venerdì 27 settembre 2013


“Mamma? Mi sono dimenticata una cosa che avevo detto a me stessa”
Piccole donne crescono

giovedì 26 settembre 2013


'Mamma, io sono la migliore. Io so fare tutto, io sono piu' brava. Io sono la vincitora!'

mercoledì 25 settembre 2013

Grandi Chef


Mia madre mi ha sempre detto che, in un modo o nell'altro, mio padre durante una discussione riusciva a girare la frittata cosi' tanto bene da far sembrare sempre lui nella ragione e lei nel torto. Mio marito fa uguale. Si parte, ad esempio, da una sua mancanza e nel giro di neanche cinque minuti, non si sa bene come, la colpa diventa improvvisamente tutta mia. Inutile dire che la cosa mi crea enormi fastidi ma per fortuna, con l'andare degli anni, ci ho fatto quasi l'abitudine e quando vedo che viene preso il coperchio per rigirare la benedetta frittata, so gia' che lui non ha tutte le ragioni, che lui non ha la verita' in tasca, che le sue osservazioni a mio danno non sono sempre e per forza vere. Per cui ora e' piu' difficile che ci stia male, e' piu' difficile che mi metta in discussione per l'ennesima volta. La cosa triste, forse, e' che non mi faccia quasi piu' ne' caldo ne' freddo.

martedì 24 settembre 2013


'Quando sono grande se c'è la guerra io non la faccio perché è una cosa brutta la guerra. E poi in guerra ci lascio andare i maschi, ma papà no, perché le femmine è meglio che giochino con hello kitty'

lunedì 23 settembre 2013

Big Bamboo

Ogni papa' che si rispetti, qualora avesse la fortuna di avere una o piu' figlie femmine, si ritrovera' a fare i conti con le sue paranoie rispetto al suo stesso sesso. Mr D. ne ha una che prevale sulle altre: il big bamboo. Ha il terrore che, in fase adolescenziale, una delle sue figlie gli porti a casa un ragazzo alto, bello, di colore, con un big bamboo in mezzo alle gambe. Ieri tuttavia Mr D. e' stato costretto a rivedere le sue priorita' poiche' c'era un'opzione che ancora non aveva preso in considerazione: il suo coetaneo. Meglio il Big Bamboo che il fidanzato decrepito, dunque. E che nuova paranoia sia.

venerdì 20 settembre 2013


Lo senti al tg, lo vedi nei film, lo leggi nei libri. Lo sai quale sia il percorso e dove normalmente arrivi la fine. Ma quando capita nella tua famiglia, tutto e' diverso, fatichi a comprendere, credi non sia possibile o semplicemente non realizzi cosa stia capitando. La notizia e' arriva ieri. Mi e' bastato sentire la voce rotta di mia mamma per capire che qualcosa non andava. Non era la solita voce rotta dal pianto di una mamma che sente nostalgia della propria figlia, era una voce diversa, che cercava di mantenere un certo contegno per cercare, col poco della forza che le rimane, di non essere troppo diretta in una notizia telefonica. Stanno insieme da vent'anni, mamma e suo marito, e ora lei si e' sentita crollare le certezze addosso, ancora una volta. Si tratta di tumore al colon, un tumore esteso, da operare nel giro di qualche giorno. Ha paura, la mamma. Non sa se portarlo a Bologna, se rimanere giu'. Non sa i tempi di ripresa, della chemio, dei farmaci. Sa solo che la madre di una sua amica a Bologna ci e' morta per lo stesso intervento, sa solo che tutto quello che ora puo' fare e' stare accanto a suo marito. Io? Io non so come mi sento. In realta' non sento niente, e visto che non sento niente c'e' tutto lo spazio per un senso di colpa profondo. Perche' non sento niente? Forse che, dopo vent'anni, ancora non sono riuscita ad accettare la sua presenza? Forse che, dopo vent'anni, ancora ragiono come una bambina alla quale e' stata strappata la mamma? No. Non credo. L'unica cosa che riesco a pensare e' che non sia possibile. Non e' possibile che possa morire. Semplicemente non puo', perche' fa parte di noi. E noi siamo immortali.

giovedì 19 settembre 2013


A detta dello Psicocoso, c'e' chi sfoga i suoi malesseri nella depressione, nella droga, nell'alcol e chi li sfoga nel rapporto col cibo. A detta dello Psicocoso io sarei una di quelle. Dopo una lezioncina durata circa quaranta minuti mi ha lasciato da sola, con un foglio in mano con su scritto due numeri di telefono e un vuoto interiore pari al Grand Canyon. Ieri sera stavo sdraiata sul letto, al buio da sola, e pensavo ad uno di quegli atti liberatori che solo noi donne possiamo capire. Ero pronta, sarei andata in bagno, avrei preso il rasoio, e avrei tagliato tutta la mia folta chioma. Poi ho iniziato a pensare alle domande senza fine del giorno dopo, al broncio di Mr D., allo scontento dei miei suoceri, alla voglia di imitarmi della Piccola Peste e cosi' mi sono resa conto di non essere padrona delle mie scelte, di dover sempre e comunque rendere conto dei miei gesti a chi mi sta vicino, nonostante io abbia ormai 32 anni suonati. Un conto sono le bambine, si sa, sono la mia famiglia, ma il resto non lo digerisco. Non ho piu' voglia di parlare con nessuno, fatico ad andare al parco a fare quattro chiacchiere con le mamme, mi sforzo di uscire e di andarci comunque perche' in fondo qualche contatto umano non fa mai male. Ma poi quando arriva la fatidica domanda “Come stai?” mi sento sprofondare. Passera', lo so, passera'.

mercoledì 18 settembre 2013

A posto


“Amore, quando dico di venire a tavola, dovresti venire. Perche' poi ti ritrovi a mangiare da sola e non e' bello"
"No"
" E poi e' l'unico momento in cui possiamo stare tutti insieme noi quattro”
“No”
“Ma, scusa, anche a scuola mangiate tutti insieme...”
“No”
“Ma come no, a scuola mangiate tutti insieme per condividere questo bel momento”
“No”
“Allora sai che ti dico? Che se non vieni a tavola entro cinque minuti da quando chiamo, vuol dire che non hai fame per cui togliero' il tuo piatto e mangerai al prossimo pasto”
“No”
Avrei bisogno di un muro su cui sbattere ripetutamente la testa...

martedì 17 settembre 2013

Bomba ad orologeria


Mi sento cosi': pronta a scoppiare. Immagazzino, cerco di non rispondere, rimango in silenzio e provo a isolarmi in una pace interiore lontana da vedere e da sentire. Respiro, cerco di calmarmi, ma dentro sento come se bastasse un nulla per accendere la miccia. Soggiornare 24 ore su 24 su un filo di un rasoio non e' una sensazione piacevole, l'unico momento di quiete arriva nel sonno, per il resto e' un caos tenuto costantemente sotto controllo. Inutile dire che non so quanto ancora riusciro' a tirare avanti Ormai non parlo quasi piu', fatico a mangiare e sono di una calma apparente quasi inquietante. Persino Mr D. se ne e' accorto e sta cercando a modo suo di starmi vicino. E questo e' nulla., cosa succedera' ai suoi 15 anni?

lunedì 16 settembre 2013

venerdì 13 settembre 2013

Un asino che vola


All'uscita dalla palestra si possono vedere le cose piu' strane: due fidanzatini che se la danno di lingua a tutto andare davanti ad una scolaresca, un nonnino che va piu' veloce di un giovane in bicicletta, un millepiedi in centro citta' che probabilmente voleva farsi un giro nella grande metropoli e infine un cavallo in una stanza. Si', ho visto un cavallo dentro ad una stanza.

giovedì 12 settembre 2013

A ognuno il suo

La Pimpante Piccola Peste ce l'ha con me, e' evidente, ma e' meglio cosi'. Ieri parlavo con una mamma nella mia stessa identica condizione con un'unica sostanziale differenza: la sua primogenita si sfoga con la piu' piccola di casa. Oh cara Piccola Peste, sfoga pure su di me la tua rabbia repressa. Non ho le spalle molto larghe, ma per amore vostro sono pronta a sopportare tutto.

mercoledì 11 settembre 2013

martedì 10 settembre 2013

Quando il gioco si fa duro


Sono ufficialmente una mamma in crisi. Non mi e' mai capitato, in questi cinque anni, di sentirmi veramente sopraffatta dal carattere di mia figlia ma ultimamente, con la Pimpante Piccola Peste, cammino davvero su un instabile filo di seta. Sono continui scontri, continui no, continua arroganza e frustrazione. In questa lotta siamo solo io e lei, un testa a testa particolarmente faticoso che mi spinge ogni minuto di ogni giorno a mettermi in discussione. Staro' facendo la cosa giusta? Staro' dicendo la cosa giusta nel modo giusto al momento giusto? Staro' educando giustamente? Sono una cattiva mamma? Sono troppo dura? Sono troppo insistente?
Le risposte della piccola non mi fanno stare serena e solo ora capisco cosa debba aver provato mia mamma in tutta la difficile fase di ribellione della mia adolescenza. Avrei tanto bisogno di un abbraccio, di sentirmi dire che le cose andranno bene e che tutto si sistemera' per il meglio.

lunedì 9 settembre 2013


Oh tu, caro commesso della coop, non prestare orecchio a tutto quello che dice la mia primogenita, neanche se, con tutta sicurezza, afferma che suo padre in casa rutta e scoreggia in liberta'.

venerdì 6 settembre 2013


Ieri in giro per la mia citta' mi sentivo come una di quelle mamme in balia dei figli che, urlando con capricci ostinati, mostrano genitori dallo sguardo vago o incazzato a seconda della situazione.  E dire che non mi era mai capitato di perdere il controllo della situazione, sono una mamma dolce ma autoritaria e a volte rigida, coccolona ma pretendente educazione e rispetto dell'autorita''. Ieri invece ho passato un intero pomeriggio con un unico scopo: riuscire a prendere quattro cose al supermercato (ma quattro davvero) ma gli incidenti di percorso sono stati cosi' numerosi che ho dovuto desistere. Dai capricci della Piccola Peste alle ostinazioni della Polipetta, dai piagnistei della grande alla pretesa indipendenza della piccola, sono tornata a casa dopo due ore che ero sull'orlo di una crisi di nervi con la borsa vuota e la testa piena. Mi servono ferie o magari l'inizio della scuola.

giovedì 5 settembre 2013


Ci sono alcuni errori, nella vita dell'altro, che e' meglio non cercare di correggere. La Pimpante Piccola Peste, ad esempio, storpia alcuni termini della lingua italiana con una tale genialita' che non mi sogno minimamente di intervenire. Fra i suoi evergreen troviamo:
  • ScrivaMIA al posto di scrivania. Ovviamente se la scrivania e' sua, diventera' ScrivaSUA e via discorrendo
  • Zoccola, al posto di zoppica. Inutile dire le risate quando mia figlia indica una persona e mi dice: “Mamma mamma! Quella signora zoccola!!”
  • Pescatora al posto di pescatrice
  • Scouscous al posto di cous cous
Zoccola rimane il mio preferito.

mercoledì 4 settembre 2013

“Pimpante Piccola Peste sei testarda!”
“Non e' vero!”
“Invece si...”
“Non e' vero non e' vero non e' vero non e' vero non e' vero!!!”
… …. ….

martedì 3 settembre 2013

Revisioni


In queste due settimane c'e' stato un vero e proprio voltafaccia. Quella che era una pupetta tutta tranquillita' e bonta' e' diventata una pimpante piccola peste in tutto e per tutto con aggiunta di mille piccoli tentacoli per rimanere sempre e comunque attaccata come una cozza alla sottoscritta. Coi suoi occhietti dolci e il viso paffutello, la ragazza urlava al solo vedere la mamma andare in bagno, si dimenava se non la si accompagnava dove e quando voleva lei ed escogitava con qualsiasi mezzo a sua disposizione i piani piu' disparati per gettar caos intorno a lei. E' ufficiale: Tituti' ha subito una mutazione genetica tramutandosi in una piccola versione della sorella. Il problema ora e' uno solo: avendo chiamato la primogenita Pimpante Piccola Peste, come posso chiamare questa seconda pimpante piccola peste?