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mercoledì 21 giugno 2017

Recensione "Il nido" Kenneth Oppel

10 commenti
Buongiorno lettori, come state? Vi chiedo scusa per l'assenza, ma sono stata molto presa dalle letture per Mare di libri e, dato che sia sabato che domenica sono stata tutto il giorno a Rimini per il festival, non ho praticamente avuto tempo da dedicare al blog.
In attesa di trovare un momento per scrivere un resoconto della mia esperienza di quest'anno da condividere con voi, oggi vi faccio compagnia con la mia recensione per un altro dei libri protagonisti del festival: Il nido di Kenneth Oppel.



Il nido
Kenneth Oppel
Editore Rizzoli ● Pagine 252
Cartonato 16,00 € ● Brossura N/D ● Ebook N/D

Trama: E poi, Steve, che a dodici anni si trascina dall'infanzia paure ancestrali, di angeli sente di averne un gran bisogno: il piccolo, il fratellino appena nato, ha qualcosa che non va, e il terrore del peggio sta logorando in fretta tutta la famiglia. E così, quando strane creature luminose iniziano a visitare i suoi sogni, spiegandogli di essere venute per aiutare il piccolo, Steve fa quello che faremmo tutti: accetta la loro proposta. Ma le creature non sono affatto angeli, e quando Steve lo scopre, il confine tra gli incubi e la realtà non è così impenetrabile come gli adulti intorno a lui sostengono. E lui è l'unico che può fare qualcosa.


Recensione
Steve ha dodici anni ed è un bambino intelligente e curioso, un po' solitario. Da poco nella sua famiglia è arrivata una novità: un nuovo fratellino. Purtroppo però, le cose non sono andate come i suoi genitori, dopo aver avuto due bambini sani e belli, si sarebbero aspettati. Il piccolo infatti, è molto malato, di una patologia che con tutta probabilità non se ne andrà mai.
Steve ha le idee parecchio confuse a riguardo e si sente molto combattuto nei confronti del nuovo membro della famiglia. I suoi genitori, di cui mai prima d'allora era stato in grado di cogliere le fragilità, sono profondamente infelici e la cosa lo turba a tal punto che per lui affezionarsi al piccolo risulta difficile.

lunedì 5 giugno 2017

Recensione "Niente" Janne Teller

9 commenti
Buongiorno lettori e buon inizio settimana, come state? Io mi sto dedicando completamente alle letture in vista della mia partecipazione a Mare di libri (QUI trovate il programma del festival, QUI la mia TBR a tema) e dunque oggi sono qui proprio per parlarvi di uno dei romanzi che ho letto in "preparazione" all'incontro con l'autrice: si tratta di Niente di Janne Teller, un libro con una tematica molto forte esposta in modo davvero magistrale.



Niente
Janne Teller
Editore Feltrinelli ● Pagine 119
Cartonato N/D ● Brossura 7,50 € ● Ebook 4,99 €

Trama: "Se niente ha senso, è meglio non far niente piuttosto che qualcosa" dichiara un giorno Pierre Anthon, tredici anni. Poi, come il barone rampante, sale su un albero vicino alla scuola. Per dimostrargli che sta sbagliando, i suoi compagni decidono di raccogliere cose che abbiano un significato. All'inizio si tratta di oggetti innocenti: una canna da pesca, un pallone, un paio di sandali, ma presto si fanno prendere la mano, si sfidano, si spingono più in là. Al sacrificio di un adorato criceto seguono un taglio di capelli, un certificato di adozione, la bara di un bambino, l'indice di una mano che suonava la chitarra come i Beatles. Richieste sempre più angosciose, rese vincolanti dalla legge del gruppo. È ancora la ricerca del senso della vita? O è una vendetta per aver dovuto sacrificare qualcosa a cui si teneva davvero? Abbandonati a se stessi, nella totale inesistenza degli adulti e delle loro leggi, gli adolescenti si trascinano a vicenda in un'escalation d'orrore. E quando i media si accorgono del caso, mettendo sottosopra la cittadina, il progetto precipita verso la sua fatale conclusione. Il romanzo mette in scena follia e fanatismo, perversione e fragilità, paura e speranza. Ma soprattutto sfida il lettore adulto a ritrovare in sé l'innocente crudeltà dell'adolescenza, fatta di assenza di compromessi, coraggio provocatorio e commovente brutalità.


Recensione
Pierre Anthon, dodici anni e una famiglia difficile, ha deciso che niente nella vita ha senso. È arrivato alla triste conclusione che non vale la pena preoccuparsi di nulla perché secondo lui tutto è effimero, nessuno è indispensabile, e ognuno è destinato a morire senza lasciare la benché minima traccia di sé nel mondo e nell'universo. I suoi compagni di classe rimangono basiti di fronte al suo atteggiamento così stoico e distaccato, al punto che loro stessi iniziano a interrogarsi sul motivo della propria esistenza.
I ragazzi, in preda alla confusione e allo sconforto verso ciò che Pierre Anthon continua a insinuare nelle loro menti, decidono così, per dimostrargli che si sbaglia, di raccogliere un'insieme di oggetti, uno per ciascuno, sacrificando qualcosa che per loro abbia davvero significato.

venerdì 8 luglio 2016

Recensione "Il pianeta di Standish" di Sally Gardner

14 commenti
Buongiorno lettori, un altro venerdì è arrivato! Ormai posso iniziare a fare il conto alla rovescia per la vacanza. Mancano ben tre settimane e me ne andrò per sei giorni in montagna al fresco. Non vedo l'ora! Oggi comunque, sono qui per lasciarvi il mio parere riguardo a Il pianeta di Standish di Sally Gardner, il secondo romanzo dell'autrice che ho deciso di leggere in giugno prima di partecipare all'incontro organizzato da Mare di libri di cui vi parlerò finalmente meglio nel fine settimana!



Il pianeta di Standish
Sally Gardner
Editore Feltrinelli ● Pagine 206
Cartonato N/D ● Brossura 13,00 € ● Ebook 9,99€

Trama: Standish ha quindici anni ma parla con l'ingenuità e la purezza di un bambino di dieci. Standish e il suo unico amico, Hector, vivono nella Zona Sette, dove la Madrepatria tiene segregati i dissidenti, gli avversari politici e gli impuri. La zona è popolata di informatori, mancano i generi di prima necessità ed è bandito l'uso di radio e televisione. L'unica eccezione a questo isolamento sarà la grande diretta sull'evento che cambierà il corso della storia: giovedì 19 luglio 1956 verrà lanciato il vettore diretto sulla Luna e per la Madrepatria inizierà una nuova era. Ma i due ragazzi scoprono, per caso, che l'allunaggio è solo una farsa organizzata dal regime e si uniscono a un piccolo gruppo di ribelli. Quando Hector scompare, rapito dal regime, Standish decide di affrontare da solo un'eroica missione di boicottaggio, per ritrovare l'amico e realizzare il proprio sogno di libertà. Un romanzo forte e struggente, in cui la voce limpida del giovane protagonista ci attira nel suo mondo, fatto di angoscia e buio, ma anche degli infiniti spazi del sogno e dell'immaginazione, e come una luce ci guida sino al finale, abbagliante e liberatorio.


Recensione
Standish ha quindici anni ed è dislessico. Proprio per questa sua peculiarità, ha sempre fatto fatica ad integrarsi nella sua scuola nella Zona Sette. Da quando i suoi genitori sono scomparsi, cancellati dalla Madrepatria perché diventati scomodi, Standish è rimasto da solo col nonno.

Quando la famiglia di Hector, un ragazzino della sua stessa età, si trasferisce alla porta accanto, esiliata dalla Madrepatria, finalmente Standish trova in lui il complice che ha sempre cercato, un amico pronto a difenderlo dai bulli a scuola, una persona con cui poter condividere il suo tempo.

venerdì 12 dicembre 2014

Recensione "Quando eravamo in tre" Aidan Chambers

14 commenti
Buongiorno lettori, come state? A me in questi giorni stanno iniziando ad arrivare i primi regali librosi di Natale. Puntualmente non appena li ho tra le mani vado a nasconderli nell'armadio in modo che non mi venga la tentazione di aprirli prima del fatidico giorno!
Comunque, come promesso nei giorni scorsi oggi sono qui per parlarvi di una delle mie ultime letture, Quando eravamo in tre di Aidan Chambers. Mi sono dilungata un po' più del solito e ne è uscita una delle recensioni più contorte che abbia mai scritto, temo. Fatemi sapere che ne pensate!



Quando eravamo in tre
di Aidan Chambers
Editore: BUR Rizzoli
Prezzo: 10,00 €
Pagine: 333

Trama: Piers, diciassette anni, introverso e depresso, ha lasciato casa, scuola, amici e fidanzata per cercare di capire che cosa vuole fare di sé, ha accettato un modesto lavoro di casellante di un ponte a pedaggio e si è trasferito nella squallida casetta accanto al ponte.
Lì conosce Kate, che ha la sua stessa età ma è decisa e sicura di sé: i due fanno amicizia e parlano di tutto. Poi arriva Adam, un ragazzo misterioso, insolente e affascinante che invade la loro vita senza essere stato invitato. Il legame a tre è complicato, mescola amore, amicizia, complicità. Ma nel passato di Adam c'è un'ombra, il ricordo di un dramma che affiora poco alla volta e rischia di travolgere tutti e tre.


Recensione
Quando eravamo in tre racconta la storia di Piers, un adolescente affetto da una terribile depressione che un giorno, stanco di doversi prestare alle aspettative di tutti i suoi cari e di recitare la parte del figlio, studente e fidanzato perfetto, decide di staccare la spina, lasciando tutto e tutti.

Piers trova lavoro come custode di un ponte. Il suo compito è quello di prendere i pedaggi delle auto che passano di lì, in cambio riceve uno stipendio con cui riesce a mala pena a tirare avanti e la possibilità di stare finalmente per conto suo senza nessuno intorno nella piccola casa adiacente.
La tenera amicizia che nasce tra lui e Tess, la figlia del suo capo, e l'arrivo di Adam, un ragazzo in apparenza senza tetto e dal passato misterioso che i due decidono di aiutare, contribuiranno a colorare e arricchire le sue giornate.

lunedì 3 novembre 2014

Recensione "Resta anche domani" di Gayle Forman

19 commenti
Buona sera lettori! Come state? Qui di giorno fa caldo e di sera si gela. Oggi comunque voglio parlarvi di un libro che era nella mia lista desideri da molto prima che annunciassero che ne sarebbe stato tratto un film, Resta anche domani di Gayle Forman.



Resta anche domani
di Gayle Forman

Editore: Mondadori Chrysalide
Prezzo: 15,00 €
Pagine: 200

Trama: Non ti aspetteresti di sentire anche dopo. Eppure la musica continua a uscire dall'autoradio, attraverso le lamiere fumanti. E Mia continua a sentirla, mentre vede se stessa sul ciglio della strada e i genitori poco più in là, uccisi dall'impatto con il camion. Mia è in coma, ma la sua mente vede, soffre, ragiona e, soprattutto, ricorda. La passione per il violoncello e il sogno di diventare una grande musicista, l'ironia implacabile di Kim e la scazzottata che ha inaugurato la loro amicizia, l'amore di un ragazzo che sta per diventare una rockstar e la prima volta che, tra le sue mani, si è sentita vibrare come un delicato strumento. Ma ricorda anche quello che non troverà al suo risveglio: la tenerezza arruffata di suo padre, la grinta di sua madre, la vivacità del piccolo Teddy, l'emozione di vivere ogni giorno in una famiglia di ex batteristi punk e indomabili femministe. A tanta vita non si può rinunciare. Ma cosa rimane di lei, adesso, per cui valga la pena restare anche domani?

Recensione
Durante un giorno simile a tanti altri, Mia e la sua famiglia decidono di mettersi in auto per passare del tempo insieme, ma purtroppo a causa della neve inaspettata che è andata a depositarsi sull'asfalto, hanno un terribile incidente. È qui che a Mia succede qualcosa di strano, subito dopo l'incidente, si ritrova fuori dal suo corpo a osservare la scena. Entrambi i suoi genitori sono morti e il suo fratellino è in gravissime condizioni, proprio come lei.
Mia viene portata in ospedale e i medici cercano di prendersi cura di lei come meglio possono. Intanto, attraverso dei flashback che si alternano alla narrazione, Mia racconta al lettore della sua vita. Parla della sua passione per il violoncello e per la musica classica, dei suoi strambi genitori, del suo ragazzo Adam.

giovedì 26 giugno 2014

Recensione "Noi siamo grandi come la vita" di Ava Dellaira

31 commenti
Buongiorno lettori! Oggi voglio lasciarvi la mia opinione riguardo a Noi siamo grandi come la vita di Ava Dellaira. Devo dire che le mie aspettative a riguardo non sono state affatto deluse.
Vi ricordo che sul blog è in corso un commenta e vinci in cui si può vincere una copia del romanzo!



Noi siamo grandi come la vita
di Ava Dellaira
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 320

Trama: Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: "Scrivi una lettera a una persona che non c'è più". E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.

Recensione
Fin da quando era bambina, Laurel, ha sempre preso sua sorella maggiore May come esempio da seguire per ogni cosa. May, seppur più grande solo di qualche anno, si prendeva costantemente cura di lei a modo suo. Le raccontava storie quando i genitori litigavano, la portava fuori in giardino per farla distrarre, non la lasciava mai a se stessa.

Adesso che May è morta però, Laurel si sente persa. Sua madre è andata via da quando May non c'è più, si è trasferita lontano. Suo padre è spesso assente, molto diverso da com'era un tempo.

mercoledì 2 aprile 2014

Recensione "Storia di una ladra di libri" di Markus Zusak

65 commenti
Buon pomeriggio lettori! Oggi ho un compito davvero difficile da portare a termine. Parlarvi della mia ultima lettura: Storia di una ladra di libri di Markus Zusak.
Ho iniziato ad interessarmi al libro circa un mesetto fa, quando ho visto il trailer - al cui fascino non ho proprio saputo resistere - e quando ho scoperto che a breve sarebbe uscito al cinema il film. Il trailer prometteva tantissimo, in quei sue due minuti di durata. In più, andando alla ricerca di informazioni, sembrava che non ci fosse nessuno a cui questo libro non fosse piaciuto. La percentuale di gradimento era altissima. E poi sono arrivata io.
Spinta dalla curiosità un paio di settimane fa, ho preso il libro in biblioteca e ho iniziato a leggerlo. Peccato che a me questo libro non sia proprio piaciuto e, dopo questa premessa, spero tanto di riuscire a farvi capire il perché e che non vi fermerete dopo queste prime righe. La recensione è lunga, me ne rendo conto, ma spero comunque abbiate voglia di ascoltarmi lo stesso.



Storia di una ladra di libri
di Markus Zusak

Titolo originale: The book thief
Editore: Frassinelli
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 563

Trama: È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.

Recensione
Per spiegare chiaramente la mia opinione vorrei partire dall'inizio: il titolo del libro e la trama. Vi invito a rileggere quest'ultima nel caso magari non la ricordaste chiaramente. Fatto? Bene. Cosa ci si dovrebbe aspettare da questo libro dopo aver letto queste righe? La storia di una ragazzina che nel periodo della Germania nazista ruba dei libri? La storia della sua famiglia adottiva che si ritrova a nascondere un ebreo in cantina? Fa pensare a una ragazzina che ruberà un sacco di libri, no? Perché questo fa un ladro, ruba. Giusto? Sbagliato. Liesel soltanto ruba qualcosa come due libri. Tornando alla trama, fa pensare alle terribili pene di una famiglia che nasconde un ebreo correndo un grande pericolo, giusto? Sbagliato. Il problema di questo libro è che promette tante cose che poi non dà.

All'inizio del romanzo, Liesel si trova su un treno con la madre e il fratellino malato. La madre li sta portando da una nuova famiglia adottiva che si prenderà cura di loro, perché purtroppo lei non è più in grado di farlo. Prima ancora di arrivare però, il fratellino di Liesel muore. Liesel viene così affidata agli Hubermann. Due coniugi dall'animo profondamente gentile che si prenderanno cura di lei e non le faranno mai mancare niente. Il suo nuovo papà le insegnerà a leggere e scrivere. Liesel farà amicizia con un ragazzino che abita nei dintorni e che ha la sua stessa età, Rudy. Le giornate della ragazzina passeranno tra la consegna del bucato, i libri, e i giochi. E questo - ovvero Liesel che fa questa o quell'altra cosa - è l'argomento principale del libro. Chiacchiere, chiacchiere e nient'altro che chiacchiere.

mercoledì 15 gennaio 2014

Recensione "Sette minuti dopo la mezzanotte" di Patrick Ness

24 commenti
Sera lettori! Ultimamente non sto facendo molto la brava con le recensioni, rimando la stesura più del dovuto, bisogna che mi rimetta in carreggiata e dunque eccomi qui. Oggi vi darò il mio parere su Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness.



Sette minuti dopo la mezzanotte
di Patrick Ness
Titolo originale: A monster calls
Editore: Mondadori
Prezzo: 12,00 €
Pagine: 181

Trama: Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Connor si aspettava.
Il ragazzo si aspettava l'orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Connor si aspettava l'entità fatta di tenebre, di vortici, di urla...
No. Questo mostro è un po' diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Connor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.




Recensione
Conor ha tredici anni e vive con sua madre. Suo padre se n'è andato anni prima, si è trasferito in America e si è fatto un'altra vita con una nuova moglie e un figlio. A Conor però non importa più di tanto, lui vorrebbe solo stare in pace con la sua mamma, ma nemmeno questo gli è possibile perché lei è malata e sono anni che entra ed esce dall'ospedale senza mai guarire del tutto dal suo male.

Un giorno capita a Conor qualcosa di davvero bizzarro. Sette minuti dopo la mezzanotte un mostro - sotto le sembianze di un gigantesco tasso malvagio - si presenta alla sua annunciandogli che gli farà visita nei mesi a seguire per raccontargli tre storie.

domenica 22 dicembre 2013

Recensione "Un altro mondo" di Jo Walton

22 commenti
Buona sera lettori! Sono arrivata sana e salva a destinazione e dunque da brava blogger eccomi qui a recuperare questa recensione che rimando già da qualche giorno. Ultimamente non avendo molto tempo libero, ho letto un po' meno, ma penso dopo le feste tornerà tutto alla normalità. Comunque oggi voglio parlarvi di Un altro mondo di Jo Walton. Avevo aspettative abbastanza alte a riguardo e sono rimasta un po' delusa. Purtroppo non è scattata la scintilla.



Un altro mondo
di Jo Walton
Titolo originale: Among others
Editore: Gargoyle
Prezzo: 18,00 €
Pagine: 334

Trama: Allevata da una madre mezza matta che si diletta di magia, Morwenna Phelps trova rifugio in due mondi: tra gli spiriti che dimorano nei siti industriali abbandonati, nella sua città natale in Galles, e nei romanzi di fantascienza, suoi fedeli compagni, grazie ai quali la sua mente viaggia libera. Quando sua madre proverà a corrompere quegli spiriti per fini oscuri, la ragazza sarà costretta a confrontarsi con lei in una battaglia magica, che ucciderà la sua gemella e lascerà lei menomata. Fuggita in Inghilterra dal padre che conosce appena, Morwenna finisce in un collegio, dove, emarginata e sola, comincerà a dedicarsi alla magia a sua volta, in cerca di una cerchia di amici a lei più affini. Ma la sua magia attirerà anche l’attenzione della madre, trascinandola verso una resa dei conti che non può più essere rimandata… Sorprendente, insolito e irresistibile, Un altro mondo è allo stesso tempo la storia di una ragazza che lotta per fuggire da un’infanzia difficile, un eccezionale diario dei primi incontri con i grandi romanzi del fantasy e della fantascienza moderni, e infine l’avvincente cronaca della fuga da un antico incantesimo.



Recensione
Morwenna è una ragazza adolescente, ma non una delle tante. Dedica sempre alla lettura tutto il tempo libero che ha ed è in particolare appassionata di fantascienza. La sua vita però, non è affatto semplice e spensierata. Dopo uno scontro con la madre e la perdita della sorella gemella, si trasferisce lontano dalla sua città, a vivere dal padre che non ha mai conosciuto.
Inutile che vi sveli di più sulla trama perché effettivamente non c'è molto più di questo da dire e la quarta di copertina purtroppo rivela già quasi tutto quello che c'è da sapere e che nel libro invece si scopre solo poco a poco.

Cosa è che non mi ha convinta di questo romanzo? Beh essenzialmente due cose. Numero uno: il libro viene presentato come un fantasy. Ci viene detto fin da subito che la protagonista è una strega e che vede delle fate, ma la magia ha un ruolo assolutamente marginale. Per farla breve, questo non è un fantasy. Personalmente lo considero un romanzo di formazione. Mi aspettavo di trovarmi di fronte a qualcosa di magico, di speciale, ma così non è stato. Di magia si parla poco e niente e in modo confusionario. Capisco che l'autrice non volesse dare regole al mondo che ha creato, ma il caos secondo me non è di certo la soluzione. Non per me almeno.

sabato 18 maggio 2013

Recensione "Lo strano mondo di Alex Woods" di Gavin Extence

8 commenti
Buonasera! Giusto qualche giorno fa ho terminato la lettura de Lo strano mondo di Alex Woods, il romanzo d'esordio di Gavin Extence. Ho deciso di buttarmi e leggerlo perché avevo voglia di andare un po' al di fuori delle mie solite letture e anche perché i romanzi di formazione mi sono sempre piaciuti.



Lo strano mondo di Alex Woods
di Gavin Extence

Titolo originale: The universe versus Alex Woods
Editore: Garzanti
Prezzo cartaceo: 16,40 €
Pagine: 352

Trama: Per Alex Woods la notte è un momento magico, l'unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l'universo è l'unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre, e sua madre è una lettrice di tarocchi che l'ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall'ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l'arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia, per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell'universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo… .

Recensione
All'inizio del romanzo, Alex il protagonista, ha diciassette anni. Viene fermato da alcuni poliziotti che lo stanno cercando e nella sua auto vengono ritrovate le ceneri del defunto signor Peterson. Ma chi è Alex davvero?
È proprio a questo punto della narrazione che facciamo alcuni passi indietro e veniamo riportati a parecchi anni prima del verificarsi di quell'evento, a quando Alex era ancora un bambino.

Alex ci racconta della sua vita. Di come abbia avuto uno strano incidente con un meteorite che ha deciso di cadergli proprio sulla testa, dei problemi di epilessia che ne sono derivati, del suo essere un bambino diverso. Ad Alex infatti non piace giocare per divertirsi e non ha amici. La sua più grande passione è la lettura. Adora immergersi nei libri e ha un forte interesse per la fisica e per la neurologia.

venerdì 1 marzo 2013

Recensione "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'Avenia

33 commenti
Sera everybody! Era da un po' troppo che rimandavo questa recensione a causa del poco tempo, ma finalmente oggi il tirocinio è finito! Quindi recupererò presto tutti i post arretrati, ma adesso è il momento della recensione di Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia. Dopo averlo finito ho capito perchè da anni, ogni volta che andavo in libreria e lo scorgevo, mi chiamava.



Bianca come il latte,
rossa come il sangue

di Alessandro D'Avenia
Editore: Mondadori
Prezzo: 13,00 €
Pagine: 254

Trama: Non è solo un romanzo di formazione, non è solo il racconto di un anno di scuola, è un testo coraggioso che, attraverso il monologo di Leo – ora scanzonato e brillante, ora più intimo e tormentato – racconta cosa succede nel momento in cui nella vita di un adolescente fanno irruzione la sofferenza e lo sgomento --- Leo ha sedici anni: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore di scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando sprona gli studenti a cercare il proprio sogno. Leo ha un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che ha a che fare con la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, Silvia, una presenza affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha qualcosa a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande .



Recensione
Leo può sembrare il tipico adolescente italiano: frequenta le scuole superiori, se ne va in giro spericolato sul suo bat-cinquantino, ha degli amici che gli vogliono bene, gli piace giocare a pallone e non gli piace per niente andare a scuola. La verità è che dietro a questa facciata c'è molto di più. Lui vede tutto attraverso una prospettiva speciale, tutta sua.
Per Leo ogni colore è una cosa: il bianco rappresenta il nulla, l'azzurro lo attribuisce alla calma e alla serenità che gli ricordano gli occhi della sua migliore amica Silvia, ma il suo colore è senza dubbio il rosso. Rosso come l'amore, rosso come il sangue e rosso come i capelli che l'hanno fatto innamorare di Beatrice.

Ci ritroviamo alle prese con una di quelle solite cotte che tutti i ragazzi si prendono a quell'età. Una di quelle cotte che ci spinge a dire di amare persone con il quale non abbiamo neanche mai parlato. Chi di noi non si è mai ritrovato in questa situazione? Infatti Leo pensa di amare Beatrice anche se non la conosce. Il suo sentimento è timido, ingenuo e pieno di passione. Sogna ad occhi aperti il giorno in cui riuscirà finalmente a parlarle e scopriranno di essere fatti l'uno per l'altra, ma avrà un drastico risveglio quando scoprirà che Beatrice è stata assente tanto a lungo da scuola perchè ha scoperto di avere la leucemia.

martedì 11 dicembre 2012

Recensione "Città di carta" di John Green

35 commenti
Buon pomeriggio! Dopo aver letto non troppo tempo fa la recensione della mia amica Giuls riguardo a Città di carta di John Green, la mia curiosità di leggerlo era salita alle stelle. In più anche molti di voi mi hanno confermato che è un ottimo scrittore e ora che ho terminato di leggere il romanzo, posso dirlo anche io! Di sicuro mi farà piacere leggere altri suoi titoli che a vostra detta, sono anche migliori di questo!



Città di carta
di John Green

Titolo originale: Paper towns
Editore: Rizzoli
Prezzo: 16,50 €
Pagine: 392

Trama: E se la ragazza dei tuoi sogni piomba in camera tua nel cuore della notte? La segui, ovvio. E quando scappa, la rincorri. Quentin Jacobsen è sempre stato innamorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembrava essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso. Questa fuga da Orlando, la sua città di carta, dopo che tutti i fili dentro di lei si sono spezzati, potrebbe essere l’ultima.


Recensione
Città di carta è un libro che tratta alla fin fine quel tema delicato che è il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, un romanzo di formazione. All'inizio della storia, vediamo infatti Q - Quentin - il nostro protagonista, alle prese con l'ultimo anno di liceo, impegnato a seguire quella strutturata routine che è la sua vita.

Q ha delle idee ben precise sul suo futuro, non ha mai pensato che potesse esserci qualcos'altro per lui se non un buon college, un bel lavoro e, un giorno, anche una famiglia di cui poter andar fiero.
La sua routine viene però bruscamente messa in pericolo dalla ragazza di cui è sempre stato innamorato, Margo.

giovedì 20 settembre 2012

Recensione "Ragazzo da parete" (The perks of being a wallflower) di Stephen Chbosky

26 commenti
Salve cari! Oggi vi propongo la recensione di un libro di genere un po' diverso da quelli che mi vedete recensire di solito!
Sto parlando di Ragazzo da parete di Stephen Chbosky di cui ho sentito parlare la prima volta mesi e mesi fa. Infatti, anche se il libro è stato scritto nel 2006 quest'anno uscirà la trasposizione cinematografica riadattata dall'autore stesso.
Il film è uscito giusto qualche giorno fa in America e da noi in Italia sarà disponibile nelle sale in Ottobre col titolo di Noi siamo infinito. Di sicuro non voglio perdermelo, ma ora veniamo alla recensione!
P.S. la copertina che vedete è quella della versione ebook americana - ispirata ovviamente al film - la copertina italiana e quella originale non mi piacevano granché, allora ho optato per questa!



Ragazzo da parete
di Stephen Chbosky

Titolo originale: The perks of being a wallflower
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: 16,90 €
Pagine: 271

Trama: Tra un saggio scolastico su Kerouac, una canzone degli Smiths e una citazione del Rocky Horror Picture Show, scorrono i giorni di un adolescente per nulla ordinario. L'ingresso nelle scuole superiori lo lancia in un turbine di prime volte: la prima festa, la prima rissa, la prima cotta... e via salendo nella scala dell'adrenalina. E Charlie, più portato alla riflessione che all'azione, affida emozioni, trasgressioni e turbamenti a una lunga serie di lettere indirizzate a un amico. Dotato di un'innata gentilezza d'animo e di un dono speciale per la poesia, il ragazzo è il confidente perfetto di tutti. Peccato che il segreto più grande sia nascosto proprio dentro di lui...


Recensione
Dite un po' avete letto la trama? Si? Beh lo so a cosa state pensando. Il solito banale romanzetto per ragazzini in cui il protagonista è un adolescente asociale. Non sapete quanto vi sbagliate! Io stessa a primo impatto non mi aspettavo una trama simile, ma sono rimasta stupita in tutta sincerità.

Il protagonista del romanzo è in effetti un adolescente alle prese con il primo anno di liceo, Charlie, che scrive una serie di lettere ad un amico di cui non conosciamo l'identità e gli racconta la sua vita.
Tipico young adult? Non proprio. Questo romanzo è stato infatti molto discusso dalla critica e ha fatto parecchio clamore quando è stato pubblicato, perchè tratta argomenti abbastanza pesanti come la perdita, il suicidio, l'omosessualità, la droga, il sesso (non preoccupatevi non c'entra niente con Le cinquanta sfumature) e altre tematiche che non sto a elencarvi perchè non voglio rovinarvi il libro, ma che comunque non sono proprio adatte a un pubblico di giovani adulti.
Lo stesso autore ha affermato che non si voleva rivolgere soltanto a questi ultimi e che ha scritto il romanzo indipendentemente.