Stanotte crisi di panico e insonnia. Per passare il tempo ho preso un libro dal comodino, "Lettere a un giovane poeta" di Rilke. Ho letto a caso "le opere d'arte sono di un solitudine infinita" e ancora "ami la sua solitudine e porti il dolore che essa procura" e ho pensato che a vent'anni queste frasi suonano come promesse romanticamente consolatorie, alla mia età che è più o meno il doppio di quella che aveva Rilke quando le scrisse ed è anzi più vicina a quella in cui morì, hanno più il sapore dell'inevitabile condanna, senza manco la consolazione di una buona dormita.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 20 giugno 2023
domenica 12 giugno 2022
poesia senza l'a capo e senza la coda
Abbiamo cominciato a morire presto in casa, ciascuno a suo modo e coi suoi piccoli segni premonitori ad avvisarci passo passo della fine. Io nelle macchie nel cavo degli occhi che nascondono un retrogusto di caffè e nel pallore a contrasto della pelle, mio padre nella sfera che in gola gli ha catturato la voce costringendolo a rauchi pianti di cagnara. Fa fatica pure a inghiottire, immagina quanto gli costa rimangiarsi le lacrime. Ma piange anche per me, patema doppio, che non avendo né figli né salute né lavoro non ho futuro e nel mio kaputt riassumo il suo dolore alla moviola. Non ci restano che suoni e macchie dunque per esprimerci, nitidi segni, bruschi risvegli richiamati dall'ansia di non farcela coi tempi. Immancabili sensi di colpa. Pianti stretti in gola e macchie che fioriscono nuove intorno agli occhi, o sulle labbra, o sulle braccia, intorno alle vene che emergono dalla carne come tubature portate a secco ora che i muscoli vengono assorbiti dalle ossa e presto non ci sarà più posto nemmeno per mettersi lo scheletro.
martedì 10 maggio 2022
sonno
Ultimamente mi è cambiato il sonno. Prima facevo tutta una tirata e mi svegliavo presto, usando le prime ore del mattino per leggere. Adesso mi sveglio nel cuore della notte per attacchi di panico che mi tolgono il sonno e mi consegnano al buio e alla paura, alla conta di ogni mio difetto per odiarmi meglio, e riprendo sonno soltanto quando cominciano a cantare gli uccelli, che hanno il potere tranquillizzante e miracoloso di rimettermi in pace con me stesso. Così mi è venuto da pensare a un mio amico falegname che aveva lo stesso problema e si era montato una enorme gabbia per uccelli in un soppalco sopra il letto, piena di esemplari che sollevavano un coro che si sentiva dalla strada. All'epoca mi era sembrata una follia. Ora mi pare di capirlo. Si deve attraversare una soglia di dolore per entrare nelle manie degli altri.
sabato 3 agosto 2019
lettera dall'insonna
il SESSO (senza scampo e senza orgoglio) poi
il SONNO (ed è l’inferno quando i pensieri
ti mordicchiano i piedi). Disperazione SIBILANTE
E SOLA (ha scritto Z.) ma tu lo sai ti sei già arreso
Prima. Cospirazione la chiami così senza motivi.
Cospirazione della S. anche SE (a ben guardare)
POESIA comincia con P. la P di:
PER QUESTO SI MUORE COSÌ
NUDI ed è giusto così FARLA FINITA.
Lo scrivi ad A. che come te DI LÀ
non dorme e ti risponde: EH.
Eh. Il segreto vedi è non pensare NON pensare mai
finché viene LUCE e ogni singola cosa torna in essa
insignificante e quotidiana (sibilante e sola).
Chiudere la voce nella testa allora
e non pensare non pensare mai finché il SILENZIO
non ti chiude all’alba nel meritato SONNO.
mercoledì 29 marzo 2017
quartina
delle macchie sulla pelle. Le tue macchie
di giaguara che non sa e prende senza sconti.
Le mie ore rubate alla notte dall’inutile presenza della morte.
domenica 6 ottobre 2013
dalle porte del sonno
domenica 8 settembre 2013
dev’essere difficile...
sentirsi madre di un poeta
guardare il male
che si arrovella in lui
senza più soluzione
e il bene che parla
ma in sanscrito
e perciò senza più effetto
che emerga dal buio.
La domenica specialmente
aggirarsi per le stanze
senza tregua
cercando quello che non ha
la sensazione
che si avverte da bambini
rifugiati nel lettone dei grandi.
martedì 9 aprile 2013
presenze
domenica 17 marzo 2013
proiezioni della domenica con morale
La mia domenica reale – Mi alzo all’alba perché soffro di insonnia, dopo che ho passato il sabato sera da solo a casa bevendo liquorini artigianali. Mi trascino in pigiama per la casa senza concludere nulla di importante (leggiucchio, scrivo un verso monco). Mi rado il collo, giusto per ritrovare la linea della barba sotto il mento. Ascolto un live fico di Miles, perché Miles va sempre bene per tutti, i belli e i brutti. Continuo a trascinarmi in pigiama per la casa fino all’ora di pranzo.
Morale – In fondo al cuore sono un borghese. La mia pigrizia mi salverà .
venerdì 16 novembre 2012
gli uccelli portano la morte sulle ali...
ecco perché piove, per bagnarle
e spingerla più in basso. L’hanno messa lì
i cacciatori, proiettata coi loro fucili
e ora la morte è libera di andare
a caso sui tetti sulle antenne
scivolare giù per le grondaie
affacciarsi sui balconi umidi. A volte
di notte mi sveglio in una crisi d’insonnia
e la morte mi guarda nel buio
nel letto vuoto accanto al mio.
Come ogni donna il suo sapore è salato
sa di lacrime e di fresco bucato
il mio, dice, è leggermente più amaro
né porta con sé niente di buono.
mercoledì 24 ottobre 2012
dio punisce gli innamorati respinti...
con una camomilla
alla cinque del mattino
la promessa di un destino indifferente
costante com’è l’insonnia
la tentazione della nostalgia.
I tuoi capelli gomitolati
in cui potevo sempre rifugiarmi
hanno messo radici profonde
trappole odiose come rimpianti
per me gatto-poeta senza casa
senza più forbici per estirparti.
Tu e i tuoi cavalli su ogni lettera
su ogni cartolina o francobollo
nei messaggi privati ormai di ieri
simboli di una riscossa
che s’impenna gioiosa
resta lì folgorata e quasi idiota.
