Viaggio con 35 minuti di ritardo ma sono in buona compagnia: Ricordi di mia madre di Yasushi Inoue. La signora di fronte a me con forte accento veneto mi dice: "Non lo conosco, ma dal titolo lei mi sembra un tipo molto sentimentale". E continua: "Deve imparare a staccarsi dalla figura di sua madre". "Ma quella nel libro è la madre di Inoue" le dico. "Fa niente, è probabilmente un transfert. Deve imparare a staccarsi anche dalle madri degli altri!" E dire che le Milf ad oggi erano una delle categorie che più mi dava soddisfazione.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 12 luglio 2019
giovedì 6 giugno 2019
che cos'è?
Che cos'è che scompare con la morte? Qual è la cosa che solo la morte è in grado di cancellare per sempre? È un interrogativo troppo complesso per un povero monaco come me...
(Yasushi Inoue, Morte di un Maestro del Tè, Skira 2016)
martedì 17 aprile 2018
vita di un falsario
Yasushi Inoue, capitolo secondo. Ho appena finito Vita di un falsario (pubblicato da Skira nel 2014), un libro breve, lieve, discreto, poetico nel senso più alto del termine, quanto ricco di possibili chiavi di lettura. Nel libro, scritto in prima persona, un giornalista che si occupa d’arte – proprio come Inoue – viene incaricato di redigere la biografia di un noto artista dai suoi figli. L’artista è universalmente riconosciuto come un genio e il lavoro di ricerca appare sulle prime allettante. Invece, annoiato dalla gravità del compito, il giornalista rimanda di continuo la fine dell’opera – per ben tredici anni! – fino al giorno in cui, interessandosi svogliatamente ai suoi dipinti ne scopre delle copie di buona fattura e, preso in una spirale di coincidenze, comincia a incalzare lo spettro di un amico di gioventù dell’artista – artista a sua volta ma senza il talento del primo – che è finito per diventare prima falsario – procacciandosi da vivere attraverso la vendita di falsi dell’altro – e poi produttore di fuochi d’artificio – con l’ambizione frustrante di creare un fuoco dal particolare colore azzurro mai realizzato da nessuno, fino al punto di perderci tre dita di una mano e l’amore di sua moglie. Il falsario muore in solitudine, dimenticato da tutti meno che dall’artista che lo nomina per tre volte nei suoi diari. Si delinea così la biografia casuale, inattesa e indesiderata, di un artista minore che, nell’ossessivo confronto col vero genio e nella sua vergognosa imitazione, non fa che rimarcare la propria incapacità di superare i propri limiti, senza suscitare la pietà di nessuno, nemmeno del lettore. Il reportage di questa sconfitta è a sua volta un falso, in quanto basato sulla vita e sulle opere di personaggi mai effettivamente esistiti ma descritti con tale accuratezza da essere verosimili. Ma, conclude Inoue alla fine del libro, «a questo punto, che si tratti di opere autentiche o di falsi, non ha più alcun significato».
Nell'immagine: Pruno in fiore di Wang Mian
Nell'immagine: Pruno in fiore di Wang Mian
domenica 25 marzo 2018
amore e morte
La più bella storia d’amore che ho letto da molti anni a questa parte è
un raccontino breve contenuto nel volume Amore del giapponese Inoue
Yasushi (Adelphi 2006). Parla di una coppietta mediocre, due avari che,
dopo una vincita alla lotteria, provano a recuperare il viaggio di nozze
mai fatto. Il tentativo di riscatto sociale – di cui il viaggio in un
lussuoso albergo sul mare costituirebbe l’apice da rivendicare a vicini e
famigliari che sparlano di loro – fallisce miseramente quando viene a
scontrarsi con le loro nature: il dispiacere di dissipare
quell’insperata fortuna in una notte in albergo li mette in un tale
stato di disagio da costringerli a ritornate indietro, appena arrivati,
per passare l’anniversario di matrimonio chiusi in casa, nascosti dai
vicini ma appagati dall’avere conservata quasi intatta la cifra vinta.
Eppure, con una leggerezza meravigliosa, il rapporto dei due piccoli
sposi viene rinsaldato proprio dalla loro complicità che prende forma
nei gesti colloquiali del loro pranzo frugale e nello stupore che li
prende una volta arrivati di fronte al mare. Le due anime non fanno che
vagare, quasi svuotate, di pagina in pagina spinti da un vento gelido
che ora li separa ora li riunisce, così simili ai danteschi Paolo e
Francesca. Come tutte le figure nate dalla penna di Yasushi sono
creature pre-infernali, in cui le colpe sono connaturate a tal punto da
trascinarli inesorabilmente e senza possibilità di riscatto – e senza
reale afflizione – verso il baratro della loro condanna. Fa eccezione,
in questo particolare racconto, il tenero abbraccio finale con cui il
protagonista, ormai conscio del proprio amore, stringe a letto il
corpo gelido di sua moglie, che già prefigura la morte che presto
diventerà .
sabato 30 dicembre 2017
un amore come il vostro
Dalla storia tra te e la mamma ho imparato che esiste anche un tipo di amore che non riceve, non può ricevere, la benedizione di nessuno. Quello tra te e la mamma era un amore che solo tu e lei conoscevate – e nessun altro. Né la zia Midori né io ne sapevamo niente, e nemmeno i nostri parenti. Non lo sapevano quelli delle case vicine, né quelli dal lato opposto della strada, e nemmeno gli amici più intimi. Nessuno doveva sapere. Ora che la mamma è morta, a saperlo sei solo tu. E quando anche tu morirai, non ci sarà nessuno su questa terra che potrà immaginare che sia esistito un amore come il vostro. [...] Come avrei potuto immaginare un amore che non riceve i raggi del sole, che non si sa dove nasca e dove vada a finire, sepolto nelle viscere della terra come un canale sotterraneo?
Inoue Yasushi, Il fucile da caccia, Adelphi
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