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sabato 20 luglio 2024

il grande freddo

Io la dico così come la penso, l'ecoterrorismo no, è inaccettabile. Che faccia caldo perché siamo a luglio è assolutamente vero e chi si spaventa per questo è un fesso. Ma il problema vero non è che fa caldo a luglio, il problema vero è che fa caldo da novembre a marzo. Gli inverni sono sempre più caldi e piove sempre di meno, e se l'inverno fa caldo l'agricoltura va a puttane, è questo il problema. Poi uno può dirmi che è nella norma, che l'uomo non c'entra nulla, e chi lo sa, io sono di quelli che pensa che noi c'entriamo sempre in qualche modo, ma non pretendo di saperne più degli altri, potrei sbagliarmi. Io so solo che quando avevo vent'anni l'inverno qui faceva così freddo ed era così umido che dovevo mettere maglione e dolcevita sotto un bel cappotto pesante e sciarpa per uscire, se no mi si congelava tutto, pure il cicì, mentre adesso che ne ho quasi cinquanta me la cavo tutto l'anno con un maglioncino leggero e un cappottino mezzopeso, basta. Adesso, se ti vesti come mi vestivo io a vent'anni sembreresti un montanaro fuori moda, ma la moda di oggi la si fa sull'evidenza che oggi fa più caldo di ieri. Se prendessi uno di quelli che si vestono alla moda oggi e lo mettessi in una macchina del tempo per farlo tornare indietro di soli trenta/quarant'anni, secondo me non sopravviverebbe a una serata fuori: o lo ammazzerebbe il gelo, oppure si rifugerebbe in qualche pub per morire soffocato dal fumo delle sigarette che allora si fumavano impunemente nei locali pubblici. Io, oggi, in un locale come quelli di allora non riuscirei più a entrare.

giovedì 18 luglio 2024

le percoche

Il mio vicino in campagna mi dice che secondo lui la prova più evidente del fatto che il clima sta cambiando la vedi nelle percoche sugli alberi. – Prima, io mi ricordo, raccoglievi delle percoche grosse così, succose, saporite. Adesso è un po' di anni che sono percoche secche secche, nervose, che non sanno di nulla. O ci hanno i vermi. Il frutto non si è abituato al nuovo clima, il verme sì e si mena al frutto. – E quindi? – Quindi nulla, prima qui ci coltivavi le percoche, adesso le percoche insieme ad altre piante non vanno più bene per questo clima. Andrebbero cambiate le colture per adattarle al clima. Non ti credere, sono cose che si sono sempre fatte, dalla notte dei tempi. Il vero problema è che prima qui era pieno di gente che zappava la terra, adesso bisogna capire se c'è ancora qualcuno che lo sa fare, o che lo vuole fare. Perché a me di gente che gli piace zappare la terra non ne vedo tanta. Ecco perché poi prendono i gnùre.

giovedì 14 marzo 2024

annacquare la crisi climatica

Pare che a differenza di ciò che si crede, o addirittura si stigmatizza dicendo che ci vogliono solo terrorizzare con la paura di una crisi climatica per meglio controllarci, fatte le debite analisi negli ultimi due anni si parli molto meno di ambiente e clima, o meglio ancora si adotta una strategia di disinformazione per cui se ne parla tanto ma in maniera molto più superficiale e diluita, o annacquata, e spesso assai rassicurante – secondo la nota formula del bastone e la carota: il problema c’è ma si può curare – e limitando o addirittura censurando gli approfondimenti più seri, e questo perché la nostra stampa è sponsorizzata per la maggior parte da aziende legate alla produzione di combustibili fossili. In Italia, sostiene Greenpeace, l’unica testata di informazione che supera la sufficienza quanto a libertà di informazione è Avvenire, ed è tutto dire che il più libero dei giornali sia anche il meno laico. Non so bene che significhi, ma sono sicuro che qualcosa c’entri.

giovedì 15 febbraio 2024

se il clima cambia

A metà febbraio noto che le lucertole in giardino sono già sveglie e guizzanti in anticipo di più di un mese sul loro ciclo naturale*, intanto alcune piante nell'orto si seccano perché fra troppo caldo o vengono su striminzite e bisogna annaffiarle anche quanto normalmente non servirebbe. Non piove e stamattina il sedano fiaccato crolla il capo in avanti. E io non so se questo surriscaldamento è causato da un problema umano (come pure credo) o naturale, fatto sta che queste cose le vedo, non mi servono gli scenziati o i telegiornali per capire che qualcosa sta cambiando. Uno dei punti su cui lottano gli agricoltori in protesta è che i costi di produzione aumentano e quindi per mantenere bassi i prezzi per i consumatori si importano prodotti dall'estero privi di controllo. Ma se il clima cambia fino al punto che determinate colture non avranno più un clima adeguato da noi, è giocoforza che la loro coltivazione si sposterà altrove. Così comincio a immaginare il giorno in cui dovremo comprarci le arance e i limoni importati (a che prezzo?) dal Nordeuropa o dall'Asia, e degli agrumeti del Sud resterà soltanto la leggenda conservata in qualche libro o poesia, o nelle vecchie commedie all'italiana ambientate in Sicilia. Insomma, più folklore che sapore.

*Un nostro detto popolare diceva: “A Nnunziete tutte i virme nzippene a chepe”: all’Annunciazione – cioè il 25 marzo – tutti gli insetti si risvegliano.

domenica 20 novembre 2022

brioches

Conferenza sul clima 2022. Si poteva scegliere se fare tutti quanti dei sacrifici abbassando drasticamente il tenore di vita dei paesi più ricchi con ciò che ne deriva o comprare il silenzio dei paesi più poveri per continuare a crogiolargi ancora un poco in attesa del miracolo. Si è scelto di comprare il silenzio dei poveri. Ma per nostra fortuna c'è chi crede nei miracoli.

sabato 17 settembre 2022

nessuno ci ha avvertiti

A parlare col senno di poi siamo tutti bravi, lo so, però quando leggo stamattina i titoli dei giornali che rilanciano i lamenti dei sindaci alluvionati delle Marche: “Nessuno ci ha avvertiti”, non posso fare a meno di pensare che invece sono anni che c’è chi ripete che abbiamo un’emergenza climatica in corso e che siamo agli sgoccioli, per cui forse quei titoli andavano corretti in: “Nessuno ci ha avvertiti che poteva succedere anche a noi” e con tutto che quelle sono zone fragili. Poi certo, possiamo anche continuare a far finta di nulla, continuare a credere che il mondo va così da sempre e quelli sono fenomeni occasionali che di tanto in tanto ti toccano, ma solo a costo di non alzare lo sguardo, perché quei fenomeni imprevisti e tremendi solo l’anno scorso hanno colpito la Germania, il Canada e il Giappone, il mese scorso il Pakistan, la settimana scorsa l’Afghanistan e negli ultimi mesi gli Stati Uniti, il Sudafrica e la Cina. In un’ottica globale, come si fa a definirli fenomeni occasionali? Eppure se lo dice Greta è una gretina, se lo dice Tozzi non ha titoli, se lo dice Mercalli è uno che va in TV per farsi bello, se lo dice un serio professore universitario chi cazzo se lo incula, la politica lo dice male o non ne parla, perché c’è la crisi energetica in corso e allora dobbiamo scegliere se spegnere i condizionatori o no, e ogni scusa è buona per tapparsi le orecchie e chiudere gli occhi. Noi per primi. Anche perché l’emergenza climatica non riguarda solo il prevedere che ci sarà stanotte un temporale, ma il capire che, siccome “potrebbe esserci” andrebbero studiate delle soluzioni a monte per prevenire i disastri, regolamentare meglio certi piani urbanistici ed edilizi, mettere in sicurezza le zone a rischio, ripartire dalla cura del paesaggio, dall’architettura e dall’ambiente, invece di concentrarci unicamente su come aggirare i regolamenti od ottenere i condoni.

martedì 19 luglio 2022

esserci per raccontarlo (forse)

Oggi data storica da registrare, l'Inghilterra ha raggiunto i 40 gradi e la Francia i 42, avvicinandosi a quelli delle colonie su cui per decenni hanno imperato. Per dire, nel Sudan di Abdel Wahab queste sono le medie di primavera. Il mondo così fa un altro piccolo passo verso la globalizzazione con l'adeguamento delle temperature, e noi un giorno potremo dire che c'eravamo.

venerdì 1 luglio 2022

il male

Solo un paio di anni fa in molti fra noi ritenevano che Donald Trump fosse il male. Non in quanto entità soprannaturale o cattivone dei fumetti, ma come massima espressione di tutti gli aspetti peggiori della cultura occidentale – un concentrato di merda purissima – arrivato al massimo grado del potere per far danni. Poi Trump è scomparso con una scenata degna di un film americano – l’assalto al Campidoglio da parte dei suoi barbari – e noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo, rimuovendolo dalla nostra memoria, o declassandolo a barzelletta pseudo-berlusconiana, o sostituendolo con un altro cattivone dei fumetti, Joe Biden “il macellaio”. Invece no, per quanto Biden sia il pessimo presidente che è diventato quasi per necessità, al grido di “Dateci tutto, ma non più Trump!”, quest’ultimo resta il vero male. E lo si vede adesso quanto ha lavorato nell’ombra per la diffusione del male, proprio in questi giorni che sta facendo a pezzi il suo stesso paese in attesa di ricandidarsi. Non a caso tutti i giudici ultraconservatori che hanno favorito l’annullamento del diritto di aborto in America erano stati posizionati lì da lui – che poi ha inneggiato Dio, cioè se stesso – così come quelli della Corte Suprema che ieri ha stabilito che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Epa) non può fissare dei limiti alle emissioni di gas serra delle centrali a carbone, annullando di fatto qualsiasi piano di riconversione ecologica per uno dei paesi più inquinanti del mondo, e creando un precedente che avrà un effetto domino per tutti gli altri paesi che non erano favorevoli a cambiare la propria produzione energetica in chiave “green”, mandando di fatto a puttane tutti i bei piani di riconversione ecologica del pianeta.

mercoledì 29 giugno 2022

emergenze

Ieri leggevo il post di un mio amico che diceva ma quale emergenza climatica, semplicemente non ha piovuto quest'anno, ci riprendiamo l'anno prossimo. Io gli invidio l'ottimismo. E so soltanto che pochi mesi fa ci dicevano che sì, siamo agli sgoccioli e dobbiamo cambiare tutto un sistema di vita e di pensiero, poi è scoppiata la guerra e non se ne parla più e non mi pare si stia cambiando un granché. Ma l'emergenza climatica non è quando non piove quest'anno e il Po è in secca, la Sicilia brucia o il Salento si fa deserto, ma quando non piove nemmeno il prossimo né quello dopo ancora e l'agricoltura va a puttane, poi magari all'improvviso arriva la pioggia ed è talmente rapida e violenta che ti spazza via la casa. Allora sei costretto ad andartene da un'altra parte, dove magari nessuno ti vuole, e così forse non si parla più di clima perché rientri in altro tipo di emergenza: emigrazione.