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venerdì 4 giugno 2010

Il 6 Giugno è la festa della Biodiversità

In questi giorni in America esce nelle sale cinematografiche il documentario, vincitore di un oscar, intitolato: “The cove”. Il regista Louie Psihoyos per svelare un terribile segreto, ha usato telecamere nascoste tra le rocce di una baia, sulle coste di Taiji, città a sud di Osaka.In questo luogo i giapponesi con delle reti trappole, catturano i delfini e dopo una mattanza che colora il mare di rosso, gli animali sono selezionati per l’alimentazione e quelli più maestosi sono relegati in gabbie, destinati a popolare i delfinari e gli acquari di tutto il mondo. Queste stupende creature marine, che amo e mi affascinano, sempre più spesso si tolgono la vita, spiaccicandosi sui bordi delle piscine ed ingoiando volontariamente pezzi di mattonelle, per liberarsi dalla schiavitù umana. Il famoso “Flipper” protagonista di numerosi film, ha fatto questa terribile fine. Mi associo all’appello del regista di questo documentario che esorta i genitori a non portare i bambini nei delfinari e negli acquari perché sono luoghi di tanta sofferenza.
L’amicizia e la simpatia tra l’uomo e il delfino è celebrata fin dai tempi antichi e se veramente li amiamo, dobbiamo lasciarli liberi di volteggiare nel mare. 

lunedì 19 gennaio 2009

Nuvole

nuvole da te.
 In perenne conflitto con il mio tempo,non desidero più nulla di materiale.


"Amo le nuvole... Le nuvole che passano...laggiù... Le meravigliose nuvole. (Baudelaire)


Solo esse sono il simbolo della Libertà.
Anch'io mi sento un pò nuvola:

Morbida,delicata,vagabonda ma sempre pronta a scatenarmi e divetar tempesta.

giovedì 3 luglio 2008

Acqua San Giorgio

 
 Gli Italiani sono tra i maggiori consumatori d’acqua confezionata e questo comportamento non aiuta la tutela dell’ambiente.
In questi giorni (finalmente) il Comune di Genova ha avviato una campagna pubblicitaria, per valorizzare l’ottima qualità dell’acqua che arriva nelle case dei genovesi, proveniente da dighe situate in valli incontaminate dell’entroterra ligure.
“L’oro bianco” oltre ad avere un ottimo sapore, è particolarmente sicuro perché è sottoposto ad accurati e continui controlli.
              Le prove di laboratorio,  hanno dimostrato una qualità superiore rispetto all’acqua imbottigliata e tanto pubblicizzata. Da genovese “doc” non sottovaluto anche l’aspetto economico, €  0,001 (rubinetto) al litro contro € 0,30 della bottiglia confezionata.
 Sono fiera di consumare da sempre l’acqua del “brunzin” perché in questo modo contribuisco a diminuire l’inquinamento, evito la produzione di rifiuti tossici ed inutili consumi energetici, dovuti ai trasporti

lunedì 10 marzo 2008

TERMINETOR



Il 26/02/08 sull’isola di Spitsbergen, nell’arcipelago delle Svalbarg (Norvegia), si è inaugurato un gigantesco bunker, situato nel cuore di una montagna, in cui saranno conservati 4,5 milioni di semi originali, d’ogni varietà di piante alimentari.
Ufficialmente l’enorme caveau è nato per proteggere l’eredità genetica dell’agricoltura mondiale da eventuali catastrofi.
I finanziatori di questa “arca”, guarda caso, sono la fondazione Rockefeller, la Monsanto, la Syngenta e la Dupon di Bill Gates, tutte aziende interessate al geneticamente modificato.
Con gran maestria questi “personaggi” negli anni 70’ sono riusciti a spacciare le loro ricerche genetiche per fini umanitari, ma ben presto si è capito che il loro vero scopo era il guadagno. Il risultato di queste manipolazioni genetiche è la nascita di semi ibridi (sterili) denominati: terminetor.
In futuro i contadini anziché usare parte del vecchio raccolto per la nuova semina, saranno obbligati ad acquistare le sementi da le sopra citate multinazionali senza scrupoli.
Era logico che questi capitalisti.  non  avvezzi ad investire i loro soldini in utopie umanitarie. avessero dei fini oscuri
Il loro vero scopo è il seguente:
chi controllerà il cibo, controllerà il mondo

domenica 2 marzo 2008

emozioni






Ogni anno attendo con trepidazione il mese di Marzo,
per riascoltare il canto del mio amico usignolo.
Questa notte, è arrivato,
l’ ho percepito nel dormiveglia, grazie al mio sonno leggero.
Il mio minuscolo amico, si è annunciato con la consueta
cascata di note.
Ho spalancato la finestra, l’aria fresca, la luna
e la potenza prorompente del suo canto, mi hanno fatto
“accapponare” la pelle.
Come KEATS, nella sua stupenda ode, ed altri poeti prima
di lui, mi sono lasciata cullare dalla melodia delle note,
che hanno il potere di emozionarmi e di risollevare
il mio spirito stanco ed afflitto.
Le variazioni sonore, i fugaci gorgheggi, mi hanno trasmesso
una gioia (PANICA) e un intenso desiderio
d’immergermi con lui, nella notte oscura.
Non so, se il tenero uccellino sia lo stesso dell’anno scorso, ma
mi piace pensare, che sia immortale e ritorni ogni anno;
solo per me.

martedì 27 novembre 2007

A volte basta un soffio

Foto Scattata da MissMelettahttp://www.lestagionidimissmeletta.blogspot.com/
L’uso indiscriminato dei diserbanti e degli antiparassitari, ha avuto sulla natura effetti disastrosi, perché oltre ad eliminare le piante infestanti e gli insetti nocivi, uccide indistintamente anche gli organismi utili.
 Nel 1960 la biologa e zoologa, Rachel Carson, scrisse un libro intitolato ”Primavera silenziosa”, nel quale denunciava che se avessimo continuato ad usare questi agenti chimici, in futuro sarebbero scomparsi gli uccelli e gli insetti impollinatori come: api, farfalle e coleotteri, con il risultato della diminuzione di numerose specie vegetali.
Le previsioni di questa studiosa purtroppo si stanno avverando. Ho letto e constatato che ad esempio, il tarassaco, (detto anche barba di Gesù,) pianta commestibile, con proprietà diuretiche e depurative, sta scomparendo dai nostri prati.
Da bambina ero solita esprimere dei desideri, soffiando sulla bianca bambagia della pianta. Se con un unico soffio riuscivo a far volare tutti gli “acheni” con i loro “pappi”, il mio desiderio si sarebbe sicuramente avverato.
Inconsciamente con questo comportamento per anni, insieme al vento e agli insetti ho aiutato questa pianta a diffondersi.
Oggi ai bambini non si tramandano più questi semplici comportamenti, che oltre ad avvicinarli alla natura, potrebbero contribuire alla diffusione del verde e all’armonia dell’ambiente.
I ragazzi invece di trascorrere le domeniche chiusi nei centri commerciali, dovrebbero essere condotti dai loro genitori nei boschi e sui prati. Potrebbe essere un’occasione per farli sentire parte di quell’armonia  e per capire quanto la generosa natura abbia bisogno del loro amore per continuare a vivere.

martedì 20 novembre 2007

ADDIO DORATA POLENTA


 

In base ai recenti studi dell’O.C.S.E. e della F.A.O. la produzione di biocarburanti, nei prossimi anni farà lievitare i prezzi dei prodotti alimentari: in particolare i cereali costeranno il 50% in più.
L’O.N.U. ha denunciato per tanto che la corsa degli agricoltori, incentivati a cambiare le loro culture per produrre ecobenzina, aumenterà la miseria. Da quando in America è iniziato questo processo, si registra, dati alla mano, una forte impennata dei prezzi agricoli.
Aree sempre più vaste di terreni fertili, saranno destinate alla produzione del mais, ritenuto il miglior cereale per la produzione del biocarburante, sottraendole alla normale produzione alimentare.
Il mais è la parte basilare di tutti i mangimi per animali, per tanto si prevedono aumenti del 30% per il pollo, del 20% per il latte e del 40 % per il burro.
Attualmente negli U.S.A il prezzo del granoturco è raddoppiato. Tutti i produttori di soia, cotone, barbabietola e altri prodotti agricoli, stanno abbandonando queste produzioni per ottenere gli incentivi istituiti dall’amministrazione Bush.. In alcuni stati americani,attualmente oltre la metà della produzione del granoturco è utilizzata per produrre biocarburante.
Lo stesso comportamento è attuato in Brasile, per la canna da zucchero con l’inevitabile raddoppio del prezzo del dolcificante.
Il mercato è il mercato: queste le leggi ferree del capitalismo!
Lester Braun ha affermato in una recente intervista che il mais necessario per ottenere un pieno di bioetanolo per far muovere un Suv, equivale al fabbisogno alimentare di un uomo per un anno.
Un miliardo d’auto presenti sul nostro pianeta, porteranno via il pane dalla bocca a miliardi di persone, che già sopravvivono in stato di denutrizione..
L’industria automobilistica è intoccabile, troppi interessi in gioco e nessuna voglia di rinunciare a qualche privilegio.
Intanto l’imbecillità umana è arrivata all’apice con questo paradosso:
NUTRIAMO LE AUTOMOBILI ED AFFAMIAMO GLI UOMINI

sabato 10 novembre 2007

Come è bello andar sulla carrozzella

Mario Tozzi, geologo e ricercatore del CNR di Roma, in questi giorni è promotore del Car-Sharing.
Servizio che permette di utilizzare un’automobile su prenotazione, prelevandola e riportandola in un parcheggio vicino al proprio domicilio. Si paga in ragione dell’utilizzo fatto. “Io guido Car-Charing e ho l’auto che mi serve solo quando mi serve. La soluzione leggera per l’ambiente e per le nostre tasche.”

Sabato scorso, durante una cena tra amici, con tono entusiastico cercavo di spiegare l’utilità della condivisione automobilistica, purtroppo mi hanno immediatamente messo in minoranza. Attraverso il loro comportamento, ho toccato con mano la ritrosia e la poca volontà degli italiani ad impegnarsi per ridurre l’inquinamento. I dati parlano chiaro: le auto sono troppe e intasano le poche strade urbane. I parcheggi sono tutti a pagamento e l’aria che respiriamo è diventata puro veleno.
Per raggiungere alcune località periferiche, il tempo medio di percorrenza è ritornato ad essere quello che impiegavano le carrozze a cavallo.
Tutto questo è un paradosso, ma la maggioranza degli italiani, nonostante l’aumento del greggio (€ 100 al barile) e la prospettiva della fine di questa risorsa,non riesce a far a meno dell’auto e ne acquista( gli spot pubblicitari martellano tutto il giorno) sempre di più potenti (2500cc), e voluminose (Suv).
La civiltà che ha ruotato intorno all’auto, si sta dimostrando un’inciviltà perché noi siamo considerati solo come possibili clienti e consumatori. Per risolvere questa grave situazione è indispensabile mettere l’ambiente al centro del dibattito politico.Siamo ancora in tempo ad invertire la rotta ma occorre che ognuno di noi prenda coscienza e cambi tipo di vita, altrimenti qualsiasi legge sarà vana.

lunedì 5 novembre 2007

"BELIN!"

Il dialetto genovese è caratterizzato da una simpatica cantilena e da una parola con molti sinonimi, che viene usata come esclamazione o intercalare e si lega bene al carattere essenziale dei liguri: scettici, concreti, per nulla portati alla retorica, arguti e scabri.
“Belin è così universalmente noto ed usato, che vale la pena di curiosare sulla sua etimologia.
Pochi sanno, che Beleno è il nome di un paesino alla spalle di Genova, tra Manesseno e Sant’Olcese (si produce un ottimo salame), in cui sorgono i ruderi di un’antica edicola, eretta in onore di San Michele. Nella dedica, cancellata dal tempo, s’intravedono le parole….Deo Apollini Baleno….
Il nome Beleno deriva dal termine Belano, che in celtico significa”Sole Brillante” ed era il Dio dei Liguri, della fecondità e della procreazione.Era raffigurato da una testa di giovane, circondata da capelli raggianti.Questa scultura spesso si trova scolpita nelle chiese romaniche, sorte di solito su vestigia di templi pagani.
Nel paganesimo. il brillante Beleno, non era altro che il luminoso Apollo. Entrambi si trasformeranno nel tempo in San Michele, l’arcangelo della luce.
I druidi, sacerdoti dei celti, resero sacra la quercia per due motivi.
Con i suoi frutti(balanofagi) producevano la farina per preparare il pane e la ghianda, osservata attentamente, ricorda il membro maschile.
Il dio Beleno è ancora presente tra i genovesi e le sue tracce si ritrovano nelle tipiche esclamazioni: belin! belandi, belinata, beliscimo.

domenica 14 ottobre 2007

La pineta

Desidero unirmi a quei blogger, che oggi 15 ottobre scriveranno un post per focalizzare l’attenzione sull’ambiente, con lo scopo di costruire un futuro migliore.
Il rispetto del nostro pianeta è un’emergenza e dovrebbe apparire come priorità nei programmi di tutti i governi del mondo.
Per contribuire alla salvezza della Terra bisogna ridurre i consumi d’energia proveniente dalle fonti fossili (petrolio, gas, carbone) a favore di quelle solari ed eoliche, se vogliamo consegnare alle generazioni future un pianeta vivibile.
C’è molto da fare ma qualche volta basterebbe rispolverare semplici ed efficaci comportamenti delle generazioni precedenti e come asseriva Calvino:
Arruolerò un esercito negli alberi,
e ricondurrò alla ragione la terra e i suoi abitanti (Barone Rampante).
Quando non esisteva il partito dei Verdi e Pecoraro Scanio non era ancora nato, la mia generazione negli anni 50-60 era solita partecipare alla festa degli alberi.
Tutti gli scolari piantavano alberelli sulle colline o nei prati della propria città. Lo scopo era di stimolare il rispetto e l’amore nei confronti del verde, un bene prezioso che ogni uomo deve proteggere e salvaguardare.
Le uniche pinete esistenti a Genova, sono il frutto dell’impegno di tanti ragazzi che stimolati dalla scuola e sensibilizzati dalla Guardia Forestale hanno costruito un vero patrimonio.(vedi foto)
 Gli alberi ci donano i loro colori, frutti, forme e profumi, il fruscio del vento tra le foglie, il canto degli uccelli da loro ospitati. Ci rendono manifesto il mutare delle stagioni, purificano l’aria e influenzano il micro clima, facendo arretrare i deserti. Pochi alberi e qualche panchina, favoriscono l’aggregazione sociale.
Sin da piccola ero solita abbracciare gli alberi per trarne energia e inchinarmi davanti ad essi in segno di gratitudine, ignara che la scienza moderna avrebbe scoperto i benefici psico-fisici che essi producono sull’uomo.

giovedì 31 maggio 2007

LE FORMICHE ROSSE E NERE

Le formiche, ebbero origine nell’era dei dinosauri (100 milioni d’anni fa). Il successo evolutivo di questi insetti (alcune decine di migliaia di specie) è dovuto alla loro esistenza coloniale, molto organizzata.Ogni esemplare è pronto senza indugio a sacrificare la propria vita per la difesa del formicaio. Alcune di esse sono dotate di due enormi ghiandole piene di secrezioni tossiche, che durante le lotte con i nemici, attivano contraendo i muscoli addominali, con il risultato di farsi letteralmente esplodere (Kamikaze).
Le formiche sono molto di più di una società, sono un organismo unico, un’unità d’intenti. In questa circostanza, il socialismo funziona, eccome, evidentemente il pensiero di Karl Marx ha sbagliato specie!
Sarebbe meraviglioso se gli uomini si fossero fermati e avessero organizzato una società con delle caratteristiche simili a quella di questi insetti, che raggiunta la perfezione, sembra abbiano smesso di evolversi. Forse ha ragione l’ecologo americano John Zerzan, quando afferma che con la rivoluzione neolitica, (l’emergere della produzione del cibo, dell’agricoltura e dell’allevamento) l’umanità ha iniziato ad autodistruggersi e all’originaria unione e comprensione del mondo ha sostituito l’imperativo dello sfruttamento e dell’accumulazione dei beni. L’età dell’oro ci vedeva cacciatori e raccoglitori, organizzati in un’etica egualitaria, anarco- primitivista, ancora oggi presente in alcuni popoli che occupano zone economicamente non interessanti, come gli Aborigeni e gli Inuit ecc… Là dove inizia la civilta’ finisce la comunita’.
 Purtroppo l’evoluzione umana, (come per l’accensione di un razzo supplementare) ha accelerato ed e’ andata oltre, con conseguenze disastrose, sino ad alterare e distruggere tutto l’ecosistema e a modificare il clima.
Se l’umanità scomparisse, le altre forme di vita riprenderebbero a prosperare e ad espandersi.
Se invece scomparissero le formiche, la terra, senza i servizi forniti da questi insetti diventerebbe arida. 
Come hanno teorizzato due insigni studiosi Bert Holldobler (mirmecologo) e Edward O.Wilson (fondatore della sociobiologia) le formiche sono, in termini di capacita’, di sopravvivenza e genialita’ di soluzioni organizzative, gli esseri piu’riusciti del pianeta.

venerdì 13 aprile 2007

le Meduse Aurelia Aurita

Le meduse mi hanno sempre affascinato per la loro trasparenza e misteriosa struttura, che le permette di galleggiare e fluttuare con grazia e fascino in balia delle correnti marine.Sembrano minuscole navicelle spaziali perse nel nulla. In primavera, (come le rondini) arrivano nel mar Mediterraneo, rispettando cicli inspiegabili. Recentemente la famosa biologa marina Jacqueline Goi, docente all’istituto oceanografico di Parigi, ha scoperto che sul corpo di questi celenterati sono presenti migliaia di microscopici occhi (Argo). Questa fotografia è stata scattata all’acquario di Genova senza usare il flash, illuminata solo da una lama di luce azzurra che taglia la penombra; il risultato mi sembra soddisfacente! Le meduse fotografate sono le AURELIA AURITA, i tentacoli sono muniti di cellule urticanti ma le loro tossine non sono fastidiose per l’uomo.Osservare queste straordinarie creature, che sono fra gli organismi piu belli e antichi della terra, (600 milioni d’anni) mi riempie d’ammirazione e di gratitudine nei confronti della Natura.
Foto scattata dal Consorte di Giò. Diritti riservati

martedì 10 aprile 2007

Violette

Quando Josephine Beauharnais incontrò per la prima volta Napoleone gli donò un mazzolino di viole mammole che adornavano il suo vestito. L’imperatrice adorava questi fiori, tant’è vero che ne riempì i suoi giardini e li volle ricamati sull’abito da sposa.Circondato da così tante viole, Napoleone le adottò anche per l’amante,Maria Walewska, alla quale scriveva nell’aprile del 1807: ” Maria, mia dolce, accetta questo mazzolino di violette e possa diventare un misterioso legame fra noi, un vincolo segreto in mezzo alla folla che ci circonda. Esposti agli sguardi altrui potremo così capirci: quando porrò la mano sul cuore saprai che esso è ricolmo di te e per rispondere tu premerai al seno i tuoi fiori. Amami, mia dolce Maria, e che la tua mano non si stacchi mai da queste violette”.
Alla partenza per l’esilio dell’Elba, Napoleone era ormai talmente dominato dal pensiero di questi fiori che promise di tornare a Parigi”alla stagione delle viole”. I bonapartisti ne fecero il loro fiore contrapponendolo ai gigli dei Borboni.
Quante cose..... che amo sono racchiuse in queste poche righe!