Non che il mio fisico sia cambiato o che io mi veda più magra di quanto non vedessi prima, semplicemente non mi interessa, non do peso al mio giudizio su me stessa. Ed è questa la grande rivoluzione. Perché io sono sempre stata il peggior giudice, sempre presente, costantemente con gli occhi d'avvoltoio puntanti su di me a scovare ogni minimo difetto, ogni imperfezione, ogni piega. Ci sono giorni ovviamente che mi vedo proprio cessa, oh, capita bene o male a tutti credo. Però mi rendo conto che non dipende da me e che semplicemente è una visione distorta che ho in quel momento causata o dalla stanchezza o semplicemente dagli ormoni. Non mi scoraggio, non mi deprimo, ma semplicemente accetto queste giornate con la consapevolezza che non sono altro che momenti e che in breve tempo passeranno. Non do dunque più peso al giudizio che do di me stessa su me stessa e per me tutto questo è davvero un enorme passo avanti verso la serenità .