Questa settimana sono usciti parecchi film validi al cinema e senza dubbio uno di questi è Genius, diretto dal regista Michael Grandage e tratto dalla biografia Max Perkins: Editor of Genius di A. Scott Berg.
Trama: Max Perkins, editore presso la famosissima casa Charles Scribner's Sons, si ritrova tra le mani il lunghissimo romanzo d'esordio di Thomas Wolfe, scrittore spiantato al quale decide di dare una possibilità, consacrandolo così a genio della letteratura americana.
Data la mia atavica ignoranza in campo letterario, ammetto candidamente di non avere mai sentito parlare di Thomas Wolfe, neppure negli anni passati all'università (a dire il vero il corso di letteratura americana l'ho abbandonato dopo una sola lezione, tanto poco mi interessava l'argomento), quindi il film Genius è stato per me una sorpresa totale. In tutta onestà, dopo averlo visto la voglia di recuperare eventuali opere di Wolfe mi è passata in toto: logorroico, autobiografico, con uno stile pesantemente contaminato da afflati poetici, credo mi addormenterei alla terza pagina dei due romanzi nominati nel film (Angelo, guarda il passato e Il fiume e il tempo), a differenza di quanto accaduto all'epoca all'editore Max Perkins il quale, ritrovatosi tra le mani il lunghissimo manoscritto che sarebbe diventato Angelo, guarda il passato, ha deciso invece di dare una chance a Wolfe, aiutandolo a rendere la sua opera il più possibile scorrevole e fruibile per il pubblico. La pellicola di Michael Grandage pone quindi sotto i riflettori non tanto lo scrittore o il processo creativo, come spesso accade in altri film, bensì la figura dell'editore e del lavoro di lima e cesello che sta dietro ad ogni opera scritta, offrendo allo spettatore non solo la storia di un'amicizia travagliata e lo scontro di due personalità apparentemente agli antipodi ma anche uno sguardo su una parte di realtà editoriale spesso messa in secondo piano. Superficialmente, molti penserebbero che il lavoro di un editore sia assimilabile a quello del correttore di bozze, più focalizzato sulla forma, la sintassi e la grammatica, invece in Genius vediamo come un editore con le palle intervenga anche sulla struttura stessa dei romanzi che gli vengono sottoposti, eliminando eventuali lungaggini, assicurandosi che l'autore abbia chiara la direzione da far intraprendere alla sua opera e diventando di fatto una sorta di co-autore. Nel caso di Perkins e Wolfe, vediamo come il lavoro del primo sia sempre stato percepito come una sorta di "ingerenza" da parte del secondo, il cui ego smisurato lo portava a scrivere fiumi di parole da lui stesso ritenute, immancabilmente, fondamentali per esprimere a fondo i propri pensieri; allo stesso tempo, davanti ad un lavoro di revisione e scrematura durato due anni, a costo di pesanti perdite personali subite da entrambi, è legittimo chiedersi se un romanzo come Il fiume e il tempo non abbia ottenuto il successo che ha consacrato Wolfe a genio della letteratura americana anche e soprattutto per merito dell'abilità di Max Perkins. Genius non da una risposta chiara a questo quesito ma di sicuro porta a riflettere, inoltre gioca interamente sul parallelo tra il rapporto lavorativo instauratosi tra Perkins e Wolfe e quello assai simile tra un padre e un figlio, con Perkins che cerca non solo di migliorare l'opera dello scrittore ma anche di instradare la debordante personalità del suo protetto, fondamentalmente un individuo ingrato ed egoista dotato del dono della scrittura facile.
Attorno a queste due figure ruotano altri rappresentanti della scena culturale americana ai tempi della depressione, quali un F. Scott Fitzgerald in piena crisi creativa e un Hemingway in cerca di emozioni forti, e ovviamente le presenze femminili fondamentali (in positivo o in negativo) all'interno della vita dei due protagonisti. Tra tutte spicca una ritrovata Nicole Kidman nei panni di Aline Bernstein, "musa" iniziale di Wolfe, che per lui ha abbandonato marito e figli ritrovandosi con un pugno di mosche quando il giovane scrittore ha deciso di consacrarsi interamente al lavoro; nonostante sia un personaggio assai teatrale, la Kidman riesce a tratteggiarlo con la dose di umanità necessaria affinché il pubblico arrivi ad empatizzare con i gesti della donna, anche quando essi sfiorano il limite dell'autolesionismo. Allo stesso modo, Colin Firth e Jude Law sono favolosi e perfettamente complementari. Il primo indossa i panni a lui più congeniali, quelli dell'americano "all'inglese" apparentemente privo di emozioni che non siano quelle legate alla professione svolta, ed è bello vederlo aprirsi a poco a poco sia con Wolfe che con la chiassosa famiglia composta esclusivamente da donne (per non parlare poi del finale commoventissimo); il secondo è una roboante fucina di parole a propulsione eterna, il cui volto viene costantemente animato dalla miriade di violente emozioni provate dal personaggio durante tutte le fasi della sua breve carriera da scrittore ed è in grado di provocare sia nello spettatore sentimenti ambivalenti di ammirazione e odio. Tra i due non saprei dire chi ho preferito, anche perché, come ho detto, i caratteri contrastanti di entrambi i personaggi si completano a vicenda e i duetti tra loro sono a tratti emozionanti quanto quelli tra Salieri e Mozart sul finale di Amadeus, soprattutto quando il montaggio (curatissimo, come la regia, la fotografia e la generale ricostruzione storica) offre allo spettatore uno scorcio di "processo creativo" durante il quale si alternano animate discussioni, implacabili segni di matita rossa e un paragrafo che viene a poco a poco spogliato da tutti i suoi inutili orpelli. Diciamo, molto banalmente, che i fan dei due attori avranno molto di cui godere, soprattutto guardando il film in lingua originale... e, potrei sbagliarmi, ma sento odore di candidature all'Oscar. A prescindere, Genius è un film che consiglio a tutti quelli che amano non solo il buon cinema attoriale ma anche le pellicole di stampo biografico, soprattutto quelle che si focalizzano su eventi non proprio universalmente conosciuti, e ovviamente i libri. Sia mai che capiti di guardare il romanzo che abbiamo tra le mani con occhi diversi!
Di Colin Firth (Max Perkins), Jude Law (Thomas Wolfe), Nicole Kidman (Aline Bernstein), Laura Linney (Louise Perkins), Guy Pearce (F. Scott Fitzgerald) e Dominic West (Ernest Hemingway) ho già parlato ai rispettivi link.
Michael Grandage è il regista della pellicola, al suo debutto dietro la macchina da presa. Inglese, ha lavorato come attore e produttore e ha 54 anni.
Se Genius vi fosse piaciuto recuperate L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo. ENJOY!
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mercoledì 16 novembre 2016
giovedì 10 novembre 2016
(Gio) WE, bolla! del 10/11/2016
Buon giovedì a tutti! Come avrete notato, il Bollalmanacco è l'unico blog "in differita". Ovvero, mentre tutti riescono più o meno a parlare dei film in uscita la settimana in cui approdano nelle sale, io arrivo sempre con un ritardo di almeno sette giorni, se non addirittura mesi. Il motivo è presto detto, oltre alla mia atavica mancanza di tempo/connessione/ecc.: a Savona i film (soprattutto quelli vagamente interessanti) SE arrivano lo fanno con tre settimane di ritardo, come Ouija - L'origine del male, oppure non escono proprio, come gli interessanti A spasso con Bob, Morgan e Knight of Cups. Si può campare così? No, non si può ma ENJOY! lo stesso.
Che vuoi che sia
Reazione a caldo: Sembra carino
Bolla, rifletti!: Questo film profuma di Smetto quando voglio e non solo per la presenza di Edoardo Leo, anche regista, al quale mi sento di dare fiducia. Ho un bigliettino a metà prezzo per venerdì prossimo quindi chi sa...
Masterminds - I geni della truffa
Reazione a caldo: Mhhh...
Bolla, rifletti!: Altro possibile candidato per quel famoso biglietto. Il regista è quello di Napoleon Dynamite e gli attori coinvolti non mi dispiacciono, sicuramente sarà un film molto divertente.
Genius
Che vuoi che sia
Reazione a caldo: Sembra carino
Bolla, rifletti!: Questo film profuma di Smetto quando voglio e non solo per la presenza di Edoardo Leo, anche regista, al quale mi sento di dare fiducia. Ho un bigliettino a metà prezzo per venerdì prossimo quindi chi sa...
Masterminds - I geni della truffa
Reazione a caldo: Mhhh...
Bolla, rifletti!: Altro possibile candidato per quel famoso biglietto. Il regista è quello di Napoleon Dynamite e gli attori coinvolti non mi dispiacciono, sicuramente sarà un film molto divertente.
Genius
Reazione a caldo: Sembra bello!
Bolla, rifletti!: Il duetto tra Colin Firth e Jude Law non me lo voglio perdere assolutamente, inoltre i film biografici basati sul mondo della scrittura, del cinema o della musica mi piacciono sempre. Quindi Genius diventa automaticamente il primo film da vedere questa settimana!
Fai bei sogni
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: Il nome Bellocchio mi fa già paura, più di un horror, e mi evoca sensazioni di pesantezza e poca voglia di vivere. Non ho mai letto il romanzo dal quale il film è tratto, però il trailer sembra carino quindi vige l'indecisione. Userò probabilmente qualcuno degli altri blogger come cavia, non c'è altra scelta.
Ouija - L'origine del male
Reazione a caldo: No ma tranquilli, datelo pure a Natale!!
Bolla, rifletti!: Con un ritardo di tre settimane arriva anche a Savona l'ultimo film dell'instancabile Mike Flanagan. Non è il capolavoro che ci saremmo aspettati ma pare un horror dignitoso, quindi andrò sicuramente a vederlo col mio compagno di visioni "oscure".
Al cinema d'élite si canta!
Sing Street
Reazione a caldo: Sembra TANTO carino!
Bolla, rifletti!: Racconto di formazione irlandese a base di musica anni '80? Sì, assolutamente sì, sì e ancora sì, grazie!!! Magari in lingua originale...
Bolla, rifletti!: Il duetto tra Colin Firth e Jude Law non me lo voglio perdere assolutamente, inoltre i film biografici basati sul mondo della scrittura, del cinema o della musica mi piacciono sempre. Quindi Genius diventa automaticamente il primo film da vedere questa settimana!
Fai bei sogni
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: Il nome Bellocchio mi fa già paura, più di un horror, e mi evoca sensazioni di pesantezza e poca voglia di vivere. Non ho mai letto il romanzo dal quale il film è tratto, però il trailer sembra carino quindi vige l'indecisione. Userò probabilmente qualcuno degli altri blogger come cavia, non c'è altra scelta.
Ouija - L'origine del male
Reazione a caldo: No ma tranquilli, datelo pure a Natale!!
Bolla, rifletti!: Con un ritardo di tre settimane arriva anche a Savona l'ultimo film dell'instancabile Mike Flanagan. Non è il capolavoro che ci saremmo aspettati ma pare un horror dignitoso, quindi andrò sicuramente a vederlo col mio compagno di visioni "oscure".
Al cinema d'élite si canta!
Sing Street
Reazione a caldo: Sembra TANTO carino!
Bolla, rifletti!: Racconto di formazione irlandese a base di musica anni '80? Sì, assolutamente sì, sì e ancora sì, grazie!!! Magari in lingua originale...
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