venerdì 30 gennaio 2015

Di incomprensioni musicali


Dopo “Un sacco duro” (Danza Kuduro) e “Sai cos'e' il sesso” (It's time for your check up), ieri la new entry “Ho una patata”, ai comuni mortali nota come “Hakuna matata”.

giovedì 29 gennaio 2015


“Mamma e' tanto bello darti le pacche nel sedere perche' poi fa bleum bleum bleum”

Ok, posso tranquillamente soccombere all'ingenua sincerita' filiale facendo sprofondare la palestrata di merda che e' in me in un mare di disperazione.

mercoledì 28 gennaio 2015


E culla culla la bambina con la febbre.
E canta canta canta mantra per farla addormentare.
E culla culla la bambina con la febbre.
E canta canta canta mantra per farla addormentare.
E culla culla la bambina con la febbre.
E canta canta canta mantra per far... addormentare Mr D.

martedì 27 gennaio 2015

Esaurimento nervoso


Non so perche' ma mi rifiuto di pensare che io sia stanca. Quando qualcuno mi chiede come sto e' una delle prime cose che dico ma in fondo non ci credo e non so per quale motivo. Questa mattina pero' sono arrivata in ufficio, ho acceso il computer e dopo qualche minuto mi e' arrivato un messaggio della mia migliore amica con una foto in allegato. La ragazza ha smollato la figlia ai nonni, ha preso su ed e' andata alle Maldive col maritino. Risultato? Foto della vista dela sua camera d'albergo in mezzo a un mare paradisiaco. Ho guardato la foto e non ho fatto in tempo a rispondere: mi sono messa a piangere. Io in 33 anni non sono stata quasi mai invidiosa. Di difetti ne ho davvero tanti ma l'invidia non e' uno di questi. Non ero arrabbiata con lei, ero sinceramente felice per lei, ma avrei voluto anche io una situazione simile e devo dirlo: piangere per una cosa del genere e' da scemi. Una parte di me crede ancora che non sia vero, che c'e' chi sta decisamente peggio, c'e' chi gestisce molte piu' cose con ritmi molto piu' frenetici dei miei per cui io non sono stanca, io non sono esaurita, io non sono. Ma un'altra parte di me, quella meno razionale, piange al vedere una foto di un mare. Siam messi bene, siamo.

lunedì 26 gennaio 2015


“Dai dai! Tagliale la testa!”
“Vabbbbbene. Passami il coltello”
Il famoso gioco: decapita la bambola con una sega da falegname.

giovedì 22 gennaio 2015

“Mamma? Ma tu quanti ragazzi hai avuto?”


Aiuto
“Amore... cioe' quanti ragazzi hanno chiesto di sposarmi?”
“Si mamma si'”
“Ah beh solo papa'”
… … …
“No, mamma: quanti ragazzi hai avuto?”
Aiuto
“Ma dici storie importanti?”
“Si mamma si”
“Ah allora tre, tuo papa' compreso”
… … …
“No, mamma, io dico quanti ragazzi hai avuto, in totale”
Ok. Aiuto.

martedì 20 gennaio 2015

La quiete dopo la tempesta


E' sempre cosi'. Quando ho una pesante ricaduta a livello alimentare passo giorni d'inferno, nel mio inferno, per poi toccare definitivamente il fondo. Una volta laggiu' decido tutte le volte di alzarmi di nuovo in piedi e provare di nuovo a scalare il pozzo. E all'inizio della scalata intorno a me c'e' un enorme silenzio, un enorme vuoto, un'enorme pace. La cosa strana e' che so che quella pace, qualche metro piu' in su, si trasformera' in un caos cosi' potente da farmi ripiombare laggiu'. Avrei decisamente bisogno di arrivare in cima, guardare il pozzo in giu', gettarci una monetina, girarmi e non tornare piu'.

“Ok, mamma. Quando mi compri il motorino?”
A sedici anni mi chiedera' un jet privato, lo so.

venerdì 16 gennaio 2015

Io sono la mia malattia


Ieri ho sentito qualcuno dire questa frase ma in negativo. Ho meditato molto sul suo significato, sulla sua profondita', sulla sua ragione e sono arrivata alla conclusione che io, purtroppo, io sono la mia malattia. La mia malattia condiziona il mio modo di pensare, il mio modo di vivere, il mio modo di rapportarmi agli altri. La mia malattia governa la mia mente e il mio corpo senza lasciarmi un attimo di respiro. Arrivera' forse il momento in cui io saro' semplicemente io e non saro' Lei. Ma questo momento, purtroppo, non e' ancora arrivato.

mercoledì 14 gennaio 2015

A che pro?


Mi domando a cosa serva arrabbiarsi se poi le cose non cambiano. La maggior parte delle volte in cui una persona si arrabbia le cose rimangono cosi' come sono o addirittura l'effetto provocato e' l'esatto opposto di quanto si voleva ottenere. Tuttavia questo non impedisce all'essere umano di diventare una furia furibonda furiosa. Io questo ragionamento lo feci tantissimi anni fa, e piu' precisamente alle 7.51 di mattina di una giornata del 1997 davanti alla fermata dell'autobus n.45. Da quel momento farmi arrabbiare era praticamente impossibile. Cio' nonostante, da quando sono diventata bis-mamma, le mie inkazzature sono visibilmente aumentate sia verso le piccole pesti che verso il marito. Continuo a pensare che non serva a nulla ma qualcuno vuole spiegare al mio istinto primordiale che sarebbe meglio darsi una sonora calmata?

martedì 13 gennaio 2015

Scoperte

Non voglio ripetermi ma lo faro'. Ormai sapete gia' da un bel po' quale assurdo rapporto io abbia con mio padre ma devo dire che a volte, il ragazzo, mi stupisce davvero positivamente. Sara' la vecchiaia, sara' questa nuova donna accanto a lui, sara' quel che sara' ma lo sto riscoprendo nonno. Ok, magari a voi puo' sembrare normale, ma mio padre e' lo stesso che sei anni fa se lo chiamavi nonno neanche si voltava, era la stessa persona che faceva i dispetti alla mia primogenita facendola piangere come una disperata. Ora quando lo chiami nonno si volta e ti risponde pure, ora gioca con le nipoti, dimostra pazienza e comprensione, spiega tutto a tutte e con una tranquillita' che mi sembra irreale. Allora il dubbio sorge spontaneo: era cosi' anche con me e io ho ricordi distorti dell'allucinante rapporto padre-figlia? Basta chiedere a mia madre che ogni dubbio si dipana: era davvero un padre allucinante. Magari sta cercando di riscattarsi facendo il bravo nonno.

lunedì 12 gennaio 2015

Beata innocenza


“Mamma? Cos'e' quella striscia in cielo?”
“E' inquinamento”
“Ah, zucchero filato?”
… … …

giovedì 8 gennaio 2015

Non potrei mai convivere con me stessa


Questo e' cio' che penso. E fa strano visto che io, con me stessa, ci convivo ormai da 33 anni. Eppure piu' ci penso e piu' questa affermazione e' assolutamente e assurdamente veritiera. Io non sopporto il mio carattere e quaderni su quaderni scritti dal 1996 ad oggi lo provano senza alcuna ombra di dubbio. Nonostante questo ancora mi sveglio alla mattina e convivo con me stessa, non proprio pacificamente ma convivo. A volte pero' mi sveglio e mi chiedo come faccia Mr D. a convivere con me, lui che non ha alcun obbligo di farlo.
Io mi alzo alla mattina che sono gia' inkazzata per duecentomila motivi, uno meno importante dell'altro. Torno a casa dal lavoro che sono ancora inkazzata per duecentomila motivi, uno meno importante dell'altro. Mi occupo della casa, delle bambine, della gatta, di lui e di altre duecentomila cose e la maggior parte del tempo mi rivolgo a lui inkazzata per duecentomila motivi, uno piu' giustificato dell'altro (questa volta si', lasciatemelo dire). Mi rendo conto che le occasioni in cui rido o sorrido sono pochissime e quasi ed esclusivamente fuori dal contesto familiare. Io lo so da cosa dipende, lo so da dove arriva tutta questa rabbia e questa tristezza anche se ancora mi sembra assurdo che tutto possa essere ricondotto a un episodio che si e' svolto nella mia vita 30 anni fa, di cui non ricordo assolutamente nulla e di cui non sono minimamente responsabile. E sono ancora piu' frustrata dal fatto che ogni mattina io mi svegli e ci provi ad essere diversa, ad essere migliore. E ogni giorno, puntale come un orologio svizzero, fallisco. Du' maron.

Due doverose parole


In queste ultime ore se ne sono spese di parole inutili. C'e' chi condanna tutto e tutti, c'e' chi si schiera da una parte chi dall'altra. C'e' chi sostiene che abbiano provocato, chi che sia un atto di guerra, chi di terrorismo, chi di un gesto di straordinaria e isolata follia. A me non piace schierarmi, non mi e' mai piaciuto. Non mi interessa chi abbia ragione e chi torto perche' nessuno ha ragione e nessuno ha torto, non mi interessa dove stia la verita'. L'unica cosa che mi interessa e' dove sia finita l'umanita', quella splendida capacita' delle persone di capire e di aiutarsi. Perche', in fondo, si e' tutti al mondo per un'unica ragione: essere serenamente felici.

mercoledì 7 gennaio 2015


Scenette familiari di ordinaria follia: la Secondogenita insegue la gatta con una sega giocattolo nella speranza di staccarle la coda e tenersela come souvenir mentre la Primogenita barcolla per casa canticchiando “ho preso una botta in testa e sono stordita ho preso una botta in testa e sono stordita”. Attendo con pazienza l'arrivo scontato dei servizi sociali.

venerdì 2 gennaio 2015

Il mio personale elenco


Visto che va molto di moda sul blog fare elenchi e visto che io li odio, ve ne faro' uno davvero triste: l'elenco dei miei ultimi nove capodanni:
-2006-2007: primo capodanno di coppia con quello che sarebbe poi diventato mio marito: litigata epocale in mezzo al nulla per una inutile gelosia da parte dell'uomo verso un mio amico che piu' brutto non si puo'. Ora coricamento sconosciuta
-2007-2008: primo capodanno col pancione ad una festa in mezzo a gente sconosciuta. Tutta sconosciuta. Nausea a go go. Ora coricamento 2 a.m.
-2008-2009: primo capodanno con il primo figlio: chiusi in casa. Ora coricamento 1 a.m.
-2009-2010: Mr D. con febbre alta. Ora coricamento 00.45 a.m.
-2010-2011: Io e Mr. D. con febbre alta. Ora coricamento 00.25 a.m.
-2011-2012: Secondo capodanno incinta: Io e Mr D. con febbre alta. Ora coricamento 00.45 a.m.
-2012-2013: primo capodanno con due figlie. La primogenita con febbre alta. Ora coricamento 1 a.m.
-2013-2014: Capodanno con una coppia di amici in casa nostra. Io con borsa dell'acqua calda e mal di testa da svenire. Ora coricamento: 1.15 a.m.
-2014-2015: Mr. D. con febbre alta. Ora coricamento 00.20 a.m.
E poi mi si chiede ancora perche' io non mi organizzi per capodanno... Vedete vobis.