giovedì 28 novembre 2019

Passeggiando con Sbibulì

“Buonpomeriggio bella signora”
“Ehm... grazie”
“Prego”
… … ...
“Mamma? Ma lo conosci quel ragazzo?”
“No”
“Ma perché ti ha detto che sei bella?”
“Beh, perché sono bella”
“Ah... beh... in effetti sei molto bella”
Amoremiodolcedimamma

mercoledì 27 novembre 2019

Mio padre e la Psicocosa

Oggi è il compleanno di mio papà e meno di due giorni fa la Psicocosa mi ha esplicitamente detto in faccia che è venuto il momento di affrontare il nodo dei miei genitori. Lo sapevo che sarebbe comunque arrivato questo momento ma quello che non sapevo è che avrei incontrato da parte mia una gran resistenza. Per 38 anni la mia autodifesa è sempre stata il vedere tutto quello che c'è di positivo in loro non permettendomi neanche per un istante di vedere le loro mancanze paludose e adesso quello che mi chiede la Psicocosa è andarmi proprio ad impantanare ben bene. Il compito di questa settimana infatti sarebbe scrivere una lettera a mio padre (non dargliela eh, ma scrivergliela) in cui gli elenco tutto quello che non ha fatto per me e tutto quello che di lui mi ha ferito e mi ferisce. Non lo potevo sapere, credevo fosse facile, ma non ci riesco. In automatico mi partono tutte le giustificazioni di questo mondo nei suoi confronti, come il fatto che in fondo quando se ne andò di casa non è che proprio sparì nel nulla come invece fece mio nonno con mia madre o come il fatto che comunque so che ha fatto e fa davvero del suo meglio. E allora, sempre sotto suggerimento della Psicocosa, dovrò partire elencando tutte le sue qualità e le sue non mancanze per poi arrivare a nocciolo della situazione subito dopo. Beh, mi dispiace davvero ammetterlo ma ancora non ci sono riuscita.
Auguri, Papà. Ti voglio davvero un mondo di bene.

martedì 26 novembre 2019

Dialoghi sorellifero-lirici sulle note di Vincerò

“Uffa... speravo oggi ci fosse qualche tuo amico, Sbibula, così non mi avresti stressato”
“E invece ti stresseròòòòòòò, ti streeeeeeeeeeesseròòòòòòòòò”

lunedì 25 novembre 2019

Ho creato un sbibulimostro

“Mamma sono indecisa se chiamare mio figlio Igor oppure Aigor. Però secondo me è meglio Igor... senti: IGOOOOOOOOR SBRIGATI CHE E' ORA DI CENAAAAAAA!!!! Sì, sì, meglio... e comuque solo io lo chiamerei così. Perché si pronuncerebbe Aigor

domenica 24 novembre 2019

Primogenita parità di sessi

“Non ce la faccio proprio mamma!!!”
“Beh, direi che a 11 anni è ora che impari a sbucciartela da sola la pera”
“Ma maaaaaamma! Io non ce la faccio! NON CE LA FACCIO! NON SONO CAPACE!”
“Beh allora direi che è venuto il momento di imparare, non credi?”
“NO!!! IO NON VOGLIO! IO ODIO SBUCCIARE LA PERA!”
“Beh, se vuoi mangiare la pera senza buccia occorre che impari sennò puoi mangiarla anche così. Ma credo ti convenga imparare così poi potrai sbucciartela ogni volta che ne hai voglia!”
“NON CI RIESCO!! Basta mamma, ho deciso! La pera me la pelerà mio marito”

mercoledì 20 novembre 2019

Chiarezza

Per anni, 38 anni, non sono riuscita ben a capire il perché. Andando via da casa di mio padre, anche da adulta, avevo sempre una strana sensazione di tristezza e angoscia. Tre settimane fa, complice un anno e mezzo di psicologa, mi si è palesata a me la ragione, come se fosse la cosa più ovvia al mondo, così ovvia che non l'avevo mai notata. Io e la mia splendida famigliola siamo andati a trovarlo e abbiamo passato la giornata da lui, immersi nei boschi e nelle chiacchiere. Per ben 4 volte ho provato a raccontagli di me e per ben 4 volte sono stata interrotta. Non mi faceva finire, attancando subito con qualcosa di suo e non inerente a quanto stavo dicendo io, come se non mi ascoltasse e fosse più importante condividere qualcosa che era successo a lui. La mia reazione? Chiusura. All'inizio una piccola chiusura poi piano pianino sempre di più sempre di più, come un piccolo cucciolo che, ferito pian pianino, si rintana appallottolandosi su se stesso. Mi sentivo triste, tanto triste, e tanto emarginata. Ma quello che ho visto mi ha stupito, non solo perché non me ne ero mai resa conto ma anche perché ci ho visto tanto bisogno, suo, di stare al centro dell'attenzione. E' sempre stato così, nulla di nuovo, ma a sto giro è stato diverso, mi è quasi dispiaciuto per lui, oltre che per me.

martedì 19 novembre 2019

Ora che inizio a star bene, sto male

Quando qualche mese fa la Psicocosa mi aveva detto che ufficialmente ero uscita dal tunnel della bulimia ho gioito, mi sono commossa, mi sono agitata nella mia felicità ma poi le cose sono collassate. Prima di decidermi di andare al centro DCA e affrontare la malattia vivevo nella mia bolla di mondo, dove su 100 cose che andavano male 90 non mi permettevo di vederle, in una forma di negazione autodifensiva, e 10 le vedevo e me ne addossavo la colpa, rimanendo zitta, incassando e interiorizzando tutto senza mai reagire. Beh, una reazione c'era in realtà e si sfogava nella malattia. Ora invece senza il tampone della bulimia e con lavoro su me stessa titanico, vedo la realtà con una chiarezza impressionante, una limpidezza che a volte mi lascia nello sconforto. Ora su 100 cose negative le vedo tutte e 100 e non me ne faccio più una colpa. Io semplicemente non ci sto. Se una persona mi tratta male, se una persona si comporta da stronza, se una persona mi accusa di una cosa non vera, io non ci sto, non lo accetto, non sto più zitta. Non fraintendetemi, sono sempre la persona gentile e sorridente con l'unica differenza però che ora se ho qualcosa da dire la dico, sia col sorriso sulle labbra che con lo sguardo inkazzato. Mi sento come un vulcano emotivo che, addormentato per troppo tempo, ora si è svegliato e si rende conto di quanta ingiustizia si sia addossata negli anni senza avere una reale colpa. La Psicocosa mi ha detto che è la normale evoluzione della terapia, che dopo tanti anni passati nella sindrome di Pollyanna ora sono nella fase opposta,dove vedo anche il negativo, ma mi ha anche rassicurato che verrà una terza e ultima fase: l'equilibrio emotivo. In tutto questo caos la persona che è più spaesata pare Mr D., che si era sposato una persona remissiva e tranquilla e ora si ritrova accanto una persona che punta i piedi e non ci sta più, che si era sposato una persona che piuttosto che far scoppiare una lite se ne stava zitta anche per quattro giorni di fila e ora fa sentire la sua voce subito e con determinazione. Lo vedo nel suo sguardo a volte, quasi perduto nel capire chi ha ora affianco. Mi ama, lo vedo, come vedo che sa che è giusto così, che è sano così. Ma vedo anche che ci vorrà un bel po' di tempo perché si ristabilisca un equilibrio familiare visto che sono cambiate le cose. E io? Beh io sto male. Cioè sto bene perché mi rendo conto che è un bel passo avanti, ma sto male perché vedo per quanto tempo le persone mi abbiano camminato in testa e cerchino ancora di farlo. Ma ora io sono cambiata: ora non ci sto più.

domenica 17 novembre 2019

Quando a sette anni si prende ancora tutto alla lettera

“Oh, Sbibulì! Ti giuro non ce la faccio più a fare matematica. Mi voglio sparare!”
“Eh ma non ce l'abbiamo una pistola”

giovedì 14 novembre 2019

Licenze primogenito-poetiche

“Sono pronta mamma, vado?”
“Vai!”
“Cantami o diva del Pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse rutti agli achei”
O prende 2 o prende 10 e lode.

mercoledì 13 novembre 2019

Par condicio sbibulinica

“Nel nome del padre, del figlio e... e... e... e della madre. Amen”

Ieri sera

Ieri sera ho vomitato. Non è stato un attacco di bulimia, no, ma un bel attacco peso di gastrite dovuto alla quantità e qualità di cibo ingerito in questi giorni di irregolarità totale. In effetti ci sta che il mio stomaco, già provato da tanti anni di malattia, a sto giro non abbia retto. Non sono triste, non sono abbattuta, non sono arrabbiata. Sono solo stanca.

lunedì 11 novembre 2019

Questo non è un periodo facile, no. Sono così incasinata al lavoro che fatico ad organizzarmi come si deve (io, la maniaca del controllo, l'ordinata, precisa, pianificatrice Spettinata). Addirittura ieri sono arrivata al punto da riempire la scrivania di post-it gialli con le cose da fare per riuscire a trovare un ordine e una priorità a tutto con l'unico risultato di avere addirittura anche la tastiera coperta di giallo. E a casa, beh, a casa è il macigno che pesa di più. Con Mr D. le cose non vanno bene ma si sa che i rapporti subìscono alti e bassi. Non sono preoccupata, no, però quando le cose vanno male anche a casa la vita è più pesante e complicata e la bulimia bussa alla mia porta insistentemente e rumorosamente come se fosse stata lì fuori tutto questo tempo senza aspettare altro. Non ho più vomitato, no, ma sono dietro a mangiare per non sentire o a digiunare per lo stomaco chiuso dalle emozioni. Sono dietro a strafogarmi senza riuscire a trovare un'alternativa, scacciando col pensiero la stronza che, beh, ogni tanto mi innesta nel cervello il verme del vomito che scaccio subito quasi impaurita. Passerà, lo so, ma sono stanca.

mercoledì 6 novembre 2019

Freddure da documentario

“Ehehehehehe”
… … …
“Ehehehehehe”
… … …
“Ehehehehehe”
“Ma si può sapere che c'è Primogenita?”
“Ha detto il bacino del Nilo... ehehehehe.... MCIU'!'”

lunedì 4 novembre 2019

Sentenze primogenite

“Mamma? Ma qui c'è scritto che Era è la moglie di Zeus. Ma anche che Afrodite è la figlia di Zeus e di una ninfa... qualcosa non va.”
“Eh Amore, Zeus ha avuto molte altre donne: dee, ninfe, umane... e ha avuto un sacco di figli fuori dal matrimonio”
“Allora è un multigiochista!”
Poteva andar peggio....



Quesito della Spetty

Oggi Spettinata andrà a lavorare dopo due settimane di malattia. Fra poco accenderà il computer. Come si comporterà tale apparecchio?
  1. Esploderà
  2. Appena Spetty aprirà le mail il computer si bloccherà rifiutandosi di procedere
  3. Contro ogni logica il computer inizierà a piangere
  4. Fatal error fatal error fatal error
  5. Sulla schermata iniziale apparirà questa scritta: BENTORNATA SPETTY. UN CONSIGLIO: SCAPPA!

venerdì 1 novembre 2019

Sbibulinate halloweenesche

“Mamma? Io i dolcetti di Halloween me li porto dietro per tutta la casa perché danno allegrezza”