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Vacanze, non vacanze
Posted by Lisa in FIL (felicità interna lorda), lavorare per vivere, non solo turismo, vivere nel lusso on July 27, 2011
E’ cominciata il 10 luglio la nostra estate itinerante, lavorativa e vacanziera insieme. Proprio in questi giorni mi chiedevo se in un certo senso, grazie alle nuove tecnologie e alle nostre scelte lavorative, non sia anche questo una ricerca di una qualità della vita più vicina al nostro ideale e non solo un’esigenza organizzativa o una possibilità da sfruttare, specie con figli.
Siamo liberi professionisti, piccolo avvocato e piccola imprenditrice, e il nostro ufficio è facilmente trasportabile. Due portatili, chiavetta internet, una piccola stampante. E poi i soci e colleghi disposti a fare qualche favore in periodo estivo, da compensare con reciproci aiuti invernali e bottiglie di cannonau. Qualche piccola inevitabile trasferta ma non allontanandosi dall’Italia non è un gran peso.
Decisamente diverso dal modello della moglie con i figli in villeggiatura (e le mamme che lo fanno mi hanno confessato che non sempre è del tutto riposante, specie se i bimbi sono ancora piccoli) e il marito che fa avanti indietro nei week-end, in un certo senso lo richiama nelle intenzioni. L’idea è di permettere a bimbi e famiglia di spostarsi in posti climaticamente più piacevoli, di ritrovare parenti e amicizie, pur continuando a lavorare. Se vivessi in Sardegna, dove sono nata, probabilmente non ci sarebbe ragione di spostarsi ma vivendo a Bologna figli, parenti lontani e caldo afoso richiedono nuovi lidi. Sono ferie assai diluite ma rispondere alle telefonate di lavoro passeggiando sul bagnasciuga non è poi così sgradevole. L’alternativa sarebbe mandare i bimbi a campi estivi o prolungamento del nido a Luglio e scegliersi per Agosto un bel posto per passare 20 giorni solo noi quattro e vedere nonni e zii per un paio di weekend in trasferta.
Devo premettere che siamo fortunati. Siamo stati per un paio di settimane nella grande casa dei genitori del Partenopeo a Napoli, e le cene sul terrazzo con vista e il clima decisamente migliore di quello di Bologna portano già ad uno stacco mentale, senza contare che la presenza di nonni, zii e cuginetti è una festa per i bimbi. Lunedì siamo arrivati in Sardegna. A fine Agosto una capatina in Sicilia a trovare dei cari amici e poi si torna a casa. Ne convengo, ci poteva andare decisamente peggio: buon cibo, contatto umano, bei paesaggi, mare, il sud dell’Italia. In più ho dalla mia parte il vantaggio che il mio lavoro mi piace e quell’angolo del giorno dedicato a far macinare il cervello è comunque stimolante.
Ci vuole però un discreto sforzo organizzativo e anche fisico, perché non ci si può tuffare in pieno in un meritato riposo. In un clima di ricerca delle pari opportunità, a volte ci si deve alternare nel portare al mare i figli, lavorare quando riposano, spesso anche il sabato e la domenica o la sera tardi, studiare e compilare schemi in spiaggia, tenere il cellulare sempre acceso e non staccare praticamente mai. Ha i suoi svantaggi, in pratica si tratta di due mesi di vacanza ma, guardandola da un altro punto di vista, non si è mai in vacanza piena. Conosco altre famiglie, in cui i genitori lavorano in proprio, che si organizzano così: ci si alterna, si cerca di tenere in equilibrio famiglia lavoro e contatto umano, non sempre è facile, ma è il solo modo di portare i figli in un ambiente vacanziero per un periodo prolungato. Di sicuro ora è fattibile: con internet, skype, cellulari non c’è davvero bisogno di rimanere in città per una vasta gamma di mestieri; inoltre cambiare ambiente aiuta anche a mettersi in gioco in modo più rilassato e fresco e a rinnovare le idee. Chissà, su larga scala potrebbe essere un modo per rivedere anche il lavoro estivo nelle aziende, evitare la congestione delle autostrade nei fine settimana e le vacanze frenetiche perché troppo concentrate.
Io intanto sperimento questa formula, nonostante il fascino di una vacanza di purissimo relax, anche se limitata nel tempo, continui a tentarmi. Ma per ora si recupera con la passeggiata sul lungomare, la promessa d’amore al limone, il lungo bagno in mare prima di rimettersi a sviluppare, o la pizza di Starita e le urla sfrenate dei bimbi che giocano a rincorrersi.
