Tutti noi sogniamo ma molti di noi non si ricordano assolutamente di quanto è avvenuto nelle loro menti durante la notte. Io purtroppo (o per fortuna, chissà ) non sono certo una di quelle persone. Dico purtroppo perché è davvero molto molto raro per me fare dei bei sogni. I miei sogni sono sempre pesanti, a volte incubi a volte lì sulla soglia, carichi di significati neanche troppo nascosti che mi fanno svegliare ogni due ore (ogni due ore tutte le notti, sempre) con il cuore pesante e impazzito dai battiti accelerati. Da anni va avanti così, è così tanto tempo che neanche mi ricordo com'è passare una notte tranquilla. I miei sogni partono tutti o da casa di mio padre o da casa di mia madre. Mai, e dico mai, da casa mia. Prima di andare in terapia le mie notti erano popolate da un unico grande sogno: un uragano che arrivava, io che mi barricavo in casa premurandomi di chiudere tutto, anche le più piccole fessure. Si risolse dopo due anni di terapia con un sogno finale in cui l'uragano arrivava, io non mi chiudevo dentro e alla fine l'uragano neanche toccava la mia casa, lasciandomi con un tramonto mozzafiato che ancora ricordo. Da allora gli uragani non sono più tornati. Dopo l'uragano tuttavia un altro sogno si è fatto strada prendendo ora la totalità delle mie notti: la fuga. Come sempre lo scenario è a casa di mio padre o di mia madre. Da lì scappo, inseguita da dei terroristi, serial killer, e chi più ne ha più ne metta. Passo le mie notti a correre e a scappare e ovviamente mi sveglio più stanca di prima. Questa notte, ad esempio, ero a casa di mio padre quando una valanga stava per distruggere tutto. Per salvarmi ho iniziato a correre ma ho preferito poi fermarmi per salvare una donna obesa (sì esatto, come mia madre) che aveva in braccio una neonata (guarda un po'). Me le sono prese entrambe in braccio, facendo comprensibilmente una fatica porca, e ho iniziato ad arrancare per salvare tutte e tre (scappando dalla casa di mio padre). E questo è solo uno dei sogni di questa notte. E vi assicuro che passo le mie giornate e in particolare le mie serate in tutta tranquillità . Non abbiamo la tv per cui non la guardo, quando ho del tempo libero leggo. E la sera metto a letto i cinnazzi, sistemo la casa quando ne ho voglia, e poi alle 21,30 son già sotto le coperte a leggermi libri di autobiografie di personaggi storici. Non è che mi guardo fantafilm sanguinolenti o altro. Posso dire una cosa? Io sono stanca e vorrei tanto tanto tanto tanto tanto, per una volta, riposare davvero.
martedì 29 novembre 2022
mercoledì 23 novembre 2022
Il periodo blu
Qui nel giro di pochi giorni cambia tutto. Birullulo infatti ha imparato a parlottare non subito, trovando molto più comodo e signorile farsi servire semplicemente indicando un oggetto e mugugnando un MH. Da qualche settimana tuttavia il suo vocabolario è esploso con grande entusiasmo familiare e birullinesco. Qualche giorno fa tuttavia una nuova parola ha preso piede nella sua rosa di scelte: BLU. All'inizio BLU era utilizzato dal piccolo di casa per indicare un qualsiasi oggetto di colore azzurro. Successivamente BLU ha assunto un più ampio significato stando ad indicare un qualsiasi oggetto marcatamente colorato, ovviamente e non necessariamente di azzurro o blu, creando confusione e sconcerto in quanto il nostro cervello non è sicuramente abituato ad associare BLU a una macchina rosso fuoco o a un pulcino giallo elettrico. Da ieri BLU ha assunto un significato assoluto, lasciando la famiglia nel totale caos. Birullulo, infatti, ha sostituito il MH inziale alla parola BLU e così quando desidera qualcosa o quando vuole indicare qualcosa o quando vuole semplicemente dire qualcosa lui dice BLU. BLU può essere il biscotto caduto nel latte che gli da mortalmente fastidio, o può essere la macchinina sotto il divano che non riesce a raggiungere, o può essere un piccione passato di lì per caso. Non me lo aspettavo proprio il periodo BLU.
domenica 20 novembre 2022
Di piacevoli ampliamenti
Finalmente il vocabolario di Birullulo si sta espandendo. Finalmente capace di chiamare tutti i familiari per nome, compreso i più difficili ma escludendo non si sa per quale ragione sua sorella di mezzo, da questa mattina è ufficialmente capace di rivolgersi anche a lei. Ecco quali sono le parole più frequenti da lui utilizzate, oltre a quelle già precedentemente citate in un altro post:
tatti = grazie
boio = voglio
ti = si (sia benedetto l'arrivo del sì)
baiiiiiiiiiiii = bravi o bravo o brava a seconda del soggetto (tale aggettivo nel vocabolario birulluliniano non si coniuga)
ba = cane
bibi = libri
Ciù = giù
ninni = denti o Minnie la famosa compagna di Topolino (la traduzione di tale nome va interpretata a seconda del contesto)
Latti = latte o luce (la traduzione di tale nome va interpretata a seconda del contesto)
mercoledì 16 novembre 2022
DCA vs Sanità mentale
Ho preso 10 chili.
No, ho 10 chili in più rispetto al mio ideale su me stessa.
Ho preso 7 chili.
No. Ho 7 chili in più rispetto a quello che ritengo essere l'equilibrio per sentirmi meglio.
Ho preso 4 chili.
No. Ho 4 chili che sforano la soglia mentale dei 60.
Ho preso 2 chili.
No. Ho 2 chili in più rispetto al prima della terza gravidanza.
Sono grassa.
No. Non sono grassa sono normopeso.
Mi faccio schifo.
Sì, mi faccio schifo.
Mi metto a dieta subito.
Tanto non ce la faccio a mettermi a dieta perché poi ci ricasco e il DCA prende il sopravvento.
Mi faccio schifo.
Sì, ma potrei anche provare ad accettarmi così come sono.
Mi faccio schifo.
In effetti ci provo da tutta una vita ma non ci riesco, però sto facendo piccoli progressi.
Così, tanto per
Visto che non ho niente da fare, con un lavoro, una casa da gestire, tre figli e il gatto, ho pensato bene di rompermi un dito. Sai sennò che noia, questa vita sempre tutta uguale...
martedì 8 novembre 2022
La giugulare
E' da stolti aspettarsi una risposta diversa da una persona che per quanrant'anni si è sempre comportata con te nello stesso modo, lo so, ma ogni volta ci casco. Sì, si sta parlando di mio padre. Come ormai sapete se non sono io che mi faccio viva, se non sono io che lo vado a trovare, se non sono io che mi informo, praticamente non ci si sentirebbe né ci si incrocerebbe mai. L'ultima volta che l'ho visto sono andata in mezzo ai monti a casa sua credo un paio di mesetti fa. Settimana scorsa, mentre prendevo un caffé al bar, ho incontrato una mia amica che mi ha detto una cosa del tipo “Oh sai che ieri ho incontrato qui tuo padre? Mi ha fatto piacere! Gli ho chiesto se era venuto a trovarti e mi ha risposto di no, che era venuto con dei suoi amici”. Che stronzo. Mi dice sempre che non viene in centro perché gli da fastidio non trovare parcheggio (nota bene, lui gira in moto), che non viene in centro perché c'è troppo casino, perché è lontano da casa sua e per un miliardo di altre inutili ragioni e poi in realtà non è vero. Cioè non è proprio una novità eh, questa è la terza volta che mi succede di sapere che scorazza nei pressi di casa mia senza neanche passargli per la testa che ha anche una figlia e dei nipoti. Ma tutte le volte ci rimango male, molto male, ai limiti del pianto a dirotto. Ho incassato questo ultimo colpo, coda fra le gambe e via. Ho lasciato passare del tempo, interrogandomi se valesse la pena dirgli qualcosa ma poi ero giunta alla conclusione che no, che non sarebbe cambiato nulla. Fino a ieri sera. Perché ieri sera invece ho capito che magari non sarebbe cambiato nulla, ma magari sarebbe servito a me. E così gli ho mandato un messaggino chiedendo come sta e alla sua risposta che va tutto da dio e che fa sempre mille cose gli ho risposto qualcosa del tipo “Sai, ho incontrato la mia amica e mi ha detto che ti ha visto gironzolare vicino a casa mia”. Niente insulti, niente richieste di chiarimenti, niente accuse, niente di niente. Un messaggio neutro e vero. Perché con mio padre bisogna essere il più possibili neutri e riportanti i fatti per non venire divorati da attacchi alla giugulare (anche se l'esperienza insegna che comunque si verrà attaccati alla giugulare ma almeno ci si potrà difendere dicendo che semplicemente è stata messa in evidenza la realtà ). Non so cosa mi aspettassi di risposta in realtà . Di certo mi aspettavo una qualche reazione. E invece il nulla, il nulla più assoluto. Non ha più risposto, lasciando la conversazione così, a mezz'aria. Non so perché mi aspettassi qualcosa di diverso in realtà . La prima e l'unica volta che ho fatto valere i miei diritti con mio padre, urlandogli addosso tutte la mia sofferenza, ho ricevuto come risposta qualcosa tipo “Sì, beh però dai c'è un bel sole oggi” per cui non è che potesse a sto giro avvenire chissà che cosa. Comunque a questo punto, conoscendo il personaggio, le opzioni future possono essere due: la prima è il silenzio stampa continuo fino a che, fra qualche settimana, qualche mese, qualche anno non mi faccia viva io; la seconda è che questo silenzio non sia altro che una preparazione a un attacco alla mia giugulare. C'è una terza opzione, che non so neanche perché mi balena nel cervello, che potrebbe comportare una sua risposta del tipo “ah poi sai mi sono addormentato ieri sera e non ti ho risposto. Scusa” ma credo che questa opzione sia figlia del detto “la speranza è sempre l'ultima a morire”. In tutto ciò io mi sento meglio? No, ovviamente no, il sentimento predominante è la paura (assurdo eh) ma credo comunque di aver fatto bene. Forse.
domenica 6 novembre 2022
ControCorrente
Questa mattina, mentre riflettevo su quanto successo ieri per quanto riguarda il grande nodo della mia vita (ovvero i DCA), mi sono resa conto di una cosa: mi sento come se nuotassi costantemente contro corrente. Sto praticamente ferma, a volte arretro, a volte avanzo ma poi alla fine torno sempre lì. E a volte, come oggi, sono davvero tanto stanca, stanca di nuotare contro corrente ma senza alcuna possibilità di fermarmi e riposare un pochettino.
venerdì 4 novembre 2022
Per amore solo per amore
Se volete farmi un torto, un torto grosso, allora chiedetemi di fare latino. Io odio il latino. Ho sempre odiato il latino. Al liceo era l'unica materia in cui ero insufficiente e non perché non lo capissi o fossi ignorante ma semplicemente perché proprio non mi piaceva per cui avevo deciso deliberatamente di non studiarlo. E ora, a distanza di decenni, Primogenita si ritrova a fare i conti con la stessa materia e ad avere difficoltà . Non so se sia per colpa del professore, per colpa sua o per colpa degli astri, fatto sta che non ce la può fare e ha bisogno di aiuto. E indovinate un po' chi ora si è rimessa a fare latino dopo anni anni e anni? La fessachesono. Primogenita non lo sa, ma questo, QUESTO è proprio vero amore.
giovedì 3 novembre 2022
Non c'è due senza tre
Sia Primogenita che Sbibulina quando erano piccole erano delle bambine tutte sorrisi. Sorridevano sempre, sorridevano comunque, sorridevano a chiunque. Si meravigliavano in tanti perché era davvero davvero davvero raro vederle con una espressione diversa sul volto in tutte le situazioni possibili e immaginabili. Ho sempre dato per scontato quando ero alla prima figlia che tutti i bambini fossero così, ma presto mi resi conto che non era assolutamente vero. Esempio lampante la figlia di una mia amica: una bimba sempre costantemente inkazzata, sempre col broncio. Ma da quando era in fasce proprio. Fra di noi, per scherzare, la chiamavamo “Er Commenda”. Con piacere posso serenamente dire che Birullulo è uguale e identico alle sorelle. E non si limita solo a sorridere sempre, comunque, ovunque, con chiunque, ma lui fa anche pubblic relations. Prima sorrideva semplicemente, poi ha iniziato a salutare solamente, agitando la manina verso chiunque gli capitasse a tiro. Ora che inizia a sparlottare (e vi assicuro che è un vero spasso) urla un sonoro pavarottico CIAO a tutti. Pavarottico nel vero senso della parola visto che lo urla a squarcia gola facendo impaurire cani, fuggire bambini e ridere gli adulti. Non so da cosa dipenda questa splendida innata caratteristica dei miei figli, ma sono davvero contenta di avere avuto dei bambini così sorridenti.