Ieri sera è stata
una di quelle sere che ti rimangono nel cuore a vita. Sfinita da una
giornata emotivamente e fisicamente impegnativa, in solitaria visto
che Mr D. aveva la sua serata settimanale di calcetto, mi sono
ritrovata a mettere a letto le pupottole. Dopo due storie incentrate
su una mamma stanca che a un certo punto va a letto e dorme per 13
giorni di fila, mi sono ritrovata a coccolare le mie due stelle.
Ultimamente, visto che stanno crescendo, hanno sempre meno bisogno di
questi momenti e sempre più bisogno di autonomia e spazi propri. Ma
ieri sera me le sono godute appieno.
Mi son sdraiata di
fianco a Sbibulina e le ho accarezzato i capelli fino a che il suo
respiro non si è fatto pesante e regolare. E mentre la coccolavo, la
guardavo addormentarsi, con il suo piccolo volto straordinariamente
perfetto, il suo nasino minutamente dolce, la sua manina stretta
nella mia. Avevo il cuore diviso fra pura gioia e immenso amore.
Poi mi sono
spostata da Primogenita: lei, né grande né piccola, mi stringeva in
un abbraccio pieno di amore. Fissavo il suo viso straordinariamente
simile al mio, le sopracciglia, il taglio degli occhi, la bocca. E
mentre le lisciavo il volto, mi accorgevo di quanto il tempo passi
così in fretta da neanche rendersene conto. Lei è così speciale,
ti avvolge sempre col suo amore totalizzante e incondizionato
facendoti sentire la persona più speciale e amata del mondo. E' lei
l'artefice della mia meravigliosa vita, senza di lei quasi
sicuramente non avrei tutto quello che ho adesso, lei che ci è
piombata quando meno ce lo aspettavamo come un dono assurdo venuto
dal destino.
Non esiste amore
più grande di quello che una madre prova per i suoi figli. Non
esiste.